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Partita IVA Social Media Manager: ATECO, forfettario e INPS

Aprire la Partita IVA da Social Media Manager nel 2026 richiede soprattutto di scegliere il codice ATECO in base al lavoro svolto davvero. ATECO 2025 non contiene una voce chiamata esattamente “Social Media Manager”, ma distingue tra ideazione e strategia delle campagne e conduzione operativa delle campagne di marketing. Per questo i codici più pertinenti sono normalmente 73.11.01 e 73.11.02.

Per il freelance che presta servizi strategici, creativi o di gestione social per i clienti, l’inquadramento è normalmente quello del libero professionista, con coefficiente di redditività del 78% nel forfettario e Gestione Separata INPS se non esiste un’altra previdenza obbligatoria. Se invece l’attività è organizzata come vera agenzia, con struttura, personale e servizi pubblicitari complessi, va verificato anche l’inquadramento d’impresa.

Social Media Manager: quadro rapido

  • ATECO 73.11.01: ideazione di campagne pubblicitarie, pianificazione e strategia, compresa la pianificazione di campagne social media marketing.
  • ATECO 73.11.02: conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari, più adatto quando prevale la gestione operativa.
  • Coefficiente forfettario: 78%.
  • Previdenza: normalmente Gestione Separata INPS per il freelance professionista.
  • Aliquota GS 2026: 26,07% senza altra previdenza obbligatoria; 24% nei casi previsti per pensionati o già assicurati.
  • Influencer: attività diversa; ATECO 2025 prevede 73.11.03 per influencer marketing.
  • Fatturazione elettronica: obbligatoria anche per i forfettari, salvo specifiche eccezioni normative.

ATECO 73.11.01: strategia, creatività e pianificazione social

Le note ATECO 2025 dell’ISTAT inseriscono nel 73.11.01 – Ideazione di campagne pubblicitarie la pianificazione e organizzazione di campagne pubblicitarie e di marketing, il lavoro concettuale sul messaggio e la creazione di campagne, comprese le campagne di social media marketing.

È quindi il codice da valutare quando il valore principale del tuo servizio è strategico: definizione del piano editoriale, scelta dei canali, tone of voice, ideazione delle campagne, concept creativi, calendario dei contenuti, coordinamento della comunicazione e analisi delle performance per orientare le decisioni del cliente.

ATECO 73.11.02: gestione operativa delle campagne

Il 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari è invece da valutare quando prevale l’esecuzione: pubblicazione e gestione operativa delle campagne, coordinamento delle attività promozionali, gestione quotidiana degli account e supporto concreto alla conduzione del marketing del cliente.

Molti Social Media Manager svolgono entrambe le funzioni. In questo caso si individua l’attività prevalente in base a ricavi e contenuto effettivo delle prestazioni, valutando un eventuale secondo codice quando le due componenti sono realmente autonome e rilevanti. Non serve moltiplicare i codici soltanto perché in un singolo incarico svolgi diverse attività accessorie.

Perché 62.20.10 non è il codice normale del Social Media Manager

Il codice 62.20.10 riguarda la consulenza informatica. Non è quindi un’alternativa generica da utilizzare quando il Social Media Manager lavora online, utilizza software, gestisce strumenti di analytics o configura piattaforme social. Il fatto che un’attività sia digitale non la trasforma in consulenza IT.

62.20.10 può diventare pertinente solo quando la prestazione principale è realmente consulenza sui sistemi informatici, infrastrutture o integrazioni tecnologiche. Per gestione social, strategia editoriale e campagne pubblicitarie restano centrali i codici dell’area 73.11.

Social Media Manager, content creator e influencer: non sono la stessa attività

Il Social Media Manager lavora normalmente sui canali dei clienti e viene pagato per gestire o progettare la loro comunicazione. L’influencer monetizza invece la propria immagine, community e capacità di promuovere brand attraverso i propri canali. ATECO 2025 ha introdotto il codice 73.11.03 – Attività di influencer marketing, rendendo ancora più importante distinguere le due situazioni.

Anche il content creator può avere un modello differente: creare video, foto e testi per conto dei clienti è diverso dal monetizzare contenuti pubblicati sui propri canali. Se svolgi più attività, il criterio corretto è capire da dove arrivano i ricavi e quale prestazione viene venduta.

Quando serve la Partita IVA

Se gestisci clienti con continuità, offri pacchetti mensili, promuovi stabilmente i tuoi servizi o lavori con più aziende, l’attività è abituale e deve essere inquadrata con Partita IVA. Non esiste una soglia generale di 5.000 euro che permetta di esercitare abitualmente senza Partita IVA.

Il limite dei 5.000 euro riguarda specifici aspetti contributivi del lavoro autonomo occasionale e non sostituisce il criterio fiscale dell’abitualità. Un Social Media Manager con contratti ricorrenti non diventa “occasionale” soltanto perché in un anno fattura poco.

Regime forfettario per Social Media Manager

Il regime forfettario può essere applicato se rispetti tutti i requisiti e non ricadi nelle cause di esclusione. Devi verificare limite di ricavi/compensi, partecipazioni societarie incompatibili, rapporti prevalenti con datori o ex datori di lavoro, limite sui redditi da lavoro dipendente quando applicabile e gli altri vincoli previsti.

Per i codici dell’area professionale 73.11 il coefficiente di redditività è del 78%. Con 30.000 euro di compensi il reddito forfettario lordo è quindi 23.400 euro. Il 22% restante rappresenta i costi riconosciuti in modo forfettario: software, computer, smartphone, coworking, formazione e pubblicità non vengono dedotti analiticamente.

Gestione Separata INPS 2026

Il Social Media Manager che esercita come libero professionista senza cassa previdenziale è normalmente iscritto alla Gestione Separata. La circolare INPS n. 8/2026 fissa l’aliquota al 26,07% per il professionista senza altra previdenza obbligatoria e al 24% nei casi previsti per pensionati o soggetti già assicurati.

La Gestione Separata non prevede i contributi fissi minimi tipici di Artigiani e Commercianti: si versa in percentuale sul reddito professionale. Se però l’attività diventa una vera impresa organizzata o agenzia, l’inquadramento va rivalutato e non va mantenuto automaticamente quello professionale.

Esempio: 30.000 euro di compensi

Con 30.000 euro di compensi e coefficiente del 78%, il reddito forfettario lordo è 23.400 euro. Applicando, nell’esempio, la Gestione Separata al 26,07%, i contributi sono circa 6.100 euro.

I contributi previdenziali obbligatori deducibili si sottraggono prima di calcolare l’imposta sostitutiva. La base fiscale scende quindi a circa 17.300 euro: l’imposta è circa 865 euro al 5% oppure 2.595 euro al 15%. Il 5% spetta soltanto quando sono rispettate tutte le condizioni previste per la nuova attività.

Budget pubblicitario del cliente: come gestirlo

Un punto pratico importante riguarda Meta Ads, Google Ads, TikTok Ads e altre piattaforme. Se possibile, il cliente dovrebbe intestarsi direttamente l’account pubblicitario e pagare il budget media, mentre tu fatturi il tuo compenso di strategia e gestione. In questo modo non confondi il valore della tua prestazione con somme destinate alle piattaforme.

Se anticipi spese o ricevi denaro dal cliente per acquistare pubblicità, il trattamento fiscale dipende da come l’operazione è documentata e da chi risulta acquirente del servizio. Non qualsiasi “rimborso ads” è automaticamente escluso dai compensi.

Clienti esteri e software acquistati dall’estero

Lavorare online significa spesso avere clienti UE o extra-UE e acquistare servizi da piattaforme straniere. Il forfettario non elimina gli adempimenti IVA sulle operazioni internazionali: territorialità, reverse charge, eventuale iscrizione VIES e documenti elettronici vanno verificati in base all’operazione.

Lo stesso vale per abbonamenti a software, strumenti di scheduling, cloud, AI e advertising acquistati da fornitori esteri. “Non applico IVA in fattura perché sono forfettario” non significa che non esistano mai obblighi IVA sugli acquisti dall’estero.

Errori da evitare

  • scegliere 62.20.10 soltanto perché il lavoro è digitale;
  • usare un unico ATECO senza distinguere strategia e conduzione delle campagne;
  • confondere Social Media Manager e influencer;
  • considerare 5.000 euro una soglia generale per evitare la Partita IVA;
  • calcolare il 5% o 15% prima di dedurre i contributi obbligatori;
  • far transitare budget pubblicitari sul proprio conto senza chiarire intestazione e natura delle somme;
  • ignorare reverse charge e adempimenti su clienti/fornitori esteri.

Prima dell’apertura verifica anche i requisiti e le cause di esclusione del regime forfettario.

Domande frequenti

Qual è il codice ATECO del Social Media Manager nel 2026?

Non esiste un unico codice con questo nome. I riferimenti principali sono 73.11.01 per ideazione, strategia e pianificazione delle campagne e 73.11.02 per conduzione operativa delle campagne di marketing.

Qual è il coefficiente di redditività?

Per i codici 73.11.01 e 73.11.02 il coefficiente di redditività del forfettario è del 78%.

Il Social Media Manager paga contributi fissi INPS?

Se esercita come libero professionista in Gestione Separata non paga un contributo fisso minimo: i contributi sono calcolati sul reddito. Nel 2026 l’aliquota ordinaria senza altra previdenza è 26,07%.

Social Media Manager e influencer usano lo stesso ATECO?

Non automaticamente. ATECO 2025 prevede 73.11.03 per l’attività di influencer marketing, mentre il Social Media Manager lavora normalmente sui canali e sulle campagne dei clienti.

Devo usare il codice di consulenza informatica?

No, non per il solo fatto di lavorare online. Il 62.20.10 riguarda consulenza informatica e non è il codice ordinario per strategia social, gestione profili e campagne marketing.

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