
Aprire la Partita IVA da perito agrario nel 2026 significa usare il codice ATECO 2025 specifico 74.99.13 – Attività di consulenza agraria fornite da periti agrari, verificare abilitazione e iscrizione professionale e attivare la corretta posizione previdenziale presso la Gestione Separata Periti Agrari della Fondazione ENPAIA.
Il codice è oggi molto più preciso rispetto al passato e non va confuso con quello dell’agrotecnico o dell’agronomo. Nel regime forfettario il coefficiente di redditività è del 78%; i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e deducibili riducono poi la base su cui si applica l’imposta sostitutiva.
Perito agrario: quadro rapido
- ATECO 2025: 74.99.13.
- Descrizione: Attività di consulenza agraria fornite da periti agrari.
- Coefficiente forfettario: 78%.
- Inquadramento: libero professionista.
- Albo: verificare abilitazione e iscrizione al Collegio territoriale per l’esercizio professionale.
- Previdenza: Gestione Separata Periti Agrari della Fondazione ENPAIA.
- Camera di Commercio: non automaticamente dovuta per la sola attività professionale individuale.
- Apertura fiscale: modello AA9/12.

Codice ATECO perito agrario 74.99.13
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 identificano il codice 74.99.13 come “Attività di consulenza agraria fornite da periti agrari”. Il Collegio Nazionale e la Gestione ENPAIA hanno inoltre richiamato i professionisti all’utilizzo di questo codice specifico per l’attività del perito agrario libero professionista.
La classificazione esclude dal 74.99.13 le consulenze agrarie viticolo-enologiche fornite da enologi ed enotecnici, che hanno codici dedicati. Anche questa distinzione mostra perché non conviene usare un codice generico quando ATECO 2025 individua espressamente la professione.
Perito agrario, agrotecnico e agronomo: codici diversi
Tre professioni vicine non significano tre codici intercambiabili. Il perito agrario usa 74.99.13; l’agrotecnico ha il proprio codice 74.99.12; l’agronomo è ricondotto al codice 74.99.11 per le attività di consulenza agraria fornite da agronomi.
La scelta deve seguire titolo, abilitazione e prestazioni concretamente svolte. Usare il codice di una professione diversa può creare incoerenze fiscali, previdenziali e professionali anche se una parte delle attività tecniche appare simile.
Abilitazione e Albo dei Periti Agrari
Il Collegio Nazionale mantiene l’Albo Unico dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati. Per svolgere la libera professione con il relativo titolo e le competenze professionali previste dall’ordinamento occorre verificare il percorso di abilitazione e l’iscrizione al Collegio territoriale competente.
I percorsi di accesso dipendono dal titolo posseduto e dalla disciplina vigente. Il punto fiscale importante è non confondere il possesso di una formazione agraria con l’esercizio della professione ordinistica: il codice 74.99.13 è costruito proprio sulle attività di consulenza agraria fornite da periti agrari.
Come aprire la Partita IVA da perito agrario
Per il professionista individuale l’apertura fiscale avviene normalmente tramite modello AA9/12, indicando 74.99.13 come attività quando descrive effettivamente la professione esercitata. Vanno poi coordinati fatturazione elettronica, previdenza ENPAIA e dichiarazione dei redditi.
La sola attività libero-professionale non comporta automaticamente l’iscrizione al Registro Imprese. Se però accanto alla professione viene esercitata un’attività organizzata d’impresa, commerciale o agricola autonoma, il quadro cambia e vanno verificati codice secondario, Camera di Commercio e ulteriore previdenza eventualmente applicabile.
ENPAIA: previdenza del perito agrario libero professionista
La previdenza professionale non va confusa con quella degli agrotecnici. Per i Periti Agrari e Periti Agrari Laureati esiste la specifica Gestione Separata Periti Agrari della Fondazione ENPAIA.
ENPAIA precisa che i periti agrari e periti agrari laureati che esercitano attività autonoma di libera professione hanno l’obbligo di iscrizione alla Gestione, anche quando svolgono contemporaneamente lavoro dipendente. Questa è una differenza importante rispetto alle professioni prive di cassa, per le quali il riferimento può essere la Gestione Separata INPS.
Il regolamento ENPAIA prevede per l’iscritto ordinario un contributo soggettivo del 10% del reddito professionale netto, con facoltà di scegliere aliquote superiori dal 12% al 30%; il contributo integrativo è pari al 2% del volume d’affari professionale, oltre alla maternità in quota fissa. I minimali e le altre componenti vanno verificati per l’anno di riferimento.
Regime forfettario perito agrario: coefficiente 78%
Per l’attività professionale con ATECO 74.99.13 il coefficiente di redditività del regime forfettario è del 78%. Significa che, fiscalmente, il 78% dei compensi incassati costituisce reddito forfettario lordo, mentre il restante 22% rappresenta la quota di costi riconosciuta in modo forfettario.
Non si deducono quindi analiticamente auto, carburante, software, attrezzatura o spese dello studio. La deduzione che resta centrale è quella dei contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e fiscalmente deducibili. Per verificare accesso e cause ostative consulta i requisiti del regime forfettario.
Esempio con 30.000 euro di compensi
Con 30.000 euro di compensi e coefficiente del 78%, il reddito forfettario lordo è 23.400 euro. Supponiamo, solo per mostrare il metodo, che nell’anno siano stati effettivamente versati 3.000 euro di contributi previdenziali obbligatori deducibili: la base fiscale diventa 20.400 euro.
L’imposta sostitutiva è quindi 1.020 euro al 5% oppure 3.060 euro al 15%. I 3.000 euro dell’esempio non sono una stima della contribuzione ENPAIA dovuta: servono esclusivamente a mostrare l’ordine corretto del calcolo fiscale.
L’ordine è sempre: compensi incassati → coefficiente 78% → reddito forfettario lordo → contributi obbligatori versati e deducibili → base dell’imposta → 5% o 15%.
Perito agrario dipendente e libera professione
Il lavoro dipendente non esclude in assoluto la libera professione, ma vanno verificati compatibilità del rapporto di lavoro, eventuali divieti del datore e requisiti fiscali. Sul piano previdenziale, ENPAIA indica espressamente l’obbligo della Gestione Periti Agrari anche per chi esercita la professione autonoma contemporaneamente a un lavoro dipendente.
Ai fini del forfettario va inoltre controllata la causa ostativa relativa ai redditi di lavoro dipendente dell’anno precedente e ogni altra condizione vigente al momento dell’accesso.
Fattura del perito agrario
Il perito agrario emette fattura elettronica per le prestazioni professionali. Nel regime forfettario non addebita l’IVA per effetto della disciplina del regime e non subisce ordinariamente ritenuta d’acconto quando sono riportate le corrette indicazioni fiscali. Va inoltre gestito il contributo previdenziale secondo le regole ENPAIA applicabili alla prestazione.
Per importi non soggetti a IVA superiori a 77,47 euro si applicano le regole sull’imposta di bollo da 2 euro, salvo specifiche eccezioni. Descrizione della prestazione, contributo previdenziale e trattamento fiscale devono essere coerenti tra loro.
Errori da evitare
- usare ancora un vecchio codice generico invece di 74.99.13;
- confondere il codice del perito agrario con 74.99.12 dell’agrotecnico o 74.99.11 dell’agronomo;
- indicare la Gestione ENPAIA degli agrotecnici invece della Gestione Separata Periti Agrari;
- ritenere che il lavoro dipendente elimini automaticamente l’obbligo ENPAIA per la libera professione;
- calcolare l’imposta sostitutiva prima di dedurre i contributi obbligatori versati e deducibili;
- usare aliquote o minimi previdenziali di anni precedenti per stimare il 2026.
Per la gestione continuativa di ENPAIA, fatture, scadenze, perizie, attività agricole parallele e costi professionali consulta anche la guida al commercialista per perito agrario.
Domande frequenti
ATECO 2025 prevede il codice 74.99.13, Attività di consulenza agraria fornite da periti agrari.
Il riferimento è la Gestione Separata Periti Agrari della Fondazione ENPAIA. ENPAIA indica l’obbligo anche quando l’attività autonoma è svolta insieme a lavoro dipendente.
Per il codice 74.99.13 il coefficiente di redditività nel regime forfettario è del 78%.
Non automaticamente per la sola attività libero-professionale individuale. Se vengono svolte anche attività organizzate d’impresa, commerciali o agricole, l’inquadramento deve essere verificato separatamente.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
