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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Dipendente con Partita IVA: quando non paghi altri contributi INPS

Essere lavoratore dipendente non significa automaticamente essere esonerato dai contributi INPS sulla Partita IVA. La risposta dipende soprattutto da come è inquadrata la seconda attività: un professionista senza Cassa segue regole diverse da un artigiano o commerciante e non esiste una soglia generale di 28 o 30 ore settimanali che, da sola, faccia scattare l’esonero.

Se sei un professionista iscritto alla Gestione Separata INPS, i contributi restano in genere dovuti anche se hai già un lavoro dipendente. Nel 2026, per i professionisti già assicurati presso un’altra forma previdenziale obbligatoria, l’aliquota della Gestione Separata è pari al 24%, come confermato dalla circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026.

Dipendente con Partita IVA: quando l’INPS può non essere dovuto

Il caso in cui può non esserci una seconda contribuzione riguarda soprattutto le attività d’impresa soggette, in astratto, alla Gestione Artigiani o Commercianti. Qui il punto non è il regime forfettario e non è nemmeno una soglia rigida di ore da dipendente: occorre verificare se sussistono realmente i requisiti per l’iscrizione alla gestione previdenziale dell’attività d’impresa.

Per la Gestione Commercianti, l’INPS richiede tra l’altro che il titolare partecipi personalmente al lavoro aziendale in modo abituale e prevalente. La stessa logica di verifica dell’effettiva partecipazione lavorativa rileva anche per l’inquadramento artigiano. Un rapporto di lavoro dipendente a tempo pieno può essere un elemento molto importante nella valutazione della prevalenza, ma non crea una esenzione automatica valida per chiunque.

Non esiste la regola automatica delle 28 o 30 ore

Online si trova spesso la formula secondo cui un dipendente part-time che lavora almeno 28 o 30 ore a settimana sarebbe automaticamente esonerato dai contributi Artigiani o Commercianti. Questa non è una soglia generale fissata dalla legge come automatismo.

L’orario del lavoro dipendente è uno degli elementi da considerare insieme alla natura dell’attività autonoma, al tempo effettivamente dedicato all’impresa, all’organizzazione utilizzata e alla partecipazione personale. Per questo due persone con lo stesso numero di ore da dipendente possono avere un diverso inquadramento previdenziale se la seconda attività è organizzata in modo diverso.

La guida dedicata a lavoro dipendente part-time e Partita IVA approfondisce proprio questa differenza.

Professionista senza Cassa: il lavoro dipendente non elimina la Gestione Separata

Per il libero professionista senza una Cassa previdenziale di categoria il principio cambia. L’attività professionale abituale comporta l’iscrizione alla Gestione Separata e il fatto di essere già dipendente non elimina la contribuzione sulla Partita IVA.

La presenza di un’altra tutela pensionistica obbligatoria incide però sull’aliquota: per il 2026 l’INPS conferma il 24% per i professionisti pensionati o assicurati presso altra forma previdenziale obbligatoria, mentre per chi non ha altra tutela l’aliquota complessiva ordinaria è più elevata.

Quindi un consulente, traduttore, grafico o altro professionista senza Cassa che lavora anche come dipendente non deve ragionare in termini di “esonero INPS”, ma di aliquota Gestione Separata applicabile.

Artigiano o commerciante: cosa bisogna verificare davvero

Se la seconda attività è d’impresa, ad esempio e-commerce, commercio, produzione artigianale o altra attività soggetta alle gestioni speciali, va verificato se ricorrono i requisiti di iscrizione.

  • Abitualità: l’attività non deve essere meramente occasionale.
  • Partecipazione personale: devi svolgere effettivamente lavoro nell’impresa.
  • Prevalenza: per l’inquadramento nelle gestioni speciali conta il peso concreto dell’attività nei casi in cui la normativa richiede questo requisito.
  • Tipo di attività: non basta avere una Partita IVA; bisogna capire se l’attività è professionale, artigiana o commerciale.

Per questo è sbagliato presentare l’esonero come una semplice richiesta da fare alla Camera di Commercio. La Comunicazione Unica serve a trasmettere i dati agli enti competenti, ma l’obbligo previdenziale deriva dai requisiti sostanziali dell’attività.

Essere in regime forfettario cambia l’esonero INPS?

No. Il regime forfettario è un regime fiscale e non determina da solo se devi o non devi versare contributi. Puoi essere forfettario e iscritto alla Gestione Separata, alla Gestione Artigiani, alla Gestione Commercianti o a una Cassa professionale.

Separatamente, il forfettario prevede requisiti e cause di esclusione. Se hai anche redditi da lavoro dipendente devi controllare il limite previsto per l’accesso al regime e la regola relativa alle fatture verso il datore di lavoro o gli ex datori. Per il quadro completo trovi la guida su Partita IVA e lavoro dipendente.

Esempio 1: dipendente e consulente freelance

Un dipendente apre una Partita IVA per svolgere consulenze professionali senza Cassa. Se l’attività è abituale, l’iscrizione alla Gestione Separata resta dovuta. Poiché il lavoratore è già assicurato come dipendente, nel 2026 l’aliquota applicabile alla sua attività professionale è il 24%.

Esempio 2: dipendente full time con piccolo e-commerce

Un dipendente full time apre un e-commerce. In questo caso non si può rispondere automaticamente “non paga INPS” né “deve sempre pagare i contributi fissi”. Va verificata l’effettiva sussistenza dei requisiti per l’iscrizione alla Gestione Commercianti, considerando il carattere abituale dell’attività e la partecipazione personale e prevalente.

Per i casi in cui la seconda attività d’impresa non comporta una ulteriore iscrizione alla gestione speciale trovi anche la guida Partita IVA senza contributi INPS: quando è possibile.

Esempio 3: dipendente part-time e attività commerciale intensa

Se il lavoro dipendente è part-time e la persona dedica una parte rilevante della settimana alla propria attività commerciale, non è corretto invocare una presunta soglia automatica di 28 o 30 ore. L’INPS può valutare i requisiti concreti dell’attività imprenditoriale e, se sussistono, l’iscrizione alla Gestione Commercianti può essere dovuta.

Chi ha davvero diritto a non versare una seconda contribuzione?

In sintesi, non esiste una categoria generale “dipendenti esonerati dall’INPS”. Può non sorgere un secondo obbligo nella Gestione Artigiani o Commercianti quando l’attività non presenta i requisiti necessari per quella iscrizione. Al contrario, per i professionisti senza Cassa la Gestione Separata resta normalmente dovuta anche in presenza di lavoro dipendente, con aliquota ridotta al 24% nel 2026 per chi ha altra tutela previdenziale obbligatoria.

La regola più sicura è quindi partire dal tipo di attività e dalla gestione previdenziale corretta, non dal solo numero di ore del contratto da dipendente.

Domande frequenti

Se sono dipendente posso aprire Partita IVA senza pagare INPS?

Non automaticamente. Per un professionista senza Cassa la Gestione Separata resta in genere dovuta; per artigiani e commercianti va verificato se esistono i requisiti per l’iscrizione alla gestione speciale.

Con un part-time di 28 o 30 ore sono esonerato dai contributi INPS?

No, non esiste una soglia generale di 28 o 30 ore che produca automaticamente l’esonero. L’orario è uno degli elementi da valutare insieme alle caratteristiche concrete dell’attività autonoma.

Quanto paga di Gestione Separata un professionista che è anche dipendente nel 2026?

Per il 2026 l’aliquota dei professionisti già assicurati presso un’altra forma previdenziale obbligatoria è pari al 24%.

Il regime forfettario esonera dai contributi INPS?

No. Il forfettario è un regime fiscale. L’obbligo contributivo dipende dall’inquadramento previdenziale dell’attività.

Un dipendente full time con e-commerce paga sempre la Gestione Commercianti?

Non si può rispondere in modo automatico. Va verificato se l’attività presenta i requisiti di abitualità e partecipazione personale e prevalente richiesti per l’iscrizione.

L’esonero INPS si chiede alla Camera di Commercio?

Non esiste una domanda standard di esonero valida per tutti. Con la Comunicazione Unica vengono trasmessi i dati agli enti, ma l’obbligo previdenziale dipende dai requisiti sostanziali dell’attività.

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