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Regime Forfettario

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Vendere su Catawiki con Partita IVA: forfettario, usato, DAC7 e IVA

Vendere su Catawiki può essere una semplice attività privata oppure una vera attività professionale. La differenza non dipende soltanto dal numero di oggetti o dal valore delle vendite: contano abitualità, organizzazione, acquisto per rivendita, continuità e collegamento con un’attività economica.

Catawiki utilizza anche propri criteri interni per identificare i venditori professionali: tra gli indicatori pubblicati compaiono più di 250 oggetti messi all’asta in un anno oppure almeno 75.000 euro di vendite annuali sulla piattaforma. Questi valori non sono soglie fiscali italiane: si può essere fiscalmente professionali anche molto prima, e Catawiki stessa precisa che può qualificare come professionista un venditore sotto tali valori.

Per il quadro generale sulle piattaforme consulta marketplace online e regime forfettario.

Catawiki e Partita IVA: risposta in breve

  • Vendere occasionalmente beni propri usati non comporta automaticamente apertura della Partita IVA.
  • Comprare oggetti per rivenderli abitualmente o organizzare un’attività continuativa può richiedere Partita IVA.
  • I criteri Catawiki di 250 oggetti o 75.000 euro sono criteri della piattaforma, non limiti fiscali italiani.
  • Le soglie DAC7 di 30 vendite o 2.000 euro riguardano il reporting della piattaforma, non l’obbligo di aprire Partita IVA.
  • Un venditore professionale deve verificare ATECO, INPS, IVA e compatibilità del regime forfettario con l’attività effettiva.
  • Nella rivendita professionale di beni usati può entrare in gioco il regime IVA del margine, da verificare anche rispetto alla compatibilità con il forfettario.

Quando puoi vendere come privato

Se vendi saltuariamente oggetti della tua collezione personale, beni ereditati o beni usati acquistati per uso proprio, il fatto di utilizzare Catawiki non trasforma automaticamente l’attività in impresa. Conta però la sostanza: frequenza, organizzazione, acquisti finalizzati alla rivendita e continuità.

Per capire il principio generale consulta quando è obbligatoria la Partita IVA.

Quando Catawiki può considerarti venditore professionale

La policy professionale di Catawiki indica diversi segnali. Tra questi: oltre 250 oggetti messi all’asta in un anno, almeno 75.000 euro di vendite annuali, vendita regolare dello stesso tipo di oggetti, beni nuovi, attività come agente per terzi, acquisto con finalità di rivendita o vendita di beni collegati alla propria attività commerciale.

La piattaforma può quindi considerarti professionale anche se non superi 250 oggetti o 75.000 euro. È un punto importante perché evita di trasformare quei numeri in una falsa franchigia fiscale.

250 oggetti e 75.000 euro non sono soglie fiscali

Un venditore italiano può essere tenuto ad aprire Partita IVA anche con numeri molto inferiori, se l’attività ha carattere abituale e organizzato. Al contrario, il superamento di uno dei criteri interni Catawiki non determina da solo quale regime fiscale italiano applicare.

DAC7 su Catawiki: 30 vendite o 2.000 euro

Catawiki applica gli obblighi DAC7. La piattaforma indica che il reporting riguarda venditori privati e professionali residenti nell’UE o nel Regno Unito che, nell’anno, hanno venduto almeno 30 oggetti oppure generato più di 2.000 euro di ricavi sulla piattaforma.

Anche queste soglie non stabiliscono quando nasce l’obbligo di Partita IVA. Servono a individuare determinati obblighi informativi della piattaforma verso le autorità fiscali.

DAC7 non significa automaticamente tasse da pagare

La comunicazione DAC7 non crea una nuova imposta. Se vendi un tuo oggetto personale, il fatto che una piattaforma trasmetta dati non trasforma automaticamente l’operazione in reddito d’impresa. Se invece svolgi un’attività professionale non dichiarata, i dati comunicati possono rendere più facile ricostruire l’attività.

Catawiki e regime forfettario: si può usare?

In linea generale un’attività commerciale svolta tramite Catawiki può applicare il regime forfettario se possiede tutti i requisiti e non ricade in cause di esclusione. Il marketplace utilizzato non decide il regime fiscale: conta la natura dell’attività.

Quale codice ATECO scegliere

Con ATECO 2025 il codice deve rappresentare ciò che vendi e come svolgi l’attività, non il nome Catawiki. Un commerciante di orologi, arte, antiquariato, gioielli, libri o oggetti da collezione può avere classificazioni diverse.

Per il metodo di scelta consulta codice ATECO e-commerce.

INPS per il venditore professionale

Chi svolge abitualmente attività commerciale deve normalmente verificare l’iscrizione alla Gestione Commercianti INPS. Se invece Catawiki viene utilizzato nell’ambito di un’attività professionale diversa, l’inquadramento previdenziale può cambiare. Per i commercianti consulta contributi INPS artigiani e commercianti.

Vendita dell’usato e regime IVA del margine

Catawiki è molto utilizzato per beni usati, da collezione e oggetti acquistati da privati. Per un rivenditore professionale può quindi essere necessario verificare il regime IVA del margine previsto per determinate operazioni su beni usati, oggetti d’arte, antiquariato e collezione.

Questo controllo è essenziale anche per chi pensa al forfettario: i regimi IVA speciali rientrano tra le situazioni che possono impedire l’applicazione del regime agevolato. Non basta quindi dire “vendo usato e sono sotto 85.000 euro”.

Commissioni Catawiki

Catawiki applica una commissione al venditore quando l’oggetto viene venduto. La documentazione attuale indica una commissione calcolata sul prezzo di vendita, con una componente percentuale e una componente fissa; per le condizioni applicabili è necessario verificare la tabella aggiornata al momento dell’inserimento dell’oggetto. Catawiki segnala inoltre che sulle commissioni può applicarsi IVA.

Per un venditore professionale UE stabilito fuori dai Paesi Bassi può trovare applicazione il reverse charge sulla fattura della commissione, secondo le condizioni indicate dalla piattaforma.

Commissioni e forfettario: attenzione al margine reale

Le commissioni riducono il guadagno effettivo ma nel forfettario non vengono normalmente dedotte analiticamente euro per euro. Per chi compra oggetti costosi da rivendere questo può incidere molto sulla convenienza del regime.

Il controllo corretto è confrontare prezzo di acquisto, prezzo di vendita, commissioni, spedizione, assicurazione, eventuale IVA e contributi. Per il test complessivo consulta quando conviene il regime forfettario.

Pagamento e payout

Il venditore deve conservare report degli ordini e dei pagamenti e non utilizzare il solo accredito bancario come unica misura dell’attività. Prezzo pagato dall’acquirente, commissione della piattaforma, costi di spedizione e payout finale sono valori distinti.

Vendite a clienti in altri Paesi UE

La clientela Catawiki è internazionale. Un venditore professionale deve quindi verificare le regole IVA applicabili alle vendite B2C transfrontaliere, l’eventuale utilizzo dell’OSS e le specifiche regole per beni usati o oggetti sottoposti a regimi particolari.

Per il quadro generale consulta regime forfettario e operazioni con l’estero.

Esempio 1: collezionista privato

Una persona vende in un anno alcuni orologi della propria collezione, acquistati negli anni precedenti per uso personale. Non compra nuovi pezzi per rivenderli e non organizza un’attività commerciale. L’uso di Catawiki non basta, da solo, a trasformarla in impresa.

Esempio 2: reseller professionale

Un soggetto compra regolarmente orologi e oggetti da collezione da privati e aste, li seleziona, li promuove e li rivende con continuità su Catawiki e altri canali. Qui gli elementi dell’attività professionale sono molto più forti anche se non vengono raggiunti i 250 oggetti o 75.000 euro indicati dalla piattaforma.

Errori da evitare

  • considerare 250 oggetti o 75.000 euro come franchigia fiscale;
  • confondere le soglie DAC7 con quelle per aprire Partita IVA;
  • pensare che “usato” significhi sempre vendita privata;
  • usare il payout netto come unico dato dei ricavi;
  • ignorare il regime IVA del margine;
  • non verificare reverse charge sulle commissioni della piattaforma;
  • non conservare report vendite, acquisti e pagamenti.

Checklist per chi vende su Catawiki

  1. stabilisci se vendi beni personali o acquisti per rivendere;
  2. valuta abitualità, organizzazione e continuità;
  3. verifica se Catawiki ti qualifica come professionista;
  4. non usare i criteri interni Catawiki come soglie fiscali;
  5. controlla ATECO, INPS e Registro Imprese;
  6. verifica compatibilità del forfettario con eventuali regimi IVA speciali;
  7. ricostruisci commissioni, payout e margine;
  8. controlla DAC7 e vendite UE;
  9. conserva documentazione di acquisto e provenienza dei beni.

Fonti ufficiali

  • Catawiki – Professional Seller Policy
  • Catawiki – DAC7
  • Catawiki – commissioni venditore
  • Legge 190/2014 – regime forfettario

Domande frequenti su Catawiki e Partita IVA

Posso vendere su Catawiki senza Partita IVA?

Può essere possibile per vendite occasionali di beni personali.

250 oggetti o 75.000 euro sono la soglia per aprire Partita IVA?

No.

Le 30 vendite o 2.000 euro DAC7 sono una soglia fiscale?

No.

Posso usare il regime forfettario per vendere su Catawiki?

Sì se rispetti i requisiti e non ricadi in cause di esclusione.

Le commissioni Catawiki si deducono nel forfettario?

Non analiticamente euro per euro.

Catawiki applica il reverse charge sulle commissioni?

Può applicarsi per venditori professionali UE stabiliti fuori dai Paesi Bassi.

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