Un calendario fiscale personale per il regime forfettario non deve essere una semplice lista di date: deve dirti cosa pagare, quanto accantonare, quale documento controllare e quali scadenze dipendono dalla tua posizione previdenziale. Il modo più efficace per costruirlo è partire da quattro blocchi: imposta sostitutiva, INPS o Cassa professionale, imposta di bollo sulle fatture elettroniche e dichiarazione dei redditi.
Nel 2026, per esempio, il saldo 2025 e il primo acconto 2026 dell’imposta sostitutiva hanno avuto come riferimento ordinario il 30 giugno, con differimenti previsti per specifiche categorie; il secondo o unico acconto cade il 30 novembre. Per artigiani e commercianti esistono inoltre quattro rate sul minimale INPS, mentre i professionisti in Gestione Separata seguono il calendario collegato alla dichiarazione dei redditi. Le Casse professionali, invece, hanno calendari propri.
Perché serve un calendario fiscale personale e non una lista generica
Due contribuenti forfettari possono avere scadenze molto diverse. Un consulente in Gestione Separata non ha le stesse rate di un artigiano; un avvocato deve coordinare anche la Cassa Forense; chi emette fatture soggette a bollo deve controllare i trimestri; chi ha dipendenti o collaboratori può avere ulteriori adempimenti.
Il calendario deve partire dalla tua posizione reale
Prima di segnare le date, identifica attività, codice ATECO, gestione previdenziale, eventuale Cassa, presenza di dipendenti, obblighi camerali e modalità di fatturazione.
Una data senza importo non basta
Accanto a ogni scadenza dovresti avere almeno quattro campi: importo stimato, importo definitivo, documento di origine e stato del pagamento. In questo modo il calendario diventa uno strumento di controllo, non un semplice promemoria.
Il primo blocco: saldo e primo acconto dell’imposta sostitutiva
Il regime forfettario applica l’imposta sostitutiva del 5% o 15% sul reddito imponibile determinato secondo le regole previste dalla Legge 190/2014. Il pagamento principale dell’anno ruota intorno al saldo dell’anno precedente e al primo acconto dell’anno corrente.
Il riferimento ordinario
Per Redditi PF 2026, l’Agenzia delle Entrate ha indicato il 30 giugno 2026 come termine ordinario per il saldo 2025 e il primo acconto 2026 dell’imposta sostitutiva. Nel 2026 specifici soggetti, compresi molti contribuenti che applicano il forfettario, hanno beneficiato del differimento al 20 luglio senza maggiorazione secondo le condizioni previste per i soggetti interessati.
Codici tributo da associare al calendario
Il codice 1792 identifica il saldo dell’imposta sostitutiva, mentre il codice 1790 identifica il primo acconto. Inserire il codice accanto alla scadenza aiuta a evitare F24 duplicati o imputati all’anno sbagliato.
RF ha una guida specifica sulle scadenze del regime forfettario 2026.
Secondo acconto: una scadenza da preparare molti mesi prima
Il secondo o unico acconto dell’imposta sostitutiva è una delle scadenze che crea più problemi di liquidità, perché arriva dopo l’estate e può coincidere con altri versamenti.
30 novembre come data chiave
Per il 2026, il 30 novembre è il termine per il secondo o unico acconto risultante dal modello Redditi. Per il forfettario il codice tributo di riferimento è 1791.
Metodo storico e metodo previsionale
Nel calendario personale conviene inserire non soltanto la data, ma anche il metodo con cui l’acconto verrà determinato. Se prevedi un reddito molto più basso rispetto all’anno precedente, il metodo previsionale può ridurre il versamento, ma richiede una stima prudente per evitare insufficienze.
Approfondimento: secondo acconto nel regime forfettario.
INPS Gestione Separata: calendario collegato alle imposte
I professionisti senza Cassa autonoma iscritti alla Gestione Separata non hanno le quattro rate fisse previste per artigiani e commercianti. I contributi sono calcolati sul reddito e seguono il meccanismo di saldo e acconti.
Per il calcolo puoi approfondire anche quanto paga INPS un professionista senza Cassa.
Saldo e primo acconto
Vanno normalmente coordinati con i termini previsti per i versamenti risultanti dalla dichiarazione dei redditi. Questo significa che il calendario fiscale del professionista deve tenere insieme imposta sostitutiva e contributi, perché spesso cadono nello stesso periodo.
Secondo acconto contributivo
Anche il secondo acconto previdenziale va previsto nella parte finale dell’anno. Inserire tasse e contributi in due righe separate evita di sottostimare il fabbisogno finanziario complessivo.
Artigiani e commercianti: quattro rate sul minimale
Per artigiani e commercianti il calendario è diverso perché esiste una contribuzione sul minimale che viene pagata in quattro rate, indipendentemente dal calendario dell’imposta sostitutiva.
Le quattro scadenze 2026
L’INPS indica per il 2026 le seguenti date per il contributo minimo obbligatorio: 18 maggio 2026, 20 agosto 2026, 17 novembre 2026 e 16 febbraio 2027.
Contributi oltre il minimale
Il contributo sul reddito eccedente il minimale segue invece i termini collegati alla dichiarazione dei redditi. Per questo un artigiano o commerciante deve gestire due calendari previdenziali contemporaneamente: rate fisse e saldo/acconti sulla quota eccedente.
Casse professionali: crea un calendario separato
Avvocati, ingegneri, architetti, commercialisti, psicologi, biologi, medici e altri professionisti iscritti a enti previdenziali autonomi non possono usare un calendario INPS generico.
Ogni Cassa ha proprie scadenze
Contributo soggettivo, integrativo, maternità, minimi e conguagli possono avere date differenti. Alcune Casse prevedono più rate durante l’anno, altre scadenze collegate alla dichiarazione previdenziale.
Non mescolare Cassa e imposta sostitutiva
Nel tuo foglio personale crea una sezione autonoma “Cassa professionale”, con colonne per dichiarazione annuale, acconti, minimi, saldo e conguaglio. Questo riduce il rischio di considerare conclusi gli adempimenti dopo aver pagato soltanto l’F24 fiscale.
Bollo sulle fatture elettroniche: quattro trimestri da controllare
Chi emette fatture elettroniche soggette a imposta di bollo deve aggiungere al calendario fiscale le scadenze trimestrali previste dall’Agenzia delle Entrate.
Schema ordinario
Il sistema prevede, in via generale, il versamento entro il 31 maggio per il primo trimestre, 30 settembre per il secondo, 30 novembre per il terzo e 28 febbraio dell’anno successivo per il quarto, con slittamento al primo giorno lavorativo quando la scadenza cade in giorno festivo.
La particolarità del 2026
Poiché il 31 maggio 2026 cade di domenica, il termine del primo trimestre è slittato al 1° giugno 2026. L’Agenzia consente inoltre, entro determinate soglie, di rinviare il pagamento dei primi trimestri: se il primo trimestre non supera 5.000 euro può essere versato entro il 30 settembre; se primo e secondo trimestre complessivamente non superano 5.000 euro, il pagamento può arrivare al 30 novembre.
Approfondimento RF: bollo sulle fatture elettroniche nel forfettario.
Dichiarazione dei redditi: inserisci anche la data di invio
Il calendario personale non deve contenere soltanto pagamenti. La presentazione della dichiarazione dei redditi è una scadenza autonoma e va monitorata separatamente.
Redditi PF 2026
Per il modello Redditi Persone Fisiche 2026, l’Agenzia delle Entrate indica il 2 novembre 2026 come ultimo giorno utile, perché il 31 ottobre cade di sabato.
Non aspettare la scadenza per controllare il Quadro LM
Inserisci nel calendario una data interna almeno 30-45 giorni prima per verificare compensi incassati, coefficienti di redditività, contributi deducibili, eventuali crediti e acconti già versati.
Come trasformare le scadenze in un piano di liquidità
Il problema principale del forfettario non è conoscere la data: è arrivarci con la liquidità sufficiente. Per questo il calendario fiscale dovrebbe contenere anche una colonna di accantonamento mensile.
Accantona una percentuale di ogni incasso
Ogni volta che ricevi un pagamento, sposta una quota su un conto o sottoconto dedicato a tasse e contributi. La percentuale dipende da coefficiente di redditività, aliquota, gestione previdenziale e altri redditi.
Separa tasse e previdenza
Un unico “fondo tasse” può essere fuorviante. È meglio distinguere imposta sostitutiva, INPS/Cassa e bollo. In questo modo capisci immediatamente quale voce sta assorbendo la liquidità.
Se i tuoi incassi cambiano molto da un mese all’altro, può essere utile affiancare al calendario la guida su come gestire redditi variabili nel regime forfettario.
Il metodo 30-15-5 giorni per non dimenticare una scadenza
Ogni data fiscale importante dovrebbe generare almeno tre promemoria interni.
30 giorni prima
Verifica stima dell’importo, documenti mancanti, F24 da predisporre e liquidità disponibile.
15 giorni prima
Controlla il calcolo definitivo, eventuali crediti utilizzabili e la corretta imputazione dell’anno.
5 giorni prima
Verifica che il modello sia pronto, il conto abbia fondi sufficienti e l’intermediario abbia ricevuto istruzioni chiare.
Un calendario non deve contenere soltanto scadenze obbligatorie
Le date interne di controllo sono spesso più importanti delle scadenze ufficiali, perché permettono di prevenire errori. Chi gestisce in autonomia la propria posizione può integrare questo metodo con la guida RF sul regime forfettario senza commercialista.
Riconciliazione incassi ogni mese
Confronta fatture emesse, pagamenti ricevuti, POS, bonifici e piattaforme. Nel forfettario il principio di cassa rende questa verifica essenziale.
Controllo F24 trimestrale
Verifica quali modelli sono stati addebitati, quali sono stati scartati e quali codici tributo sono stati utilizzati. Questo evita di scoprire mesi dopo un pagamento mancante o duplicato.
Check previdenziale
Per artigiani e commercianti controlla le rate sul minimale; per Gestione Separata il reddito; per le Casse autonome il calendario dell’ente.
Esempio di calendario personale per un professionista forfettario
Un consulente in Gestione Separata può organizzare l’anno con una struttura semplice: gennaio-marzo per riconciliare l’anno precedente, aprile-maggio per preparare dichiarazione e primo calcolo fiscale, giugno-luglio per saldo e primo acconto, settembre per controllo del secondo semestre, novembre per secondo acconto e durante l’anno per eventuale bollo.
Professionista senza Cassa
Le righe principali saranno: imposta sostitutiva, Gestione Separata, bollo e dichiarazione Redditi PF.
Artigiano
Alle stesse righe vanno aggiunte le quattro rate INPS sul minimale e l’eventuale contribuzione eccedente.
Professionista con Cassa
La Gestione Separata viene sostituita dalle scadenze dell’ente previdenziale specifico, che possono essere più numerose e distribuite diversamente durante l’anno.
Errori comuni nella gestione delle scadenze
Usare soltanto il calendario dell’anno precedente
Festività, proroghe e provvedimenti possono modificare le date. Il modello di calendario può essere riutilizzato, ma le scadenze vanno verificate ogni anno su fonti ufficiali.
Confondere scadenza fiscale e data di addebito
Inviare un F24 il giorno della scadenza senza controllare saldo del conto e ricevuta può creare problemi. È meglio predisporre il pagamento con anticipo e verificare l’esito.
Dimenticare le scadenze non fiscali
Camera di Commercio, INAIL, Cassa professionale, diritto annuale e altri adempimenti possono dipendere dal tipo di attività. Il calendario personale deve includere anche ciò che non compare nel classico elenco “tasse del forfettario”.
Checklist annuale per costruire il tuo calendario
- identifica imposta sostitutiva e codici 1790, 1791 e 1792;
- segna saldo e primo acconto;
- segna secondo o unico acconto;
- inserisci INPS Gestione Separata oppure le quattro rate Artigiani/Commercianti;
- se hai una Cassa, importa il suo calendario ufficiale;
- aggiungi i quattro trimestri del bollo elettronico, se dovuto;
- segna la scadenza della dichiarazione Redditi PF;
- aggiungi almeno tre promemoria interni per ogni pagamento importante;
- crea una colonna “importo stimato” e una “importo definitivo”;
- registra data e ricevuta di ogni F24;
- ricontrolla mensilmente incassi e fatture;
- aggiorna il calendario quando escono proroghe o provvedimenti ufficiali.
Fonti ufficiali
L’Agenzia delle Entrate pubblica lo Scadenzario fiscale ufficiale e, per Redditi PF 2026, indica saldo e primo acconto del forfettario al 30 giugno 2026, con le specifiche proroghe previste per i soggetti interessati. La pagina ufficiale della dichiarazione precompilata 2026 conferma il 2 novembre per Redditi PF e il 30 novembre per il secondo o unico acconto.
Per gli artigiani, l’INPS indica le quattro rate 2026 del minimale: 18 maggio, 20 agosto, 17 novembre e 16 febbraio 2027. Per il bollo elettronico, l’Agenzia delle Entrate pubblica le scadenze trimestrali e le regole di rinvio entro le soglie previste.
FAQ sul calendario fiscale del forfettario
Qual è la scadenza principale per le tasse del forfettario?
Saldo dell’anno precedente e primo acconto dell’anno corrente ruotano intorno al termine previsto per i versamenti della dichiarazione dei redditi; il secondo o unico acconto è normalmente a fine novembre.
Artigiani e commercianti hanno più scadenze dei professionisti?
Sì. Oltre a saldo e acconti sulle imposte, hanno normalmente quattro rate INPS sul minimale e gli eventuali contributi sul reddito eccedente.
Il bollo delle fatture elettroniche va sempre pagato ogni trimestre?
Il sistema è trimestrale, ma entro determinate soglie il primo e il secondo trimestre possono essere rinviati alle date successive previste dalla normativa.
Posso usare lo stesso calendario ogni anno?
Puoi riutilizzare la struttura, non le date. Ogni anno devi verificare festività, proroghe, modifiche normative e scadenze della tua gestione previdenziale.
Meglio calendario digitale o foglio Excel?
La soluzione migliore è quella che ti permette di collegare data, importo, documento e ricevuta. Un foglio di controllo più calendario digitale con promemoria è spesso la combinazione più efficace.
In sintesi: il calendario fiscale del forfettario deve essere personalizzato sulla tua posizione e trasformare le scadenze in un piano di liquidità. Imposta sostitutiva, INPS o Cassa, bollo e dichiarazione vanno gestiti insieme, con promemoria anticipati e controllo delle ricevute. Le date ufficiali cambiano ogni anno: la struttura resta, ma il calendario va aggiornato sempre sulle fonti Agenzia Entrate, INPS e della propria Cassa.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
