Il calcolo delle tasse del grafologo in regime forfettario parte da tre dati: compensi incassati, coefficiente di redditività del 78% e contributi alla Gestione Separata INPS. Nel 2026, per un grafologo libero professionista senza altra copertura previdenziale obbligatoria, l’aliquota INPS è pari al 26,07%; per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria si applica invece il 24%.
Il codice ATECO 2025 di riferimento per la consulenza tecnica in ambito grafologico è 74.99.94. Le note ISTAT includono espressamente la grafologia forense e la consulenza grafologica aziendale. Nel regime forfettario il coefficiente di redditività del 78% determina il reddito fiscale su cui calcolare contributi e, dopo la deduzione dei contributi previdenziali versati, l’imposta sostitutiva al 5% o al 15%.
Calcolo tasse grafologo: formula base
- compensi incassati × 78% = reddito forfettario lordo;
- reddito forfettario × aliquota INPS = contributi previdenziali;
- reddito forfettario − contributi deducibili = base dell’imposta sostitutiva;
- base imponibile × 5% o 15% = imposta sostitutiva;
- compensi − contributi − imposta = netto fiscale teorico prima dei costi reali.
Il netto fiscale teorico non coincide automaticamente con quanto resta davvero sul conto: software, assicurazione, formazione, consulenze, strumenti e altri costi professionali continuano a ridurre la liquidità anche se nel forfettario non vengono normalmente dedotti uno per uno.
ATECO 74.99.94: attività di consulenza tecnica in ambito grafologico
La classificazione ATECO 2025 dell’ISTAT individua il codice 74.99.94 per le attività di consulenza tecnica in ambito grafologico. Le note comprendono:
- attività di esperti in grafologia forense;
- consulenza grafologica aziendale;
- supporto grafologico nei processi di selezione delle risorse umane.
La guida generale su Partita IVA grafologo approfondisce apertura, codice ATECO, Legge 4/2013, attività forense e fatturazione.
Coefficiente di redditività del 78%
Con coefficiente del 78%, il Fisco considera imponibile il 78% dei compensi incassati. Il restante 22% rappresenta la quota forfettaria di costi riconosciuta dal regime.
Esempio: con 30.000 euro di compensi, il reddito forfettario lordo è:
30.000 × 78% = 23.400 euro.
Non significa che il grafologo abbia davvero speso il 22%: è una percentuale fiscale standard. Se i costi reali sono molto più bassi o molto più alti, il reddito fiscale continua comunque a essere determinato con il coefficiente finché si resta nel forfettario.
Gestione Separata INPS 2026: 26,07%
Il grafologo libero professionista senza una Cassa previdenziale autonoma rientra normalmente nella Gestione Separata INPS. Per il 2026 l’INPS ha fissato al 26,07% l’aliquota complessiva dei professionisti senza altra previdenza obbligatoria.
La fonte ufficiale è la circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026. Per pensionati o professionisti già coperti da altra forma previdenziale obbligatoria l’aliquota è invece del 24%.
Minimale INPS 2026 e accredito contributivo
Nel 2026 il minimale di reddito per la Gestione Separata è pari a 18.808 euro. Per il professionista al 26,07%, un contributo annuo di circa 4.903,25 euro consente l’accredito dell’intero anno contributivo.
Il minimale non funziona però come un contributo fisso obbligatorio analogo a quello di artigiani e commercianti: se il reddito è inferiore, i contributi vengono calcolati sul reddito effettivo e l’accredito pensionistico può essere proporzionalmente ridotto.
Imposta sostitutiva al 15% o al 5%
L’aliquota ordinaria del regime forfettario è il 15%. Il 5% può spettare per i primi cinque periodi d’imposta quando sono rispettati tutti i requisiti previsti per le nuove attività.
Non basta aprire una nuova Partita IVA: vanno controllati anche la precedente attività professionale e il requisito della non mera prosecuzione di lavoro già svolto, salvo le eccezioni previste.
Contributi deducibili: perché abbassano l’imposta
I contributi previdenziali obbligatori versati sono deducibili dal reddito forfettario prima di calcolare l’imposta sostitutiva. Per questo non è corretto sommare semplicemente 26,07% di INPS e 15% di imposta.
Prima si calcolano i contributi sul reddito forfettario; poi si sottraggono i contributi deducibili; infine si applica il 5% o il 15% alla base residua.
Esempio grafologo con 20.000 euro di compensi
| Compensi | 20.000 € |
| Reddito forfettario 78% | 15.600 € |
| INPS 26,07% | circa 4.066,92 € |
| Base dopo contributi | circa 11.533,08 € |
| Imposta 15% | circa 1.729,96 € |
| Totale INPS + imposta | circa 5.796,88 € |
| Netto fiscale teorico | circa 14.203,12 € |
Con imposta al 5%, nello stesso esempio l’imposta sarebbe circa 576,65 euro e il netto fiscale teorico circa 15.356,43 euro.
Esempio grafologo con 30.000 euro di compensi
| Compensi | 30.000 € |
| Reddito forfettario 78% | 23.400 € |
| INPS 26,07% | circa 6.100,38 € |
| Base dopo contributi | circa 17.299,62 € |
| Imposta 15% | circa 2.594,94 € |
| Totale INPS + imposta | circa 8.695,32 € |
| Netto fiscale teorico | circa 21.304,68 € |
Con imposta al 5%, il carico complessivo scenderebbe a circa 6.965,36 euro e il netto fiscale teorico salirebbe a circa 23.034,64 euro.
Esempio grafologo con 50.000 euro di compensi
| Compensi | 50.000 € |
| Reddito forfettario 78% | 39.000 € |
| INPS 26,07% | circa 10.167,30 € |
| Base dopo contributi | circa 28.832,70 € |
| Imposta 15% | circa 4.324,90 € |
| Totale INPS + imposta | circa 14.492,20 € |
| Netto fiscale teorico | circa 35.507,80 € |
Con aliquota al 5%, nello stesso scenario il netto fiscale teorico sarebbe circa 38.391,07 euro.
Se il grafologo è già pensionato o ha altra previdenza
Se si applica l’aliquota INPS del 24% anziché il 26,07%, il contributo previdenziale scende e cambia anche la base su cui calcolare l’imposta sostitutiva.
Il calcolo va quindi personalizzato sulla posizione previdenziale: usare sempre il 26,07% può sovrastimare i contributi di pensionati o soggetti già coperti da altra previdenza obbligatoria.
Grafologo con lavoro dipendente
Un grafologo può svolgere contemporaneamente lavoro dipendente e attività autonoma, ma deve verificare la causa ostativa del regime forfettario relativa ai redditi di lavoro dipendente dell’anno precedente.
Per il 2026 il limite è stato elevato temporaneamente a 35.000 euro. È un controllo separato dal limite di ricavi o compensi della Partita IVA.
Quanto mettere da parte per tasse e INPS
Per un professionista con coefficiente 78%, Gestione Separata al 26,07% e imposta al 15%, accantonare circa il 32-35% degli incassi può essere una base prudenziale di gestione della liquidità. Con imposta al 5%, il buffer può essere più basso.
Non è un’aliquota di legge: è una regola di cassa. La pagina su quanto mettere da parte per tasse e INPS spiega come costruire il fondo fiscale.
Saldo e acconti: perché il secondo anno pesa di più
Dal secondo anno possono concentrarsi saldo dell’imposta, primo acconto, secondo acconto e contributi previdenziali. Il carico non aumenta necessariamente perché l’aliquota è cambiata: aumenta la quantità di versamenti che si sovrappongono.
Per questo è utile accantonare durante l’anno invece di aspettare le scadenze.
Costi reali del grafologo
Nel forfettario i costi reali non vengono normalmente dedotti uno per uno. Restano però economicamente importanti:
- formazione e aggiornamento;
- assicurazione professionale;
- software e archiviazione;
- strumenti di acquisizione e analisi documentale;
- consulenze legali o tecniche;
- spese di trasferta per perizie;
- commercialista e gestione amministrativa;
- sito web e marketing professionale.
Il netto fiscale teorico degli esempi deve quindi essere ridotto anche di questi costi per arrivare al guadagno economico reale.
Grafologia forense e consulenze tecniche: attenzione al pricing
Una consulenza grafologica forense può richiedere studio documentale, comparazione, relazione tecnica, eventuale partecipazione a udienze e responsabilità professionale. Il prezzo non va quindi valutato soltanto in base alle ore di scrittura della relazione.
Per stimare il margine reale conviene conteggiare tutte le ore del fascicolo, trasferte, strumenti, assicurazione e tempo amministrativo.
Quando il forfettario può essere meno conveniente
Il coefficiente del 78% riconosce implicitamente una quota di costi del 22%. Se i costi reali della professione diventano molto più elevati, il regime ordinario può meritare un confronto.
La valutazione diventa particolarmente importante con collaboratori, studio costoso, forti investimenti software o molte trasferte professionali.
Se superi 85.000 o 100.000 euro
La soglia ordinaria del regime forfettario resta 85.000 euro. Se si supera 85.000 ma non 100.000 euro, il regime cessa dall’anno successivo; oltre 100.000 euro la cessazione avviene nell’anno stesso secondo le regole vigenti.
Chi cresce rapidamente deve quindi monitorare gli incassi progressivi e preparare per tempo l’eventuale passaggio di regime.
Confronto rapido tra imposta al 5% e al 15%
La differenza tra 5% e 15% incide soltanto sull’imposta sostitutiva, non sull’aliquota INPS. Per questo il risparmio fiscale è importante ma non riduce nella stessa misura il carico previdenziale.
| Compensi | Netto teorico con 15% | Netto teorico con 5% |
|---|---|---|
| 20.000 € | circa 14.203 € | circa 15.356 € |
| 30.000 € | circa 21.305 € | circa 23.035 € |
| 50.000 € | circa 35.508 € | circa 38.391 € |
Questi importi restano simulazioni teoriche: non includono costi professionali reali e presuppongono l’applicazione dell’aliquota INPS del 26,07% sull’intero reddito forfettario.
Esempio con INPS al 24%
Se il grafologo è pensionato o già coperto da altra previdenza obbligatoria, l’aliquota della Gestione Separata può essere del 24%. Su 30.000 euro di compensi, con reddito forfettario di 23.400 euro, i contributi teorici diventano circa 5.616 euro anziché 6.100,38 euro.
La base residua per l’imposta aumenta perché i contributi deducibili sono più bassi, ma il carico complessivo resta inferiore. Anche per questo il calcolo va fatto sulla posizione previdenziale personale e non con una formula standard valida per tutti.
Quanto accantonare ogni mese
Se il grafologo incassa in modo regolare, può trasformare il fondo fiscale annuale in un accantonamento mensile. Con 30.000 euro annui, ad esempio, significa circa 2.500 euro di incassi medi al mese.
Con un buffer del 35%, l’accantonamento prudenziale sarebbe circa 875 euro al mese. Non è un’imposta mensile da versare: è semplicemente liquidità da non spendere, destinata a coprire INPS, saldo e acconti.
Primo anno e secondo anno: perché il cash flow cambia
Nel primo anno la pressione di cassa può sembrare bassa perché saldo e acconti arrivano successivamente. Dal secondo anno, invece, il professionista può trovarsi a versare nello stesso periodo saldo dell’anno precedente e primo acconto dell’anno corrente, oltre ai contributi previdenziali.
Questo spiega perché molti forfettari percepiscono il secondo anno come più costoso anche se il fatturato non è aumentato. La soluzione è pianificare gli accantonamenti già dal primo incasso.
Netto fiscale e netto economico: la differenza
Il netto fiscale degli esempi sottrae soltanto INPS e imposta sostitutiva. Il netto economico reale deve invece considerare anche tutti i costi effettivi dell’attività.
Esempio: se su 30.000 euro di compensi il netto fiscale teorico è circa 21.305 euro ma il grafologo sostiene 3.000 euro annui di assicurazione, software, formazione e trasferte, il margine economico disponibile scende a circa 18.305 euro prima di eventuali altri costi personali o professionali.
Quando aggiornare la simulazione
- quando cambiano i compensi previsti;
- quando passi dal 5% al 15%;
- quando cambia la tua copertura previdenziale;
- quando aumentano molto i costi reali;
- quando ti avvicini a 85.000 euro;
- quando inizi un lavoro dipendente o vai in pensione.
Una simulazione trimestrale è sufficiente nella maggior parte dei casi e permette di correggere il fondo tasse prima delle principali scadenze.
Checklist per controllare il calcolo
- somma i compensi effettivamente incassati;
- applica il coefficiente del 78%;
- verifica se l’aliquota INPS è 26,07% o 24%;
- calcola i contributi previdenziali;
- deduci i contributi obbligatori versati;
- applica l’imposta sostitutiva al 5% o 15%;
- aggiungi saldo e acconti alla pianificazione di cassa;
- sottrai i costi reali per stimare il netto economico;
- controlla le soglie 85.000/100.000 euro;
- aggiorna la previsione almeno ogni trimestre.
Domande frequenti
Qual è il coefficiente di redditività del grafologo?
Per il calcolo forfettario si utilizza il coefficiente del 78% associato all’attività professionale di riferimento.
Quanto paga di INPS un grafologo?
Nel 2026, in Gestione Separata, il professionista senza altra previdenza obbligatoria applica il 26,07%; pensionati o soggetti con altra copertura obbligatoria applicano il 24%.
I contributi INPS riducono l’imposta?
I contributi previdenziali obbligatori versati sono deducibili dal reddito forfettario prima del calcolo dell’imposta sostitutiva.
Il netto calcolato comprende anche i costi reali?
No. Gli esempi mostrano un netto fiscale teorico dopo INPS e imposta. Software, assicurazione, formazione, trasferte e altri costi reali vanno sottratti separatamente.
Quando conviene rifare il calcolo?
Almeno ogni trimestre e ogni volta che cambiano compensi, aliquota fiscale, posizione previdenziale o costi dell’attività.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
