Aprire una Partita IVA da grafologo nel 2026 richiede soprattutto di inquadrare correttamente il tipo di consulenza svolta. Con ATECO 2025 esiste un codice specifico: 74.99.94 – Attività di consulenza tecnica in ambito grafologico. Le note ISTAT comprendono espressamente gli esperti in grafologia forense e la consulenza grafologica aziendale, anche a supporto dei processi di selezione del personale.
Il grafologo opera normalmente come libero professionista intellettuale. La professione non ha un Ordine o una Cassa previdenziale autonoma e, quando l’attività è esercitata come lavoro autonomo professionale, il riferimento previdenziale ordinario è la Gestione Separata INPS. Nel regime forfettario, al codice 74.99.94 il motore fiscale RF associa un coefficiente di redditività del 78%.
Grafologo 2026: quadro rapido
- ATECO: 74.99.94 – Attività di consulenza tecnica in ambito grafologico.
- Coefficiente: 78%.
- Previdenza: normalmente Gestione Separata INPS per il libero professionista senza Cassa.
- Professione: non organizzata in Ordine o Collegio; riferimento alla Legge 4/2013.
- Attività comprese: grafologia forense e consulenza grafologica aziendale.
- CTU/perito: l’accesso agli Albi giudiziari segue regole proprie e non deriva automaticamente dall’esercizio della professione.
Codice ATECO grafologo: 74.99.94
La scheda ATECO 74.99.94 identifica la consulenza tecnica in ambito grafologico. È un codice della classificazione ATECO 2025 e offre un inquadramento molto più preciso rispetto ai vecchi codici generici.
Secondo le note ufficiali ISTAT, rientrano nel codice gli esperti in grafologia forense e la consulenza grafologica aziendale, compreso il supporto ai processi di reclutamento delle risorse umane. Il codice va comunque scelto in base all’attività effettivamente esercitata.
Grafologia forense: cosa comprende
La grafologia forense può riguardare l’analisi tecnica di firme, scritture, testamenti o documenti contestati, la comparazione tra grafie e la predisposizione di relazioni tecniche per privati, studi legali o procedimenti giudiziari. Il grafologo può lavorare come consulente di parte oppure, quando possiede i requisiti previsti e viene nominato, nell’ambito della consulenza tecnica d’ufficio o della perizia.
Essere grafologo non significa essere automaticamente CTU o perito del Tribunale. L’iscrizione agli Albi CTU e Periti segue le regole del D.M. 109/2023 e le procedure del Portale nazionale del Ministero della Giustizia.
Grafologia aziendale e selezione del personale
ATECO 2025 cita espressamente anche la consulenza grafologica aziendale a supporto del reclutamento. In questo caso il cliente può essere un’impresa, una società di selezione o un consulente HR che richiede un contributo specialistico nell’ambito di un processo più ampio.
Il servizio deve essere descritto in modo trasparente, evitando di attribuire alla grafologia funzioni riservate a psicologi, medici o altre professioni regolamentate. Il grafologo non può presentare la propria attività come diagnosi psicologica o sanitaria se non possiede anche il relativo titolo professionale.
74.99.94 o 96.99.99? La distinzione da non ignorare
Le note ATECO 2025 contengono una particolarità importante: dal 74.99.94 vengono esclusi i servizi di ricerca grafologica, rinviati al codice 96.99.99. La formulazione non va interpretata in modo automatico. Se l’attività consiste in vera consulenza tecnica professionale, forense o aziendale, 74.99.94 è il riferimento naturale; se il servizio concreto ricade invece nella diversa voce indicata da ISTAT, il codice deve essere verificato prima dell’apertura.
Il grafologo è una professione regolamentata?
Il grafologo non appartiene a un Ordine professionale obbligatorio. La professione è ricondotta alle professioni non organizzate in ordini o collegi disciplinate dalla Legge 14 gennaio 2013 n. 4. La legge consente l’esercizio della professione in forma individuale, associata o societaria e non subordina l’attività all’iscrizione obbligatoria a un’associazione privata.
Le associazioni professionali possono svolgere funzioni di qualificazione, formazione e attestazione, ma l’adesione non equivale all’iscrizione a un Ordine e non costituisce di per sé un’autorizzazione pubblica all’esercizio.
La dicitura Legge 4/2013 nei documenti
L’articolo 1, comma 3, della Legge 4/2013 prevede che chi esercita una professione rientrante nella disciplina indichi, nei documenti e nei rapporti scritti con il cliente, gli estremi della legge applicabile. Il grafologo deve quindi predisporre correttamente incarichi, preventivi, carta intestata e altra documentazione professionale con il riferimento alla Legge 4/2013.
Serve un titolo specifico per fare il grafologo?
Non esiste oggi un Ordine professionale dei grafologi che condizioni l’esercizio ordinario della professione al superamento di un esame di Stato. Questo non significa che la formazione sia irrilevante: per offrire consulenze tecniche credibili, soprattutto in ambito forense, servono competenze documentabili, metodo, aggiornamento e capacità di sostenere tecnicamente le conclusioni formulate.
Eventuali attestazioni rilasciate da associazioni professionali ai sensi della Legge 4/2013 sono volontarie e non devono essere presentate come abilitazioni pubbliche o iscrizioni a un albo statale.
Grafologo CTU o perito: iscrizione separata
Chi vuole lavorare stabilmente come consulente tecnico d’ufficio deve verificare i requisiti per l’iscrizione all’Albo CTU; per l’ambito penale esiste l’Albo dei Periti. Dal 2024 le domande e la gestione degli Albi passano attraverso il Portale nazionale del Ministero della Giustizia e il D.M. 109/2023 disciplina i criteri di accesso e permanenza per i CTU.
La Partita IVA permette di fatturare l’attività professionale, ma non sostituisce i requisiti degli Albi giudiziari né garantisce la nomina da parte del giudice.
Regime forfettario grafologo: coefficiente 78%
Il motore fiscale RF associa al codice 74.99.94 un coefficiente di redditività del 78%. Se il professionista possiede tutti i requisiti del regime forfettario, il 78% dei compensi incassati rappresenta il reddito forfettario lordo.
I costi ordinari non vengono dedotti uno per uno: il 22% dei compensi è considerato costo in modo forfetario. I contributi previdenziali obbligatori versati possono invece essere dedotti secondo le regole del regime prima di applicare l’imposta sostitutiva.
Esempio con 30.000 euro di compensi
Con 30.000 euro di compensi incassati e coefficiente 78%, il reddito forfettario lordo è pari a 23.400 euro. Su questa base vengono calcolati i contributi della Gestione Separata; i contributi obbligatori effettivamente versati riducono poi il reddito sul quale si calcola l’imposta sostitutiva.
L’esempio serve a capire il meccanismo: aliquota contributiva, eventuali altre coperture previdenziali e requisiti per l’imposta al 5% o al 15% vanno verificati sul caso concreto.
INPS grafologo: Gestione Separata
Per il grafologo che esercita come libero professionista senza una Cassa previdenziale autonoma, il riferimento ordinario è la Gestione Separata INPS. L’INPS chiarisce che l’iscrizione riguarda i titolari di Partita IVA che producono reddito di lavoro autonomo e non hanno una Cassa professionale obbligatoria.
Nel 2026 l’aliquota complessiva per i professionisti non pensionati e privi di altra previdenza obbligatoria è pari al 26,07%; per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma di previdenza obbligatoria è del 24%. Non ci sono i contributi fissi tipici di Artigiani e Commercianti: la contribuzione è collegata al reddito professionale dichiarato.
Grafologo e lavoro dipendente
Un grafologo può avere contemporaneamente un lavoro dipendente, purché non vi siano incompatibilità derivanti dal rapporto di lavoro, obblighi di esclusiva o discipline specifiche del datore. La presenza di altra previdenza obbligatoria incide anche sull’aliquota della Gestione Separata.
Per il forfettario va inoltre verificata l’eventuale causa ostativa collegata ai redditi di lavoro dipendente e la regola che limita l’attività svolta prevalentemente verso l’attuale o un recente datore di lavoro.
Serve la Camera di Commercio?
La pura consulenza grafologica svolta personalmente come attività intellettuale viene normalmente inquadrata come lavoro autonomo professionale e non come impresa commerciale. In questa configurazione non si parte automaticamente dall’iscrizione al Registro delle Imprese o dalla Gestione Commercianti.
Se il modello operativo comprende attività organizzate di natura imprenditoriale, vendita di prodotti o altri servizi non professionali, l’inquadramento deve essere rivalutato.
Fattura del grafologo in forfettario
Il grafologo in forfettario emette fattura elettronica secondo le regole generali del regime. Normalmente non addebita IVA e non subisce ritenuta d’acconto quando ricorrono le condizioni previste. Se l’importo supera la soglia prevista per l’imposta di bollo, va gestito anche il bollo elettronico.
Nella descrizione della prestazione conviene indicare con precisione il servizio: consulenza tecnica grafologica, analisi comparativa di scritture, consulenza grafologica forense o aziendale. Una descrizione coerente aiuta anche a dimostrare che il codice ATECO corrisponde all’attività effettiva.
Consulenze a Tribunali, avvocati e aziende
I clienti possono essere privati, studi legali, imprese, società di selezione e, in presenza di incarichi giudiziari, uffici giudiziari. Una consulenza privata non equivale a una CTU, così come una relazione per un’azienda non è una perizia giudiziaria.
Preventivo, oggetto dell’incarico, limiti dell’analisi, documenti ricevuti, trattamento dei dati e modalità di consegna della relazione dovrebbero essere definiti prima di iniziare il lavoro.
Costi professionali e convenienza del 78%
Un grafologo può avere costi per formazione, aggiornamento, assicurazione, strumenti ottici o digitali, scanner ad alta risoluzione, software, archiviazione sicura, studio, trasferte e consulenze specialistiche. In molti casi la struttura dei costi resta più leggera rispetto a un’attività commerciale o artigianale.
Il coefficiente del 78% presume costi pari al 22% dei compensi. Se i costi effettivi sono stabilmente molto superiori, oppure il professionista sostiene investimenti importanti e vuole dedurli analiticamente, conviene confrontare forfettario e ordinario.
Privacy e conservazione dei documenti
Le consulenze grafologiche possono comportare il trattamento di firme, manoscritti, documenti personali e materiale collegato a controversie. Il professionista deve organizzare acquisizione, conservazione, accesso e restituzione dei documenti in modo coerente con gli obblighi di riservatezza e protezione dei dati.
Negli incarichi forensi è particolarmente importante mantenere tracciabilità del materiale ricevuto, distinguere originali e copie e documentare le condizioni sulle quali è stata effettuata l’analisi.
Come aprire la Partita IVA da grafologo
- definire i servizi offerti;
- verificare che 74.99.94 descriva l’attività principale;
- distinguere eventuali servizi ricadenti in codici diversi;
- aprire la Partita IVA come lavoratore autonomo professionale;
- valutare i requisiti del forfettario;
- iscriversi alla Gestione Separata INPS se dovuta;
- predisporre documenti con il riferimento alla Legge 4/2013;
- organizzare privacy e conservazione documentale;
- per CTU o perito, verificare separatamente i requisiti degli Albi giudiziari.
Errori da evitare
- usare un vecchio codice generico ignorando il 74.99.94;
- confondere consulenza tecnica grafologica e ricerca grafologica senza verificare ATECO 2025;
- presentare un’associazione privata come un Ordine;
- omettere il riferimento alla Legge 4/2013 nei documenti quando applicabile;
- considerare automaticamente il grafologo come CTU o perito;
- attribuire alla grafologia diagnosi sanitarie o psicologiche riservate;
- iscriversi ad Artigiani o Commercianti senza verificare la natura professionale;
- trascurare privacy e tracciabilità dei documenti.
Fonti ufficiali
- ISTAT – ATECO 2025, struttura e note
- Normattiva – Legge 14 gennaio 2013 n. 4
- MIMIT – Professioni non organizzate
- INPS – Iscrizione liberi professionisti
- INPS – Circolare 8/2026
- Ministero della Giustizia – Albo CTU e Periti
Per confrontare il grafologo con altre attività consulta l’hub Professioni e attività e la guida su come aprire la Partita IVA nel forfettario.
Domande frequenti
Per la consulenza tecnica in ambito grafologico il codice ATECO 2025 di riferimento è 74.99.94. Comprende espressamente grafologia forense e consulenza grafologica aziendale.
Il motore fiscale RF associa al codice 74.99.94 un coefficiente di redditività del 78%.
No. Il grafologo non ha un Ordine professionale obbligatorio ed è ricondotto alle professioni non organizzate disciplinate dalla Legge 4/2013.
Il grafologo libero professionista senza Cassa si iscrive normalmente alla Gestione Separata INPS. Nel 2026 l’aliquota è 26,07% per chi non ha altra previdenza obbligatoria e non è pensionato.
No. La Partita IVA consente di fatturare, ma l’iscrizione agli Albi CTU o Periti e la nomina giudiziaria seguono requisiti specifici.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
