Per calcolare tasse e contributi di un falegname in regime forfettario nel 2026 bisogna prima distinguere la lavorazione prevalente. Per molte attività manifatturiere di falegnameria il coefficiente di redditività è del 67%; per alcune attività di posa nella sezione costruzioni può invece essere dell’86%.
Come scenario principale consideriamo il falegname artigiano che produce mobili, serramenti o altri manufatti in legno e versa i contributi alla Gestione Artigiani INPS. Separiamo poi il caso della posa con ATECO 43.32.02, perché a parità di ricavi il reddito fiscale può cambiare in modo rilevante.
Formula per calcolare le tasse del falegname
- individua il codice ATECO corretto in base alla lavorazione prevalente;
- somma i ricavi effettivamente incassati;
- applica il coefficiente del 67% oppure dell’86% se previsto dal codice effettivo;
- calcola i contributi INPS Artigiani considerando minimale e fasce;
- deduci i contributi previdenziali obbligatori versati;
- applica l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% quando spettante;
- confronta la quota di costi presunti con legno, pannelli, ferramenta, vernici, macchinari, laboratorio e trasporti reali.
ATECO falegname: non esiste un solo codice
ATECO 2025 distingue il falegname in base al prodotto o alla lavorazione. Tra gli esempi più frequenti ci sono 16.25.00 per porte e finestre in legno, 31.00.20 per mobili da cucina, 31.00.31 per mobili da interno e 16.23.09 per altre lavorazioni di carpenteria e falegnameria per l’edilizia.
RF approfondisce l’inquadramento nella guida sulla Partita IVA del falegname e nella guida sul commercialista per falegname.
Coefficiente 67% per molte attività di produzione
Per molte attività manifatturiere di falegnameria il coefficiente di redditività è del 67%. Il regime presume quindi costi pari al 33% dei ricavi.
Per una falegnameria il 33% può essere rapidamente assorbito da legname, pannelli, ferramenta, colle, vernici, energia, macchinari, lavorazioni esterne, trasporto e smaltimento.
INPS Artigiani 2026
Il falegname che svolge personalmente e abitualmente l’attività produttiva è normalmente iscritto alla Gestione Artigiani INPS. Nel 2026 l’aliquota ordinaria è del 24%, con reddito minimale di 18.808 euro e contributo minimo annuo di circa 4.521,36 euro.
Sopra la prima fascia di reddito pensionabile di 56.224 euro, l’aliquota IVS aumenta di un punto percentuale sulla parte eccedente. Il riferimento è la circolare INPS n. 14/2026.
Esempio con 30.000 euro di ricavi
- ricavi: 30.000 euro;
- reddito forfettario al 67%: 20.100 euro;
- INPS Artigiani: circa 4.831,44 euro;
- base imposta sostitutiva: circa 15.268,56 euro;
- imposta al 15%: circa 2.290,28 euro;
- imposta al 5%: circa 763,43 euro.
Il totale tra contributi e imposta è quindi circa 7.121,72 euro con aliquota al 15% oppure circa 5.594,87 euro con aliquota al 5%, prima dei costi reali dell’attività.
Esempio con 50.000 euro di ricavi
- reddito forfettario al 67%: 33.500 euro;
- INPS Artigiani: circa 8.047,44 euro;
- base imposta sostitutiva: circa 25.452,56 euro;
- imposta al 15%: circa 3.817,88 euro;
- imposta al 5%: circa 1.272,63 euro.
Il totale fiscale e previdenziale è circa 11.865,32 euro con aliquota al 15% oppure circa 9.320,07 euro con aliquota al 5%.
Esempio con 85.000 euro di ricavi
- reddito forfettario al 67%: 56.950 euro;
- INPS Artigiani: circa 13.682,70 euro;
- base imposta sostitutiva: circa 43.267,30 euro;
- imposta al 15%: circa 6.490,10 euro;
- imposta al 5%: circa 2.163,37 euro.
Il totale tra contributi e imposta è circa 20.172,80 euro con aliquota al 15% oppure circa 15.846,07 euro con aliquota al 5%.
Tabella tasse falegname forfettario 2026
| Ricavi | Reddito 67% | INPS Artigiani | Imposta 15% | Imposta 5% |
|---|---|---|---|---|
| 30.000 € | 20.100 € | 4.831,44 € | 2.290,28 € | 763,43 € |
| 50.000 € | 33.500 € | 8.047,44 € | 3.817,88 € | 1.272,63 € |
| 85.000 € | 56.950 € | 13.682,70 € | 6.490,10 € | 2.163,37 € |
Caso posa 43.32.02: coefficiente 86%
Quando l’attività prevalente consiste nella posa in opera di infissi e altri elementi già realizzati, può entrare in gioco il codice 43.32.02, appartenente alla sezione costruzioni e con coefficiente dell’86%.
Con 50.000 euro di ricavi il reddito forfettario diventa 43.000 euro, contro 33.500 euro con coefficiente 67%. I contributi Artigiani dell’esempio salgono a circa 10.327,44 euro; la base fiscale è circa 32.672,56 euro e l’imposta circa 4.900,88 euro al 15% oppure 1.633,63 euro al 5%.
Produzione e posa nella stessa attività
Molti falegnami producono in laboratorio e poi montano mobili, serramenti o arredi presso il cliente. Se vengono utilizzati più codici con coefficienti diversi, i ricavi devono essere attribuiti correttamente alle attività effettivamente svolte.
Non è corretto spostare artificialmente i ricavi verso il coefficiente più favorevole. Contratti, preventivi, fatture e operatività devono raccontare la stessa attività.
Riduzione INPS del 35%
Il falegname forfettario iscritto alla Gestione Artigiani può richiedere, se possiede i requisiti, il regime previdenziale agevolato con riduzione del 35%.
La riduzione non è automatica e può incidere sull’accredito contributivo. Se applicata, modifica tutti gli esempi numerici riportati sopra.
Imposta sostitutiva al 5% o al 15%
Il 15% è l’aliquota ordinaria del regime forfettario. Il 5% spetta soltanto quando sono rispettate tutte le condizioni previste per una nuova attività.
Per approfondire consulta la guida sull’imposta sostitutiva al 5% o al 15%.
Legname, pannelli e ferramenta
Legno massello, multistrato, MDF, laminati, ferramenta, cerniere, guide, colle e vernici possono rappresentare una quota molto elevata del prezzo finale.
Nel forfettario questi costi non vengono dedotti analiticamente. Il preventivo deve quindi incorporare correttamente materiale, sfridi, lavorazione, finitura, trasporto e margine.
Sfridi, scarti e resa del materiale
Nel calcolo economico della commessa non conta soltanto il prezzo al metro o al pannello: tagli, difetti, venature, abbinamenti estetici e lavorazioni su misura generano sfridi che riducono la resa effettiva del materiale acquistato.
Per mobili e serramenti su misura è quindi utile stimare una percentuale realistica di scarto prima di formulare il preventivo. Nel forfettario questo maggior costo non viene dedotto analiticamente e deve essere assorbito dal prezzo della commessa.
Macchinari e laboratorio
Seghe, pialle, bordatrici, levigatrici, CNC, impianti di aspirazione, compressori e utensili possono richiedere investimenti importanti.
Affitto del laboratorio, energia, manutenzione e aspirazione polveri sono costi strutturali che restano economicamente reali anche se fiscalmente il forfettario li assorbe nel coefficiente.
Verniciatura, laccatura e finiture
Vernici, fondi, impregnanti, laccature e finiture speciali possono incidere molto sul costo finale, soprattutto quando richiedono cabine, aspirazione, più passaggi o lavorazioni affidate all’esterno.
Nel preventivo conviene separare materiale, preparazione, finitura e lavorazioni esterne, perché una finitura complessa può modificare sensibilmente il margine anche se il manufatto di base è identico.
Lavorazioni esterne e terzisti
Verniciatura, laccatura, taglio CNC, vetri, ferramenta speciale o lavorazioni affidate a terzi possono comprimere il margine della commessa.
Se il falegname fattura l’intero lavoro al cliente, il costo del terzista non riduce analiticamente il reddito forfettario.
Trasporto e montaggio
Mobili, cucine e serramenti richiedono spesso furgone, imballaggio, carico, trasporto e montaggio. Carburante, assicurazione e tempo di trasferimento incidono sul margine reale.
È utile valorizzare separatamente trasporto e posa nel preventivo, soprattutto per lavori fuori zona o che richiedono più giornate di montaggio.
INAIL e sicurezza del laboratorio
Macchine da taglio, polveri di legno, vernici, movimentazione dei pannelli e lavorazioni manuali rendono centrale la sicurezza. Il falegname artigiano deve verificare posizione INAIL e obblighi connessi alle lavorazioni svolte.
DPI, aspirazione, formazione e manutenzione dei macchinari sono costi da includere nel controllo economico dell’attività.
Cantieri e patente a crediti
Se il falegname opera fisicamente in cantieri temporanei o mobili per posa, montaggio o altre lavorazioni, va verificato l’obbligo della patente a crediti previsto dalla disciplina vigente.
Il testo aggiornato del D.Lgs. 81/2008 è disponibile presso l’Ispettorato Nazionale del Lavoro.
Acconti per materiali e lavori su misura
Per cucine, mobili su misura e serramenti è frequente richiedere un acconto prima di ordinare legno, ferramenta e componenti. Questo riduce l’esposizione finanziaria dell’artigiano.
Nel forfettario conta il principio di cassa: l’acconto incassato rileva nell’anno in cui viene ricevuto, mentre un credito non ancora pagato non produce lo stesso effetto fino all’incasso.
Esempio: 50.000 euro di ricavi e 22.000 euro di costi reali
Con 50.000 euro di ricavi e coefficiente del 67%, il forfettario presume costi per 16.500 euro. Se legno, pannelli, ferramenta, energia, laboratorio, terzisti, trasporto e macchinari costano invece 22.000 euro, l’incidenza reale arriva al 44%.
In una situazione simile il regime ordinario merita una simulazione completa prima di confermare il forfettario.
Controlli periodici consigliati
- ricavi incassati;
- ATECO utilizzati e coefficienti applicati;
- INPS Artigiani dovuto;
- imposta sostitutiva 5%/15%;
- costo del materiale per commessa;
- lavorazioni esterne;
- laboratorio, energia e macchinari;
- trasporto e montaggio;
- INAIL e sicurezza;
- convenienza aggiornata tra forfettario e ordinario.
Errori da evitare nel calcolo delle tasse
- applicare il 15% direttamente sui ricavi;
- usare sempre il 67% senza verificare le attività di posa all’86%;
- usare un solo ATECO per mobili, serramenti, carpenteria, posa e riparazioni;
- dimenticare il minimale INPS Artigiani;
- considerare automatica la riduzione INPS del 35%;
- ignorare materiali, macchinari e terzisti nel margine reale;
- confondere produzione e semplice montaggio;
- scegliere il forfettario senza confrontare i costi presunti con quelli effettivi.
Domande frequenti
Per molte attività manifatturiere si applica il coefficiente del 67%, si calcolano e deducono i contributi INPS Artigiani e sulla base residua si applica il 15% o il 5% quando spettante.
Nell’esempio con coefficiente 67%, il reddito forfettario è 33.500 euro, i contributi INPS Artigiani circa 8.047 euro e l’imposta circa 3.818 euro al 15% o 1.273 euro al 5%.
Dipende dal codice. Molte attività di produzione hanno coefficiente 67%, mentre alcune attività di posa nella sezione costruzioni hanno coefficiente 86%.
Il falegname artigiano applica normalmente il 24%, con minimale di reddito 18.808 euro e contributo minimo annuo di circa 4.521,36 euro; oltre la prima fascia l’aliquota aumenta sulla parte eccedente.
No. Legname, pannelli, ferramenta, macchinari, laboratorio, energia e lavorazioni esterne possono superare la quota di costi presunta dal coefficiente; in quel caso va confrontato anche il regime ordinario.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
