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Regime Forfettario

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Calcolo tasse dentista forfettario: 78%, ENPAM ed esempi

Per calcolare tasse e contributi di un dentista forfettario nel 2026 bisogna separare reddito fiscale, ENPAM Quota A, ENPAM Quota B e imposta sostitutiva. Non è corretto applicare una sola percentuale ai compensi, perché la Quota B segue regole proprie e nel 2026 è calcolata sul reddito libero-professionale prodotto nel 2025.

Per l’attività odontoiatrica il codice ATECO 2025 è 86.23.00 e il coefficiente di redditività del regime forfettario è del 78%. ENPAM distingue invece la Quota A, dovuta secondo la fascia anagrafica, e la Quota B, dovuta sul reddito libero-professionale eccedente la parte già coperta dalla Quota A.

Formula per calcolare le tasse del dentista

  1. somma i compensi effettivamente incassati nell’anno;
  2. applica il coefficiente di redditività del 78%;
  3. verifica la Quota A ENPAM dovuta in base all’età;
  4. determina la Quota B sul reddito libero-professionale secondo le regole ENPAM;
  5. deduci i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e deducibili;
  6. applica l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% quando spettante;
  7. confronta infine il 22% di costi presunti con i costi reali dello studio o della collaborazione.

ATECO 86.23.00 e coefficiente 78%

ATECO 2025 identifica le attività odontoiatriche con il codice 86.23.00. Nel regime forfettario il coefficiente di redditività è del 78%: il sistema presume quindi costi pari al 22% dei compensi.

RF approfondisce l’inquadramento nella guida sulla Partita IVA del dentista e nella guida dedicata al commercialista per dentista.

ENPAM Quota A 2026

La Quota A ENPAM è dovuta dagli iscritti secondo la fascia anagrafica. Gli importi 2026 pubblicati dall’Ente sono:

  • 304,73 euro fino a 30 anni;
  • 591,47 euro da 30 a 35 anni;
  • 1.109,92 euro da 35 a 40 anni;
  • 2.049,83 euro da 40 anni fino all’età del pensionamento di Quota A.

ENPAM Quota B 2026

Per i contributi Quota B dovuti nel 2026 sul reddito libero-professionale prodotto nel 2025, l’aliquota ordinaria è del 19,50% fino a 150.000 euro; sulla parte oltre tale tetto si applica l’1%.

Fonte ufficiale: ENPAM – aliquota intera Quota B.

La Quota B non si calcola sull’intero reddito

ENPAM sottrae dal reddito libero-professionale la parte già coperta dalla Quota A. Per i redditi 2025, il limite è pari a 5.446,77 euro per chi aveva meno di 40 anni e a 10.059,28 euro per chi aveva già compiuto 40 anni.

Per questo una simulazione corretta non può applicare il 19,50% all’intero reddito forfettario. Occorre prima individuare la fascia anagrafica e la quota di reddito già coperta dalla Quota A.

Come leggere gli esempi che seguono

Gli esempi assumono un odontoiatra di almeno 40 anni, iscritto ENPAM per l’intero anno, con Quota A 2026 pari a 2.049,83 euro e aliquota ordinaria Quota B del 19,50%. Per rendere confrontabili i numeri si ipotizza inoltre una situazione “a regime”, cioè un reddito 2025 pari al reddito forfettario mostrato per il 2026.

La simulazione serve a capire il meccanismo. Nel caso reale il 2026 deve usare i contributi effettivamente versati nel 2026 e la Quota B viene determinata sui redditi 2025 dichiarati con Modello D.

Esempio con 30.000 euro di compensi

  • compensi: 30.000 euro;
  • reddito forfettario al 78%: 23.400 euro;
  • reddito eccedente la quota già coperta: 23.400 – 10.059,28 = 13.340,72 euro;
  • Quota B 19,50%: circa 2.601,44 euro;
  • Quota A: 2.049,83 euro;
  • contributi complessivi dell’esempio: circa 4.651,27 euro;
  • base fiscale dopo i contributi: circa 18.748,73 euro;
  • imposta al 15%: circa 2.812,31 euro;
  • imposta al 5%: circa 937,44 euro.

Esempio con 50.000 euro di compensi

  • reddito forfettario al 78%: 39.000 euro;
  • reddito eccedente la quota già coperta: 28.940,72 euro;
  • Quota B 19,50%: circa 5.643,44 euro;
  • Quota A: 2.049,83 euro;
  • contributi complessivi dell’esempio: circa 7.693,27 euro;
  • base fiscale dopo i contributi: circa 31.306,73 euro;
  • imposta al 15%: circa 4.696,01 euro;
  • imposta al 5%: circa 1.565,34 euro.

Esempio con 85.000 euro di compensi

  • reddito forfettario al 78%: 66.300 euro;
  • reddito eccedente la quota già coperta: 56.240,72 euro;
  • Quota B 19,50%: circa 10.966,94 euro;
  • Quota A: 2.049,83 euro;
  • contributi complessivi dell’esempio: circa 13.016,77 euro;
  • base fiscale dopo i contributi: circa 53.283,23 euro;
  • imposta al 15%: circa 7.992,48 euro;
  • imposta al 5%: circa 2.664,16 euro.

Tabella tasse dentista forfettario 2026

CompensiReddito 78%Quota B*Quota A*Imposta 15%*Imposta 5%*
30.000 €23.400 €2.601,44 €2.049,83 €2.812,31 €937,44 €
50.000 €39.000 €5.643,44 €2.049,83 €4.696,01 €1.565,34 €
85.000 €66.300 €10.966,94 €2.049,83 €7.992,48 €2.664,16 €

*Simulazione per odontoiatra 40+ in regime stabile. La Quota B 2026 è realmente calcolata sui redditi 2025 e il calcolo individuale può cambiare per età, aliquota ridotta, iscrizione parziale o altre condizioni ENPAM.

Dentista sotto i 40 anni: perché i numeri cambiano

Per chi nel 2025 aveva meno di 40 anni, la quota di reddito già coperta da Quota A è più bassa: 5.446,77 euro. Cambia inoltre l’importo della Quota A in funzione della fascia d’età.

Di conseguenza, a parità di compensi, la Quota B non coincide con quella degli esempi sopra. È uno dei motivi per cui i simulatori che applicano una percentuale unica a tutti i dentisti possono produrre risultati sbagliati.

Quota B ridotta: quando può esistere

ENPAM prevede aliquote ridotte in determinate situazioni. La riduzione non è una scelta libera legata al regime forfettario: dipende dalla posizione previdenziale e professionale concreta.

Prima di utilizzare un’aliquota diversa dal 19,50% va quindi verificata la propria categoria nella documentazione ENPAM.

Modello D 2026 e reddito da dichiarare

La Quota B viene calcolata da ENPAM sulla base del reddito libero-professionale dichiarato con Modello D. Per il forfettario l’Ente indica come riferimento il reddito professionale risultante dalla dichiarazione fiscale, senza sottrarre autonomamente la parte già coperta dalla Quota A: la detrazione viene effettuata dagli uffici ENPAM.

La guida RF sui contributi ENPAM 2026 approfondisce Quota A, Modello D e Quota B.

Imposta sostitutiva al 5% o al 15%

Il 15% è l’aliquota ordinaria del regime forfettario. Il 5% spetta soltanto quando sono rispettate tutte le condizioni previste per una nuova attività.

Per i requisiti consulta la guida sull’imposta sostitutiva al 5% o al 15%.

Sistema Tessera Sanitaria e fatture ai pazienti

Le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche soggette alla trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria seguono regole specifiche. Per i soggetti obbligati resta il divieto di emissione tramite SdI per le fatture sanitarie i cui dati devono essere comunicati al Sistema TS.

Collaborazioni con studi, fatture verso società e altre operazioni non devono essere trattate automaticamente allo stesso modo: la natura del rapporto e della prestazione va verificata caso per caso.

Dentista collaboratore: costi reali spesso contenuti

Un odontoiatra che collabora con studi di terzi può avere costi reali relativamente bassi se riunito, assistenza, materiali, sterilizzazione e locali sono messi a disposizione dalla struttura.

In questo scenario il 22% di costi presunti del forfettario può essere più favorevole rispetto a chi gestisce uno studio proprio.

Studio proprio: quando il 22% di costi presunti può non bastare

Uno studio odontoiatrico può sostenere costi molto elevati per locali, riuniti, radiologia, sterilizzazione, manutenzioni, materiali, laboratorio odontotecnico, personale, software e assicurazioni.

Se questi costi superano stabilmente il 22% dei compensi, il regime ordinario merita una simulazione completa.

Esempio: 80.000 euro di compensi e 30.000 euro di costi reali

Con 80.000 euro di compensi il forfettario presume costi per 17.600 euro. Se personale, materiali, laboratorio, affitto, manutenzioni e attrezzature costano invece 30.000 euro, l’incidenza reale arriva al 37,5%.

In una situazione simile il vantaggio del forfettario non va dato per scontato, anche se l’imposta sostitutiva appare nominalmente bassa.

Laboratorio odontotecnico e materiali

Corone, protesi, bite e altri lavori affidati al laboratorio odontotecnico possono incidere in modo rilevante sulla singola prestazione. Nel forfettario questi costi non si deducono analiticamente.

È quindi utile misurare il margine per tipologia di trattamento e non soltanto il fatturato mensile dello studio.

Collaboratori, assistenti e igienisti

Assistenti di studio, segreteria, igienisti e altri collaboratori possono rappresentare una parte importante del costo strutturale. Nel forfettario va inoltre monitorato il limite previsto per le spese di lavoro dipendente e assimilato.

La crescita dello studio può quindi modificare sia la convenienza sia la possibilità di restare nel regime.

Attrezzature e investimenti

Riuniti, radiologia, scanner intraorali, autoclavi, strumenti chirurgici e software clinici possono richiedere investimenti significativi.

Nel forfettario non si deducono ammortamenti e non si recupera analiticamente l’IVA sugli acquisti: è quindi essenziale valutare gli investimenti prima di scegliere il regime.

Principio di cassa e piani di pagamento

Nel regime forfettario conta il principio di cassa. Se un trattamento viene pagato in più rate, il compenso rileva nell’anno in cui le singole somme vengono effettivamente incassate.

Per interventi complessi è quindi utile distinguere preventivo, acconti, rate, saldo e crediti ancora aperti.

Controlli periodici consigliati

  • compensi incassati;
  • reddito forfettario stimato;
  • Quota A ENPAM;
  • stima Quota B;
  • scadenza Modello D;
  • imposta sostitutiva 5%/15%;
  • costi di laboratorio e materiali;
  • personale e collaboratori;
  • investimenti e manutenzioni;
  • convenienza aggiornata tra forfettario e ordinario.

Errori da evitare nel calcolo delle tasse

  • applicare il 15% direttamente sui compensi;
  • dimenticare il coefficiente del 78%;
  • calcolare la Quota B sul reddito totale senza considerare la parte già coperta dalla Quota A;
  • usare gli stessi numeri ENPAM per tutte le età;
  • confondere reddito 2026 e reddito 2025 ai fini della Quota B 2026;
  • considerare automatico il 5%;
  • ignorare Sistema TS e regole di fatturazione sanitaria;
  • scegliere il forfettario senza confrontare il 22% di costi presunti con i costi reali dello studio.

Domande frequenti

Come si calcolano le tasse di un dentista forfettario?

Si applica il coefficiente del 78% ai compensi, si deducono i contributi ENPAM obbligatori effettivamente versati e sulla base residua si applica il 15% o il 5% quando spettante.

Quanto è la Quota B ENPAM nel 2026?

L’aliquota ordinaria sui redditi libero-professionali prodotti nel 2025 è del 19,50% fino a 150.000 euro, ma si applica alla parte di reddito che eccede quella già coperta dalla Quota A.

Quanto paga con 50.000 euro di compensi?

Nella simulazione per un odontoiatra 40+ in regime stabile, il reddito forfettario è 39.000 euro, la Quota B è circa 5.643 euro, la Quota A 2.049,83 euro e l’imposta circa 4.696 euro al 15% o 1.565 euro al 5%.

La Quota B 2026 si calcola sui redditi 2026?

No. La Quota B dovuta nel 2026 è calcolata sui redditi libero-professionali prodotti nel 2025 e dichiarati con Modello D.

Un dentista con studio proprio dovrebbe sempre usare il forfettario?

No. Se personale, laboratorio, materiali, locali e attrezzature superano stabilmente il 22% dei compensi, è opportuno confrontare anche il regime ordinario.

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