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Regime Forfettario

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Acconto IVA: scadenza, calcolo e metodi storico, previsionale e analitico

L’acconto IVA è un versamento anticipato sull’IVA dovuta per l’ultimo periodo dell’anno e si paga, in via ordinaria, entro il 27 dicembre. Può essere calcolato con tre metodi: storico, previsionale oppure analitico, scegliendo quello più adatto alla situazione del contribuente.

L’acconto riguarda i soggetti IVA tenuti alle liquidazioni e ai versamenti periodici. Il regime forfettario, per le normali operazioni interne del regime, non è invece soggetto all’acconto IVA ordinario perché non effettua le normali liquidazioni periodiche.

Che cos’è l’acconto IVA

L’acconto IVA anticipa una parte dell’imposta dovuta per l’ultimo mese o trimestre dell’anno.

L’importo versato viene poi scomputato dalla liquidazione di dicembre per i mensili oppure dalla liquidazione relativa all’ultimo trimestre o dalla dichiarazione annuale, secondo la periodicità e le regole applicabili.

Quando si paga l’acconto IVA

Il termine ordinario è fissato al 27 dicembre.

Se la scadenza cade in un giorno festivo o non lavorativo, si applicano le normali regole di slittamento al primo giorno utile successivo.

Chi deve versare l’acconto IVA

In linea generale l’obbligo riguarda i contribuenti IVA che effettuano liquidazioni e versamenti periodici, sia mensili sia trimestrali.

Prima di calcolare l’acconto bisogna verificare se il contribuente rientra in una causa di esonero.

Chi è esonerato dall’acconto IVA

Non tutti i soggetti IVA devono versare l’acconto.

Tra i casi tipici di esonero possono rientrare:

  • contribuenti forfettari e altri soggetti non tenuti alle ordinarie liquidazioni IVA;
  • chi ha iniziato l’attività nel corso dell’anno e non dispone del periodo storico rilevante;
  • chi ha cessato l’attività nei termini previsti;
  • chi, in base al metodo applicabile, determina un acconto non superiore alla soglia minima prevista;
  • altri casi specifici disciplinati dalla normativa.

I tre metodi di calcolo

L’acconto IVA può essere determinato con:

  1. metodo storico;
  2. metodo previsionale;
  3. metodo analitico, detto anche delle operazioni effettuate.

Il contribuente può utilizzare il metodo più conveniente, purché il calcolo sia corretto e documentabile.

Metodo storico: come funziona

Il metodo storico è il più semplice. L’acconto è pari all’88% della base di riferimento dell’anno precedente.

La base cambia a seconda della periodicità IVA del contribuente.

Metodo storico per contribuenti mensili

Per i mensili si guarda, in sostanza, all’IVA dovuta per il mese di dicembre dell’anno precedente, secondo le regole previste.

Esempio: se la base storica è 5.000 euro:

5.000 × 88% = 4.400 euro di acconto

Metodo storico per trimestrali

Per i trimestrali la base di riferimento dipende dalla tipologia di contribuente e dalla liquidazione dell’ultimo trimestre o dai dati della dichiarazione annuale precedente.

È quindi importante non utilizzare meccanicamente la stessa base dei contribuenti mensili.

Metodo previsionale

Con il metodo previsionale l’acconto è calcolato sull’IVA che si prevede di dover versare per l’ultimo periodo dell’anno.

Anche in questo caso si applica normalmente la percentuale dell’88% alla base prevista.

Questo metodo può essere conveniente quando si prevede un debito IVA inferiore rispetto all’anno precedente.

Rischio del metodo previsionale

Il metodo previsionale richiede prudenza.

Se la previsione è troppo bassa e l’acconto versato risulta insufficiente rispetto a quanto effettivamente dovuto, possono sorgere differenze da regolarizzare con sanzioni e interessi.

Metodo analitico o delle operazioni effettuate

Il metodo analitico determina l’acconto sulla base delle operazioni effettivamente registrate o effettuate fino al 20 dicembre.

Il calcolo ricostruisce l’IVA realmente maturata nel periodo e l’acconto corrisponde al 100% del risultato ottenuto secondo le regole del metodo.

Periodo da considerare nel metodo analitico

Il periodo cambia in base alla periodicità:

  • per i mensili si considerano, in linea generale, le operazioni dal 1° al 20 dicembre;
  • per i trimestrali si considerano le operazioni dal 1° ottobre al 20 dicembre;
  • vanno considerate anche le operazioni effettuate e non ancora registrate secondo le regole previste.

Quale metodo conviene usare?

Non esiste un metodo sempre migliore.

Il metodo storico è semplice e riduce il rischio di sottostima; il previsionale può essere conveniente in un anno con IVA dovuta in forte calo; l’analitico può essere più preciso quando la contabilità è aggiornata e le operazioni fino al 20 dicembre sono già disponibili.

Esempio confronto tra storico e previsionale

Supponiamo che la base storica sia 10.000 euro, ma per l’anno corrente si preveda un debito di 6.000 euro.

MetodoCalcoloAcconto
Storico10.000 × 88%8.800 €
Previsionale6.000 × 88%5.280 €

Il previsionale riduce l’anticipo, ma deve essere sostenuto da una previsione affidabile.

Acconto IVA minimo

L’acconto non è dovuto quando l’importo calcolato non supera la soglia minima prevista dalla normativa.

La soglia storicamente prevista è 103,29 euro. Prima del versamento è comunque opportuno verificare eventuali modifiche normative dell’anno di riferimento.

Codici tributo dell’acconto IVA

Il versamento si effettua con modello F24.

I principali codici sono:

  • 6013 per i contribuenti mensili;
  • 6035 per i contribuenti trimestrali.

Anno di riferimento e importo devono essere compilati in modo coerente con l’acconto dovuto.

L’acconto IVA si può rateizzare?

L’acconto IVA è un versamento specifico di fine anno e non segue automaticamente le regole di rateazione previste per altri tributi.

Prima di programmare un pagamento frazionato bisogna verificare la disciplina vigente e gli strumenti eventualmente disponibili per la regolarizzazione.

Come si recupera l’acconto versato

L’acconto non è un’imposta aggiuntiva.

Viene scomputato dal debito IVA dell’ultimo periodo dell’anno. Se l’acconto è superiore al debito effettivo, la differenza confluisce nella posizione IVA secondo le regole previste.

Acconto IVA e liquidazione di dicembre

Per i contribuenti mensili l’acconto viene considerato nella liquidazione di dicembre.

Il versamento anticipato riduce quindi il saldo che risulterà dalla liquidazione finale del mese.

Acconto IVA e contribuenti trimestrali

Per i trimestrali il meccanismo si coordina con la liquidazione dell’ultimo trimestre o con la dichiarazione annuale, a seconda della tipologia di contribuente.

È importante individuare la base corretta sia per il calcolo dell’acconto sia per lo scomputo finale.

Acconto IVA e LIPE

L’acconto può essere riportato nei dati della liquidazione e della comunicazione periodica secondo le istruzioni del modello.

Per approfondire puoi leggere la guida sulla LIPE IVA.

Acconto IVA e liquidazione periodica

Per capire su quale saldo l’acconto va poi scomputato è utile distinguere correttamente liquidazione mensile e trimestrale.

La guida sulla liquidazione IVA spiega il calcolo di debito, credito e versamento periodico.

Il forfettario paga l’acconto IVA?

Non per le normali operazioni del regime.

Il contribuente forfettario non effettua le ordinarie liquidazioni periodiche e quindi non versa l’acconto IVA come un contribuente ordinario.

Può comunque trovarsi a versare IVA in specifiche operazioni, soprattutto con l’estero, ma ciò non equivale all’obbligo di acconto IVA ordinario.

Errori frequenti

  • confondere acconto IVA e acconto dell’imposta sostitutiva;
  • usare la base storica sbagliata;
  • applicare l’88% anche al metodo analitico;
  • stimare troppo al ribasso col metodo previsionale;
  • usare il codice 6013 per un trimestrale o 6035 per un mensile;
  • dimenticare di scomputare l’acconto nella liquidazione finale;
  • calcolare l’acconto IVA per un contribuente forfettario ordinario.

Checklist prima del pagamento

  1. Verifica se sei obbligato all’acconto.
  2. Controlla la periodicità IVA.
  3. Confronta i tre metodi di calcolo.
  4. Verifica la base storica o la previsione corrente.
  5. Controlla eventuali esoneri.
  6. Verifica la soglia minima.
  7. Usa il codice tributo corretto.
  8. Conserva il calcolo utilizzato.

Fonti ufficiali

  • Legge 405/1990, articolo 6 — acconto IVA
  • Agenzia delle Entrate — IVA

Domande frequenti

Quando si paga l’acconto IVA?

In via ordinaria entro il 27 dicembre, con eventuale slittamento quando il termine cade in un giorno non lavorativo.

Quali sono i tre metodi di calcolo?

Storico, previsionale e analitico o delle operazioni effettuate.

Il metodo storico quanto prevede?

In generale l’88% della base di riferimento dell’anno precedente.

Quali codici tributo si usano?

6013 per i mensili e 6035 per i trimestrali.

Il forfettario paga l’acconto IVA?

No, non per le normali operazioni del regime forfettario.

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