Se nel regime forfettario superi 85.000 euro ma non oltrepassi 100.000 euro, non esci subito dal regime: continui ad applicare il forfettario fino al 31 dicembre e passi al regime ordinario dal 1° gennaio dell’anno successivo. Se, per esempio, nel 2026 incassi 90.000 euro, il reddito del 2026 continua quindi a essere determinato con le regole del forfettario.
La situazione cambia soltanto quando i ricavi o compensi percepiti diventano superiori a 100.000 euro: in quel caso il regime cessa nello stesso anno e scattano regole diverse, anche ai fini IVA.
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Cosa succede se superi 85.000 euro ma resti entro 100.000?
La regola è contenuta nell’articolo 1, comma 71, della Legge 190/2014. Il regime forfettario cessa, in via generale, dall’anno successivo a quello in cui viene meno uno dei requisiti previsti.
Perciò, se durante il 2026 percepisci 90.000 euro di ricavi o compensi, resti forfettario per tutto il 2026 e dal 1° gennaio 2027 devi applicare il regime ordinario, salvo che intervengano altre cause che producano effetti differenti.
Esempio: 90.000 euro incassati nel 2026
Supponiamo che un professionista applichi il forfettario nel 2026 e percepisca complessivamente 90.000 euro. Poiché supera 85.000 euro ma non supera 100.000 euro, il 2026 rimane un anno interamente forfettario.
- nel 2026 continua a emettere le fatture secondo le regole del forfettario;
- non applica l’IVA alle operazioni solo per avere superato 85.000 euro;
- determina il reddito imponibile applicando il proprio coefficiente di redditività ai ricavi o compensi rilevanti;
- deduce dal reddito forfettario i contributi previdenziali obbligatori versati, nei limiti previsti;
- applica l’imposta sostitutiva del 15% oppure del 5% se possiede ancora i requisiti per l’aliquota agevolata;
- dal 1° gennaio 2027 passa alle regole del regime ordinario.
Quindi il semplice superamento di 85.000 euro non trasforma retroattivamente il 2026 in un anno ordinario.
Come vengono tassati i 90.000 euro?
I 90.000 euro non vengono tassati integralmente con il 5% o il 15%. Nel forfettario si applica prima il coefficiente di redditività previsto per l’attività esercitata. Il risultato costituisce il reddito forfettario lordo, dal quale si sottraggono i contributi previdenziali obbligatori versati; sull’importo residuo si applica l’imposta sostitutiva.
Per esempio, con un coefficiente di redditività del 78%, 90.000 euro generano un reddito forfettario lordo di 70.200 euro. Da questo importo vanno sottratti gli eventuali contributi obbligatori deducibili prima di applicare l’imposta sostitutiva del 5% o del 15%.
Il 5% resta valido anche se superi 85.000 euro?
Sì, se nell’anno del superamento possiedi ancora i requisiti per applicare l’aliquota del 5%, il fatto di aver superato 85.000 euro ma non 100.000 euro non trasforma automaticamente il 5% in 15% per quello stesso anno.
Il 5% resta però subordinato alle condizioni previste per le nuove attività e alla durata massima prevista dalla legge. Se tali condizioni non sono rispettate, si applica il 15% indipendentemente dal superamento della soglia.
Per il limite contano fatture emesse o somme incassate?
Nel forfettario è fondamentale non confondere il totale delle fatture emesse con i ricavi o compensi fiscalmente rilevanti. Il reddito forfettario è determinato sulla base dei ricavi e compensi percepiti secondo il principio di cassa.
Una fattura emessa a dicembre ma incassata a gennaio dell’anno successivo non entra, in linea generale, negli incassi dell’anno precedente. Se stai verificando le soglie devi quindi controllare le somme effettivamente rilevanti, non soltanto il valore delle fatture trasmesse allo SdI.
Per gli insoluti e le fatture a cavallo d’anno puoi approfondire la guida sulle fatture non incassate nel regime forfettario.
Cosa succede se arrivi esattamente a 100.000 euro?
La legge prevede l’uscita immediata quando i ricavi o compensi percepiti sono superiori a 100.000 euro. Di conseguenza, il raggiungimento esatto di 100.000 euro non integra ancora la condizione dell’uscita immediata prevista dal comma 71.
Resta comunque superato il limite ordinario di 85.000 euro e quindi, se chiudi l’anno a 100.000 euro esatti, il regime non potrà proseguire nell’anno successivo.
Cosa cambia oltre 100.000 euro?
Se durante l’anno superi 100.000 euro, il regime forfettario cessa di avere applicazione nello stesso anno. La norma stabilisce inoltre che l’IVA è dovuta a partire dalle operazioni che comportano il superamento della soglia.
La disciplina dei 100.000 euro è stata introdotta dalla Legge 197/2022. È un caso molto diverso dal semplice superamento di 85.000 euro e richiede un adeguamento immediato della gestione fiscale.
Per la procedura operativa consulta la guida su cosa fare quando superi 85.000 euro durante l’anno.
Tabella: 84.000, 90.000, 100.000 e 100.001 euro
| Ricavi/compensi rilevanti | Regime nell’anno | Anno successivo |
|---|---|---|
| 84.000 € | Forfettario | Può restare forfettario se rispetta gli altri requisiti |
| 90.000 € | Forfettario fino al 31 dicembre | Passaggio all’ordinario |
| 100.000 € esatti | Forfettario fino al 31 dicembre | Passaggio all’ordinario |
| 100.001 € | Uscita nello stesso anno | Ordinario |
Cosa devi fare se prevedi di chiudere l’anno a 90.000 euro
- controlla con precisione gli incassi già percepiti;
- separa le fatture emesse ma non ancora incassate;
- verifica di non oltrepassare 100.000 euro durante l’anno;
- mantieni le regole di fatturazione del forfettario fino al 31 dicembre se resti entro 100.000 euro;
- prepara per tempo il passaggio contabile e IVA dal 1° gennaio dell’anno successivo;
- organizza la documentazione dei costi che diventeranno rilevanti nel regime ordinario;
- valuta gli acconti e la liquidità necessaria per il primo anno fuori dal forfettario.
Per il quadro generale delle soglie consulta la guida su quali somme contano nel limite di 85.000 euro.
Dal 1° gennaio successivo cosa cambia?
Se hai chiuso l’anno tra 85.000 e 100.000 euro, dal 1° gennaio successivo devi gestire la Partita IVA secondo il regime ordinario applicabile. Cambiano quindi fatturazione, IVA, modalità di determinazione del reddito, rilevanza analitica dei costi e adempimenti contabili.
La guida uscita dal regime forfettario spiega le cause e la decorrenza; l’approfondimento sul passaggio da forfettario a ordinario mostra invece cosa fare operativamente con IVA, fatture e costi.
Il superamento di 85.000 euro cambia i contributi?
Il superamento della soglia fiscale non determina da solo una regola previdenziale unica. I contributi dipendono dalla gestione applicabile: Gestione Separata INPS, Artigiani e Commercianti oppure Cassa professionale.
Nell’anno in cui resti forfettario, il reddito fiscale continua a essere determinato secondo le regole del regime agevolato. Su tale reddito si applicano poi le regole contributive previste dalla gestione previdenziale di appartenenza.
In sintesi
Se nel 2026 incassi 90.000 euro, resti nel regime forfettario fino al 31 dicembre 2026 e passi all’ordinario dal 1° gennaio 2027. I redditi dell’anno continuano a essere determinati con il coefficiente di redditività e con l’imposta sostitutiva del 5% o del 15%, se spettante.
Solo il superamento di 100.000 euro produce la cessazione nello stesso anno. Per questo, quando gli incassi si avvicinano alle soglie, è essenziale monitorare separatamente 85.000 e 100.000 euro: hanno effetti fiscali profondamente diversi.
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