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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Casa cointestata e ristrutturazione: chi detrae se un coniuge è forfettario

Se la casa è cointestata, la detrazione per ristrutturazione non si divide automaticamente in base alla quota di proprietà dell’immobile. Conta chi ha realmente sostenuto la spesa e come questa ripartizione è documentata. Se uno dei coniugi è in regime forfettario e non ha altra IRPEF da pagare, la sua quota di detrazione può non trovare capienza; l’altro coniuge però non può appropriarsene automaticamente solo perché ha IRPEF disponibile.

Nel caso originario, quindi, la risposta “casa al 50% = marito detrae solo il 25%” è troppo semplicistica. Bisogna distinguere la percentuale di proprietà, la percentuale di spesa effettivamente sostenuta e la percentuale di detrazione prevista dal bonus applicabile.

Casa cointestata: proprietà e spesa sono due cose diverse

Essere proprietari al 50% di una casa non significa necessariamente dover dividere al 50% anche la spesa di ristrutturazione. La detrazione spetta ai soggetti che possiedono i requisiti previsti e che sostengono effettivamente la spesa.

La guida dell’Agenzia delle Entrate sulle ristrutturazioni edilizie chiarisce che, anche tra comproprietari, è decisivo chi sostiene la spesa e risulta correttamente collegato alla documentazione richiesta. La percentuale di proprietà dell’immobile non determina da sola la percentuale di bonus spettante.

Se un coniuge è forfettario, perché può perdere la detrazione?

Il reddito prodotto nel regime forfettario è assoggettato a un’imposta sostitutiva, non alla normale IRPEF. Le detrazioni per bonus casa abbattono l’IRPEF e non l’imposta sostitutiva del forfettario.

Di conseguenza, se il coniuge forfettario possiede soltanto redditi assoggettati a imposta sostitutiva e non ha IRPEF ordinaria da pagare, la quota annuale della detrazione può non essere utilizzabile. Questo non significa però che il beneficio possa essere trasferito automaticamente all’altro coniuge dopo che la spesa è stata sostenuta.

Se il forfettario possiede anche altri redditi soggetti a IRPEF, per esempio lavoro dipendente o pensione, la situazione cambia: la detrazione può trovare capienza nell’IRPEF dovuta su quei redditi. La guida RF sul regime forfettario e bonus casa approfondisce proprio il tema della capienza fiscale.

Il marito può detrarre anche la quota della moglie forfettaria?

Non automaticamente. Il fatto che la moglie non riesca a utilizzare la propria quota perché è forfettaria non trasforma quella spesa in una spesa sostenuta dal marito.

Se la spesa è stata effettivamente sostenuta al 50% da ciascun coniuge, ciascuno matura la detrazione sulla propria parte, sempre che possieda gli altri requisiti. Se la moglie non ha capienza IRPEF, il marito non può semplicemente dichiarare anche la metà pagata dalla moglie.

Se invece il marito ha sostenuto realmente il 100% della spesa, la detrazione può spettargli sull’intera spesa agevolabile, anche se l’immobile è cointestato, purché la documentazione permetta di dimostrare correttamente la percentuale effettivamente sostenuta.

Fattura e bonifico cointestati: come si indica chi ha sostenuto la spesa

Quando fattura o bonifico non riflettono perfettamente la ripartizione economica della spesa, la prassi dell’Agenzia consente di documentare la percentuale effettivamente sostenuta. In particolare, FiscoOggi ha chiarito che, tra comproprietari, il soggetto che ha sostenuto la spesa può fruire della detrazione anche quando non coincide perfettamente con l’intestazione originaria, purché la documentazione venga integrata con l’indicazione della percentuale sostenuta.

La risposta ufficiale di FiscoOggi sull’annotazione della fattura richiama proprio la possibilità di indicare la percentuale di spesa sostenuta dal comproprietario.

Questa integrazione non deve diventare uno strumento per spostare la detrazione anni dopo in base a chi ha più convenienza fiscale. La ripartizione deve corrispondere alla spesa realmente sostenuta ed essere documentata correttamente fin dal primo anno di fruizione.

Esempio 1: spesa divisa realmente al 50%

Supponiamo che marito e moglie siano comproprietari al 50% dell’abitazione e sostengano 20.000 euro di lavori, pagando realmente 10.000 euro ciascuno.

Se per quei lavori spetta una detrazione del 50%, ciascun coniuge matura una detrazione complessiva di 5.000 euro sulla propria spesa di 10.000 euro, da ripartire secondo le regole temporali del bonus.

Se la moglie ha soltanto reddito forfettario e nessuna IRPEF capiente, la sua quota non diventa automaticamente del marito. Il marito conserva la detrazione relativa ai 10.000 euro che ha effettivamente sostenuto.

Esempio 2: il marito sostiene realmente tutta la spesa

Stessa casa cointestata e stessi 20.000 euro di lavori, ma questa volta è il marito a sostenere economicamente l’intera spesa e la documentazione viene correttamente integrata per indicare il 100% a suo carico.

La quota di proprietà del 50% non riduce automaticamente la spesa agevolabile a 10.000 euro. Se il marito possiede il titolo richiesto per beneficiare del bonus e ha realmente sostenuto i 20.000 euro, la detrazione può essere calcolata sull’intera spesa agevolabile, entro i limiti previsti dalla normativa.

Nel 2026 qual è la percentuale del bonus ristrutturazione?

Per le spese sostenute nel 2026 le aliquote previste per il 2025 sono state prorogate. Per gli interventi sull’unità immobiliare adibita ad abitazione principale, quando la spesa è sostenuta dal proprietario o dal titolare di un diritto reale di godimento, la detrazione può arrivare al 50%; negli altri casi l’aliquota ordinaria prevista per il 2026 è il 36%, ferme restando tutte le altre condizioni.

La conferma è riportata anche nelle FAQ 2026 della dichiarazione precompilata dell’Agenzia delle Entrate. Prima di fare i calcoli bisogna quindi stabilire quale aliquota si applica al singolo caso.

La percentuale del bonus non è la stessa cosa della quota di spesa

È qui che nasce spesso il calcolo errato del “25%”. Se la detrazione è del 50% e il marito ha sostenuto il 50% della spesa, il beneficio del marito è pari al 50% della sua spesa. Dire semplicemente “può detrarre il 25%” mescola due percentuali diverse e può far pensare, erroneamente, che la proprietà al 50% limiti sempre la detrazione.

Il calcolo corretto parte sempre in quest’ordine: spesa totale → quota effettivamente sostenuta dal contribuente → aliquota di detrazione applicabile → ripartizione nelle rate previste.

E se il bonifico parte da un conto cointestato?

L’utilizzo di un conto corrente cointestato non dimostra automaticamente che la spesa sia stata sostenuta al 50% da ciascuno. Occorre guardare alla documentazione complessiva e indicare correttamente chi ha sostenuto la spesa e in quale percentuale.

L’Agenzia delle Entrate, anche nelle indicazioni sulle detrazioni per interventi edilizi ed energetici, attribuisce rilievo al soggetto che ha effettivamente sostenuto il costo, purché la documentazione venga integrata in modo coerente. Per questo, quando uno dei coniugi è forfettario e l’altro ha IRPEF, è importante decidere e documentare la ripartizione prima della dichiarazione, non cercare di modificarla dopo che alcune rate sono già state utilizzate.

Bonus mobili: attenzione, è un’agevolazione distinta

La domanda originaria citava anche spese di arredamento. Il bonus mobili non va confuso con la detrazione per ristrutturazione: ha requisiti, limiti e collegamento temporale propri. In particolare, deve essere collegato a un intervento edilizio agevolato e spetta al contribuente che beneficia della detrazione relativa all’intervento nei casi previsti.

Quindi anche per mobili ed elettrodomestici non conviene applicare automaticamente la stessa ripartizione usata per i lavori senza controllare chi ha sostenuto la spesa e chi possiede il diritto all’agevolazione.

Cosa controllare prima della dichiarazione

  • Chi è proprietario o titolare del diritto sull’immobile.
  • Chi ha realmente sostenuto ciascuna spesa.
  • Come sono intestate fatture e bonifici.
  • Se serve annotare la percentuale di spesa sostenuta.
  • Quale aliquota di detrazione si applica nel 2026.
  • Se il contribuente forfettario possiede anche redditi soggetti a IRPEF.
  • Quanta IRPEF è effettivamente disponibile per assorbire la rata annuale.
  • Se le spese per mobili rispettano i requisiti del bonus specifico.

In sintesi

In una casa cointestata, la detrazione per ristrutturazione non segue automaticamente la percentuale di proprietà. Segue la spesa effettivamente sostenuta dal contribuente che possiede i requisiti, purché la documentazione sia coerente.

Se la moglie forfettaria ha pagato davvero metà dei lavori, il marito non può prendere automaticamente anche la sua quota solo perché lei non ha IRPEF capiente. Se invece il marito ha sostenuto realmente il 100% della spesa e ciò è correttamente documentato, può essere lui a beneficiare della detrazione sull’intera spesa agevolabile, nei limiti e con l’aliquota applicabile.

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