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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Bollo addebitato al cliente: N2.2, compenso e fattura elettronica

Sì: se addebiti al cliente i 2 euro dell’imposta di bollo, quella riga va trattata come parte del compenso e, nel regime forfettario, segue normalmente il codice Natura N2.2. Questo però non sostituisce il campo “Bollo virtuale”: nella fattura elettronica devi distinguere il bollo dovuto all’Erario dal suo eventuale riaddebito al cliente.

La risposta dell’Agenzia delle Entrate n. 428 del 12 agosto 2022 non ha introdotto una nuova imposta o una nuova regola con decorrenza da quella data: ha chiarito che, quando il forfettario riaddebita il bollo al cliente, i 2 euro assumono natura di ricavo o compenso e concorrono alla determinazione forfettaria del reddito.

Bollo dovuto e bollo riaddebitato: sono due cose diverse

Nella fattura elettronica devi separare due concetti:

  • imposta di bollo dovuta sulla fattura: si segnala valorizzando a “SI” il campo Bollo virtuale;
  • 2 euro chiesti al cliente: se decidi di recuperarli, rappresentano una somma aggiuntiva addebitata al cliente e vanno esposti coerentemente nella fattura.

Il primo elemento riguarda il tuo rapporto con l’Erario. Il secondo riguarda il prezzo complessivo che chiedi al cliente.

Se non addebiti il bollo al cliente

Puoi decidere di sostenere personalmente il costo dei 2 euro. In questo caso, se la fattura è soggetta a bollo, valorizzi comunque il campo “Bollo virtuale = SI”, ma non inserisci una riga aggiuntiva da 2 euro a carico del cliente.

Esempio: compenso professionale 500 euro, bollo dovuto 2 euro, ma non riaddebitato. Il cliente paga 500 euro; il professionista versa comunque i 2 euro all’Erario secondo le scadenze del bollo elettronico.

Se addebiti i 2 euro al cliente

Se invece chiedi al cliente di rimborsarti l’imposta di bollo, il totale da pagare diventa, nell’esempio, 502 euro.

Secondo il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate, quei 2 euro entrano nel compenso o ricavo del contribuente forfettario. Non vanno quindi trattati come una somma fiscalmente neutra o come una vera anticipazione ex articolo 15.

Perché il codice Natura corretto è N2.2

La guida dell’Agenzia delle Entrate alla fattura elettronica indica che il codice N2.2 – Operazioni non soggette – altri casi deve essere utilizzato anche dall’operatore in regime forfettario o di vantaggio che emette fattura elettronica tramite SdI.

Se i 2 euro riaddebitati al cliente diventano parte del compenso forfettario, la riga segue quindi il medesimo trattamento di non assoggettamento IVA del compenso principale e viene normalmente indicata con N2.2.

La fonte ufficiale è la Guida alla compilazione delle fatture elettroniche dell’Agenzia delle Entrate.

Perché N1 non è il codice corretto per il riaddebito

Il codice Natura N1 viene utilizzato per somme escluse dalla base imponibile ai sensi dell’articolo 15 del DPR 633/1972, come vere anticipazioni sostenute in nome e per conto del cliente.

Il bollo riaddebitato dal forfettario non è una vera anticipazione ex articolo 15: secondo la risposta 428/2022 è una componente del compenso. Per questo non va trattato come N1 solo perché materialmente serve a recuperare un costo.

Il campo Bollo virtuale resta comunque obbligatorio

Inserire una riga da 2 euro con Natura N2.2 non basta, da solo, a segnalare correttamente l’imposta di bollo dovuta.

L’Agenzia delle Entrate controlla il bollo elettronico attraverso il campo specifico del file XML. Quando la fattura è soggetta all’imposta, devi valorizzare Bollo virtuale = SI. Il sistema considera dovuti 2 euro per ogni fattura correttamente contrassegnata, indipendentemente dalla compilazione del campo numerico “Importo bollo”.

La guida ufficiale sul bollo sulle fatture elettroniche spiega anche il funzionamento degli elenchi A e B utilizzati dall’Agenzia per i controlli.

Il bollo riaddebitato conta anche per il limite del forfettario

Se il cliente paga 502 euro invece di 500 perché hai addebitato anche i 2 euro di bollo, il chiarimento dell’Agenzia porta a considerare l’intero importo di 502 euro ai fini del compenso o ricavo rilevante.

Questo significa che il bollo riaddebitato concorre anche al controllo del limite del regime forfettario. Su una singola fattura l’effetto è minimo, ma su centinaia di documenti i 2 euro sommati possono comunque incidere sul totale annuale.

Esempio pratico: fattura da 500 euro

Supponiamo una prestazione professionale forfettaria da 500 euro, superiore alla soglia che rende dovuto il bollo.

  • Compenso: 500 euro, Natura N2.2.
  • Bollo virtuale: campo valorizzato a SI.
  • Riaddebito bollo al cliente: 2 euro, indicati come riga separata con Natura N2.2.
  • Totale da pagare: 502 euro.
  • Compenso rilevante nel forfettario: 502 euro secondo il chiarimento dell’Agenzia.

E se il software aggiunge automaticamente il bollo al totale?

Molti software di fatturazione prevedono un’opzione del tipo “addebita bollo al cliente”. Prima di utilizzarla conviene verificare come viene costruito il file XML.

La configurazione corretta deve distinguere il flag dell’imposta di bollo dalla riga economica eventualmente addebitata al cliente. Non basta che il totale visualizzato aumenti di 2 euro: il file deve riportare correttamente sia la natura dell’operazione sia il campo relativo al bollo virtuale.

La risposta 428/2022 non crea una “nuova norma” dal 12 agosto 2022

La data della risposta ad interpello indica il momento in cui l’Agenzia ha pubblicato il proprio chiarimento. Non significa che dal 12 agosto 2022 sia entrata in vigore una nuova disposizione che prima non esisteva.

L’Agenzia ha interpretato le regole già vigenti del regime forfettario e del riaddebito del bollo, concludendo che l’importo recuperato dal cliente ha natura di ricavo o compenso.

Vecchie fatture con N1: sono automaticamente sanzionabili?

Non è corretto affermare in modo generale che qualsiasi uso passato di N1 sia sempre privo di conseguenze o, al contrario, sempre sanzionabile.

Le violazioni meramente formali possono essere non punibili quando non incidono sulla determinazione della base imponibile, dell’imposta o sul controllo dell’Amministrazione. Ma la valutazione dipende dal caso concreto: se l’errore ha alterato il compenso dichiarato o altri dati fiscalmente rilevanti, non va liquidato come semplice errore formale.

Per le fatture future conviene quindi correggere l’impostazione del software; per le fatture già emesse, se l’importo riaddebitato non è stato incluso nei compensi, va verificato anche l’effetto fiscale complessivo.

Quando il bollo è dovuto sulla fattura forfettaria

Nella situazione tipica del forfettario, il bollo da 2 euro è dovuto quando la fattura contiene operazioni non soggette a IVA per un importo complessivo superiore a 77,47 euro, salvo specifiche ipotesi di esenzione.

L’Agenzia controlla le fatture elettroniche e mette a disposizione gli elenchi A e B per individuare quelle sulle quali il bollo risulta indicato o potenzialmente dovuto.

Per scadenze, F24 e controllo degli elenchi puoi consultare la guida sul bollo nelle fatture elettroniche del forfettario.

Checklist per configurare la fattura

  1. Verifica se la fattura supera la soglia per il bollo.
  2. Valorizza il campo Bollo virtuale = SI quando dovuto.
  3. Decidi se sostenere tu il costo o riaddebitare i 2 euro al cliente.
  4. Se lo riaddebiti, inseriscilo come componente del compenso con Natura N2.2.
  5. Non utilizzare N1 come se fosse un’anticipazione ex articolo 15.
  6. Controlla che il software sommi correttamente i 2 euro al totale da pagare.
  7. Considera il bollo riaddebitato anche tra i compensi o ricavi del regime.

In sintesi

Se il forfettario riaddebita il bollo al cliente, i 2 euro diventano parte del compenso e la riga segue normalmente Natura N2.2. Il campo “Bollo virtuale = SI” resta comunque necessario per indicare che la fattura è soggetta all’imposta.

La risposta 428/2022 ha chiarito questo trattamento, non ha creato una nuova norma da quella data. N1 non è il codice corretto per il semplice riaddebito del bollo perché non si tratta di una vera anticipazione sostenuta in nome e per conto del cliente.

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