Chiudere una SAS e aprire una ditta individuale in forfettario
Puoi chiudere una SAS e aprire una ditta individuale, ma il regime forfettario non si applica automaticamente dal giorno successivo alla chiusura. La partecipazione in una società di persone è una causa ostativa: per usare il forfettario in un determinato anno, la partecipazione deve essere stata rimossa entro la fine dell’anno precedente. Se esci dalla SAS nel corso dell’anno e apri subito la ditta individuale, devi quindi distinguere l’avvio della nuova impresa dall’anno in cui potrai applicare il regime agevolato.
Il passaggio richiede inoltre una verifica operativa: apertura dell’impresa individuale, eventuale SCIA, posizione INPS, trasferimento di beni o contratti e diritto o meno all’aliquota del 5%. Continuare la stessa attività è possibile, ma non significa che tutto ciò che apparteneva alla SAS passi automaticamente alla nuova ditta.
Chiudere la SAS e aprire una ditta individuale sono due operazioni diverse
La SAS è un soggetto distinto dalla futura impresa individuale. La chiusura o l’uscita dalla società elimina la partecipazione societaria; l’apertura della ditta individuale crea invece una nuova posizione intestata alla persona fisica.
Per questo non basta “trasformare” informalmente la SAS nella ditta. Devi verificare la cessazione o il trasferimento della tua partecipazione, la posizione della società nel Registro Imprese e, separatamente, gli adempimenti necessari per avviare l’attività individuale.
La partecipazione nella SAS impedisce il forfettario
L’articolo 1, comma 57, della Legge 190/2014 esclude dal regime forfettario chi partecipa contemporaneamente a società di persone. La regola riguarda quindi anche le SAS e non dipende dal fatto che la quota sia grande o piccola.
La Legge 190/2014 su Normattiva distingue questa causa ostativa da quella prevista per le SRL: per la società di persone il problema nasce dalla partecipazione stessa, senza dover verificare controllo e riconducibilità dell’attività come accade per alcune partecipazioni in società di capitali.
Quando puoi applicare il forfettario dopo la SAS
Il criterio temporale è importante. Se vuoi applicare il forfettario dal 2027, la partecipazione nella SAS deve risultare rimossa entro il 31 dicembre 2026. Non esiste invece un periodo fisso di uno, due o tre anni da aspettare dopo la chiusura.
La guida RF su quando aprire la Partita IVA in forfettario dopo una SAS approfondisce proprio il criterio del 31 dicembre e la differenza tra società chiusa, società in liquidazione e partecipazione effettivamente cessata.
Se chiudi la SAS durante l’anno e vuoi aprire subito
Supponiamo che tu sia ancora socio della SAS a gennaio e che la partecipazione cessi a giugno. Puoi organizzare l’avvio della nuova ditta individuale dopo l’uscita dalla società, ma non devi dare per scontato che il forfettario sia utilizzabile nello stesso anno.
Poiché la causa ostativa non era stata rimossa nell’anno precedente, in linea generale l’accesso al regime forfettario va valutato dall’anno successivo. La ditta può quindi nascere prima, ma il regime fiscale del primo periodo deve essere verificato separatamente.
Puoi continuare la stessa attività della SAS
La cessazione della SAS non ti obbliga a cambiare settore. Una volta rimossa la partecipazione, il forfettario può essere applicato anche a un’attività individuale dello stesso tipo, se rispetti tutti gli altri requisiti.
Il codice ATECO va scelto in base all’attività realmente svolta con la nuova impresa. Se l’attività è identica, può anche risultare lo stesso codice utilizzato dalla SAS; non è il codice ATECO a creare la causa ostativa, ma la partecipazione societaria.
Beni, magazzino e contratti non passano automaticamente alla ditta
Un punto spesso trascurato riguarda ciò che appartiene alla società: attrezzature, merce, sito e-commerce, contratti con fornitori, eventuali autorizzazioni, crediti e altri rapporti giuridici non diventano automaticamente beni della persona fisica solo perché la SAS viene chiusa.
Se vuoi proseguire davvero la stessa attività con gli stessi beni o rapporti, bisogna verificare come trasferirli correttamente: vendita dei beni, cessione o assegnazione, subentro nei contratti o eventuale trasferimento d’azienda. La soluzione dipende da ciò che esiste nella SAS e dalla fase della liquidazione.
Come aprire operativamente la nuova ditta individuale
Per l’impresa individuale l’avvio passa normalmente dalla Comunicazione Unica al Registro Imprese. Il portale ufficiale Registro Imprese indica che la pratica telematica consente di coordinare attribuzione della Partita IVA, iscrizione al Registro Imprese, eventuale Albo Artigiani, INPS, INAIL e SCIA quando necessaria.
Dal 12 febbraio 2026 il vecchio applicativo autonomo ComUnica non è più disponibile: le pratiche continuano però a essere Comunicazioni Uniche e vengono trasmesse tramite DIRE o altri software abilitati. Questo non cambia gli adempimenti sostanziali, ma evita di cercare strumenti ormai dismessi.
La SCIA dipende dall’attività che continui
Se l’attività è soggetta a SCIA o ad altri procedimenti comunali, la nuova impresa deve verificare il corretto subentro o una nuova segnalazione al SUAP. Non è sufficiente che la SAS avesse già un titolo amministrativo.
Impresa in un giorno ricorda che, nei casi previsti, SCIA e Comunicazione Unica possono essere coordinate telematicamente. Per attività regolamentate vanno inoltre controllati requisiti professionali, sanitari o autorizzativi specifici.
Attenzione all’aliquota del 5% dopo una SAS
Poter entrare nel forfettario non significa automaticamente poter usare l’imposta sostitutiva al 5%. Il comma 65 della Legge 190/2014 riserva il 5% alle vere nuove attività e richiede, tra l’altro, che il contribuente non abbia esercitato nei tre anni precedenti attività d’impresa, arte o professione anche in forma associata o familiare.
Se hai effettivamente esercitato l’attività d’impresa attraverso la SAS nei tre anni precedenti, questo requisito può impedire il 5%. Inoltre va verificato se la nuova ditta rappresenta la prosecuzione sostanziale di un’attività già svolta. In molti passaggi SAS → ditta individuale il tema corretto non è quindi “posso usare il forfettario?”, ma “posso usare il 5% oppure devo applicare il 15%?”.
Esempio: SAS chiusa a dicembre e ditta aperta a gennaio
Martina termina la propria partecipazione nella SAS entro il 31 dicembre. A gennaio dell’anno successivo apre una ditta individuale per continuare l’attività. La causa ostativa legata alla società di persone è stata rimossa prima dell’inizio dell’anno e può quindi valutare l’accesso al forfettario, se rispetta anche gli altri requisiti.
Per l’aliquota del 5%, però, deve effettuare un controllo distinto sull’attività esercitata nei tre anni precedenti e sulla continuità sostanziale dell’impresa. Se i requisiti start-up non sono soddisfatti, l’accesso al forfettario può restare possibile con aliquota del 15%.
Esempio: esci dalla SAS a giugno e apri la ditta a luglio
Se la partecipazione viene rimossa a giugno e la ditta parte a luglio dello stesso anno, l’impresa individuale può essere aperta, ma il forfettario per quell’anno non va considerato automatico. La causa ostativa non era stata rimossa nell’anno precedente.
In questo scenario è importante impostare correttamente il regime fiscale iniziale e programmare l’eventuale ingresso nel forfettario dall’anno successivo, evitando di emettere fatture come forfettario sulla base della sola chiusura della SAS.
Prima di chiudere la SAS controlla anche debiti e rapporti pendenti
La nascita della ditta individuale non cancella obblighi e rapporti della società. Prima di impostare il passaggio è utile ricostruire almeno situazione fiscale e previdenziale, debiti verso fornitori, crediti da incassare, contratti in corso, beni strumentali, magazzino, dipendenti o collaboratori e autorizzazioni intestate alla SAS.
Questo controllo permette di capire se stai semplicemente aprendo una nuova attività individuale oppure se, nella sostanza, stai trasferendo un complesso aziendale dalla società alla persona fisica. Le conseguenze civilistiche e fiscali possono essere diverse.
Checklist per il passaggio da SAS a ditta individuale
- Verifica la data effettiva di cessazione della tua partecipazione nella SAS.
- Controlla che la causa ostativa sia rimossa entro il 31 dicembre precedente all’anno del forfettario.
- Definisci la data di apertura della nuova impresa individuale.
- Individua il codice ATECO in base all’attività reale.
- Predisponi Comunicazione Unica, INPS e eventuale SCIA.
- Verifica come trasferire beni, magazzino, contratti e autorizzazioni.
- Controlla separatamente i requisiti dell’aliquota al 5%.
- Non usare il forfettario nello stesso anno della cessazione senza aver verificato il requisito temporale.
In sintesi
Puoi chiudere una SAS e aprire una ditta individuale, anche continuando la stessa attività, ma la partecipazione societaria deve essere rimossa prima dell’anno in cui vuoi applicare il regime forfettario. Se la SAS viene lasciata nel corso dell’anno, l’apertura della nuova ditta e l’ingresso nel forfettario possono quindi avere date diverse.
La nuova impresa richiede inoltre i propri adempimenti e non eredita automaticamente beni, contratti o autorizzazioni della società. Infine, l’aliquota al 5% è un controllo separato: chi ha già esercitato attività d’impresa attraverso la SAS nei tre anni precedenti può non avere i requisiti della vera nuova attività.
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