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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Medico anestesista: codice ATECO 86.22.02, coefficiente ed ENPAM

Per un medico anestesista che svolge attività libero-professionale in modo indipendente, il codice ATECO 2025 normalmente coerente è 86.22.02 – Altre attività di medicina specialistica svolte da medici specialisti indipendenti. Nel regime forfettario il coefficiente di redditività applicabile è normalmente pari al 78%.

Il codice descrive la prestazione professionale del medico specialista. Non va però usato in modo automatico se l’attività viene svolta esclusivamente come dipendente di una struttura sanitaria oppure all’interno di una diversa organizzazione societaria o ambulatoriale: in questi casi va verificato chi esercita realmente l’attività e in quale forma.

Codice ATECO 2025 del medico anestesista

La classificazione ATECO 2025 colloca la medicina specialistica nella classe 86.22. Il codice 86.22.02 riguarda le altre attività di medicina specialistica svolte da medici specialisti indipendenti.

Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 includono in questa voce il consulto e il trattamento medico nel campo della medicina specialistica svolto da specialisti e chirurghi, con esclusione della chirurgia estetica, che ha un codice specifico.

Per un anestesista che fattura direttamente prestazioni professionali a cliniche, poliambulatori, strutture sanitarie o altri committenti, il 86.22.02 è quindi il riferimento da verificare.

Quando il codice 86.22.02 è coerente

  • prestazioni anestesiologiche svolte come libero professionista;
  • collaborazioni professionali con cliniche o strutture private;
  • attività specialistica svolta personalmente e fatturata dal medico;
  • consulenze e prestazioni mediche specialistiche riconducibili alla propria specializzazione.

Il codice non dipende dal luogo fisico in cui svolgi la prestazione. Puoi operare in uno studio, in una clinica o presso una struttura di terzi: ciò che conta è la natura dell’attività e il fatto che tu la eserciti come professionista indipendente.

Quando il codice può non essere quello corretto

Se lavori esclusivamente come dipendente, il reddito non deriva da una tua attività professionale con Partita IVA. Se invece gestisci una struttura sanitaria organizzata, un centro specialistico o una società, la classificazione dell’attività può richiedere codici differenti rispetto a quello del singolo medico specialista indipendente.

La stessa ATECO 2025 distingue infatti il codice 86.22.03 per altre attività di medicina specialistica svolte presso cliniche e centri specialistici. La scelta tra 86.22.02 e 86.22.03 non va quindi fatta soltanto guardando alla specializzazione medica, ma alla forma concreta con cui l’attività viene esercitata.

Coefficiente di redditività del medico anestesista

Nel regime forfettario l’attività medica professionale rientra normalmente tra le attività con coefficiente di redditività del 78%. Questo significa che, ai fini fiscali, il 78% dei compensi rilevanti costituisce reddito forfettario lordo.

Se incassi 50.000 euro nell’anno:

50.000 × 78% = 39.000 euro.

I 39.000 euro sono il reddito forfettario lordo prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori versati. Il restante 22% rappresenta forfettariamente i costi dell’attività.

Nel forfettario non deduci analiticamente i costi dello studio

Affitto dello studio, assicurazione professionale, corsi ECM, computer, telefono, auto, strumentazione e altre normali spese professionali non vengono sottratti uno per uno dal reddito.

Il coefficiente del 78% presume fiscalmente costi pari al 22% dei compensi. Per questo la convenienza del forfettario va valutata anche confrontando i costi reali con la quota di costi riconosciuta dal coefficiente.

Previdenza: medico anestesista e ENPAM

Il medico iscritto all’Ordine rientra nel sistema previdenziale ENPAM, non nella Gestione Separata INPS per la normale attività medica professionale.

La Quota A ENPAM è collegata all’iscrizione all’Albo ed è dovuta secondo le regole della Fondazione. Per i redditi derivanti dalla libera professione può inoltre entrare in gioco la Quota B.

ENPAM distingue il reddito libero-professionale da quello già assoggettato ad altre gestioni della Fondazione. Prima di calcolare la Quota B bisogna quindi capire da quale rapporto deriva ciascun compenso.

Quota A e Quota B non sono la stessa cosa

La Quota A è legata all’iscrizione del medico alla Fondazione e segue importi annuali differenziati. La Quota B riguarda invece il reddito derivante dall’attività libero-professionale nei casi previsti dal regolamento ENPAM.

Se svolgi attività ospedaliera come dipendente e parallelamente fatturi prestazioni libero-professionali, non devi trattare automaticamente tutti i redditi allo stesso modo: il reddito professionale rilevante per Quota B va ricostruito secondo le regole ENPAM.

Esempio fiscale con 50.000 euro di compensi

Supponiamo che un anestesista forfettario incassi 50.000 euro nell’anno.

  • Compensi: 50.000 euro.
  • Coefficiente: 78%.
  • Reddito forfettario lordo: 39.000 euro.
  • Da questo importo si deducono i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e deducibili.
  • Sulla base residua si applica l’imposta sostitutiva del 15%, oppure del 5% se ricorrono tutti i requisiti per la nuova attività.

Per il metodo completo puoi consultare la guida sul calcolo di imposta e contributi nel regime forfettario.

Il 5% non è automatico per un medico che apre Partita IVA

Aprire per la prima volta una Partita IVA non basta per ottenere l’aliquota del 5%. Occorre verificare i requisiti previsti dalla legge, compresa l’assenza di attività d’impresa o professionale nei tre anni precedenti e il divieto di mera prosecuzione di attività già svolta.

Il caso può essere delicato per un medico che ha già svolto attività professionale, sostituzioni, collaborazioni o attività assimilabili prima dell’apertura. Il test va fatto sulla situazione reale e non soltanto sulla data di apertura della Partita IVA.

Medico dipendente e Partita IVA: controllo separato

Se sei anche dipendente, l’accesso al forfettario richiede un controllo ulteriore sulla causa ostativa collegata ai redditi di lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente.

Nel 2026 la soglia da verificare è 35.000 euro, salvo le eccezioni previste quando il rapporto di lavoro è cessato. Questo controllo è separato dall’ATECO e dalla previdenza ENPAM.

Fatturazione delle prestazioni mediche

La fatturazione di un medico non va gestita con una regola unica per tutte le prestazioni. Le prestazioni sanitarie rese alla persona con finalità di diagnosi, cura o riabilitazione possono rientrare nell’esenzione IVA prevista dalla disciplina sanitaria; il regime forfettario aggiunge poi le proprie regole fiscali e di fatturazione.

Va inoltre verificato, in base al tipo di prestazione e al destinatario, l’eventuale invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria e le regole vigenti sulla fatturazione elettronica delle prestazioni sanitarie.

Se lavori per più strutture sanitarie

Puoi utilizzare la stessa Partita IVA per fatturare prestazioni anestesiologiche a più cliniche o poliambulatori, purché il rapporto resti realmente professionale e ciascuna prestazione sia correttamente documentata. Il numero dei committenti non modifica il codice ATECO, ma può incidere sulla valutazione complessiva dell’organizzazione dell’attività.

Checklist prima di aprire la Partita IVA

  1. Verifica che l’attività sia realmente libero-professionale e indipendente.
  2. Conferma il codice ATECO 86.22.02 per la medicina specialistica svolta dal singolo medico.
  3. Controlla il coefficiente di redditività del 78%.
  4. Verifica i requisiti generali del regime forfettario.
  5. Se sei dipendente, controlla la causa ostativa collegata al reddito da lavoro dipendente.
  6. Verifica separatamente i requisiti dell’aliquota al 5%.
  7. Controlla Quota A e Quota B ENPAM in base ai redditi effettivamente prodotti.
  8. Imposta correttamente fatture e adempimenti sanitari.

Per il quadro generale della professione puoi consultare la guida sulla Partita IVA del medico. Questa pagina resta invece focalizzata sul caso specifico del medico anestesista e sul corretto ATECO.

Domande frequenti

Qual è il codice ATECO del medico anestesista?

Per l’attività libero-professionale indipendente il codice normalmente coerente è 86.22.02 – Altre attività di medicina specialistica svolte da medici specialisti indipendenti.

Qual è il coefficiente di redditività?

Nel regime forfettario il coefficiente normalmente applicabile alla professione medica è il 78%.

Il medico anestesista paga la Gestione Separata INPS?

Per la normale attività medica professionale il riferimento previdenziale è ENPAM. Va verificato il trattamento dei singoli redditi tra Quota A, Quota B ed eventuali altre gestioni ENPAM.

Se lavoro in ospedale posso avere anche il forfettario?

È possibile soltanto se sono rispettati tutti i requisiti del regime, comprese le cause ostative collegate al lavoro dipendente e agli eventuali rapporti con il datore di lavoro.

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