Forfettario al 5%: quanto si paga davvero di INPS nel 2026?
No: avere il regime forfettario con imposta sostitutiva al 5% non significa pagare il 5% anche di INPS. L’aliquota fiscale e la contribuzione previdenziale sono due cose separate. Nel 2026, per un libero professionista senza altra previdenza obbligatoria iscritto alla Gestione Separata, l’aliquota INPS è normalmente del 26,07%; se è già pensionato o assicurato presso un’altra forma pensionistica obbligatoria, l’aliquota è del 24%.
Se invece la tua Partita IVA è un’attività artigiana o commerciale, non si applica la Gestione Separata: entrano in gioco Gestione Artigiani o Commercianti, con contributi minimi annuali e aliquote proprie. Anche qui il 5% fiscale non cambia l’aliquota INPS.
5% fiscale e INPS sono due calcoli diversi
Il regime forfettario prevede due livelli di prelievo:
- imposta sostitutiva: 15%, oppure 5% se hai i requisiti per la nuova attività;
- contributi previdenziali: dipendono dalla gestione INPS o dalla Cassa professionale applicabile alla tua attività.
Quindi puoi essere contemporaneamente al 5% di imposta e al 26,07% di Gestione Separata, oppure al 5% di imposta e iscritto alla Gestione Artigiani/Commercianti con contributi minimi.
Gestione Separata 2026: 26,07% o 24%
La circolare INPS sulle aliquote 2026 distingue due situazioni principali per i liberi professionisti:
- 26,07% per professionisti non pensionati e non assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie;
- 24% per professionisti pensionati o già assicurati presso altra previdenza obbligatoria.
L’aliquota del 5% del forfettario non modifica nessuna di queste percentuali.
Gestione Separata: non c’è un contributo minimo fisso
La Gestione Separata non funziona come Artigiani e Commercianti. Non devi versare un importo minimo fisso solo perché hai la Partita IVA aperta: i contributi vengono calcolati sul reddito previdenziale effettivamente prodotto.
Il minimale pubblicato ogni anno dall’INPS serve per l’accredito contributivo dell’intero anno ai fini pensionistici e non va confuso con un contributo minimo obbligatorio da pagare comunque.
Artigiani 2026: 24% e contributo minimo
Per gli Artigiani, l’INPS ha fissato nel 2026 l’aliquota pensionistica ordinaria al 24%. Il reddito minimale è di 18.808 euro e il contributo minimo annuo per titolare/coadiuvante è pari a circa 4.521,36 euro, comprensivo della quota maternità.
Se il reddito d’impresa supera il minimale, sulla parte eccedente si applica l’aliquota percentuale prevista.
La circolare INPS 2026 per Artigiani e Commercianti conferma aliquote e minimali.
Commercianti 2026: 24,48% e contributo minimo
Per i Commercianti l’aliquota complessiva ordinaria nel 2026 è del 24,48%, perché al 24% pensionistico si aggiunge lo 0,48% per l’indennizzo in caso di cessazione dell’attività commerciale.
Il contributo minimo annuo sul reddito minimale di 18.808 euro è di circa 4.611,64 euro, sempre comprensivo della quota maternità.
La riduzione contributiva del 35% non è il 5%
Un’altra confusione frequente riguarda la riduzione INPS del 35% riservata, su domanda e se spettante, ad Artigiani e Commercianti che applicano il regime forfettario.
Questa agevolazione è completamente separata dall’imposta al 5%:
- il 5% riduce l’imposta sostitutiva;
- il 35% riduce la contribuzione Artigiani/Commercianti secondo il regime previdenziale agevolato.
Puoi quindi, se possiedi entrambi i requisiti, avere contemporaneamente imposta al 5% e riduzione INPS del 35%. Ma sono due agevolazioni diverse, con domande e conseguenze diverse.
Per approfondire puoi consultare la guida RF sulla riduzione INPS del 35% nel forfettario.
Quanto diventano i minimi con riduzione 35%
In una simulazione puramente matematica sui contributi minimi 2026:
| Gestione | Minimo ordinario | Con riduzione 35% circa |
|---|---|---|
| Artigiani | 4.521,36 € | 2.938,88 € |
| Commercianti | 4.611,64 € | 2.997,57 € |
La riduzione incide però anche sull’accredito previdenziale e va richiesta secondo le modalità previste: non va scelta solo guardando il risparmio immediato.
Esempio professionista: 30.000 euro di compensi, imposta 5%
Ipotizziamo un professionista in Gestione Separata, coefficiente di redditività del 78%, 30.000 euro di compensi e imposta sostitutiva al 5%.
| Passaggio | Importo indicativo |
|---|---|
| Compensi | 30.000 € |
| Reddito forfettario 78% | 23.400 € |
| INPS 26,07% | 6.100,38 € |
| Base fiscale dopo INPS | 17.299,62 € |
| Imposta sostitutiva 5% | 864,98 € |
Questo esempio mostra bene che il 5% non sostituisce il 26,07%: sono due componenti separate del carico fiscale e previdenziale.
Esempio con altra previdenza obbligatoria: aliquota 24%
Se lo stesso professionista è anche lavoratore dipendente e quindi già assicurato presso un’altra forma previdenziale obbligatoria, la simulazione con aliquota INPS del 24% diventa:
- reddito forfettario lordo: 23.400 €;
- INPS 24%: 5.616 €;
- base fiscale indicativa dopo contributi: 17.784 €;
- imposta 5%: circa 889,20 €.
Il fatto di avere già altra previdenza riduce l’aliquota contributiva, non l’imposta sostitutiva.
La guida RF su Partita IVA con altro reddito e INPS approfondisce proprio questo caso.
L’imposta del 5% si calcola dopo i contributi deducibili
Un altro errore frequente è fare:
ricavi × coefficiente × 5%
e poi aggiungere i contributi.
Nel regime forfettario, i contributi previdenziali obbligatori deducibili riducono la base fiscale dell’imposta sostitutiva. In una simulazione a regime, la sequenza è:
- ricavi × coefficiente;
- calcolo contributi previdenziali;
- deduzione dei contributi obbligatori effettivamente deducibili;
- applicazione del 5% o 15% sulla base residua.
Per la formula completa puoi vedere la guida RF su come si calcola davvero il 5% nel forfettario.
Il 5% non dipende dalla gestione INPS
Un professionista in Gestione Separata, un artigiano e un commerciante possono tutti teoricamente avere diritto all’imposta del 5%, se rispettano i requisiti di nuova attività.
Allo stesso modo, possono tutti essere al 15% se non hanno i requisiti per la riduzione iniziale.
La previdenza deriva dalla natura dell’attività; l’aliquota fiscale deriva dalle regole del regime forfettario. Sono due piani distinti.
Quando si pagano INPS e imposta nel corso dell’anno
Il 5% non viene trattenuto mensilmente sulle fatture. Anche i contributi della Gestione Separata vengono normalmente determinati in dichiarazione e versati tramite F24 insieme a saldo e acconti secondo le scadenze fiscali applicabili. Per Artigiani e Commercianti, invece, esistono anche rate dei contributi fissi sul minimale durante l’anno, oltre alla contribuzione eccedente calcolata sul reddito.
Per questo il primo anno può sembrare leggero sul conto corrente: una parte rilevante del carico arriva successivamente con saldo e acconti. Conviene quindi accantonare fin dal primo incasso una quota destinata a INPS e imposta, senza usare il solo “5%” come percentuale di risparmio.
Quanto accantonare: il 5% da solo non basta
Un professionista al 5% che versa anche il 26,07% di Gestione Separata non può mettere da parte soltanto il 5% del fatturato. La contribuzione previdenziale è spesso la voce più pesante. Anche per Artigiani e Commercianti i contributi minimi incidono in modo significativo quando il fatturato è basso.
La percentuale da accantonare dipende quindi da coefficiente di redditività, gestione previdenziale, eventuale altra copertura, diritto alla riduzione del 35%, costi reali e livello di fatturato.
Il 5% dura cinque periodi d’imposta, non “finché vuoi”
L’imposta al 5% è prevista per il periodo d’imposta in cui inizi l’attività e per i quattro successivi, se possiedi i requisiti richiesti.
Dal periodo successivo, se resti nel forfettario, l’aliquota passa al 15%.
La contribuzione INPS, invece, continua a seguire le regole annuali della gestione previdenziale e può cambiare nel tempo indipendentemente dall’imposta sostitutiva.
Quali requisiti servono per il 5%
In sintesi, il 5% non spetta solo perché apri una nuova Partita IVA. Devi rispettare le condizioni previste per la nuova attività, tra cui:
- assenza di attività d’impresa, arte o professione esercitata nei tre anni precedenti nei casi previsti;
- assenza di mera prosecuzione di un precedente lavoro dipendente o autonomo, salvo le eccezioni;
- rispetto delle altre condizioni previste dalla disciplina del regime.
La guida RF su forfettario 5% o 15% approfondisce i requisiti.
Se hai una Cassa professionale, non usare le aliquote INPS
Avvocati, architetti, ingegneri, medici, commercialisti e altre professioni ordinistiche possono avere una Cassa previdenziale propria.
In quel caso il 5% fiscale resta eventualmente applicabile, ma la contribuzione segue le regole della Cassa: aliquote, minimi, contributo soggettivo, integrativo e agevolazioni possono essere completamente diversi.
Tabella riepilogativa 2026
| Situazione | Contribuzione principale | Il 5% fiscale la riduce? |
|---|---|---|
| Professionista senza altra previdenza | Gestione Separata 26,07% | No |
| Professionista con altra previdenza/pensione | Gestione Separata 24% | No |
| Artigiano | 24% + contributo minimo 2026 | No |
| Commerciante | 24,48% + contributo minimo 2026 | No |
| Professionista con Cassa | Regole della Cassa | No |
Errori da evitare
- pensare che tassazione al 5% significhi INPS al 5%;
- applicare 26,07% a un artigiano o commerciante;
- considerare 24% e 26,07% aliquote a scelta;
- confondere riduzione INPS 35% e imposta al 5%;
- calcolare l’imposta prima dei contributi previdenziali deducibili;
- dimenticare i contributi minimi di Artigiani/Commercianti;
- applicare aliquote INPS a una professione con Cassa autonoma;
- dare per scontato il 5% solo perché la Partita IVA è nuova.
Domande frequenti
Se pago il 5% di tasse quanto pago di INPS?
Dipende dall’attività. Un professionista in Gestione Separata senza altra copertura paga normalmente il 26,07% nel 2026.
Il 5% abbassa i contributi INPS?
No. Il 5% riguarda l’imposta sostitutiva e non modifica la gestione previdenziale.
Artigiani e commercianti possono avere il 5%?
Sì, se rispettano i requisiti della nuova attività. I contributi restano quelli delle relative gestioni.
La riduzione INPS del 35% è automatica?
No. È un regime contributivo agevolato distinto e va richiesto nei casi e termini previsti.
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