Coefficiente di redditività fattorino/rider: 67% o 78%?
Per un fattorino/rider in regime forfettario il coefficiente di redditività corretto è normalmente il 67%, non il 78%. Nel 2026 il codice ATECO più specifico per chi effettua consegne a domicilio per Deliveroo, Glovo, ristoranti, negozi o altri clienti è 53.20.00 – Altre attività postali e di corriere. Con questo codice, 67 euro ogni 100 euro incassati vengono considerati reddito forfettario lordo e il restante 33% rappresenta i costi riconosciuti forfettariamente.
La confusione tra 67% e 78% nasce perché il 78% si applica a molte attività professionali, scientifiche e tecniche. Ma il lavoro di consegna non rientra in quelle categorie. Per un vero rider/fattorino il riferimento fiscale resta quindi il 67%.
Fattorino in forfettario: perché il coefficiente è 67%
Il coefficiente di redditività non viene scelto liberamente dal contribuente e non dipende da quanto guadagni. È stabilito in base al settore economico collegato al codice ATECO.
Per il codice 53.20.00 – Altre attività postali e di corriere, utilizzato per le consegne a domicilio e i servizi di corriere leggero, il coefficiente applicato nel regime forfettario è del 67%.
Le note ufficiali ATECO 2025 dell’ISTAT includono nel 53.20.00 anche i servizi di consegna a domicilio, comprese le consegne di cibo.
Cosa significa davvero coefficiente di redditività 67%
Il coefficiente serve a trasformare gli incassi nel reddito fiscale del regime forfettario.
La formula è:
Ricavi incassati × 67% = reddito forfettario lordo
Il 33% restante non è una spesa che devi dimostrare con fatture: è una quota di costi che il regime riconosce in modo forfettario.
Esempio con 10.000 euro di ricavi
- ricavi: 10.000 €;
- reddito forfettario: 10.000 × 67% = 6.700 €;
- quota forfettaria di costi: 3.300 €.
È su 6.700 euro, e non direttamente sui 10.000 euro incassati, che si innestano poi contributi previdenziali e imposta sostitutiva secondo le regole applicabili.
Perché il 78% non è corretto per il rider
Il coefficiente del 78% riguarda molte attività professionali: consulenza, professioni tecniche, sanitarie, scientifiche e altre attività incluse nelle relative categorie del regime forfettario.
Un rider che trasporta cibo o beni da un punto all’altro non svolge però una prestazione professionale intellettuale riconducibile a quel gruppo. Svolge un servizio di consegna/corriere.
Per questo, se trovi online un calcolo al 78% per un fattorino, prima di usarlo devi verificare quale ATECO sia stato utilizzato. Nella normale attività di consegna, il dato coerente è 67%.
Anche il vecchio 82.99.99 portava normalmente al 67%
In passato alcune guide utilizzavano per il rider il generico 82.99.99 – Altri servizi di supporto alle imprese n.c.a. Anche in quel caso, nella pratica, il coefficiente indicato era spesso del 67%.
Quindi il contrasto “82.99.99 = 67% / 53.20.00 = 78%” è sbagliato. Oggi la vera novità è che ATECO 2025 rende 53.20.00 molto più specifico per le consegne a domicilio.
La guida RF sul codice ATECO e tasse del rider Deliveroo approfondisce la differenza tra i codici e l’inquadramento previdenziale.
Tabella: quanto reddito imponibile produce il 67%
| Ricavi annui | Reddito 67% | Costi forfettari 33% |
|---|---|---|
| 5.000 € | 3.350 € | 1.650 € |
| 10.000 € | 6.700 € | 3.300 € |
| 15.000 € | 10.050 € | 4.950 € |
| 20.000 € | 13.400 € | 6.600 € |
| 30.000 € | 20.100 € | 9.900 € |
| 50.000 € | 33.500 € | 16.500 € |
La tabella mostra perché il coefficiente è così importante: con 30.000 euro di ricavi, usare erroneamente il 78% porterebbe a un reddito forfettario di 23.400 euro invece di 20.100 euro, con una differenza di 3.300 euro nella base di partenza.
Quanto cambia davvero tra 67% e 78%
Con 20.000 euro di ricavi, il 67% produce 13.400 euro di reddito forfettario; il 78% ne produrrebbe 15.600. La differenza è 2.200 euro. Con 50.000 euro di ricavi la differenza sale a 5.500 euro. Applicare il coefficiente sbagliato altera quindi sia la base previdenziale sia la base da cui si arriva all’imposta sostitutiva.
Questo è anche il motivo per cui non conviene copiare il coefficiente trovato in una guida generica per “freelance”: il regime forfettario non assegna il 78% a tutti i lavoratori autonomi. La percentuale dipende dalla categoria economica dell’attività.
Nel caso delle consegne, il fatto che tu lavori in autonomia per una piattaforma non trasforma il servizio in una professione tecnica o intellettuale al 78%. Rimani nell’ambito del servizio di consegna e il coefficiente resta normalmente 67%.
Il coefficiente non decide da solo quanti contributi INPS paghi
Un altro errore frequente è pensare che il coefficiente di redditività determini automaticamente anche la gestione previdenziale.
Non è così. Il 67% stabilisce come si calcola il reddito forfettario. L’INPS dipende invece dalla natura effettiva dell’attività:
- attività autonoma personale senza vera organizzazione d’impresa: può essere da verificare la Gestione Separata;
- attività organizzata come impresa di consegne: può entrare in gioco la Gestione Commercianti.
È il motivo per cui due rider con lo stesso coefficiente del 67% possono avere contributi molto diversi.
Scenario Gestione Separata
Se il rider è correttamente inquadrato come lavoratore autonomo professionale e non ha altra previdenza obbligatoria, nel 2026, secondo la circolare INPS sulla Gestione Separata, l’aliquota è del 26,07%. Non esiste il normale contributo minimo fisso previsto per Artigiani e Commercianti.
Scenario Gestione Commercianti
Se invece l’attività è una vera impresa iscritta in Camera di Commercio, la contribuzione può prevedere un minimo annuo e una quota percentuale oltre il minimale. Il coefficiente fiscale resta 67%, ma il costo previdenziale cambia.
Imposta 5% o 15%: si calcola dopo i contributi deducibili
Il reddito ottenuto con il coefficiente del 67% è il primo passaggio, non l’imposta finale.
In una simulazione semplificata:
- calcoli ricavi × 67%;
- determini i contributi previdenziali;
- deduci i contributi obbligatori secondo le regole fiscali applicabili;
- applichi il 5% o il 15% alla base fiscale residua.
Per il meccanismo completo puoi consultare la guida RF su come si calcola l’imposta sostitutiva nel forfettario.
Esempio completo con 20.000 euro di ricavi
Ipotizziamo 20.000 euro incassati da consegne e un inquadramento in Gestione Separata al 26,07%.
| Passaggio | Importo |
|---|---|
| Ricavi | 20.000 € |
| Reddito forfettario 67% | 13.400 € |
| INPS indicativo 26,07% | 3.493,38 € |
| Base dopo contributi | 9.906,62 € |
| Imposta 5% | circa 495,33 € |
| Imposta 15% | circa 1.486 € |
È una simulazione economica: la dichiarazione reale considera i contributi effettivamente deducibili nel periodo e la gestione previdenziale concreta.
Il 33% di costi forfettari non è un rimborso delle spese reali
Con coefficiente 67%, il fisco considera forfettariamente come costi il 33% dei ricavi. Questo non significa che tu possa “scaricare” davvero quella cifra e nemmeno che lo Stato te la rimborsi.
Nel lavoro da rider le spese reali possono essere:
- carburante o ricarica elettrica;
- bici, scooter o auto;
- manutenzione e riparazioni;
- assicurazione;
- telefono e connessione dati;
- abbigliamento tecnico;
- commercialista;
- eventuali costi camerali.
Se i tuoi costi reali superano il 33%, il forfettario non li riconosce comunque uno per uno. Per capire la convenienza devi quindi confrontare anche il netto economico reale.
Se lavori anche come dipendente il coefficiente non cambia
Essere contemporaneamente lavoratore dipendente non modifica il coefficiente di redditività del rider: resta 67%.
Il lavoro dipendente può invece incidere su:
- requisiti per il regime forfettario;
- aliquota o gestione previdenziale applicabile;
- valutazione di abitualità/prevalenza in alcuni inquadramenti d’impresa.
Quindi il coefficiente fiscale e la contribuzione previdenziale vanno tenuti separati.
Lo stesso vale se lavori contemporaneamente per Deliveroo, Glovo, Uber Eats, ristoranti o negozi: se i compensi derivano tutti dalla medesima attività di consegna, non devi applicare un coefficiente diverso per ogni piattaforma. I ricavi si sommano e continuano a seguire il coefficiente del 67% collegato all’attività.
Il coefficiente cambia soltanto se aggiungi una seconda attività realmente diversa con un altro codice ATECO e un’altra percentuale di redditività; in quel caso i ricavi delle due attività vanno separati nel calcolo e poi sommati nel reddito complessivo.
67% o 78%: regola pratica da ricordare
- vero rider/fattorino/consegna a domicilio: 67%;
- attività professionale tecnica o intellettuale: spesso 78%, ma dipende dal codice;
- non scegliere il coefficiente: deriva dal codice ATECO corretto;
- non scegliere il codice per ottenere il coefficiente più basso: deve descrivere l’attività reale.
Errori da evitare
- usare 78% perché il rider è un lavoratore autonomo;
- confondere coefficiente fiscale e aliquota INPS;
- scegliere 82.99.99 solo per ragioni previdenziali;
- calcolare imposta e contributi direttamente su tutto il fatturato;
- pensare che il 33% forfettario sia una deduzione delle spese effettive;
- applicare un coefficiente diverso perché lavori anche come dipendente;
- non aggiornare il codice ATECO quando la classificazione dell’attività è cambiata.
Domande frequenti
Qual è il coefficiente del rider nel 2026?
Normalmente 67% per l’attività di consegna con ATECO 53.20.00.
Perché alcuni siti parlano del 78%?
Il 78% appartiene a molte attività professionali; non è il coefficiente tipico delle consegne a domicilio.
Con 1.000 euro di ricavi quanto è il reddito forfettario?
670 euro. I restanti 330 euro rappresentano la quota di costi riconosciuta forfettariamente.
Il coefficiente cambia se sono dipendente?
No. Può cambiare la previdenza o l’accesso al regime, non il coefficiente collegato all’attività.
53.20.00 significa automaticamente Gestione Commercianti?
La previdenza va verificata sulla natura e organizzazione effettiva dell’attività. Il coefficiente del 67% e l’inquadramento INPS sono due questioni distinte.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.