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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

IVA sul PC nel forfettario: si può recuperare nel 2026?

Domanda di Alessandro da Rimini: «Posso recuperare l’IVA del PC in forfettario?»

Se acquisti un PC mentre sei nel regime forfettario, normalmente non puoi detrarre l’IVA pagata al fornitore. Il forfettario non è però genericamente “fuori campo IVA”: applica un regime speciale che, sulle operazioni ordinarie, non addebita l’IVA ai clienti e non consente la detrazione dell’imposta assolta sugli acquisti.

Quindi, se un computer costa 1.000 euro più 220 euro di IVA, durante il forfettario il costo finanziario per te è 1.220 euro. Esiste però un caso meno conosciuto: se in seguito passi al regime IVA ordinario, una parte dell’IVA originariamente non detratta può, a determinate condizioni, essere recuperata tramite la rettifica della detrazione prevista dall’articolo 19-bis.2 del DPR 633/1972 e dal comma 61 della Legge 190/2014.

Perché nel forfettario l’IVA del computer non si detrae

La Legge 190/2014 stabilisce espressamente che i contribuenti in regime forfettario non hanno diritto alla detrazione dell’IVA assolta, dovuta o addebitata sugli acquisti. Questo vale anche per beni strumentali usati nell’attività, come computer, monitor, smartphone, stampanti e altre attrezzature.

Il principio generale è approfondito anche nella guida su IVA nel regime forfettario: quando si paga e quando no.

Il forfettario non è “fuori campo IVA”

Dire che il forfettario è semplicemente “fuori campo IVA” è impreciso. Il contribuente possiede una Partita IVA e resta soggetto alle regole IVA previste per il regime speciale. Sulle normali fatture attive non esercita la rivalsa dell’imposta e sugli acquisti non esercita la detrazione, ma in alcune operazioni può comunque diventare debitore d’IVA, per esempio con determinati acquisti esteri o reverse charge.

Questa distinzione è importante anche per capire perché l’IVA del PC non viene rimborsata: non è perché l’acquisto sia irrilevante ai fini IVA, ma perché il regime forfettario esclude il diritto alla detrazione dell’imposta sugli acquisti.

Esempio: PC da 1.220 euro IVA compresa

VoceImportoEffetto nel forfettario
Prezzo netto PC1.000 €Costo sostenuto
IVA 22%220 €Non detraibile durante il forfettario
Esborso totale1.220 €Costo finanziario complessivo

Se Alessandro compra il computer mentre applica il regime forfettario, non può portare i 220 euro in liquidazione IVA né trasformarli in un credito IVA. L’intero esborso rimane quindi a suo carico.

Il costo del PC si deduce dalle tasse nel forfettario?

Nemmeno il costo del computer viene normalmente dedotto analiticamente dal reddito forfettario. Il reddito imponibile è determinato applicando ai ricavi o compensi il coefficiente di redditività previsto per l’attività. Le normali spese aziendali sono quindi considerate in modo forfettario attraverso quel coefficiente.

Per la distinzione tra computer, software e altri costi puoi leggere l’approfondimento su computer e affitto ufficio nel regime forfettario.

Se passo dal forfettario all’ordinario posso recuperare parte dell’IVA?

In alcuni casi sì. Il comma 61 della Legge 190/2014 stabilisce che, quando si passa dal regime forfettario alle regole ordinarie IVA, si effettua una rettifica della detrazione secondo l’articolo 19-bis.2 del DPR 633/1972. La rettifica viene operata nella dichiarazione IVA relativa al primo anno di applicazione delle regole ordinarie.

Per i beni ammortizzabili il meccanismo può consentire di recuperare la quota d’IVA relativa agli anni ancora mancanti al completamento del periodo quinquennale di rettifica, se il bene è ancora utilizzato nell’attività e ricorrono le condizioni per la detrazione nel nuovo regime.

Il riferimento normativo è l’articolo 19-bis.2 del DPR 633/1972.

Come funziona il periodo di rettifica di cinque anni

Per un bene qualificato come ammortizzabile ai fini della rettifica IVA, l’articolo 19-bis.2 considera l’anno di entrata in funzione e i quattro successivi. Se durante questo periodo cambia il regime di detrazione, l’IVA può essere rettificata in proporzione ai quinti ancora residui.

Non tutti gli acquisti rientrano automaticamente in questa disciplina: lo stesso articolo esclude, ai fini della rettifica pluriennale, i beni di costo unitario non superiore alla vecchia soglia di un milione di lire, oggi pari a circa 516,46 euro, e quelli con coefficiente di ammortamento superiore al 25%. Per questo la fattura e le caratteristiche fiscali del bene vanno controllate prima di calcolare un recupero.

Esempio di rettifica se passi all’ordinario

Immaginiamo un PC acquistato ed entrato in funzione nel 2026 per 1.000 euro più 220 euro di IVA, utilizzato integralmente nell’attività e qualificato come bene soggetto alla rettifica quinquennale. Alessandro resta forfettario nel 2026 e 2027 e passa alle regole IVA ordinarie dal 2028.

Nel 2028 restano, in linea teorica, tre quinti del periodo di rettifica: 2028, 2029 e 2030. Se nel regime ordinario il PC continua a essere impiegato in operazioni che danno pieno diritto alla detrazione, la rettifica a favore potrebbe quindi riguardare 3/5 dei 220 euro, cioè 132 euro. È un esempio didattico: l’importo effettivo dipende dal costo fiscalmente rilevante del bene, dall’anno di entrata in funzione, dall’uso e dal diritto alla detrazione nel nuovo regime.

Cosa succede nel percorso opposto: da ordinario a forfettario

La regola funziona anche in senso opposto. Se avevi acquistato il PC in regime ordinario detraendo l’IVA e passi al forfettario mentre il bene è ancora nel periodo di rettifica, può rendersi necessario restituire una parte dell’IVA precedentemente detratta.

Il comma 61 della Legge 190/2014 prevede infatti espressamente la rettifica sia nel passaggio dall’ordinario al forfettario sia nel passaggio inverso. È uno dei controlli da fare prima di cambiare regime quando possiedi beni strumentali acquistati negli anni recenti.

Acquistare il PC a fine anno cambia qualcosa?

Ai fini della mancata detrazione durante il forfettario, no: l’IVA resta indetraibile anche se acquisti il computer a dicembre. La data diventa però importante se in seguito cambi regime, perché il periodo di rettifica decorre dall’anno di entrata in funzione del bene, non semplicemente dal numero di mesi effettivi di utilizzo.

Meglio aspettare l’ordinario per comprare un computer costoso?

Non necessariamente. La scelta non dovrebbe essere guidata solo dall’IVA. Se il computer serve oggi per produrre reddito, rinviare l’acquisto può avere un costo economico superiore al beneficio fiscale futuro. Ha invece senso fare una simulazione quando sai già che dal prossimo anno passerai all’ordinario e devi acquistare attrezzature di valore elevato.

In quella situazione vanno confrontati almeno prezzo, momento dell’acquisto, possibile rettifica IVA, uso professionale del bene e convenienza operativa di anticipare o rinviare la spesa.

Quali documenti conservare

  • fattura elettronica di acquisto del PC;
  • prova del pagamento;
  • data di entrata in funzione del bene;
  • documentazione sull’utilizzo professionale;
  • dati necessari a ricostruire l’eventuale periodo residuo di rettifica;
  • dichiarazione IVA del primo anno ordinario se viene effettuata una rettifica a favore.

Domande frequenti

Posso detrarre subito l’IVA del PC se sono forfettario?

No. Durante il regime forfettario non hai diritto alla detrazione dell’IVA assolta sugli acquisti, compreso normalmente il computer utilizzato nell’attività.

Se passo all’ordinario posso recuperare parte dell’IVA del PC?

Può essere possibile tramite la rettifica della detrazione prevista dall’articolo 19-bis.2, se il bene rientra nella disciplina, è ancora nel periodo di rettifica e nel nuovo regime sussiste il diritto alla detrazione.

Il costo del computer si deduce analiticamente nel forfettario?

No, normalmente i costi ordinari dell’attività non vengono dedotti uno per uno: sono considerati forfettariamente attraverso il coefficiente di redditività.

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