Vai al contenuto principale Vai alla navigazione
Regime Forfettario
Menu
CONSULENZE FORFETTARIO

Consulenza aziendale e amministrativa per più società: Partita IVA e ATECO

Puoi aprire una sola Partita IVA e lavorare per più società svolgendo sia consulenza aziendale sia attività amministrative, ma devi distinguere bene le due prestazioni. Se fai vera consulenza organizzativa e gestionale, con ATECO 2025 il codice da valutare è 70.20.09; se invece svolgi attività operative di amministrazione d’ufficio per conto dei clienti, come gestione documentale, fatturazione, registri o supporto di segreteria, può essere necessario affiancare un’attività dell’area 82.10.

Non serve aprire una seconda Partita IVA per ogni cliente o per ogni attività. Puoi avere più codici ATECO sulla stessa posizione, purché descrivano attività realmente svolte e fiscalmente coerenti. Se sei anche dipendente, inoltre, la Partita IVA può coesistere con il lavoro subordinato, ma nel 2026 devi controllare la soglia di 35.000 euro dei redditi da lavoro dipendente dell’anno precedente e l’eventuale fatturazione prevalente al datore o ex datore.

Consulenza aziendale e attività amministrativa non sono sempre la stessa attività

La prima distinzione da fare riguarda ciò che offri concretamente alle società clienti.

La consulenza aziendale consiste normalmente nell’analizzare processi, organizzazione, strategia, controllo di gestione, pianificazione e modalità operative dell’impresa, formulando indicazioni o soluzioni.

L’attività amministrativa operativa, invece, può consistere nell’eseguire materialmente funzioni di supporto d’ufficio: predisporre documenti, gestire scadenze, organizzare archivi, supportare la fatturazione, tenere registri gestionali o svolgere altre attività amministrative per conto del cliente.

ATECO 70.20.09 per la vera consulenza aziendale

Con ATECO 2025, la consulenza imprenditoriale e gestionale non classificata in voci più specifiche rientra nel codice 70.20.09 – Consulenza imprenditoriale e altre attività di consulenza gestionale n.c.a..

Le note ufficiali ISTAT collocano in quest’area le attività di consulenza sulla gestione dell’impresa, mentre escludono attività riservate o classificazioni più specifiche.

La guida RF sulla Partita IVA del consulente aziendale approfondisce ATECO 70.20.09, coefficiente, INPS e regime forfettario.

Quando l’attività amministrativa può rientrare nell’area 82.10

ATECO 2025 colloca nell’area 82.10 le attività amministrative e di supporto per le funzioni d’ufficio svolte per conto terzi.

Le note esplicative ufficiali ISTAT citano, tra gli esempi, servizi di reception, fatturazione, tenuta di registri, servizi per il personale e gestione della posta svolti per conto di imprese o organizzazioni.

Se quindi non ti limiti a consigliare l’azienda su come organizzare l’amministrazione, ma esegui materialmente attività amministrative ricorrenti per i clienti, può essere necessario descrivere anche questa componente con un codice coerente dell’area 82.

Puoi avere più codici ATECO sulla stessa Partita IVA

Una persona fisica può svolgere più attività con la stessa Partita IVA. Non devi aprire una posizione fiscale per la consulenza e un’altra per il supporto amministrativo.

Se le due attività sono entrambe reali e hanno autonomia economica, puoi indicare più codici ATECO, individuando una attività principale e una o più attività secondarie.

La scelta deve seguire ciò che fai davvero, non ciò che sembra fiscalmente più conveniente. Anche i coefficienti di redditività del forfettario possono differire tra attività appartenenti a gruppi diversi, quindi i ricavi vanno gestiti correttamente quando sono riconducibili a codici con coefficienti differenti.

Fatturare a più società è compatibile con il lavoro autonomo

Puoi lavorare per due, cinque o più società con la stessa Partita IVA. Non esiste un limite generale al numero di clienti del professionista.

Anzi, una clientela diversificata è coerente con l’autonomia dell’attività. Tuttavia il numero dei clienti non è l’unico elemento che conta: bisogna guardare anche a come il rapporto viene svolto concretamente.

Se una società ti impone orari, presenza fissa, direttive gerarchiche continue, strumenti aziendali obbligatori e modalità operative tipiche di un dipendente, la semplice presenza della Partita IVA non basta da sola a qualificare il rapporto come autonomo.

Attenzione alle attività contabili o tributarie riservate

“Supporto amministrativo” non deve essere usato come etichetta generica per svolgere attività professionali riservate per legge.

Gestire documenti, predisporre file, supportare la fatturazione o organizzare scadenze è diverso dal prestare consulenza tributaria riservata, assumere incarichi professionali che richiedono un albo o svolgere attività per le quali la normativa impone requisiti specifici.

Prima di scegliere il codice ATECO devi quindi elencare le singole prestazioni e verificare se qualcuna appartiene a una professione regolamentata.

Regime forfettario: la consulenza può utilizzarlo

La consulenza aziendale può essere svolta in regime forfettario se rispetti i requisiti generali e non ricorrono cause ostative.

Per le attività professionali dell’area 70 il coefficiente di redditività normalmente applicato è il 78%. Questo significa che, a parità di ricavi, il reddito fiscale non coincide con i costi effettivamente sostenuti ma viene determinato in modo forfettario.

Se aggiungi anche un’attività amministrativa classificata in un gruppo con coefficiente diverso, occorre separare correttamente i ricavi per determinare il reddito imponibile secondo le regole applicabili a ciascuna attività.

Consulente senza Cassa: Gestione Separata INPS

Per un consulente aziendale non iscritto a una Cassa professionale autonoma, il riferimento previdenziale è normalmente la Gestione Separata INPS.

Per il 2026 la circolare INPS n. 8 ha confermato le aliquote per i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata. Per chi non è pensionato e non è assicurato presso un’altra forma previdenziale obbligatoria, l’aliquota complessiva comprende il 25% IVS e le aliquote aggiuntive previste; per chi è già coperto da altra previdenza obbligatoria o è pensionato si applica l’aliquota del 24%.

La comunicazione INPS sulle aliquote 2026 rinvia alla circolare ufficiale con valori, minimale e massimale.

Se sei anche dipendente puoi aprire la Partita IVA

Un dipendente privato può, in linea generale, avere contemporaneamente una Partita IVA, purché rispetti il contratto di lavoro, gli obblighi di fedeltà, l’eventuale esclusiva e le regole sulla concorrenza.

Quindi non sei obbligata a scegliere tra “essere dipendente” e “avere Partita IVA”. Devi però controllare separatamente la compatibilità lavoristica e quella fiscale.

Nel 2026 la soglia del lavoro dipendente è 35.000 euro

Il vecchio testo della pagina indicava ancora 30.000 euro. Nel 2026 il limite dei redditi di lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente è 35.000 euro.

Se vuoi applicare il forfettario nel 2026, devi quindi verificare il reddito di lavoro dipendente fiscalmente rilevante del 2025. Se non supera 35.000 euro, questa specifica causa ostativa non ti esclude dal regime.

Restano ovviamente da verificare tutti gli altri requisiti.

Se fatturi al datore di lavoro serve un secondo controllo

Anche se sei sotto la soglia dei 35.000 euro, devi verificare se la tua Partita IVA lavora prevalentemente per il datore di lavoro attuale, per un ex datore dei due periodi d’imposta precedenti o per soggetti a essi riconducibili.

La causa ostativa riguarda la prevalenza economica: se oltre il 50% dei ricavi o compensi deriva dai soggetti interessati, la compatibilità con il forfettario deve essere verificata secondo la disciplina specifica.

Lavorare per più società indipendenti può ridurre il rischio di dipendenza economica da un unico committente, ma non sostituisce il controllo puntuale richiesto dalla norma.

Esempio 1: consulenza strategica per tre società

Alice aiuta tre imprese a riorganizzare processi interni, budget, controllo di gestione e procedure operative. Non esegue materialmente la contabilità né le attività di segreteria.

In questo caso l’attività è principalmente consulenziale e ATECO 70.20.09 può descriverla in modo coerente.

Esempio 2: consulenza più supporto amministrativo operativo

Alice, oltre alla consulenza, gestisce per alcuni clienti fatturazione, scadenze documentali, archivi, registri gestionali e altre funzioni d’ufficio.

Qui la componente amministrativa non è soltanto un consiglio professionale: è una prestazione operativa distinta. Può quindi essere opportuno affiancare alla consulenza un codice ATECO coerente dell’area 82.10 e tenere separati i ricavi delle due attività quando necessario.

Esempio 3: dipendente e consulente per clienti esterni

Alice è dipendente di una società e, fuori dall’orario di lavoro, svolge consulenza gestionale per altre imprese non concorrenti.

Se il contratto lo consente, non esiste conflitto di interessi e il reddito dipendente dell’anno precedente è nei limiti previsti, può mantenere la Partita IVA in forfettario. Se è già assicurata come dipendente presso altra previdenza obbligatoria, per la Gestione Separata va verificata l’aliquota ridotta prevista per chi ha altra copertura previdenziale.

Esempio 4: la società cliente ti tratta come una dipendente

Alice fattura ogni mese alla stessa società, lavora tutti i giorni dalle 9 alle 18 nei suoi uffici, utilizza esclusivamente strumenti aziendali, riceve ordini gerarchici e non organizza autonomamente la propria prestazione.

In questo scenario il tema non è soltanto il codice ATECO o il forfettario. Bisogna valutare la reale natura del rapporto di lavoro, perché la Partita IVA non può essere utilizzata semplicemente per sostituire formalmente un rapporto subordinato.

Checklist prima di aprire la Partita IVA

  • Descrivi separatamente la consulenza e le attività amministrative operative.
  • Verifica se 70.20.09 copre realmente la componente di consulenza.
  • Per il supporto d’ufficio operativo valuta la classificazione ATECO dell’area 82.10.
  • Controlla se servono più codici ATECO sulla stessa Partita IVA.
  • Individua l’attività principale in base a quella realmente prevalente.
  • Verifica eventuali professioni o attività riservate.
  • Controlla la Gestione Separata INPS e l’eventuale altra copertura previdenziale.
  • Se sei dipendente, verifica contratto, concorrenza e reddito dell’anno precedente.
  • Nel 2026 usa la soglia di 35.000 euro, non 30.000.
  • Controlla l’eventuale fatturazione prevalente al datore o ex datore.

In sintesi

Puoi lavorare per più società con un’unica Partita IVA svolgendo sia consulenza aziendale sia attività amministrative, ma devi classificare correttamente ciò che fai. La vera consulenza gestionale può rientrare in ATECO 70.20.09; le attività operative di supporto d’ufficio possono richiedere anche un codice dell’area 82.10.

Puoi anche essere contemporaneamente dipendente e titolare di Partita IVA. Nel 2026 devi però controllare il limite di 35.000 euro dei redditi di lavoro dipendente dell’anno precedente, gli obblighi verso il datore e l’eventuale prevalenza delle fatture verso datore o ex datore. Previdenza, codice ATECO e natura autonoma del rapporto vanno quindi verificati insieme, non separatamente.

Parla con un consulente
Serve assistenza per la tua Partita IVA?

Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.

Supporto umano 1:1
Consulente dedicato Un professionista che conosce la tua posizione.
Parti subito →
Apertura in 24 ore Dopo la verifica dell'inquadramento corretto.