Vai al contenuto principale Vai alla navigazione
Regime Forfettario
Menu
CONSULENZE FORFETTARIO

E-commerce e organizzazione eventi: come aggiungere un secondo ATECO

Sì: puoi aprire una Partita IVA per e-commerce e aggiungere in seguito uno o più codici ATECO per l’organizzazione di eventi. Non serve aprire una seconda Partita IVA: si presenta una variazione dell’attività, aggiornando ATECO, Registro Imprese ed eventuali posizioni INPS o autorizzazioni collegate.

La parte più importante è evitare di trattare “organizzazione eventi” come un’attività unica. Con ATECO 2025 i codici cambiano in base al tipo di evento: conferenze, fiere, eventi aziendali, feste private, matrimoni, eventi culturali e sportivi non ricadono necessariamente nella stessa voce.

Puoi iniziare con l’e-commerce e aggiungere l’attività eventi dopo

La Partita IVA è unica. Se inizi vendendo online e dopo alcuni mesi aggiungi un’attività di organizzazione eventi, la soluzione ordinaria è una variazione della posizione esistente, non una nuova apertura.

Per un’impresa individuale la variazione viene normalmente coordinata tramite Registro Imprese e Comunicazione Unica. Se cambiano anche attività prevalente, previdenza o autorizzazioni, vanno aggiornati gli enti interessati.

ATECO 2025: quale codice usare per gli eventi

ATECO 2025 distingue diverse tipologie di organizzazione. Le note ufficiali ISTAT prevedono, tra gli altri:

  • 82.30.01 per conferenze e congressi;
  • 82.30.02 per fiere commerciali e di affari;
  • 82.30.03 per convegni ed eventi aziendali;
  • 82.30.09 per altri eventi dell’area convegni/fiere, come seminari e workshop;
  • 96.99.93 per feste e cerimonie personali, inclusi matrimoni e compleanni.

Eventi culturali, spettacoli o eventi sportivi possono ricadere invece in sezioni diverse. Per questo non conviene aggiungere un generico codice “eventi” senza definire prima cosa organizzerai realmente.

La classificazione ufficiale è consultabile nelle note ATECO 2025 dell’ISTAT. Per il dettaglio operativo puoi usare anche la guida sulla Partita IVA da organizzatore di eventi.

E-commerce e organizzazione eventi possono convivere nella stessa Partita IVA

Non esiste un divieto generale ad avere contemporaneamente più attività. Nel regime forfettario, però, i ricavi delle diverse attività si sommano ai fini del limite complessivo del regime.

Il comma 55 della legge 190/2014 prevede infatti che, in caso di esercizio contemporaneo di attività con codici ATECO differenti, si consideri la somma dei ricavi e compensi relativi alle diverse attività.

Coefficienti di redditività: possono essere diversi

Avere una sola Partita IVA non significa applicare automaticamente un unico coefficiente di redditività a tutto. Se le attività appartengono a gruppi diversi, i ricavi vanno distinti e a ciascuna parte si applica il coefficiente previsto dalla relativa attività.

Per questo, quando aggiungi il nuovo codice, è utile impostare fin dall’inizio una gestione che permetta di distinguere i ricavi e-commerce da quelli derivanti dagli eventi.

Devi modificare anche la Camera di Commercio?

Se operi già come impresa individuale per l’e-commerce, l’aggiunta di una nuova attività imprenditoriale richiede normalmente l’aggiornamento della posizione al Registro Imprese. Non basta modificare solo il codice ATECO “fiscale” se l’attività concreta dell’impresa cambia.

La pratica può comportare diritti e costi professionali, ma non esiste un importo unico valido per ogni Camera di Commercio o per ogni intermediario. Conviene quindi verificare la pratica concreta anziché indicare un costo fisso universale.

SCIA e autorizzazioni: dipendono dall’evento

Aggiungere un codice ATECO non sostituisce eventuali autorizzazioni amministrative. Se organizzi eventi con pubblico, somministrazione, musica, spettacoli, occupazione di spazi o altre attività regolamentate, possono essere necessari adempimenti SUAP, SIAE, sicurezza o autorizzazioni specifiche.

Il codice ATECO descrive l’attività economica; non rappresenta da solo un’autorizzazione a svolgere qualunque evento.

Dipendente part-time: puoi aprire l’e-commerce?

Sì, in linea generale. Un lavoratore dipendente part-time può anche esercitare un’attività autonoma o d’impresa, salvo incompatibilità contrattuali, obblighi di esclusiva, conflitti di interesse o regole particolari del proprio rapporto di lavoro.

Se sei dipendente pubblico, il tema richiede un controllo specifico perché le incompatibilità possono essere molto più stringenti rispetto al settore privato.

Part-time e Gestione Commercianti: nessuna riduzione automatica

Il fatto di avere un contratto part-time non comporta automaticamente una riduzione dei contributi INPS dell’attività commerciale. L’INPS richiede, per l’iscrizione alla Gestione Commercianti, che il titolare partecipi personalmente al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza.

Quindi non è corretto applicare la regola “part-time = niente Commercianti” oppure “part-time = contributi ridotti”. Va verificata la situazione concreta: orario del lavoro dipendente, tempo dedicato all’impresa, organizzazione dell’e-commerce e ruolo effettivamente svolto.

La fonte ufficiale è la pagina INPS sull’iscrizione alla Gestione Commercianti.

Dipendente e forfettario: controlla anche la soglia reddituale

Oltre alla previdenza, il lavoratore dipendente deve verificare i requisiti fiscali del regime forfettario. Nel 2026 è rilevante anche la soglia prevista per i redditi da lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente, oltre agli altri requisiti e alle cause ostative.

Il fatto che il contratto sia part-time non rende automaticamente irrilevante il reddito da lavoro dipendente ai fini del regime.

Esempio pratico

Apri a gennaio un e-commerce di prodotti artigianali e a settembre inizi anche a organizzare eventi aziendali. Mantieni la stessa Partita IVA, aggiungi il codice 82.30.03 e aggiorni Registro Imprese e gli eventuali adempimenti collegati.

A fine anno non hai due soglie da 85.000 euro: sommi i ricavi dell’e-commerce e quelli degli eventi. Se i coefficienti di redditività sono diversi, devi però mantenere separati i ricavi delle due attività per il calcolo del reddito forfettario.

Attività prevalente e attività secondaria

Quando aggiungi l'organizzazione di eventi devi anche stabilire quale attività è prevalente. La prevalenza non serve a “scegliere” quale ricavo tassare, ma a descrivere correttamente l'impresa e può incidere su classificazione camerale, adempimenti e gestione pratica della posizione.

Se l'e-commerce continua a generare la maggior parte dei ricavi e l'attività eventi resta secondaria, l'e-commerce può restare attività prevalente. Se invece gli eventi diventano il ramo principale, la posizione va aggiornata in modo coerente. Non conviene mantenere formalmente come principale un'attività ormai marginale solo per evitare una variazione.

La nuova attività può cambiare anche l'inquadramento INPS

L'aggiunta di un codice ATECO non è solo un fatto fiscale. Se la nuova attività modifica il modo in cui partecipi personalmente all'impresa o introduce un ramo professionale distinto, bisogna verificare se l'inquadramento previdenziale resta quello precedente oppure se emergono nuovi obblighi.

Lo stesso vale per il SUAP: l'e-commerce e l'organizzazione di eventi possono avere adempimenti amministrativi diversi. La pratica va quindi costruita partendo dall'attività reale, non semplicemente aggiungendo un codice all'anagrafica.

Checklist prima di aggiungere il codice eventi

  1. Definisci quali eventi organizzerai realmente.
  2. Individua il codice ATECO 2025 corretto.
  3. Verifica se l’attività resta impresa o cambia anche l’inquadramento.
  4. Aggiorna Registro Imprese e Partita IVA con la pratica di variazione.
  5. Controlla eventuali SCIA e autorizzazioni.
  6. Verifica l’impatto INPS della nuova attività.
  7. Se sei dipendente part-time, controlla compatibilità lavorativa e requisiti del forfettario.
  8. Tieni distinti i ricavi delle diverse attività.

Quanto costa aggiungere il nuovo ATECO

Non esiste un costo unico nazionale per “aggiungere un ATECO”. Se la variazione passa dal Registro Imprese possono esserci diritti camerali e costi dell’intermediario; se cambia anche la SCIA o servono pratiche SUAP, gli oneri possono aumentare. È quindi più corretto preventivare la pratica concreta invece di indicare una cifra standard.

La sola variazione fiscale e la variazione camerale, inoltre, non sono sempre la stessa cosa: per un e-commerce già organizzato come impresa è importante che anagrafe fiscale e Registro Imprese restino coerenti tra loro.

In sintesi

Puoi iniziare con l’e-commerce e aggiungere successivamente l’organizzazione di eventi alla stessa Partita IVA. La variazione deve però riflettere il tipo reale di evento, perché ATECO 2025 distingue eventi aziendali, fiere, conferenze, feste private e altre attività.

Se sei anche dipendente part-time, non esiste una riduzione INPS automatica: bisogna verificare il requisito di abitualità e prevalenza della tua partecipazione all’impresa e, separatamente, i requisiti fiscali per restare nel regime forfettario.

Parla con un consulente
Serve assistenza per la tua Partita IVA?

Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.

Supporto umano 1:1
Consulente dedicato Un professionista che conosce la tua posizione.
Parti subito
Apertura in 24 ore Dopo la verifica dell'inquadramento corretto.