RAL oltre 35.000 euro nel 2026: cosa succede al forfettario
Se nel 2026 il tuo reddito da lavoro dipendente aumenta oltre 35.000 euro, non perdi automaticamente il regime forfettario nello stesso momento. La causa ostativa guarda ai redditi di lavoro dipendente e assimilati percepiti nell’anno precedente: per applicare il forfettario nel 2026 si controllano quindi i redditi del 2025. Un aumento dello stipendio durante il 2026 può invece incidere sull’accesso o sulla permanenza dal 2027, in base alla soglia che sarà vigente per quell’anno.
Il vecchio riferimento a 30.000 euro non è quello da usare per il 2026. Per gli anni 2025 e 2026 il limite è stato elevato a 35.000 euro. Inoltre, il dato da verificare non coincide necessariamente con la semplice RAL contrattuale: la norma parla di redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati fiscalmente rilevanti.
Se la RAL aumenta durante il 2026, cosa succede al forfettario?
La prima distinzione da fare è tra anno in cui percepisci il reddito da dipendente e anno in cui vuoi applicare il regime forfettario. La causa ostativa prevista dalla legge 190/2014 verifica il reddito di lavoro dipendente dell’anno precedente.
Se nel 2025 hai percepito redditi di lavoro dipendente e assimilati non superiori a 35.000 euro, nel 2026 questa specifica causa ostativa non ti esclude dal forfettario, sempre che siano rispettati anche gli altri requisiti. Se nel corso del 2026 ottieni un aumento e superi 35.000 euro, il superamento non trasforma retroattivamente la tua Partita IVA 2026 in ordinaria.
Quello che cambia è il controllo per l’anno successivo. Al 22 settembre 2026 la soglia di 35.000 euro è espressamente prevista per il 2026; per il 2027 bisognerà verificare la normativa applicabile a quel periodo d’imposta. La disciplina ordinaria della lettera d-ter) contiene infatti il limite di 30.000 euro, mentre l’aumento a 35.000 euro è stato esteso agli anni 2025 e 2026.
Questo significa che chi nel 2026 si colloca, per esempio, tra 30.001 e 35.000 euro non dovrebbe dare per scontata la permanenza nel 2027 soltanto perché nel 2026 il limite è 35.000 euro. La verifica va rifatta quando sarà definitiva la disciplina applicabile al 2027. È un punto importante soprattutto per chi riceve aumenti, premi o cambia datore nella seconda parte del 2026.
Per il quadro completo puoi leggere anche la guida RF sul limite di 35.000 euro da lavoro dipendente nel forfettario.
RAL e reddito fiscale non sono sempre la stessa cosa
La domanda viene spesso formulata parlando di RAL, cioè retribuzione annua lorda. È un riferimento utile per orientarsi, ma non è il dato normativo da prendere automaticamente come soglia fiscale.
La legge considera i redditi di lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente. In pratica il controllo va eseguito sui dati fiscali della Certificazione Unica e della dichiarazione, non semplicemente moltiplicando lo stipendio mensile o leggendo la RAL indicata nella lettera di assunzione.
- La RAL è un dato contrattuale/retributivo.
- Il reddito di lavoro dipendente è il dato fiscalmente rilevante.
- Premi, fringe benefit e altre componenti possono incidere sul reddito fiscale secondo le rispettive regole.
- TFR e somme soggette a tassazione separata non vanno automaticamente sommati come normale reddito di lavoro dipendente ai fini di questa soglia.
- Anche alcuni redditi assimilati al lavoro dipendente possono entrare nel controllo.
Se sei vicino al limite, conviene verificare il dato fiscale effettivo e non affidarsi a una stima basata soltanto sulla RAL. La guida RF sui requisiti del regime forfettario aiuta a separare questa soglia dalle altre cause ostative.
Tre esempi pratici
Esempio 1: nel 2025 reddito da dipendente di 32.000 euro, nel 2026 aumento a 38.000 euro. Nel 2026 puoi continuare ad applicare il forfettario rispetto a questa specifica soglia, perché il reddito da controllare è quello del 2025 ed è inferiore a 35.000 euro. L’aumento del 2026 dovrà invece essere valutato per il 2027 sulla base della soglia che sarà vigente per il 2027.
Esempio 2: nel 2025 reddito da dipendente di 37.000 euro e rapporto ancora in essere. In linea generale, nel 2026 la causa ostativa è presente perché il reddito 2025 supera il limite di 35.000 euro. In questo caso non basta dire che nel 2026 lo stipendio è sceso: il controllo è riferito all’anno precedente.
Esempio 3: nel 2025 reddito da dipendente di 40.000 euro, ma il rapporto è cessato. La legge prevede che la verifica della soglia diventi irrilevante quando il rapporto di lavoro è cessato, ma il caso va letto insieme ad eventuali altri redditi di lavoro dipendente, pensione o rapporti successivi.
Superare la soglia da dipendente non è l’unico controllo
Anche se il reddito da lavoro dipendente è sotto il limite, il regime forfettario può essere escluso per altri motivi. La soglia da dipendente è solo una delle cause da verificare.
- Ricavi o compensi dell’attività entro i limiti del regime.
- Spese per personale e collaboratori entro il limite previsto.
- Assenza di regimi IVA speciali incompatibili.
- Partecipazioni in società da controllare secondo le regole specifiche.
- Attività svolta prevalentemente verso il datore di lavoro attuale o verso determinati ex datori, quando ricorre la relativa causa ostativa.
Quest’ultimo controllo è diverso dal limite di 35.000 euro. Puoi essere sotto la soglia da dipendente ma avere un problema perché la maggior parte degli incassi della Partita IVA proviene dal datore di lavoro attuale o da un ex datore dei periodi rilevanti. Al contrario, avere clienti indipendenti dal datore non elimina il controllo sul reddito di lavoro dipendente dell’anno precedente.
Checklist se ricevi un aumento mentre sei già in forfettario
- Controlla il reddito di lavoro dipendente fiscalmente rilevante dell’anno precedente.
- Non usare automaticamente la sola RAL contrattuale come dato fiscale.
- Per il 2026 considera la soglia di 35.000 euro, non il vecchio limite di 30.000 euro.
- Se l’aumento avviene nel 2026, non trattarlo come causa di uscita retroattiva dal forfettario 2026.
- Prima del 2027 verifica la soglia effettivamente vigente per il 2027.
- Se il rapporto è cessato, verifica se l’eccezione rende irrilevante la soglia nel tuo caso.
- Controlla separatamente ricavi della Partita IVA, spese per personale, partecipazioni ed eventuale prevalenza verso il datore.
In sintesi: nel 2026 il vecchio limite di 30.000 euro non è quello da applicare; la soglia rilevante è 35.000 euro e riguarda i redditi di lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente. Se il tuo stipendio cresce durante il 2026, l’effetto non è l’uscita immediata dal forfettario 2026: dovrai verificare l’accesso al 2027 alla luce del reddito 2026 e della normativa che sarà vigente per quell’anno.
Quali documenti controllare se sei vicino alla soglia
Se il tuo reddito da dipendente è vicino a 35.000 euro, evita di basarti soltanto sulla RAL indicata nel contratto. Parti dalla Certificazione Unica e dalla dichiarazione dei redditi, verificando il reddito fiscalmente rilevante e gli eventuali redditi assimilati. Se hai avuto più datori o più CU nello stesso anno, i dati vanno letti complessivamente secondo le regole fiscali applicabili.
È utile conservare anche cedolini, certificazioni di premi e documentazione relativa a somme tassate separatamente, perché non tutte le voci della retribuzione hanno lo stesso trattamento. Quando sei molto vicino alla soglia, una verifica preventiva evita di scoprire l’incompatibilità solo in sede di dichiarazione dell’anno successivo.
Infine, se nel frattempo cambia il rapporto di lavoro — dimissioni, licenziamento, pensionamento o nuovo datore — va verificato anche l’effetto della cessazione e l’eventuale presenza di altri redditi assimilati. La soglia non va quindi trattata come un semplice confronto tra RAL nominale e 35.000 euro.
Riferimento ufficiale: Legge 190/2014 su Normattiva, articolo 1, comma 57, lettera d-ter), con la disciplina della causa ostativa relativa ai redditi di lavoro dipendente e assimilati.
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