Pensione di reversibilità e regime forfettario 2026: limite 35.000 €
Sì, chi percepisce una pensione di reversibilità dalla Cassa del Notariato può accedere al regime forfettario nel 2026, ma deve verificare il limite di 35.000 euro relativo ai redditi da lavoro dipendente, assimilati e pensione percepiti nel 2025. La reversibilità è fiscalmente una pensione: il fatto che sia erogata da una Cassa professionale privata non la esclude da questo controllo.
Pensione di reversibilità e forfettario: risposta breve
| Situazione | Forfettario 2026 |
|---|---|
| Reversibilità 2025 fino a 35.000 € e nessun altro reddito rilevante | Compatibile con questa specifica causa ostativa |
| Reversibilità 2025 oltre 35.000 € | Il forfettario 2026 non è applicabile |
| Reversibilità + lavoro dipendente/assimilato oltre 35.000 € complessivi | Il limite risulta superato |
| Reversibilità dalla Cassa del Notariato | Resta un reddito di pensione ai fini fiscali |
Questa verifica riguarda soltanto una delle condizioni del regime. Restano da controllare anche limite di ricavi o compensi, partecipazioni societarie, eventuali regimi IVA speciali, spese per personale e le altre cause di esclusione previste dalla Legge 190/2014.
Perché la pensione di reversibilità conta nel limite
La causa ostativa del regime forfettario richiama i redditi di lavoro dipendente e assimilati indicati dagli articoli 49 e 50 del TUIR. L’articolo 49 comprende espressamente tra i redditi di lavoro dipendente anche le pensioni di ogni genere e gli assegni ad esse equiparati.
Di conseguenza, una pensione di reversibilità rileva per questo test esattamente perché è un reddito pensionistico. Non cambia la conclusione il fatto che il trattamento sia erogato dall’INPS o da una Cassa professionale, come la Cassa Nazionale del Notariato.
La Cassa del Notariato qualifica infatti espressamente il trattamento spettante al coniuge superstite del notaio pensionato come pensione di reversibilità.
Nel 2026 il limite è 35.000 euro, non 30.000
Il vecchio articolo riportava la soglia di 30.000 euro. Per il 2026 questo dato è superato: la Legge di Bilancio 2026 ha esteso anche a quest’anno l’innalzamento a 35.000 euro della soglia prevista dalla lettera d-ter) del comma 57.
Per applicare il regime forfettario nel 2026 bisogna quindi verificare i redditi percepiti nel 2025. La soglia non riguarda il fatturato della nuova Partita IVA, ma i redditi da lavoro dipendente, assimilati e pensione dell’anno precedente.
Per il quadro generale puoi consultare anche la guida su pensione e regime forfettario 2026.
Conta solo la reversibilità o anche gli altri redditi?
Il controllo non si esegue isolando ogni singolo reddito. Se nello stesso anno hai percepito più redditi che rientrano negli articoli 49 e 50 del TUIR, occorre verificare il loro ammontare complessivo rilevante.
- pensione di reversibilità;
- eventuale altra pensione;
- reddito da lavoro dipendente;
- redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente rilevanti ai sensi dell’articolo 50.
Esempio: 28.000 euro di reversibilità più 8.000 euro di reddito da lavoro dipendente portano il totale a 36.000 euro. In questa ipotesi la soglia di 35.000 euro viene superata.
Esempio: reversibilità di 30.000 euro
Se nel 2025 hai percepito una pensione di reversibilità imponibile pari a 30.000 euro e non hai altri redditi di lavoro dipendente o assimilati rilevanti, questa specifica causa ostativa non impedisce l’accesso al forfettario nel 2026.
Dovrai comunque verificare tutti gli altri requisiti. Il limite di 35.000 euro non sostituisce, ad esempio, il limite di 85.000 euro dei ricavi o compensi dell’attività.
Esempio: reversibilità di 36.000 euro
Se nel 2025 hai percepito 36.000 euro di pensione di reversibilità soggetta a tassazione ordinaria, nel 2026 il limite di 35.000 euro risulta superato. In questo caso non puoi applicare il regime forfettario per il 2026, anche se prevedi di fatturare poche migliaia di euro con la nuova attività.
E se una parte della pensione è costituita da arretrati?
Gli arretrati meritano una verifica separata. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, ai fini della causa ostativa, rilevano i redditi assoggettati a tassazione ordinaria; somme arretrate soggette a tassazione separata possono quindi non concorrere allo stesso modo alla soglia.
Se la Certificazione Unica contiene arretrati o somme con tassazione particolare, è prudente controllare la loro qualificazione fiscale prima di concludere che il limite sia stato superato.
La regola del rapporto di lavoro cessato elimina il limite per chi percepisce una pensione?
No, non automaticamente. La legge prevede che la verifica della soglia sia irrilevante quando il rapporto di lavoro è cessato, ma la prassi dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito che un reddito di pensione percepito nello stesso anno conserva autonoma rilevanza ai fini della soglia.
Quindi non è corretto ragionare così: “ho cessato il lavoro, perciò posso ignorare anche la pensione”. Se continui a percepire una pensione di reversibilità, il relativo reddito deve essere verificato.
La Cassa del Notariato cambia le regole del forfettario?
No. La Cassa del Notariato disciplina il diritto e le modalità della propria pensione di reversibilità, mentre l’accesso al regime forfettario dipende dalla normativa fiscale statale.
In pratica bisogna tenere separati due piani:
- piano pensionistico: diritto alla reversibilità e condizioni previste dalla Cassa del Notariato;
- piano fiscale: qualificazione del trattamento come reddito di pensione e verifica del limite di 35.000 euro per il forfettario 2026.
Come verificare concretamente la soglia
- recupera la Certificazione Unica 2026 relativa ai redditi percepiti nel 2025;
- individua il reddito di pensione imponibile della reversibilità;
- aggiungi eventuali altri redditi da lavoro dipendente e assimilati rilevanti;
- se sono presenti arretrati, controlla se sono tassati ordinariamente o separatamente;
- confronta il totale rilevante con la soglia di 35.000 euro;
- verifica separatamente tutti gli altri requisiti del regime forfettario.
La pensione di reversibilità si somma al reddito forfettario per l’IRPEF?
Il reddito della pensione continua a essere assoggettato all’IRPEF ordinaria. Il reddito prodotto dall’attività in regime forfettario è invece assoggettato all’imposta sostitutiva del 15%, oppure del 5% quando ricorrono i requisiti per la nuova attività.
Il punto fondamentale è che la pensione può comunque incidere a monte sulla possibilità di applicare il forfettario, attraverso il limite dei 35.000 euro.
Domande frequenti
No. Nel 2026 la reversibilità non impedisce di per sé il forfettario. Bisogna verificare che i redditi da pensione, lavoro dipendente e assimilati rilevanti percepiti nel 2025 non superino complessivamente 35.000 euro, oltre agli altri requisiti del regime.
Sì. Fiscalmente è una pensione e l’articolo 49 del TUIR comprende le pensioni di ogni genere tra i redditi rilevanti ai fini della causa ostativa del forfettario.
Devi controllare i redditi percepiti nel 2025. La soglia di 35.000 euro riguarda l’anno precedente a quello in cui vuoi applicare il regime.
Per questa specifica causa ostativa no, perché i redditi rilevanti arrivano complessivamente a 36.000 euro e superano la soglia 2026 di 35.000 euro.
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