Per il saldatore autonomo che esegue lavorazioni di saldatura e giuntatura di pezzi metallici per conto terzi, il codice ATECO 2025 da valutare è 25.53.00 – Lavori di meccanica generale dei metalli. Le note ufficiali ATECO includono espressamente saldatura, giuntatura, taglio, rettifica, smerigliatura e altre lavorazioni meccaniche dei metalli.
Il codice però non va applicato automaticamente a qualunque attività che utilizzi una saldatrice. Se il lavoro prevalente consiste nella fabbricazione di cancelli, infissi, strutture metalliche, tubazioni o altri manufatti specifici, oppure nella loro posa in cantiere, può essere più corretto un codice diverso.
Chi è il saldatore autonomo
Il saldatore autonomo lavora metalli mediante tecniche di giunzione che possono comprendere MIG/MAG, TIG, elettrodo rivestito, filo continuo, saldobrasatura e altri procedimenti. Può lavorare in laboratorio, presso aziende clienti, in officina oppure direttamente in cantiere.
Il servizio può consistere nella sola saldatura di pezzi forniti dal cliente oppure comprendere preparazione, taglio, smerigliatura, assemblaggio e finitura.
Qual è il codice ATECO del saldatore
Con ATECO 2025 il riferimento più naturale per la saldatura come lavorazione autonoma è 25.53.00 – Lavori di meccanica generale dei metalli.
Le note ufficiali comprendono, tra le altre attività:
- tornitura;
- fresatura;
- taglio;
- rettifica;
- sbavatura;
- smerigliatura;
- saldatura;
- giuntatura di pezzi metallici.
La classificazione ufficiale può essere verificata nella documentazione ATECO dell’ISTAT.
Perché non esiste un unico ATECO per ogni saldatore
La saldatura è spesso una tecnica utilizzata all’interno di un’attività più ampia. Se il cliente acquista la lavorazione di saldatura in sé, 25.53.00 è coerente. Se invece il risultato principale è un manufatto specifico, il codice deve descrivere quel prodotto o quella attività prevalente.
Per esempio, un’impresa che produce cancelli, serramenti o strutture metalliche non dovrebbe scegliere automaticamente il codice della meccanica generale soltanto perché utilizza saldature durante la produzione.
Saldatore e fabbro: differenza fiscale
Il fabbro può produrre e riparare porte, cancelli, infissi, serramenti e altri manufatti metallici. Il saldatore conto terzi, invece, può limitarsi alla lavorazione meccanica e alla giunzione di componenti forniti dal cliente.
Le due attività possono sovrapporsi, ma non sono identiche. RF ha già una guida specifica sulla Partita IVA del fabbro, che tratta fabbricazione, riparazione e posa.
Saldatore e carpenteria metallica
Se il professionista realizza strutture complete, telai, capannoni, scale, passerelle o carpenteria metallica, la saldatura diventa una fase della produzione. In quel caso il codice ATECO va scelto in base al manufatto prodotto e all’attività principale.
La distinzione è importante anche per coefficiente di redditività, INPS, INAIL e gestione dei cantieri.
Come aprire la Partita IVA da saldatore
Il saldatore autonomo opera normalmente come impresa artigiana. Il percorso tipico comprende:
- apertura della Partita IVA;
- scelta del codice ATECO;
- Comunicazione Unica;
- iscrizione al Registro Imprese;
- iscrizione all’Albo Artigiani quando dovuta;
- iscrizione INPS Artigiani;
- INAIL;
- eventuali pratiche SUAP;
- adempimenti di sicurezza sul lavoro.
INPS Artigiani
Il saldatore che lavora personalmente nella propria ditta è normalmente iscritto alla Gestione Artigiani INPS.
La gestione prevede contributi minimi annuali, dovuti anche con redditi bassi, oltre a una quota percentuale sul reddito eccedente il minimale.
Questo costo va considerato fin dall’inizio nel calcolo della convenienza della Partita IVA.
INAIL
La saldatura è un’attività manuale con rischi specifici: calore, fumi, radiazioni, proiezioni, incendio, movimentazione di pezzi, attrezzature e lavoro in cantiere.
Per questo l’assicurazione INAIL è normalmente un adempimento da verificare per titolare e lavoratori.
Saldatore in regime forfettario
Il saldatore può utilizzare il regime forfettario se opera come persona fisica e rispetta tutti i requisiti previsti.
Per il codice 25.53.00 il coefficiente di redditività è normalmente 67%.
Con 50.000 euro di ricavi, il reddito forfettario iniziale è quindi pari a 33.500 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori versati.
Quanto paga di tasse un saldatore
Supponiamo un saldatore in regime forfettario con 40.000 euro di ricavi. Con coefficiente del 67%, il reddito forfettario iniziale è pari a 26.800 euro.
Da questo importo vengono dedotti i contributi previdenziali obbligatori versati. Sul reddito residuo si applica poi l’imposta sostitutiva del 15% oppure del 5% se ne ricorrono le condizioni.
Per fare simulazioni puoi usare il calcolatore delle tasse nel regime forfettario.
Quando può spettare il 5%
L’imposta sostitutiva al 5% non è automatica per chi apre una nuova attività. Devono essere rispettate le condizioni previste dalla normativa e va esclusa una mera prosecuzione di un lavoro precedente.
Il tema è importante per chi lascia un’officina o un’azienda metalmeccanica e inizia subito a fatturare agli stessi soggetti.
Costi reali dell’attività
Il saldatore può sostenere costi significativi:
- saldatrici e generatori;
- torce e accessori;
- bombole e gas tecnici;
- elettrodi e filo;
- dischi da taglio e smerigliatura;
- DPI;
- aspirazione fumi;
- furgone e carburante;
- manutenzione attrezzature;
- assicurazione;
- commercialista.
Nel regime forfettario questi costi non vengono dedotti analiticamente.
Forfettario e costo dei materiali
Il coefficiente del 67% presume costi pari al 33% dei ricavi. Se il saldatore compra molto materiale per conto proprio, il margine reale può essere inferiore.
Quando invece il cliente fornisce già i pezzi e il professionista fattura soprattutto la lavorazione, il forfettario può essere più coerente con la struttura dei costi.
Saldatura conto terzi
La saldatura conto terzi è il caso tipico del codice 25.53.00. Il cliente consegna i componenti o definisce il lavoro e il saldatore esegue la lavorazione richiesta.
È utile specificare nel preventivo se materiali, gas, consumabili, trasporto e finitura sono inclusi oppure fatturati separatamente.
Saldatore in officina del cliente
Molti saldatori lavorano direttamente presso stabilimenti o officine dei clienti. Anche in questo caso resta essenziale che il rapporto sia realmente autonomo e non mascheri un rapporto di lavoro subordinato.
Orari, strumenti, organizzazione e responsabilità devono essere coerenti con la natura dell’incarico.
Saldatore in cantiere
Quando il lavoro viene svolto in cantiere entrano in gioco ulteriori obblighi di sicurezza. Il saldatore può dover coordinarsi con impresa affidataria, coordinatore, preposto e responsabili del cantiere.
La natura della prestazione può inoltre avvicinarsi alla posa o installazione di strutture metalliche, rendendo necessario verificare se il codice ATECO prevalente resta 25.53.00.
Patente a crediti nei cantieri
Quando l’impresa opera nei cantieri temporanei o mobili può diventare rilevante la disciplina della patente a crediti prevista per le imprese e i lavoratori autonomi che vi operano, salvo i casi di esclusione previsti.
Chi lavora stabilmente in cantieri deve quindi verificare anche questo adempimento.
DPI per saldatura
Il saldatore deve utilizzare DPI adeguati ai rischi: maschera o casco con filtro idoneo, guanti, indumenti resistenti al calore, calzature di sicurezza e protezioni aggiuntive quando necessarie.
La scelta dei DPI deve essere coerente con processo di saldatura, ambiente di lavoro e materiali utilizzati.
Fumi di saldatura
I fumi possono contenere sostanze pericolose e devono essere gestiti con aspirazione localizzata, ventilazione e procedure adeguate.
Lavorare in ambienti chiusi o poco ventilati richiede una valutazione particolarmente attenta del rischio.
Lavori a caldo
Saldatura e taglio rientrano tra i lavori a caldo e possono generare rischio incendio o esplosione. Prima di operare è necessario verificare presenza di materiali combustibili, bombole, vapori, impianti e condizioni dell’ambiente.
In molte aziende e cantieri è previsto un permesso di lavoro specifico per le lavorazioni a caldo.
Qualifiche e patentini di saldatura
Non esiste un unico “patentino da saldatore” valido per qualsiasi lavorazione. Le qualifiche dipendono da procedura, materiale, posizione di saldatura e standard applicabile.
Per lavori strutturali, impianti, piping o settori regolati, il cliente può richiedere qualifiche specifiche del saldatore e procedure di saldatura certificate.
Certificazioni e saldature strutturali
Quando la saldatura riguarda componenti strutturali in acciaio o alluminio, possono applicarsi requisiti tecnici e di controllo più stringenti.
La semplice apertura della Partita IVA non abilita automaticamente a eseguire qualunque saldatura strutturale: vanno rispettate norme tecniche, qualifiche e procedure richieste dalla commessa.
Saldatore TIG, MIG/MAG ed elettrodo
Le tecniche utilizzate non richiedono codici ATECO distinti. Un saldatore può offrire più processi all’interno della stessa attività di meccanica generale.
Ciò che può cambiare il codice è il tipo di attività economica svolta, non la tecnologia di saldatura in sé.
Lavorazioni su acciaio inox e alluminio
Anche il materiale non determina da solo un codice diverso. Acciaio al carbonio, inox e alluminio possono rientrare nella stessa attività di saldatura conto terzi.
Se però il professionista produce un manufatto specifico, torna centrale la classificazione del prodotto finale.
Riparazioni
Riparare un componente metallico mediante saldatura può rientrare nella meccanica generale quando la prestazione consiste nella lavorazione del pezzo.
Per la riparazione specializzata di macchinari, veicoli o altre apparecchiature può invece essere necessario un codice ATECO diverso.
Contratto e preventivo
Il preventivo dovrebbe indicare:
- tipo di lavorazione;
- materiale;
- quantità di pezzi;
- procedimento di saldatura;
- materiali inclusi;
- trasporto;
- finitura;
- eventuali controlli;
- tempi di consegna;
- responsabilità sulla progettazione del componente.
Come descrivere la prestazione in fattura
Descrizioni precise aiutano a rappresentare correttamente l’attività:
- “lavorazione di saldatura su componenti metallici”;
- “saldatura TIG su pezzi inox”;
- “saldatura e giuntatura componenti conto terzi”;
- “riparazione mediante saldatura di componente metallico”;
- “lavorazione meccanica e saldatura pezzi metallici”.
Quando serve un secondo codice ATECO
Può essere necessario quando l’impresa svolge stabilmente attività ulteriori:
- fabbricazione di serramenti;
- carpenteria metallica;
- posa in cantiere;
- riparazione di macchinari;
- produzione di manufatti specifici;
- commercio di prodotti metallici.
Controlli qualità sulle saldature
In molte commesse il lavoro non termina con la sola esecuzione del cordone di saldatura. Il cliente può richiedere controlli visivi, dimensionali o prove specifiche in funzione del componente e del settore di utilizzo.
È utile chiarire nel preventivo quali controlli sono compresi e quali richiedono soggetti o laboratori esterni, soprattutto quando la commessa riguarda componenti strutturali, piping o produzioni soggette a capitolati tecnici.
Commesse per officine e industrie
Il saldatore conto terzi può lavorare stabilmente per officine meccaniche, carpenterie, aziende manifatturiere e manutentori industriali. In questi casi è importante organizzare tempi di consegna, quantità, tolleranze, materiali e procedure richieste dal cliente.
Quando il volume cresce, la gestione delle commesse e la tracciabilità dei pezzi diventano elementi essenziali per evitare errori e rilavorazioni.
Disegni tecnici e responsabilità
Se il cliente fornisce disegni, specifiche e procedure, il saldatore deve lavorare entro quel perimetro. Se invece il professionista modifica autonomamente quote, geometrie o soluzioni costruttive, può assumere responsabilità ulteriori rispetto alla semplice lavorazione.
Per questo conviene distinguere sempre tra esecuzione su disegno del cliente e progettazione tecnica del manufatto.
Gestione delle commesse e marginalità
Per ogni lavoro è utile registrare ore impiegate, consumabili, gas, abrasivi, trasporto, eventuali rilavorazioni e materiali acquistati. Una commessa apparentemente redditizia può diventare poco conveniente se tempi e consumi vengono sottostimati.
Tenere uno storico dei lavori consente di migliorare i preventivi e capire quali tipologie di saldatura generano il margine migliore.
Errori da evitare
- scegliere il codice in base alla parola “saldatura” senza guardare il prodotto finale;
- confondere saldatore conto terzi e fabbro;
- ignorare INPS Artigiani e INAIL;
- trascurare gli obblighi di sicurezza sui lavori a caldo;
- non valutare la patente a crediti quando si opera in cantiere;
- fatturare materiali e lavorazione senza conoscere il margine reale;
- considerare tutte le qualifiche di saldatura equivalenti;
- non rivalutare l’ATECO quando la saldatura diventa solo una fase di una produzione specifica.
Domande frequenti
Qual è il codice ATECO del saldatore?
Per la saldatura e giuntatura di pezzi metallici come lavorazione autonoma il riferimento ATECO 2025 è 25.53.00.
Un saldatore può usare il regime forfettario?
Sì, se opera come persona fisica e rispetta tutti i requisiti previsti.
Qual è il coefficiente di redditività?
Per il codice 25.53.00 il coefficiente è normalmente del 67%.
Quale INPS paga?
Il saldatore autonomo organizzato come impresa artigiana è normalmente iscritto alla Gestione Artigiani INPS.
Serve INAIL?
Sì, l’attività manuale di saldatura richiede normalmente la verifica e l’apertura della posizione INAIL.
Serve un patentino?
Dipende dal tipo di lavorazione e dalla commessa. Per attività strutturali o regolamentate possono essere richieste qualifiche specifiche del saldatore e delle procedure utilizzate.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
