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Partita IVA ottico 2026: ATECO 47.74.01, INPS e forfettario

Aprire la Partita IVA da ottico nel 2026 richiede di distinguere bene tre elementi che online vengono spesso confusi: la vendita al dettaglio di occhiali e lenti, l’eventuale attività di laboratorio e le prestazioni riconducibili all’optometria. Per il classico centro ottico che vende occhiali, lenti e occhiali da sole il riferimento ATECO 2025 è 47.74.01 – Commercio al dettaglio di occhiali e lenti. Nel regime forfettario il coefficiente di redditività è del 40% e, quando prevale l’attività commerciale, il riferimento previdenziale ordinario è la Gestione Commercianti INPS.

Ottico 2026: quadro rapido

  • ATECO 2025 principale: 47.74.01 – Commercio al dettaglio di occhiali e lenti.
  • Vecchio codice: 47.78.20, da non usare come riferimento aggiornato per una nuova apertura.
  • Coefficiente forfettario: 40%.
  • Previdenza: normalmente Gestione Commercianti INPS se prevale il commercio; da rivalutare se prevale un vero laboratorio artigianale.
  • Camera di Commercio: sì per l’impresa.
  • SCIA/SUAP: da verificare per l’apertura del punto vendita.
  • Abilitazione: necessaria per l’esercizio dell’arte ausiliaria di ottico; la classificazione ATECO non sostituisce il titolo abilitante.
  • Da distinguere: optometria, commercio di strumenti ottici diversi da occhiali/lenti, laboratorio prevalente ed e-commerce.

Codice ATECO ottico: 47.74.01

ATECO 2025 dedica il codice 47.74.01 al commercio al dettaglio di occhiali e lenti. Le note della classificazione comprendono espressamente le attività degli ottici, la vendita al dettaglio di occhiali e lenti correttive e la vendita di occhiali da sole, anche non correttivi.

Su RegimeForfettario.it esiste già la scheda ATECO 47.74.01. Quella pagina risponde all’intento “codice ATECO 47.74.01”; questa guida copre invece apertura della Partita IVA, requisiti, forfettario, INPS, negozio, laboratorio ed e-commerce.

Dal vecchio 47.78.20 al nuovo 47.74.01

Molti contenuti ancora online indicano 47.78.20, utilizzato nella classificazione precedente per il commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia. ATECO 2025 ha separato meglio le attività: per occhiali e lenti il riferimento è ora 47.74.01.

Questo è un punto importante perché il vecchio codice riuniva ambiti oggi distinti. Per una nuova apertura nel 2026 conviene partire dalla classificazione vigente e non da guide costruite sulla tabella precedente.

47.78.10 non è il codice del negozio di occhiali

ATECO 2025 mantiene il 47.78.10 per il commercio al dettaglio di articoli per fotografia e di apparecchiature ottiche diverse da occhiali e lenti, come telescopi, microscopi o binocoli. Un centro ottico che vende principalmente montature, lenti oftalmiche e lenti a contatto non deve quindi confondere i due codici.

Ottico e optometria: quando compare 86.99.09

ATECO 2025 richiama l’optometria anche nell’ambito del codice 86.99.09 – Altre attività varie per la salute umana n.c.a.. Questo non significa che ogni negozio di ottica debba usare automaticamente due codici. Occorre verificare quali prestazioni vengono effettivamente svolte e se l’eventuale attività distinta ha autonomia economica rispetto alla vendita.

La classificazione fiscale non attribuisce da sola qualifiche professionali né amplia le attività consentite. Perciò codice ATECO e titolo abilitante devono essere valutati separatamente.

Serve l’abilitazione per lavorare come ottico?

L’ottico resta un’arte ausiliaria delle professioni sanitarie e l’esercizio professionale richiede la relativa abilitazione. Anche nel 2026 il percorso di abilitazione e il relativo esame restano parte del quadro normativo vigente. Aprire un negozio con il codice 47.74.01 non sostituisce quindi i requisiti professionali necessari per svolgere le prestazioni riservate all’ottico.

Una cosa è vendere un prodotto non correttivo; altra cosa è esercitare l’attività professionale di ottico, predisporre ausili correttivi e svolgere le operazioni consentite dalla disciplina professionale.

Negozio di ottica e laboratorio: commerciante o artigiano?

Il centro ottico può avere un laboratorio interno per molatura, sagomatura, montaggio e adattamento delle lenti. La semplice presenza del laboratorio non trasforma automaticamente l’impresa in artigiana. Conta quale attività è realmente prevalente e come è organizzata l’impresa.

Se il core business resta la vendita al dettaglio, il riferimento ordinario è l’impresa commerciale. Se invece prevale una vera attività di lavorazione e produzione organizzata secondo i requisiti dell’impresa artigiana, va verificato l’inquadramento artigiano anche ai fini previdenziali.

Coefficiente di redditività dell’ottico: 40%

Per l’attività commerciale al dettaglio 47.74.01 il coefficiente di redditività nel regime forfettario è del 40%. In pratica, il reddito forfettario lordo è pari al 40% dei ricavi incassati, mentre il restante 60% rappresenta i costi riconosciuti forfettariamente.

Non vengono quindi dedotti analiticamente acquisto di montature, lenti, prodotti per lenti a contatto, affitto, utenze, macchinari, software gestionale, POS, pubblicità, assicurazione o eventuale personale.

Esempio con 50.000 euro di ricavi

Con 50.000 euro di ricavi e coefficiente del 40%, il reddito forfettario lordo è pari a 20.000 euro. Da questa base si deducono i contributi previdenziali versati; sul reddito imponibile risultante si applica l’imposta sostitutiva del 15%, oppure del 5% se ricorrono tutti i requisiti previsti per una nuova attività.

Quando il forfettario può convenire a un centro ottico

Il coefficiente del 40% riconosce implicitamente costi pari al 60% dei ricavi. Per un centro ottico la convenienza dipende quindi dal margine reale: acquisto delle montature, costo delle lenti, scorte, resi, macchinari e personale possono incidere molto.

Se i costi effettivi sono inferiori al 60% dei ricavi, il forfettario può risultare fiscalmente interessante; se sono stabilmente superiori, il confronto con un regime che consente la deduzione analitica diventa essenziale. Va inoltre considerato che nel forfettario l’IVA sugli acquisti non viene normalmente recuperata.

INPS ottico: normalmente Gestione Commercianti

Quando l’attività prevalente è il commercio al dettaglio di occhiali e lenti e il titolare partecipa abitualmente al lavoro dell’impresa, il riferimento ordinario è la Gestione Commercianti INPS. Per il 2026 il minimale di reddito è pari a 18.808 euro e l’aliquota complessiva ordinaria dei commercianti è del 24,48% fino alla prima fascia prevista dall’INPS.

Per gli importi aggiornati consulta la guida INPS Artigiani e Commercianti 2026.

Contributi minimi e riduzione del 35%

Nel 2026 il contributo minimo annuo della Gestione Commercianti è nell’ordine di 4.611,64 euro, salvo situazioni particolari. Il forfettario può inoltre valutare il regime previdenziale agevolato con riduzione del 35%, se ricorrono i requisiti e viene effettuata correttamente la scelta prevista dall’INPS.

La riduzione non va confusa con l’imposta sostitutiva al 5%: sono due agevolazioni diverse, con requisiti e effetti distinti.

Quando può entrare la Gestione Artigiani

Se l’attività di laboratorio diventa realmente prevalente e ricorrono i requisiti dell’impresa artigiana, l’inquadramento previdenziale può cambiare. Nel 2026 l’aliquota pensionistica base degli artigiani è del 24% e il contributo minimo annuo è inferiore a quello dei commercianti. Non è però corretto scegliere la Gestione Artigiani solo perché nel negozio si montano o si sagomano lenti.

Camera di Commercio, ComUnica e SCIA

Un centro ottico organizzato come impresa richiede normalmente iscrizione al Registro Imprese, apertura della posizione previdenziale e gli adempimenti coordinati tramite Comunicazione Unica. Per il punto vendita va inoltre verificata la SCIA al SUAP competente e la disciplina regionale o comunale applicabile.

La pratica commerciale e il possesso dell’abilitazione professionale sono piani diversi: entrambi devono essere corretti prima dell’avvio.

Vendita di occhiali da sole non correttivi

ATECO 2025 include nel 47.74.01 anche il commercio al dettaglio di occhiali da sole non correttivi. Questo aiuta a distinguere l’inquadramento economico del negozio dalla prestazione professionale dell’ottico. Se l’attività vende soltanto accessori moda e non svolge prestazioni professionali, requisiti e organizzazione concreta vanno valutati sul caso specifico.

Lenti a contatto e prodotti accessori

Il 47.74.01 comprende il commercio di occhiali e lenti e rappresenta quindi il riferimento naturale anche quando il centro ottico vende lenti a contatto. Soluzioni, detergenti, custodie e altri accessori possono essere normalmente collegati all’attività principale quando restano accessori alla vendita.

Se l’impresa amplia molto l’assortimento verso categorie merceologiche autonome, va verificata l’eventuale necessità di codici secondari.

E-commerce di occhiali nel 2026

Con ATECO 2025 il commercio al dettaglio viene classificato principalmente in base al bene venduto e non al canale. Un centro ottico che vende online le stesse montature e gli stessi prodotti non deve quindi scegliere automaticamente un codice e-commerce generico.

Restano però da verificare gli obblighi specifici della vendita online, le informazioni al consumatore, resi e garanzie, oltre alle regole particolari applicabili ai prodotti e dispositivi commercializzati.

Costi reali da stimare prima di aprire

  • montature e lenti acquistate dai fornitori;
  • strumentazione per centratura, misurazione e laboratorio;
  • affitto e allestimento del punto vendita;
  • software gestionale, POS e pagamenti elettronici;
  • assicurazione professionale e d’impresa quando pertinente;
  • dipendenti o collaboratori;
  • marketing locale, sito ed e-commerce;
  • scorte, invenduto, resi e garanzie;
  • contributi previdenziali minimi.

Nel regime forfettario questi costi non vengono dedotti voce per voce. Per questo il confronto tra costi reali e quota forfettaria del 60% è particolarmente importante per un’attività con magazzino.

Come aprire la Partita IVA da ottico

  1. Verificare il possesso dell’abilitazione richiesta per l’attività professionale di ottico.
  2. Definire se l’attività sarà prevalentemente commerciale, artigianale o comprenderà prestazioni autonome ulteriori.
  3. Adottare il 47.74.01 se il core business è la vendita al dettaglio di occhiali e lenti.
  4. Valutare eventuali codici secondari solo per attività realmente distinte.
  5. Controllare i requisiti del regime forfettario.
  6. Gestire Partita IVA, Registro Imprese, ComUnica e previdenza.
  7. Verificare SCIA e adempimenti SUAP per il punto vendita.
  8. Predisporre fatturazione, corrispettivi, gestione del magazzino e procedure per la vendita online se prevista.

Errori da evitare

  • usare ancora 47.78.20 senza verificare ATECO 2025;
  • confondere il 47.74.01 con il 47.78.10 degli altri articoli ottici e fotografici;
  • attribuire automaticamente 86.99.09 a qualsiasi centro ottico;
  • pensare che il codice ATECO sostituisca l’abilitazione professionale;
  • iscriversi automaticamente come artigiano solo perché esiste un laboratorio interno;
  • ignorare i contributi minimi INPS;
  • scegliere il forfettario senza confrontare costi reali e coefficiente 40%;
  • aprire il negozio senza verificare SCIA e requisiti locali;
  • usare un codice e-commerce generico per la vendita online degli stessi occhiali.

Fonti ufficiali

  • ISTAT – ATECO 2025
  • INPS – Circolare n. 14/2026, Artigiani e Commercianti
  • INPS – Iscrizione Gestione Commercianti
  • Agenzia delle Entrate – Reddito e tassazione nel regime forfettario
  • Senato della Repubblica – Esame di abilitazione all’esercizio della professione di ottico, 15 luglio 2026

Domande frequenti

Qual è il codice ATECO dell’ottico nel 2026?

Per il classico centro ottico che vende al dettaglio occhiali e lenti il riferimento ATECO 2025 è 47.74.01 – Commercio al dettaglio di occhiali e lenti.

Qual è il coefficiente di redditività dell’ottico forfettario?

Per l’attività commerciale 47.74.01 il coefficiente di redditività è del 40%.

L’ottico paga INPS Commercianti o Artigiani?

Se prevale la vendita al dettaglio il riferimento ordinario è la Gestione Commercianti. Se prevale una vera attività di laboratorio artigianale e ricorrono i relativi requisiti, l’inquadramento deve essere rivalutato.

Il codice 47.78.20 è ancora quello corretto per l’ottico?

Per una nuova classificazione nel 2026 il riferimento aggiornato ATECO 2025 per occhiali e lenti è 47.74.01. Il vecchio 47.78.20 appartiene alla classificazione precedente.

Serve un codice ATECO diverso per vendere occhiali online?

Non automaticamente. ATECO 2025 classifica il commercio al dettaglio principalmente in base al bene venduto, quindi la vendita online degli stessi occhiali e lenti resta da valutare nel 47.74.01.

Per confrontare questa attività con le altre guide verticali consulta Regime forfettario per professioni e attività.

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