Aprire una Partita IVA da lattoniere nel 2026 richiede prima di tutto di distinguere ciò che si installa in cantiere da ciò che si fabbrica in laboratorio. Per la posa di coperture, grondaie e tubi pluviali il riferimento ATECO 2025 è normalmente 43.41.00 – Realizzazione di coperture. Se invece l’attività comprende la fabbricazione di grondaie, coperture in zinco e altri componenti metallici per l’edilizia, può entrare in gioco anche 25.99.90 – Fabbricazione di altri prodotti vari in metallo n.c.a..
Questa distinzione incide anche sul regime forfettario: il coefficiente è 86% per le attività della divisione 43 delle costruzioni e 67% per la manifattura del codice 25.99.90. Per un lattoniere che produce in officina e posa in cantiere non è quindi corretto scegliere il codice solo dal nome della professione: bisogna descrivere l’attività realmente prevalente e aggiungere gli eventuali codici secondari.
Lattoniere 2026: quadro rapido
- ATECO posa e coperture: 43.41.00.
- ATECO fabbricazione grondaie/componenti: 25.99.90.
- Coefficiente forfettario: 86% per 43.41.00; 67% per 25.99.90.
- INPS: normalmente Gestione Artigiani quando il titolare lavora personalmente nell’impresa.
- INAIL: da verificare per l’attività artigiana e i rischi di lavorazione.
- Patente a crediti: normalmente necessaria quando si opera nei cantieri temporanei o mobili.
- Lavori in quota: centrali per chi interviene su tetti e coperture.
- Forfettario: possibile se sono rispettati i requisiti generali, ma va confrontato con il costo reale di metalli, mezzi e attrezzature.
Codice ATECO lattoniere: 43.41.00 per coperture, grondaie e pluviali
Le note ufficiali ATECO 2025 collocano nel 43.41.00 – Realizzazione di coperture i lavori di intelaiatura e copertura dei tetti, l’impermeabilizzazione, l’installazione di grondaie e tubi pluviali, di lucernari e botole, di paraneve e di dispositivi di sicurezza sui tetti.
Per il lattoniere che esegue soprattutto posa di scossaline, converse, canali di gronda, pluviali e finiture metalliche sul tetto, questo è normalmente il codice principale da verificare. ATECO 2025 ha sostituito la precedente classificazione 43.91.00 con la nuova collocazione 43.41.00.
Fabbricazione di grondaie in laboratorio: quando usare 25.99.90
Il lavoro del lattoniere non è sempre solo installazione. Chi possiede un laboratorio può tagliare, piegare e sagomare lamiere per produrre direttamente grondaie, coperture, scossaline e componenti metallici destinati all’edilizia. Le note ISTAT indicano espressamente nel 25.99.90 la fabbricazione di componenti per l’edilizia in zinco, come grondaie, coperture per tetti e articoli simili.
Se l’impresa produce i componenti e poi li installa, possono quindi essere necessarie entrambe le attività. La prevalenza economica e organizzativa decide quale codice indicare come principale, mentre l’altro può essere secondario. Non conviene forzare tutta l’attività nel 43.41.00 se esiste una vera produzione autonoma di manufatti metallici.
Attenzione: 95.31.20 non è il codice del lattoniere
Nella SERP si trovano guide che associano al lattoniere il codice 95.31.20. Con ATECO 2025 questo codice identifica invece la riparazione e manutenzione di carrozzerie di autoveicoli. Non descrive quindi l’attività di lattoneria edilizia, coperture o fabbricazione di grondaie.
Per evitare errori, la scelta va sempre ricondotta alle note ufficiali ISTAT e alle lavorazioni effettivamente svolte: posa in opera sul tetto, fabbricazione in laboratorio o entrambe.
Lattoneria su facciate: quando verificare 43.35.00
ATECO 2025 distingue le coperture dai lavori di completamento degli edifici. Il codice 43.35.00 – Altri lavori di completamento e finitura degli edifici comprende, tra l’altro, l’installazione di lastre metalliche prefabbricate e i rivestimenti per pareti esterne.
Se il lattoniere lavora prevalentemente su tetti, grondaie e pluviali resta centrale 43.41.00. Se invece svolge come attività autonoma e rilevante la posa di rivestimenti metallici di facciata, pannelli e lastre prefabbricate su pareti esterne, va verificato anche 43.35.00.
Lattoniere o coperturista: cosa cambia
Nella pratica lattoniere e coperturista possono sovrapporsi, ma non sono sinonimi perfetti. Il coperturista può eseguire il pacchetto completo del tetto, dall’intelaiatura al manto e all’impermeabilizzazione; il lattoniere è spesso specializzato nelle parti metalliche: grondaie, pluviali, scossaline, converse, raccordi e rivestimenti.
Ai fini ATECO ciò che conta non è il titolo professionale usato sul preventivo, ma il servizio concretamente venduto. Se entrambe le attività rientrano nella realizzazione di coperture, possono restare nel 43.41.00. Se alla posa si affianca una vera produzione di componenti, va considerato il 25.99.90.
Regime forfettario lattoniere: coefficiente 86% o 67%
Per il 43.41.00, appartenente alle costruzioni, il coefficiente di redditività nel regime forfettario è dell’86%. Significa che il 14% dei ricavi viene riconosciuto forfettariamente come costo. Per il 25.99.90, attività manifatturiera, il coefficiente è invece del 67%, con il 33% di costi riconosciuti in modo forfettario.
Con 40.000 euro di ricavi interamente riferibili a 43.41.00, il reddito forfettario lordo è 34.400 euro. Con 40.000 euro riferibili a 25.99.90, il reddito forfettario lordo è 26.800 euro. Da questo importo si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati e sul residuo si applica l’imposta sostitutiva del 15% o, se ricorrono tutte le condizioni, del 5%.
Prima dell’apertura vanno controllati i requisiti e le cause di esclusione e le condizioni per l’imposta sostitutiva al 5% o al 15%.
Quando il forfettario può non convenire al lattoniere
Il lattoniere può sostenere costi elevati per rame, zinco, alluminio, acciaio preverniciato, coils e lamiere, oltre a piegatrici, cesoie, saldatrici, utensili, ponteggi, piattaforme, furgone, carburante, DPI e smaltimento. Nel forfettario questi costi non vengono dedotti analiticamente e l’IVA sugli acquisti non viene recuperata.
Il tema è particolarmente importante con il coefficiente dell’86% del 43.41.00: il sistema presume appena il 14% di costi. Se il materiale incide molto sul prezzo finale, è utile confrontare il margine reale dell’impresa con quello riconosciuto dal regime. Il 67% del 25.99.90 è più favorevole sul piano del coefficiente, ma non deve essere scelto per convenienza fiscale se non corrisponde alla reale attività di fabbricazione.
Preventivi, materiali e margine: cosa misurare davvero
Per capire se il forfettario è sostenibile, il lattoniere dovrebbe separare nel preventivo almeno materiali, lavorazione in officina, posa, trasporto, noleggi e opere accessorie. Non serve a dedurre analiticamente queste spese nel forfettario, ma permette di misurare il margine reale e di capire quanto incidono rame, zinco, alluminio e acciaio sul prezzo fatturato.
Un’attività quasi tutta di posa può avere una struttura economica diversa da un laboratorio che acquista coils, trasforma la lamiera e vende manufatti finiti. Per questo il confronto tra 86% e 67% non è soltanto fiscale: riflette anche attività ATECO diverse. Se l’impresa svolge entrambe, ricavi e organizzazione devono essere coerenti con l’attività dichiarata come prevalente, senza scegliere il codice solo per ottenere un coefficiente più favorevole.
INPS lattoniere 2026: Gestione Artigiani
Il lattoniere che apre una ditta individuale e lavora personalmente, abitualmente e prevalentemente nell’impresa è normalmente iscritto alla Gestione Artigiani INPS.
Nel 2026 l’aliquota IVS degli artigiani è del 24%. Il reddito minimale è pari a 18.808 euro e il contributo minimo annuo per titolare o collaboratore è di 4.521,36 euro, comprensivo della quota maternità. Sul reddito eccedente il minimale si applicano le aliquote previste dall’INPS per l’anno.
Riduzione contributiva del 35% per forfettari
Gli artigiani che applicano il regime forfettario possono chiedere, quando ricorrono le condizioni, il regime previdenziale agevolato con riduzione del 35% della contribuzione. La riduzione non è automatica: va richiesta secondo le modalità INPS e può incidere anche sull’accredito contributivo utile alla pensione.
Camera di Commercio, Albo Artigiani e Comunicazione Unica
L’attività di lattoniere è normalmente esercitata come impresa artigiana. L’avvio della ditta individuale passa quindi dalla Comunicazione Unica al Registro Imprese, che consente di gestire l’attribuzione della Partita IVA, l’iscrizione al Registro Imprese e, quando ricorrono i requisiti, all’Albo delle Imprese Artigiane, oltre agli adempimenti INPS e INAIL.
Dal 2026 la trasmissione delle pratiche di Comunicazione Unica avviene tramite gli strumenti integrati in DIRE o altre soluzioni abilitate. Per attività o locali soggetti a specifici titoli amministrativi va verificata anche l’eventuale SCIA tramite SUAP.
INAIL e rischi del lattoniere
La posizione INAIL va verificata fin dall’avvio dell’impresa. Il lattoniere utilizza utensili da taglio e piegatura, lavora con lamiere e bordi affilati, movimenta materiali e spesso opera su tetti o piattaforme. L’attività presenta quindi rischi tipici sia di officina sia di cantiere.
Per chi opera in quota, la caduta dall’alto è uno dei rischi più rilevanti del settore edile. Ponteggi, scale, trabattelli, piattaforme, parapetti e sistemi anticaduta devono essere scelti e utilizzati secondo il D.Lgs. 81/2008 e le regole applicabili al cantiere concreto.
Lavori in quota: documenti e organizzazione del cantiere
Prima dell’intervento sul tetto non basta avere Partita IVA e codice ATECO corretti. Il lattoniere deve verificare la documentazione richiesta dalla propria posizione e dal cantiere: regolarità contributiva, patente a crediti quando dovuta, formazione, idoneità delle attrezzature e misure anticaduta. Gli obblighi concreti cambiano tra lavoratore autonomo, impresa con dipendenti e subappaltatore e vanno quindi verificati sul caso specifico.
Anche il preventivo dovrebbe considerare i costi necessari per lavorare in sicurezza: noleggio di piattaforme, ponteggi, sistemi di protezione collettiva o dispositivi anticaduta possono incidere sul margine. Separare queste voci aiuta a evitare che un lavoro apparentemente redditizio diventi poco conveniente dopo i costi effettivi di accesso e organizzazione del cantiere.
Patente a crediti per il lattoniere nei cantieri
Dal 1° ottobre 2024 l’articolo 27 del D.Lgs. 81/2008 prevede la patente a crediti per imprese e lavoratori autonomi che operano nei cantieri temporanei o mobili, salvo le esclusioni di legge. Il lattoniere che accede al cantiere per installare grondaie, scossaline o coperture rientra normalmente nel perimetro dell’obbligo.
La patente parte da 30 crediti e consente di operare con una dotazione pari o superiore a 15 crediti. La mera fornitura di materiale senza attività operativa in cantiere è esclusa, mentre la posa effettuata direttamente rende necessario verificare l’obbligo prima dell’accesso al cantiere.
Serve un patentino per fare il lattoniere?
Non esiste un unico patentino professionale nazionale del lattoniere necessario per aprire la Partita IVA. Questo non elimina gli obblighi di formazione e sicurezza connessi ai lavori in quota, all’uso di attrezzature, ai ponteggi, alle piattaforme di lavoro elevabili e agli altri rischi specifici.
Se l’impresa svolge anche attività diverse dalla lattoneria, per esempio installazioni impiantistiche soggette a requisiti tecnico-professionali specifici, occorre verificare separatamente la normativa applicabile a quelle lavorazioni.
Come aprire la Partita IVA da lattoniere
- definire se l’attività principale è posa di coperture oppure fabbricazione di componenti metallici;
- scegliere 43.41.00, 25.99.90 o entrambi in base alle attività effettive;
- verificare eventuali attività secondarie, come rivestimenti metallici di facciata;
- presentare la Comunicazione Unica al Registro Imprese;
- verificare l’iscrizione all’Albo Artigiani;
- aprire la posizione INPS Artigiani e gli adempimenti INAIL;
- controllare la patente a crediti prima di operare nei cantieri;
- organizzare correttamente sicurezza e lavori in quota;
- valutare il regime forfettario confrontando coefficienti e costi reali;
- emettere fattura elettronica e gestire gli altri adempimenti fiscali dell’impresa.
Per confrontare questo inquadramento con le altre attività artigiane e professionali consulta anche l’hub Professioni e attività.
Errori da evitare
- usare il codice 95.31.20, che riguarda le carrozzerie auto;
- trattare come semplice posa un’attività che comprende vera fabbricazione in laboratorio;
- scegliere 25.99.90 solo perché ha un coefficiente più basso;
- ignorare 43.35.00 quando i rivestimenti metallici di facciata sono un’attività autonoma;
- aprire la Partita IVA senza verificare l’inquadramento artigiano;
- entrare in cantiere senza aver controllato la patente a crediti;
- sottovalutare i rischi dei lavori in quota;
- scegliere il forfettario senza confrontare materiali e costi reali con il coefficiente applicabile.
Fonti ufficiali
- ISTAT – ATECO 2025 e aggiornamenti
- ISTAT – struttura e note esplicative ATECO 2025
- INPS – circolare n. 14/2026 Artigiani e Commercianti
- Registro Imprese – avvio impresa individuale e Comunicazione Unica
- Normattiva – D.Lgs. 81/2008, art. 27, patente a crediti
- INAIL – prevenzione delle cadute dall’alto e lavori in quota
Domande frequenti
Per la posa di coperture, grondaie e pluviali il riferimento ATECO 2025 è normalmente 43.41.00. Se l’impresa fabbrica in laboratorio grondaie e altri componenti metallici per l’edilizia può servire anche 25.99.90.
Il coefficiente è 86% per il codice 43.41.00 delle costruzioni e 67% per il codice manifatturiero 25.99.90.
Normalmente sì quando è inquadrato come artigiano. Nel 2026 il minimale è 18.808 euro e il contributo minimo annuo indicato dall’INPS per gli artigiani è 4.521,36 euro.
Normalmente sì quando opera fisicamente nei cantieri temporanei o mobili. La mera fornitura di materiale senza posa è invece esclusa dall’obbligo previsto dall’articolo 27 del D.Lgs. 81/2008.
No. In ATECO 2025 il codice 95.31.20 identifica la riparazione e manutenzione di carrozzerie di autoveicoli, non la lattoneria edilizia.
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