Aprire una Partita IVA come Energy Manager nel 2026 richiede di distinguere tre piani che spesso online vengono confusi: il codice ATECO dell’attività di consulenza energetica, la figura dell’Energy Manager prevista dalla legge 10/1991 e la qualifica di EGE – Esperto in Gestione dell’Energia. Non sono la stessa cosa e non producono automaticamente gli stessi requisiti.
Per la consulenza professionale in materia di gestione delle risorse energetiche, energie rinnovabili ed efficienza energetica, ATECO 2025 ha introdotto il codice specifico 74.99.32. Nel regime forfettario il coefficiente di redditività è del 78%. Se l’attività viene svolta come libera professione e non esiste una Cassa professionale obbligatoria, il riferimento previdenziale è normalmente la Gestione Separata INPS, con aliquota del 26,07% nel 2026 per chi non è assicurato presso altra forma pensionistica obbligatoria.
Energy Manager 2026: quadro rapido
- ATECO 2025: 74.99.32 – Attività di consulenza in materia di gestione delle risorse energetiche, energie rinnovabili ed efficienza energetica.
- Coefficiente forfettario: 78%.
- Energy Manager ex legge 10/1991: responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia.
- EGE: Esperto in Gestione dell’Energia certificabile secondo UNI CEI 11339; non coincide automaticamente con l’Energy Manager nominato.
- Nomina obbligatoria: oltre 10.000 TEP/anno nel settore industriale e oltre 1.000 TEP/anno negli altri settori.
- Scadenza della nomina: entro il 30 aprile di ogni anno per i soggetti obbligati.
- INPS: normalmente Gestione Separata per il libero professionista senza Cassa.
- Aliquota Gestione Separata 2026: 26,07% senza altra previdenza obbligatoria; 24% per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma obbligatoria, nei casi previsti.
Codice ATECO Energy Manager: 74.99.32
Con ATECO 2025 la consulenza energetica dispone finalmente di un codice specifico: 74.99.32. La denominazione ufficiale è “Attività di consulenza in materia di gestione delle risorse energetiche, energie rinnovabili ed efficienza energetica”.
Il codice comprende la consulenza sul risparmio energetico e sulla gestione delle risorse energetiche naturali e rappresenta il riferimento da verificare per chi lavora come consulente energetico o Energy Manager esterno. Sul sito è disponibile anche la scheda ATECO 74.99.32.
La presenza di un codice specifico riduce il ricorso ai vecchi codici generici di consulenza, ma la scelta finale deve sempre descrivere l’attività effettivamente svolta. Un professionista che esegue soprattutto progettazione impiantistica o attività riservate a ingegneri e tecnici abilitati può avere un inquadramento diverso o aggiuntivo.
Energy Manager e consulente energetico: quando coincidono
Nel linguaggio commerciale “Energy Manager” e “consulente energetico” vengono spesso usati come sinonimi. Giuridicamente, però, l’Energy Manager è la figura individuata dall’articolo 19 della legge 10/1991 come responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia.
Un consulente energetico può quindi svolgere analisi dei consumi, audit, piani di efficientamento, valutazioni economiche, consulenza su fonti rinnovabili e monitoraggio energetico senza essere necessariamente il soggetto formalmente nominato Energy Manager di un’impresa o ente. Al contrario, l’Energy Manager nominato può essere anche un consulente esterno con Partita IVA.
Quando la nomina dell’Energy Manager è obbligatoria
La legge 10/1991 impone la nomina annuale ai soggetti che nell’anno precedente hanno superato determinate soglie di consumo energetico. La comunicazione deve essere effettuata entro il 30 aprile.
- Settore industriale: consumo superiore a 10.000 tonnellate equivalenti di petrolio (TEP) annue.
- Settori civile, terziario e trasporti: consumo superiore a 1.000 TEP annue.
La fonte normativa è l’articolo 19 della legge 10/1991. FIRE gestisce la piattaforma e le procedure operative della nomina.
Energy Manager ed EGE: qual è la differenza
Uno dei punti più importanti è non confondere Energy Manager ed EGE – Esperto in Gestione dell’Energia. FIRE chiarisce che per essere nominati Energy Manager non esiste un obbligo generale di frequentare corsi o superare esami specifici. La figura dell’EGE, invece, è definita dalla norma UNI CEI 11339 e può essere certificata da organismi accreditati.
In pratica, un Energy Manager può anche essere EGE, e spesso questa certificazione costituisce un forte elemento professionale, ma le due qualifiche non coincidono automaticamente. Per alcune procedure, diagnosi o incentivi la certificazione EGE può assumere un ruolo specifico previsto dalle singole norme o dai bandi.
La pagina FIRE sugli aspetti professionali dell’Energy Manager e dell’EGE riepiloga questa distinzione.
Serve una laurea per fare l’Energy Manager?
La legge 10/1991 non introduce un albo nazionale degli Energy Manager né impone in via generale una specifica laurea per la nomina. FIRE precisa che non esiste un albo nazionale degli Energy Manager e che, per la nomina in sé, non sono obbligatori corsi o esami specifici.
Questo non significa però che qualsiasi attività tecnica possa essere svolta senza qualifiche. Progettazioni, asseverazioni, pratiche riservate, diagnosi energetiche soggette a requisiti specifici e altre prestazioni regolamentate possono richiedere titoli, iscrizioni o certificazioni ulteriori. La Partita IVA identifica l’attività economica, ma non sostituisce eventuali requisiti professionali previsti per la singola prestazione.
Regime forfettario Energy Manager: coefficiente 78%
Per il codice 74.99.32 il coefficiente di redditività applicabile nel regime forfettario è del 78%. Questo significa che il 78% dei compensi incassati viene assunto come reddito forfettario lordo e il restante 22% rappresenta i costi riconosciuti in modo forfetario.
Con 40.000 euro di compensi, il reddito forfettario lordo è quindi 31.200 euro. Da tale importo si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati; sul risultato si applica l’imposta sostitutiva del 15% oppure del 5% soltanto quando ricorrono tutte le condizioni previste per una nuova attività.
Il limite ordinario di accesso e permanenza resta quello previsto dalla disciplina generale del regime. Prima di scegliere il forfettario verifica le cause di esclusione e le condizioni per l’imposta sostitutiva al 5% o 15%.
INPS Energy Manager 2026: Gestione Separata
Per il consulente energetico che opera come libero professionista e non è soggetto a una Cassa previdenziale professionale obbligatoria, il riferimento è normalmente la Gestione Separata INPS. Nel 2026 l’aliquota complessiva per i professionisti privi di altra previdenza obbligatoria è pari al 26,07%.
Per pensionati o professionisti già assicurati presso altra forma previdenziale obbligatoria, nei casi previsti, l’aliquota è del 24%. La Gestione Separata non prevede un contributo fisso minimo da pagare anche senza reddito: il contributo è proporzionale al reddito professionale prodotto, ferma restando la disciplina dell’accredito contributivo annuale.
Il riferimento aggiornato è la circolare INPS n. 8/2026.
Energy Manager ingegnere o architetto: attenzione alla Cassa
Se l’attività di consulenza energetica viene svolta da un ingegnere, architetto o altro professionista iscritto a un Ordine con propria Cassa, l’inquadramento previdenziale non può essere deciso guardando soltanto il codice ATECO 74.99.32. Occorre verificare se i compensi derivano da attività riconducibili alla professione ordinistica e quindi soggette alla relativa Cassa.
Per esempio, progettazione energetica, diagnosi, direzione lavori o attività tecniche firmate da un ingegnere possono avere un collegamento professionale diverso dalla pura consulenza gestionale sul risparmio energetico. In questi casi la Gestione Separata non va applicata automaticamente.
Serve la Camera di Commercio?
Un Energy Manager che presta personalmente consulenza professionale, senza una struttura organizzata in forma d’impresa, non deve essere trattato automaticamente come commerciante o impresa solo perché usa un codice ATECO. L’eventuale iscrizione al Registro delle Imprese dipende dalla forma concreta con cui viene esercitata l’attività.
Se invece il professionista organizza una vera attività imprenditoriale con personale, struttura commerciale, vendita di servizi complessi o ulteriori attività, occorre verificare l’inquadramento camerale e previdenziale complessivo.
Energy Manager e consulente ambientale: quando usare codici diversi
ATECO 2025 distingue in modo molto più preciso la consulenza energetica dalla consulenza ambientale. Il codice 74.99.32 riguarda risorse energetiche, rinnovabili ed efficienza energetica; il 74.99.31 riguarda invece prevenzione dell’inquinamento e gestione dei rifiuti.
Chi offre entrambe le attività deve verificare se sia necessario utilizzare un codice secondario. Per il secondo ambito consulta la guida sulla Partita IVA del consulente ambientale.
Quanto paga un Energy Manager in forfettario: esempio
Supponiamo un Energy Manager libero professionista con 50.000 euro di compensi annui e senza altra previdenza obbligatoria. Con coefficiente 78%, il reddito forfettario lordo è 39.000 euro. I contributi Gestione Separata vengono calcolati sul reddito professionale secondo l’aliquota applicabile e sono deducibili fiscalmente secondo le regole del regime.
- compensi: 50.000 euro;
- reddito forfettario lordo al 78%: 39.000 euro;
- Gestione Separata 26,07% su 39.000 euro: circa 10.167 euro;
- base dell’imposta sostitutiva dopo i contributi, nell’esempio semplificato: circa 28.833 euro;
- imposta al 15%: circa 4.325 euro;
- imposta al 5%, se realmente spettante: circa 1.442 euro.
L’esempio serve soltanto a mostrare il meccanismo. La posizione reale può cambiare in presenza di altra previdenza obbligatoria, Cassa professionale, attività multiple, collaborazioni o spese elevate che rendono meno conveniente il forfettario.
Quando il forfettario può non convenire al consulente energetico
Il coefficiente 78% presume costi pari al 22% dei compensi. Un consulente energetico con spese modeste, lavoro prevalentemente intellettuale e pochi investimenti può trovare il forfettario efficiente. La convenienza diminuisce se l’attività richiede strumentazione costosa, trasferte frequenti, collaboratori, software specialistici, certificazioni, assicurazioni professionali o costi reali molto superiori al 22%.
Nel regime forfettario questi costi non si deducono analiticamente e l’IVA sugli acquisti non viene detratta. Per questo un professionista con struttura complessa deve confrontare i due regimi sulla base dei numeri reali.
Come aprire la Partita IVA da Energy Manager
- definire con precisione i servizi energetici offerti;
- verificare che ATECO 74.99.32 descriva l’attività principale;
- distinguere consulenza energetica, progettazione tecnica e attività ambientali;
- aprire la Partita IVA;
- verificare se l’attività è professionale o organizzata in forma d’impresa;
- definire la previdenza: Gestione Separata o eventuale Cassa professionale;
- controllare i requisiti per il regime forfettario;
- verificare eventuali certificazioni o qualifiche necessarie per specifiche prestazioni o bandi;
- se si assume formalmente il ruolo di Energy Manager, seguire le procedure di nomina applicabili tramite FIRE.
Errori da evitare
- usare un vecchio codice ATECO generico ignorando il nuovo 74.99.32;
- confondere Energy Manager ed EGE;
- pensare che per essere nominati Energy Manager sia sempre obbligatoria la certificazione EGE;
- ignorare le soglie di nomina obbligatoria della legge 10/1991;
- applicare automaticamente la Gestione Separata a un ingegnere o architetto con Cassa;
- confondere consulenza energetica e consulenza ambientale;
- considerare automatico il 5% del forfettario;
- valutare la convenienza fiscale senza confrontare il 22% di costi forfetari con i costi reali.
Domande frequenti
Per la consulenza in gestione delle risorse energetiche, energie rinnovabili ed efficienza energetica il riferimento ATECO 2025 è 74.99.32.
No. L’Energy Manager è la figura prevista dall’articolo 19 della legge 10/1991; l’EGE è l’Esperto in Gestione dell’Energia definito dalla UNI CEI 11339 e certificabile da organismi accreditati.
Non in via generale per la sola nomina ex legge 10/1991. Tuttavia la certificazione EGE può essere richiesta o valorizzata in specifiche procedure, diagnosi, bandi o incarichi.
Per ATECO 74.99.32 il coefficiente di redditività è del 78%.
In assenza di una Cassa professionale obbligatoria, il riferimento è normalmente la Gestione Separata INPS. Nel 2026 l’aliquota è 26,07% per il professionista senza altra previdenza obbligatoria.
Per i soggetti che nell’anno precedente hanno superato 10.000 TEP nel settore industriale oppure 1.000 TEP negli altri settori indicati dalla legge 10/1991. La comunicazione va effettuata entro il 30 aprile.
Serve assistenza per la tua Partita IVA?
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
