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Regime Forfettario

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Partita IVA arrotino 2026: ATECO 95.29.91, INPS e forfettario

Aprire una Partita IVA da arrotino nel 2026 significa avviare normalmente un’attività artigiana di affilatura di coltelli e forbici. Con ATECO 2025 il codice di riferimento è 95.29.91, che comprende anche servizi di duplicazione di chiavi e incisione rapida. Per la sola attività di affilatura il coefficiente di redditività nel regime forfettario è del 67%.

Il punto da chiarire subito è che non tutto ciò che può essere venduto o lavorato in una bottega di arrotino rientra automaticamente nello stesso codice. La vendita stabile di coltelleria è un’attività commerciale distinta; l’affilatura di utensili industriali o la riparazione di macchinari può richiedere una classificazione diversa. La guida distingue quindi attività artigiana, servizi accessori e commercio.

Arrotino 2026: quadro rapido

  • ATECO principale: 95.29.91 – Affilatura di coltelli, servizi di duplicazione di chiavi e di incisione rapida.
  • Coefficiente forfettario: 67% per il 95.29.91.
  • INPS: normalmente Gestione Artigiani quando l’attività è svolta personalmente, abitualmente e con organizzazione d’impresa.
  • INAIL: da verificare per l’attività artigiana e le lavorazioni effettivamente svolte.
  • Vendita stabile di coltelleria da cucina: da distinguere dall’affilatura; ATECO 2025 include la coltelleria domestica nel 47.55.40.
  • Duplicazione chiavi e incisione rapida: sono già comprese nel 95.29.91.
  • Attività itinerante: non cambia da sola il codice dell’affilatura, ma vanno verificati eventuali adempimenti locali se si occupa suolo pubblico o si effettua commercio.

Codice ATECO arrotino: 95.29.91

Il riferimento per l’arrotino è la scheda ATECO 95.29.91. La denominazione ufficiale è “Affilatura di coltelli, servizi di duplicazione di chiavi e di incisione rapida”. Le note ISTAT ATECO 2025 includono espressamente affilatura di coltelli, affilatura di forbici, duplicazione di chiavi e incisione rapida.

Per una bottega che riceve coltelli e forbici, esegue la riaffilatura e li restituisce al cliente, il 95.29.91 descrive in modo diretto l’attività principale. Non occorre aggiungere un codice separato solo perché, nello stesso laboratorio, si duplicano anche chiavi o si fanno piccole incisioni rapide.

Coltelli, forbici e altri utensili: cosa rientra davvero

Il testo ufficiale nomina in modo esplicito coltelli e forbici. Per cesoie, sgorbie, scalpelli, lame professionali o attrezzi particolari non è prudente estendere automaticamente il codice per analogia. Se queste lavorazioni diventano una parte importante del fatturato, va verificata la classificazione specifica in base al bene lavorato e al tipo di servizio.

La stessa cautela vale per attrezzature motorizzate o macchinari: ATECO 2025 distingue la riparazione di utensili portatili a motore e di macchinari dalle normali attività di affilatura per beni di uso personale e domestico.

Duplicazione chiavi: è già compresa

Uno dei vantaggi del codice 95.29.91 è che la duplicazione di chiavi è già indicata nella denominazione ufficiale. Un arrotino che affila coltelli e, nella stessa bottega, duplica chiavi non deve aggiungere un secondo codice solo per questo servizio, purché si tratti della normale duplicazione prevista dalla classificazione.

Va invece distinta l’attività del fabbro che interviene su serrature, dispositivi di chiusura, casseforti o sistemi analoghi: le note ISTAT non assimilano queste lavorazioni al semplice servizio di copia delle chiavi.

Incisione rapida e incisione industriale non sono la stessa cosa

Il 95.29.91 comprende i servizi di incisione rapida, tipici di una piccola bottega che personalizza targhette o oggetti. Non comprende però automaticamente l’incisione industriale dei metalli, che ATECO colloca in un diverso ambito produttivo. Se l’incisione non è un servizio rapido accessorio ma una lavorazione industriale organizzata, il codice va rivalutato.

Arrotino che vende coltelli: quando serve un’attività commerciale

Affilare un coltello del cliente e vendere coltelli nuovi sono due operazioni diverse. ATECO 2025 include il commercio al dettaglio di coltelleria e posateria per uso domestico nel codice 47.55.40 – Commercio al dettaglio di articoli per la tavola e la cucina.

Se la vendita è occasionale e strettamente accessoria al servizio, la configurazione concreta va valutata. Se invece esiste un assortimento stabile, prezzi esposti, acquisti di merce per la rivendita e una quota regolare di ricavi commerciali, è opportuno indicare anche l’attività di commercio. Il motore fiscale RF non attribuisce oggi automaticamente un coefficiente al 47.55.40: per questo nella presente guida non viene assegnata una percentuale per analogia.

Arrotino ambulante o a domicilio: cambia il codice ATECO?

Il fatto di lavorare in un laboratorio fisso, con un mezzo attrezzato o presso il cliente non cambia da solo la natura dell’attività di affilatura. Se il servizio resta l’affilatura di coltelli e forbici, il riferimento economico rimane il 95.29.91.

Cambiano però gli aspetti organizzativi. Un mezzo attrezzato deve essere gestito nel rispetto delle regole di sicurezza applicabili; l’eventuale occupazione di suolo pubblico o la vendita itinerante di prodotti può richiedere verifiche con il SUAP del Comune. La modalità “ambulante” non va quindi confusa con il codice dell’attività esercitata.

Regime forfettario arrotino: coefficiente 67%

Per il codice 95.29.91 il coefficiente di redditività è del 67%. In pratica il regime forfettario considera imponibile il 67% dei ricavi e presume costi pari al restante 33%. Il coefficiente è confermato anche dalla scheda ATECO del sito, costruita sui dati del motore fiscale.

Prima di applicare il regime vanno comunque controllati i requisiti e le cause di esclusione dal forfettario. L’imposta sostitutiva è ordinariamente del 15% e può scendere al 5% per le nuove attività che rispettano tutte le condizioni previste.

Esempio: arrotino con 30.000 euro di ricavi

Con 30.000 euro di ricavi annui derivanti dall’attività 95.29.91, il reddito forfettario lordo è pari a 20.100 euro (30.000 × 67%). Da questo importo si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati; sul reddito fiscale residuo si applica poi l’imposta sostitutiva del 15% oppure del 5% quando spettante.

Questo calcolo non coincide con il guadagno reale della bottega: mole, nastri abrasivi, ricambi, energia, manutenzione delle macchine, carburante del mezzo, affitto e assicurazioni sono costi effettivi che nel forfettario non vengono dedotti analiticamente.

Quando il forfettario può non convenire all’arrotino

Il coefficiente del 67% presume costi pari al 33% dei ricavi. Per un’attività prevalentemente manuale, con attrezzature già ammortizzate e costi contenuti, questa percentuale può essere favorevole. La convenienza può ridursi quando il laboratorio sostiene un affitto elevato, rinnova spesso macchinari professionali, usa un veicolo attrezzato costoso o compra molta merce destinata alla rivendita.

Il confronto corretto non è quindi “5% o 15%” in astratto, ma tra reddito forfettario e margine economico reale. Se la parte commerciale cresce molto, va anche considerato che servizio artigiano e vendita possono avere trattamenti e inquadramenti differenti.

INPS arrotino 2026: normalmente Gestione Artigiani

L’arrotino che esercita come impresa individuale, svolgendo personalmente e abitualmente il lavoro manuale, rientra normalmente nella Gestione Artigiani INPS. L’INPS precisa che l’imprenditore artigiano svolge attività di produzione di beni o prestazione di servizi con partecipazione personale al lavoro.

La circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 fissa per gli artigiani l’aliquota IVS al 24%, un minimale di reddito di 18.808 euro e un contributo minimo annuo di 4.521,36 euro, comprensivo della quota maternità. Sopra 56.224 euro l’aliquota aumenta di un punto percentuale.

Riduzione contributiva del 35% per forfettari

Gli artigiani che applicano il regime forfettario possono chiedere, quando ne ricorrono i requisiti, il regime previdenziale agevolato con riduzione del 35% della contribuzione. La riduzione non è automatica e va richiesta secondo le regole INPS.

Se prevale la vendita: Artigiani o Commercianti?

Una bottega può combinare affilatura e vendita. L’inquadramento previdenziale non dipende soltanto dal numero dei codici ATECO ma dall’attività concretamente esercitata e dal ruolo personale del titolare. Quando la componente artigiana è centrale e il titolare esegue personalmente le lavorazioni, il riferimento ordinario è la Gestione Artigiani; se la struttura diventa prevalentemente commerciale, la posizione va riesaminata.

Camera di Commercio, Albo Artigiani e DIRE

L’attività viene normalmente avviata come impresa artigiana tramite gli adempimenti al Registro Imprese, con iscrizione all’Albo Artigiani quando ne ricorrono i requisiti e apertura delle posizioni previdenziali e assicurative. Il portale Registro Imprese segnala che dal 12 febbraio 2026 il vecchio strumento ComUnica non è più disponibile come applicativo autonomo e la trasmissione delle pratiche può avvenire tramite la funzione integrata in DIRE o altre soluzioni abilitate.

Per un laboratorio aperto al pubblico è inoltre necessario verificare con il SUAP locale gli adempimenti relativi ai locali e alle eventuali attività commerciali accessorie. Non esiste una procedura comunale identica in tutta Italia.

INAIL e sicurezza del laboratorio

L’arrotino utilizza mole, nastri abrasivi, utensili taglienti e macchine che possono generare scintille, polveri e rischio di proiezione di particelle. La posizione assicurativa va quindi verificata in base alle lavorazioni effettive. L’INAIL prevede specifici adempimenti anche per l’impresa artigiana senza dipendenti soggetta all’assicurazione obbligatoria.

Sul piano operativo sono centrali protezioni delle macchine, occhiali o visiere, gestione delle scintille, aspirazione quando necessaria, ordine della postazione e corretta conservazione degli oggetti taglienti affidati dai clienti.

Serve un patentino per fare l’arrotino?

Per la normale attività di affilatura di coltelli e forbici non esiste un unico patentino professionale nazionale obbligatorio paragonabile a quello previsto per attività tecniche regolamentate. Restano però gli obblighi di impresa, artigiani, previdenziali, assicurativi e di sicurezza applicabili al laboratorio.

Se si aggiungono attività diverse — commercio, lavorazioni industriali, interventi su macchinari o occupazione di aree pubbliche — i relativi requisiti devono essere verificati separatamente.

Come aprire la Partita IVA da arrotino

  1. definire se l’attività principale è l’affilatura di coltelli e forbici;
  2. utilizzare il codice ATECO 95.29.91 e aggiungere solo eventuali attività realmente autonome;
  3. stabilire se la vendita di coltelleria è occasionale o una vera attività commerciale;
  4. avviare la pratica al Registro Imprese tramite gli strumenti oggi disponibili, incluso DIRE;
  5. verificare l’iscrizione all’Albo Artigiani;
  6. aprire la posizione INPS Artigiani e verificare l’assicurazione INAIL;
  7. controllare gli eventuali adempimenti SUAP per laboratorio, mezzo o attività su area pubblica;
  8. valutare il regime forfettario confrontando il 33% di costi presunti con i costi effettivi;
  9. organizzare fatturazione elettronica e incassi.

Errori da evitare

  • usare un vecchio codice ATECO senza verificare la riclassificazione 2025;
  • considerare qualunque utensile o macchinario automaticamente compreso nel 95.29.91;
  • aggiungere un codice separato per duplicazione chiavi, già inclusa nel 95.29.91;
  • ignorare l’attività commerciale quando la vendita di coltelli nuovi è stabile;
  • attribuire al 47.55.40 un coefficiente fiscale non verificato;
  • confondere un arrotino itinerante con un commerciante ambulante;
  • trascurare INAIL e sicurezza delle macchine;
  • scegliere il forfettario senza confrontare costi reali e reddito presunto.

Fonti ufficiali

  • ISTAT – ATECO 2025 e aggiornamenti
  • ISTAT – struttura e note esplicative ATECO 2025
  • INPS – Iscrizione Gestione Artigiani
  • INPS – circolare n. 14/2026 Artigiani e Commercianti
  • Registro Imprese – DIRE e Comunicazione Unica d’Impresa
  • INAIL – impresa artigiana senza dipendenti

Domande frequenti

Qual è il codice ATECO dell’arrotino?

Per l’affilatura di coltelli e forbici il codice ATECO 2025 è 95.29.91, che comprende anche duplicazione di chiavi e incisione rapida.

Qual è il coefficiente di redditività dell’arrotino?

Per il codice 95.29.91 il coefficiente di redditività nel regime forfettario è del 67%.

L’arrotino paga contributi fissi INPS?

Normalmente sì quando è inquadrato come artigiano. Nel 2026 il minimale è 18.808 euro e il contributo minimo annuo degli artigiani è 4.521,36 euro.

Un arrotino può vendere coltelli con lo stesso codice?

Se la vendita di coltelleria è una vera attività commerciale stabile va distinta dall’affilatura. ATECO 2025 include la coltelleria domestica nel 47.55.40.

Un arrotino ambulante usa un codice ATECO diverso?

Non per il solo fatto di lavorare con un mezzo o a domicilio: se l’attività resta l’affilatura di coltelli e forbici il riferimento resta 95.29.91. Vanno però verificati eventuali adempimenti locali e commerciali.

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