Legge di Bilancio 2027: cosa può cambiare per Partite IVA e forfettario
La Legge di Bilancio 2027 non è ancora approvata e, al 30 settembre 2026, il regime forfettario continua ad applicare le regole oggi vigenti: soglia ordinaria di ricavi o compensi a 85.000 euro e uscita immediata nell'anno in corso se si superano 100.000 euro. Esistono però proposte parlamentari e interlocuzioni politiche che riguardano il 2027, in particolare sull'accesso al forfettario per chi ha anche redditi da lavoro dipendente e sull'ipotesi di elevare la soglia di ricavi.
Questa pagina viene quindi trattata come monitor aggiornato della Manovra 2027: distinguiamo sempre norme già vigenti, disegni di legge presentati e ipotesi ancora da trasformare in norma. È il modo più sicuro per evitare di prendere decisioni fiscali sulla base di anticipazioni che potrebbero cambiare durante l'iter parlamentare.
Legge di Bilancio 2027: cosa è già certo oggi
Al 30 settembre 2026 non esiste ancora una Legge di Bilancio 2027 definitiva. Per chi è in regime forfettario continuano quindi a valere le regole attuali.
- soglia ordinaria di ricavi o compensi: 85.000 euro;
- se si superano 85.000 euro ma non 100.000 euro, il forfettario cessa dall'anno successivo;
- se si superano 100.000 euro, il regime cessa nello stesso anno secondo le regole vigenti;
- per il 2026 il limite dei redditi di lavoro dipendente e assimilati rilevante per la causa ostativa è stato elevato temporaneamente a 35.000 euro.
Il quadro vigente sulla soglia di 85.000 euro e sull'uscita immediata oltre 100.000 euro è richiamato anche nei dossier del Senato della Repubblica.
Il DDL S.2033 del 14 settembre 2026: cosa propone davvero
Il 14 settembre 2026 è stato presentato al Senato il disegno di legge S.2033, dedicato alle condizioni di accesso al regime forfettario. Alla data di questo aggiornamento il provvedimento risulta ancora da assegnare: non è quindi una legge approvata.
La relazione al disegno di legge chiarisce due temi distinti:
- la proposta di rendere più alto, a regime, il limite dei redditi da lavoro dipendente che consente di accedere o restare nel forfettario;
- l'obiettivo politico di arrivare a una soglia di ricavi di 100.000 euro, che però richiede anche un confronto con le regole europee sulla franchigia IVA.
Redditi da lavoro dipendente: la proposta dei 40.000 euro
Il DDL S.2033 propone di portare a 40.000 euro, a regime, il limite dei redditi di lavoro dipendente e assimilati che rileva per la causa ostativa del regime forfettario.
Oggi la disciplina ordinaria prevede 30.000 euro, mentre le Leggi di Bilancio 2025 e 2026 hanno elevato temporaneamente la soglia a 35.000 euro per i rispettivi anni. La proposta dei 40.000 euro non è ancora vigente.
Cosa succede se non viene approvata una nuova soglia per il 2027
Se non intervenisse una nuova norma, il riferimento ordinario tornerebbe alla disciplina strutturale prevista dalla legge, cioè 30.000 euro per i redditi da lavoro dipendente e assimilati, salvo i casi in cui la verifica non è richiesta perché il rapporto di lavoro è cessato.
Per questo chi ha contemporaneamente lavoro dipendente e Partita IVA non dovrebbe considerare già acquisita né la soglia di 35.000 né quella proposta di 40.000 euro per il 2027.
Forfettario a 100.000 euro: perché non è ancora una regola
L'ipotesi di aumentare da 85.000 a 100.000 euro la soglia ordinaria del regime forfettario è tornata nel dibattito del 2026, ma non è oggi una norma vigente per il 2027.
La relazione al DDL S.2033 riferisce che sono state avviate interlocuzioni con l'Unione europea per elevare la soglia. Questo passaggio è rilevante perché il regime forfettario italiano è collegato anche alla franchigia IVA per le piccole imprese.
Il limite europeo della franchigia IVA resta 85.000 euro
L'articolo 284 della disciplina europea sulle piccole imprese stabilisce che la soglia nazionale per la franchigia IVA non può essere superiore a 85.000 euro. Il testo consolidato è disponibile su EUR-Lex.
Questo non significa che una modifica italiana sia impossibile in assoluto, ma significa che non basta cambiare una cifra nella legge nazionale mantenendo invariato tutto il resto: occorre coordinare il nuovo assetto con il quadro IVA europeo.
85.000 e 100.000 euro oggi hanno funzioni diverse
È importante non confondere la soglia ordinaria di accesso/permanenza con la soglia che determina l'uscita immediata.
| Soglia vigente | Effetto attuale |
|---|---|
| Fino a 85.000 € | Possibile permanenza nel forfettario se sono rispettati tutti gli altri requisiti |
| Oltre 85.000 € e fino a 100.000 € | Il regime cessa dall'anno successivo |
| Oltre 100.000 € | Cessazione del forfettario nell'anno stesso secondo la disciplina vigente |
Quindi dire “il limite è già 100.000 euro” è scorretto: oggi 100.000 euro è una soglia di uscita immediata, non la soglia ordinaria del regime.
Scenario 1: la soglia ordinaria resta a 85.000 euro
Se la Legge di Bilancio 2027 non modifica il limite, chi nel 2026 supera 85.000 euro ma resta entro 100.000 dovrà valutare l'uscita dal regime per l'anno successivo secondo le regole vigenti.
In questo scenario è importante non aspettare dicembre per fare i conti: IVA, contabilità e pricing dell'anno successivo possono richiedere preparazione.
Scenario 2: la soglia sale a 100.000 euro
Se venisse approvata una nuova soglia ordinaria a 100.000 euro, bisognerebbe leggere attentamente la norma finale per capire almeno quattro elementi:
- da quale periodo d'imposta si applica;
- come viene coordinata con la franchigia IVA;
- quale nuova soglia determina l'uscita immediata;
- se cambiano altre condizioni di accesso o permanenza.
Finché questi punti non sono definiti in una norma approvata, non è prudente pianificare il 2027 dando per certo il tetto a 100.000 euro.
Esempio: professionista che chiude il 2026 a 92.000 euro
Con le regole oggi vigenti, 92.000 euro superano la soglia ordinaria di 85.000 ma restano sotto 100.000. Questo significa che il trattamento dell'anno di superamento resta diverso dal caso in cui si oltrepassino 100.000 euro, mentre la permanenza nel regime per l'anno successivo deve essere verificata.
Se una futura Legge di Bilancio elevasse realmente la soglia ordinaria, la valutazione potrebbe cambiare. Ma la decisione va presa sul testo finale, non sull'ipotesi.
Esempio: dipendente con 38.000 euro di reddito e Partita IVA
Un contribuente che nel 2026 percepisce 38.000 euro di reddito da lavoro dipendente non può dare per scontato l'accesso al forfettario nel 2027 sulla base del DDL S.2033. La soglia proposta di 40.000 euro non è ancora legge.
Se la norma venisse approvata, il risultato potrebbe cambiare. Se non intervenisse una nuova disposizione, bisognerebbe applicare la soglia effettivamente vigente per il 2027.
Cosa devono fare oggi le Partite IVA vicine a 85.000 euro
- monitorare gli incassi effettivi, non soltanto le fatture emesse;
- distinguere il limite ordinario di 85.000 dalla soglia di 100.000;
- simulare il passaggio al regime ordinario;
- valutare l'effetto dell'IVA sui prezzi e sui contratti;
- aggiornare la previsione di tasse e contributi;
- non rinviare o accelerare artificialmente incassi solo sulla base di indiscrezioni sulla Manovra.
Per approfondire le regole attuali puoi leggere la guida su cosa succede se superi 85.000 o 100.000 euro.
Legge di Bilancio 2027 e lavoro dipendente: cosa monitorare
Per chi ha anche un lavoro dipendente, il punto chiave sarà capire quale soglia verrà effettivamente fissata per il 2027. Le alternative oggi in discussione non hanno lo stesso valore giuridico: 30.000 euro è la soglia strutturale della disciplina, 35.000 euro è stata una misura temporanea per il 2026, 40.000 euro è una proposta contenuta in un disegno di legge.
Come leggere correttamente le notizie sulla Manovra
Durante l'autunno molte misure vengono annunciate, modificate o eliminate. Per capire se una novità è davvero applicabile bisogna verificare in quale fase si trova:
- dichiarazione politica o anticipazione;
- proposta parlamentare;
- disegno di legge assegnato e in esame;
- emendamento approvato;
- testo definitivo approvato dal Parlamento;
- pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ed entrata in vigore.
Questa distinzione è particolarmente importante quando la scelta riguarda fatture, IVA, soglie di permanenza o passaggio di regime.
Questa pagina verrà aggiornata durante l'iter
La Manovra 2027 è un processo in evoluzione. Aggiorneremo questa guida quando arriveranno testi ufficiali che modificano concretamente la posizione delle Partite IVA, indicando sempre data e stato della misura.
Timeline: cosa è successo finora
- 30 dicembre 2025: la Legge di Bilancio 2026 proroga per il 2026 l'innalzamento temporaneo del limite dei redditi da lavoro dipendente a 35.000 euro;
- 14 settembre 2026: viene presentato al Senato il DDL S.2033 sulle condizioni di accesso al regime forfettario;
- 30 settembre 2026: il DDL risulta ancora da assegnare e la soglia ordinaria del forfettario resta 85.000 euro.
Questa sequenza mostra perché è importante distinguere la cronologia politica e parlamentare dall'entrata in vigore effettiva delle norme.
Se sei tra 80.000 e 85.000 euro: cosa preparare adesso
Chi si trova vicino alla soglia ordinaria dovrebbe preparare due scenari paralleli. Nel primo resta nel forfettario; nel secondo entra nel regime ordinario dall'anno successivo. La preparazione serve anche se poi la Manovra dovesse modificare le regole.
- aggiorna il totale degli incassi reali del 2026;
- stima gli incassi ancora attesi entro dicembre;
- simula prezzi e margini con IVA e costi analitici;
- verifica contratti ricorrenti e abbonamenti che proseguono nel 2027;
- prepara una previsione di cassa per imposte e contributi in entrambi gli scenari.
Questo approccio evita di dover riorganizzare tutta l'attività all'ultimo momento.
Se hai lavoro dipendente e Partita IVA
Per chi cumula redditi da lavoro dipendente e attività autonoma il punto da monitorare non è soltanto il fatturato della Partita IVA. Conta anche la soglia prevista dalla causa ostativa sui redditi di lavoro dipendente e assimilati.
Se nel 2026 prevedi un reddito da lavoro dipendente vicino a 30.000, 35.000 o 40.000 euro, conserva una stima aggiornata e verifica la norma definitiva prima di impostare il 2027. Premi, arretrati e aumenti contrattuali possono spostare il reddito effettivo oltre una soglia.
Perché una proposta parlamentare non equivale alla Manovra
Il DDL S.2033 è un'iniziativa parlamentare autonoma. Può proseguire con un proprio iter, essere modificato oppure vedere alcune delle sue proposte riprese in altri provvedimenti. Non coincide automaticamente con il disegno di legge di bilancio.
Per questo una stessa misura può comparire nel dibattito pubblico in più forme senza essere ancora applicabile. Il riferimento operativo diventa il testo approvato e la relativa decorrenza.
Cosa controlleremo nei prossimi aggiornamenti
- eventuale modifica della soglia ordinaria di 85.000 euro;
- eventuale nuova soglia per i redditi da lavoro dipendente;
- coordinamento con la franchigia IVA europea;
- decorrenza delle nuove regole;
- eventuali norme transitorie per chi supera le soglie nel 2026;
- impatto su fatturazione, IVA, contabilità e passaggio di regime.
Domande frequenti
Il forfettario è già salito a 100.000 euro?
No. Al 30 settembre 2026 la soglia ordinaria resta 85.000 euro. I 100.000 euro hanno oggi una funzione diversa: oltre questa soglia il regime cessa nell'anno stesso secondo la disciplina vigente.
Il DDL S.2033 è già legge?
No. È un disegno di legge presentato al Senato il 14 settembre 2026 e, alla data di questo aggiornamento, risulta ancora da assegnare.
Quale soglia per il lavoro dipendente propone il DDL?
La proposta è portare a 40.000 euro, a regime, il limite dei redditi da lavoro dipendente e assimilati rilevante per la causa ostativa.
Perché l'UE è importante per la soglia a 100.000 euro?
Perché l'articolo 284 della disciplina europea sulle piccole imprese fissa a 85.000 euro il tetto della soglia nazionale per la franchigia IVA. Un eventuale nuovo assetto italiano deve quindi essere coordinato con questo quadro.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.