Avviare un e-commerce: cosa fare per essere in regola
Per avviare un e-commerce in regola non basta aprire la Partita IVA. Se vendi beni online in modo abituale stai normalmente esercitando un’attività d’impresa commerciale: vanno quindi coordinati Partita IVA, Registro Imprese, Gestione Commercianti INPS, SCIA al SUAP quando richiesta, PEC/firma digitale e corretta gestione fiscale delle vendite.
Il vecchio contenuto di questa pagina era troppo sintetico e lasciava intendere che bastasse “registrarsi come commerciante online”. Nel 2026 la procedura è più precisa, anche perché con ATECO 2025 non esiste più un unico codice da usare per qualsiasi e-commerce: il codice va scelto in base ai prodotti effettivamente venduti.
E-commerce: quando serve la Partita IVA
Se la vendita online è esercitata in modo abituale e organizzato, la Partita IVA è necessaria anche se all’inizio gli incassi sono bassi. Non esiste una soglia generale di 5.000 euro che permetta di gestire stabilmente un negozio online senza Partita IVA.
Catalogo prodotti, pubblicità, sistemi di pagamento, ordini ripetuti, marketplace, logistica e organizzazione stabile della vendita sono tutti elementi tipici di un’attività commerciale continuativa.
L’e-commerce è normalmente un’impresa commerciale
Chi vende abitualmente beni online opera normalmente come impresa. Questo significa che l’apertura non si esaurisce nel modello fiscale: bisogna iscrivere l’impresa al Registro Imprese e coordinare gli altri adempimenti previsti.
Il portale ufficiale Registro Imprese chiarisce che per una nuova impresa individuale la Comunicazione Unica consente di gestire in un’unica pratica l’attribuzione della Partita IVA, l’iscrizione al Registro Imprese, gli adempimenti INPS, gli eventuali adempimenti INAIL e la SCIA destinata al SUAP.
Puoi consultare la pagina ufficiale del Registro Imprese sull’impresa individuale.
ComUnica: perché non basta il solo modello AA9/12
Per un’attività commerciale esercitata come ditta individuale la procedura tipica passa dalla Comunicazione Unica. Presentare soltanto il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate può essere insufficiente perché resterebbero da gestire Registro Imprese, INPS e gli altri adempimenti dell’impresa.
La ComUnica viene inviata telematicamente al Registro Imprese e può comprendere i modelli destinati ai diversi enti. Per utilizzarla servono normalmente domicilio digitale/PEC e firma digitale del titolare o del soggetto delegato.
SCIA e-commerce: quando serve
Per il commercio elettronico esercitato come attività autonoma va verificata la SCIA presso il SUAP competente. La Tabella A del D.Lgs. 222/2016 inquadra il commercio online tra le forme di vendita a distanza e distingue il settore non alimentare da quello alimentare.
- E-commerce non alimentare autonomo: normalmente SCIA.
- E-commerce alimentare: SCIA unica con componente sanitaria.
- Vendita online accessoria a un’attività già autorizzata: va verificato se serve un titolo aggiuntivo oppure se rientra nell’eccezione prevista.
Per il dettaglio operativo puoi consultare la guida sulla SCIA per e-commerce.
ATECO 2025: non esiste più un unico codice “e-commerce”
Con ATECO 2025 il vecchio approccio “vendo online quindi uso un codice e-commerce generico” non è più corretto. Il codice deve descrivere il tipo di prodotto venduto.
Chi vende abbigliamento, cosmetici, libri, alimenti, articoli per animali o altre categorie deve individuare la voce di commercio al dettaglio coerente con la merce effettivamente commercializzata. Il canale online non sostituisce la classificazione merceologica.
Per la classificazione completa rimandiamo alla guida sulla Partita IVA e-commerce, che tratta ATECO 2025, INPS e regime forfettario.
INPS Commercianti: normalmente è l’inquadramento previdenziale
L’e-commerce esercitato abitualmente come impresa commerciale comporta normalmente l’iscrizione alla Gestione Commercianti INPS. La contribuzione non dipende soltanto dal fatturato: esistono un minimale contributivo e una contribuzione percentuale sul reddito eccedente secondo le regole annuali.
Chi applica il regime forfettario può, se possiede le condizioni previste, valutare il regime previdenziale agevolato con riduzione del 35%. La riduzione non è automatica e va richiesta secondo la disciplina INPS.
Regime forfettario: possibile, ma non sempre è il più conveniente
Un e-commerce può applicare il regime forfettario se rispetta tutti i requisiti previsti. Nel 2026 la soglia ordinaria resta 85.000 euro di ricavi o compensi, mentre il superamento di 100.000 euro produce la fuoriuscita immediata secondo le regole vigenti.
La convenienza, però, non va data per scontata. Un negozio online può avere costi elevati per merce, magazzino, spedizioni, resi, advertising, commissioni dei marketplace, gateway di pagamento e software. Nel forfettario questi costi non vengono dedotti analiticamente: il reddito fiscale viene calcolato applicando il coefficiente di redditività previsto per l’attività.
Vendere illustrazioni: fisico, digitale o servizio?
Nel caso originario della pagina si parla di vendita di illustrazioni. Prima dell’apertura bisogna capire che cosa viene realmente venduto.
- Se vendi stampe, poster o altri beni fisici, sei normalmente nell’ambito del commercio di prodotti.
- Se vendi file digitali scaricabili, il trattamento può essere diverso e richiede anche una verifica IVA specifica, soprattutto con clienti esteri.
- Se realizzi illustrazioni personalizzate su commissione, può prevalere una prestazione professionale o artistica anziché la semplice rivendita di beni.
Questa distinzione incide su ATECO, previdenza, IVA e adempimenti amministrativi. Non conviene quindi aprire una posizione “e-commerce” generica prima di avere definito il modello di vendita.
Fatture, corrispettivi e documentazione delle vendite
Dopo l’avvio devi impostare correttamente la documentazione fiscale delle vendite. Il fatto di utilizzare Shopify, WooCommerce, Etsy, Amazon, eBay o un sito proprietario non sostituisce gli obblighi fiscali italiani.
Vanno distinti almeno vendite B2C, vendite B2B, eventuali fatture richieste dal cliente, corrispettivi e operazioni verso clienti esteri. Anche nel forfettario la fatturazione elettronica e la corretta conservazione dei documenti restano aspetti da organizzare fin dall’inizio.
Vendite in UE: attenzione a IVA e OSS
Se vendi a consumatori di altri Paesi UE, il fatto di essere forfettario in Italia non elimina automaticamente gli obblighi IVA sulle vendite a distanza. Al crescere delle vendite transfrontaliere possono entrare in gioco le regole europee e il regime OSS.
Prima di aprire le spedizioni internazionali conviene quindi verificare dove è localizzata la merce, in quali Paesi vendi e se utilizzi magazzini o programmi logistici esteri come Amazon FBA.
Sito e-commerce: non ci sono solo gli obblighi fiscali
Essere fiscalmente in regola non esaurisce gli obblighi di un negozio online. Il sito deve anche rispettare le regole applicabili alla vendita a distanza: informazioni sul venditore, prezzi, condizioni di vendita, diritto di recesso quando previsto, privacy e cookie.
Questi aspetti sono distinti dalla fiscalità e possono richiedere verifiche legali specifiche, soprattutto se vendi prodotti regolamentati o operi in più Paesi.
Checklist prima di accettare il primo ordine
- Definisci se vendi beni fisici, prodotti digitali o servizi.
- Individua il codice ATECO 2025 corretto in base ai prodotti.
- Apri l’impresa tramite la procedura appropriata e attiva la Partita IVA.
- Iscriviti al Registro Imprese.
- Attiva la posizione INPS Commercianti quando dovuta.
- Presenta la SCIA al SUAP se richiesta.
- Predisponi PEC e firma digitale per le pratiche d’impresa.
- Scegli il regime fiscale dopo una simulazione di margini, costi e contributi.
- Configura fatture, corrispettivi e documentazione dei pagamenti.
- Verifica IVA UE, OSS e vendite estere prima di espandere fuori Italia.
- Controlla condizioni di vendita, recesso, privacy e cookie del sito.
In sintesi
Per avviare un e-commerce in regola devi trattarlo come una vera attività commerciale, non come un semplice sito internet. La procedura tipica comprende Partita IVA, Registro Imprese, Gestione Commercianti INPS e SCIA/SUAP quando prevista, oltre alla corretta gestione fiscale delle vendite.
Prima di aprire conviene definire esattamente cosa venderai e come: ATECO, previdenza, regime fiscale e IVA cambiano molto tra beni fisici, prodotti digitali e prestazioni personalizzate. Il forfettario può essere una soluzione, ma va scelto sui numeri reali dell’e-commerce e non soltanto perché è il regime più semplice.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.