Dipendente full time con attività foto/video e vendita: INPS e costi 2026
Un dipendente full time che vuole aprire una Partita IVA per servizi foto/video e vendita di attrezzatura deve separare almeno tre attività: la prestazione fotografica o video, l’eventuale produzione/post-produzione audiovisiva e la vendita commerciale di beni. Nel 2026 non è corretto presumere che il lavoro dipendente comporti automaticamente l’esonero dai contributi INPS della seconda attività.
Il caso è diverso da quello del fotografo che svolge soltanto prestazioni professionali nel tempo libero. Quando entra anche la vendita di attrezzature, va verificata l’attività commerciale, l’iscrizione al Registro delle Imprese e la possibile Gestione Commercianti. L’INPS richiede, per questa gestione, la partecipazione personale al lavoro aziendale con carattere abituale e prevalente: la presenza di un contratto full time è un elemento importante, ma non sostituisce la verifica concreta.
Dipendente full time e Partita IVA: si può aprire?
In linea generale un dipendente privato può aprire una Partita IVA, salvo incompatibilità contrattuali, clausole di esclusiva, obblighi di non concorrenza o conflitti di interesse. Per i dipendenti pubblici valgono regole specifiche e può essere necessaria un’autorizzazione.
L’apertura della Partita IVA e l’accesso al regime forfettario sono però due verifiche diverse. Puoi essere autorizzato a svolgere la seconda attività e non avere i requisiti per il forfettario, oppure viceversa.
Per il caso in cui la seconda attività sia soltanto fotografica, senza componente commerciale, trovi un approfondimento dedicato al fotografo dipendente con Partita IVA.
Regime forfettario e reddito da lavoro dipendente
Nel 2026 il limite ordinario di ricavi o compensi del regime forfettario è pari a 85.000 € euro. Chi percepisce anche redditi da lavoro dipendente o assimilati deve inoltre verificare la soglia specifica riferita all’anno precedente e l’eventuale cessazione del rapporto di lavoro.
Nel quadro vigente, la soglia dei redditi di lavoro dipendente e assimilati da controllare è 35.000 euro. La verifica va effettuata sul reddito fiscalmente rilevante e non sul netto in busta paga.
Va inoltre controllata la causa ostativa relativa alla prevalenza della fatturazione verso il datore di lavoro attuale o verso soggetti con cui sono intercorsi rapporti di lavoro nei periodi previsti dalla legge.
Servizi foto/video e vendita: un solo codice ATECO?
No, non necessariamente. Servizi fotografici, produzione audiovisiva, post-produzione e commercio di attrezzatura sono attività differenti e possono richiedere più codici ATECO sulla stessa Partita IVA.
| Attività | Codice da verificare |
|---|---|
| Servizi fotografici specializzati | 74.20.19 o altro codice della famiglia 74.20 in base all’attività |
| Produzione di video e contenuti audiovisivi | 59.11.00 |
| Post-produzione e montaggio video | 59.12.00 |
| Vendita di attrezzatura | Codice commerciale coerente con canale e prodotti venduti |
Per la componente video consulta la guida al codice ATECO videomaker; per la fotografia trovi la guida al codice ATECO fotografo.
Vendita di attrezzatura e Camera di Commercio
Se svolgi realmente un’attività commerciale di vendita, va verificata l’iscrizione al Registro delle Imprese e la pratica tramite Comunicazione Unica. L’obbligo non nasce perché sei fotografo o videomaker, ma dalla presenza dell’attività commerciale.
Se la vendita avviene online, può essere utile confrontare anche la disciplina generale del regime forfettario per e-commerce. La vendita occasionale di un bene usato proprio non va però confusa con una vera attività commerciale organizzata e abituale.
Dipendente full time e Gestione Commercianti: l’esonero è automatico?
No. La pagina ufficiale INPS sulla Gestione Commercianti indica tra i requisiti la partecipazione personale al lavoro aziendale con carattere abituale e prevalente. Un rapporto di lavoro dipendente full time può incidere sulla valutazione della prevalenza, ma non autorizza a concludere automaticamente che i contributi commerciali non siano dovuti.
La posizione deve essere valutata tenendo conto di orario del lavoro subordinato, tempo dedicato all’impresa, organizzazione dell’attività commerciale e partecipazione personale. La decisione previdenziale spetta all’INPS sulla base della situazione concreta.
La fonte operativa è la pagina INPS dedicata all’iscrizione alla Gestione Commercianti.
Se l’attività foto/video è professionale: Gestione Separata
Se una parte dell’attività viene esercitata come lavoro autonomo professionale senza cassa previdenziale propria, può essere rilevante la Gestione Separata INPS. Per chi è già assicurato presso un’altra forma previdenziale obbligatoria, come un lavoratore dipendente, nel 2026 l’aliquota di riferimento è il 24%.
In Gestione Separata non esiste il contributo minimale fisso tipico delle gestioni artigiani e commercianti: i contributi vengono calcolati sul reddito previdenziale. Per aliquote e calcolo aggiornato consulta la guida sulla Gestione Separata INPS.
Zero fatturato: quali costi restano?
La risposta cambia completamente in base all’inquadramento. Se l’attività è professionale e rientra nella Gestione Separata, in assenza di reddito non si genera normalmente contribuzione percentuale sul reddito. Se invece l’attività commerciale comporta effettiva iscrizione alla Gestione Commercianti, possono esistere contributi sul minimale anche con reddito basso o nullo.
| Voce | Con zero ricavi/reddito |
|---|---|
| Imposta sostitutiva | Nessuna imposta se non esiste base imponibile |
| Gestione Separata | Nessun contributo percentuale se non esiste reddito imponibile |
| Gestione Commercianti | Il minimale può restare dovuto se sussiste l’obbligo di iscrizione |
| Commercialista/gestione | Può restare un costo annuale anche senza fatturato |
| Camera di Commercio | Possono restare gli adempimenti e i costi collegati all’impresa iscritta |
Per questo la frase “a zero fatturato non paghi nulla” è corretta soltanto in alcuni scenari e non può essere utilizzata come regola generale per una ditta commerciale.
INAIL: è sempre dovuta?
No. L’obbligo INAIL dipende dal tipo di attività svolta e dal rischio assicurabile. Fotografia, produzione video, attività commerciale, laboratorio e lavoro svolto personalmente possono avere configurazioni differenti. La posizione va quindi verificata insieme all’inquadramento dell’impresa e non inserita come costo fisso automatico per qualsiasi Partita IVA foto/video.
Coefficiente di redditività con più attività
Quando eserciti più attività con coefficienti differenti, i ricavi o compensi vanno distinti e ciascuna attività utilizza il proprio coefficiente. Per esempio, il codice 59.11.00 e il 59.12.00 hanno coefficiente 67%, mentre per il 74.20.19 il motore fiscale del sito utilizza 78%. L’attività commerciale può avere un coefficiente diverso ancora.
Il limite del forfettario, invece, non si moltiplica: la soglia di 85.000 € euro va verificata sui ricavi o compensi complessivi delle attività esercitate.
Quanto può costare davvero la seconda attività
Prima di aprire conviene costruire due scenari: uno in cui la parte foto/video resta professionale e uno in cui la componente commerciale rende necessaria l’iscrizione alla Gestione Commercianti. La differenza sui costi fissi può essere molto rilevante.
- imposta sostitutiva 5% o 15% quando dovuta;
- contributi della gestione previdenziale corretta;
- costi camerali se l’attività è d’impresa;
- eventuale INAIL quando dovuta;
- fatturazione elettronica e gestione fiscale;
- software, attrezzatura, assicurazioni e logistica;
- eventuali costi della vendita online o del magazzino.
Errori da evitare
- considerare automatico l’esonero INPS Commercianti perché si è dipendenti full time;
- trattare servizi foto/video e vendita come se fossero una sola attività ATECO;
- confondere il reddito netto in busta paga con la soglia fiscale del forfettario;
- pensare che zero fatturato significhi sempre zero contributi;
- considerare INAIL dovuta in automatico per qualsiasi attività;
- applicare un solo coefficiente di redditività a ricavi provenienti da attività differenti;
- fatturare prevalentemente al datore di lavoro senza verificare la relativa causa ostativa.
Domande frequenti
No. L’INPS verifica i requisiti dell’attività commerciale, compresa la partecipazione personale abituale e prevalente. Il lavoro full time è un elemento rilevante ma non produce da solo un esonero automatico.
Dipende dall’inquadramento. In Gestione Separata la contribuzione è percentuale sul reddito; nelle gestioni Artigiani o Commercianti, se l’iscrizione è dovuta, può restare la contribuzione sul minimale.
Sì, ma possono essere necessari più codici ATECO e vanno verificati separatamente l’inquadramento previdenziale, camerale e i coefficienti di redditività delle diverse attività.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.