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Regime Forfettario

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Regime Forfettario E-commerce

Regime Forfettario E-commerce

Sei un imprenditore e vuoi aprire un’attività e-commerce adottando il regime forfettario? Non sai se è possibile applicarlo al commercio on-line?
Per avviare un e-commerce nel regime forfettario devi conoscere gli aspetti che lo regolamentano.
Oggi trattiamo questo argomento e vediamo di darti tutte le informazioni che ti servono.

Sei pronto per leggere questa guida per un e-commerce in regime forfettario? Occorrono pochi minuti, mettiti comodo e buona lettura.

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Indice argomenti

  • E-commerce nel regime forfettario
    • E-commerce B2C e B2B
    • Vantaggi per il venditore ed i clienti
  • Il regime forfettario per un e-commerce
  • Come aprire un E-commerce in regime forfettario
  • Calcolo imposta sostitutiva
  • I contributi INPS per e-commerce
  • Agevolazioni del regime forfettario
  • Consulente per E-commerce in Regime Forfettario

E-commerce nel regime forfettario

Il regime forfettario, è un regime fiscale agevolato che ti permette di risparmiare sulle tasse.
Puoi applicarlo a qualsiasi attività professionale, artigianale e commerciale svolta individualmente.

E-commerce B2C e B2B

Con l’espressione inglese “e-commerce” ci si riferisce semplicemente al commercio elettronico, che prevede la compravendita di beni e servizi tramite Internet.

A seconda del profilo del cliente si parla di:

  • Business to Consumer (B2C): azienda che vende ad un privato;
  • Business to Business (B2B) azienda che vende a un’altra azienda.

Il successo di questa modalità di commercio è sicuramente la facilità con la quale si possono confrontare i prezzi di più negozi e prodotti contemporaneamente. In questo modo, sarà il cliente a scegliere quelli più adatti e convenienti per le sue esigenze.

Vantaggi per il venditore ed i clienti

L’ e-commerce permette al venditore di  avere un contatto molto più diretto ed immediato con i propri clienti. Inoltre consente di ridurre notevolmente i prezzi da sostenere per la pubblicità e per la commercializzazione dei prodotti.
I vantaggi però sono anche dei clienti, in quanto possono scegliere, direttamente da casa, i prodotti da comprare.

Il regime forfettario per un e-commerce

In regime forfettario esiste un’unica soglia limite di ricavi e compensi pari ad 85.000 € indipendentemente dall’attività esercitata per poter aderire a tale regime.

Se svolgi contemporaneamente più attività con partita Iva, il limite di 85.000 € è riferito alla somma dei ricavi e dei compensi derivante dalle diverse attività esercitate.
Ti ricordiamo che la precedente Legge, lo stabiliva a 65.000 € fino a fine 2022.

Per determinare il reddito imponibile, si dovrà tenere conto del coefficiente di redditività.
La tabella ministeriale, stabilisce che per le attività commerciali il coefficiente di redditività è pari al 40%.
L’ultimo aspetto che devi conoscere è che l’imposta sostitutiva applicata è del 15%, ma se possiedi determinati requisiti si riduce per i primi 5 anni di attività addirittura al 5%.

Vediamo cosa è necessario per poter usufruire dell’aliquota al 5%:

  • non devi aver esercitato, nei 3 anni precedenti un’attività d’impresa o lavoro autonomo;
  • l’attività svolta non deve costituire mera prosecuzione di attività svolta in precedenza come lavoratore dipendente o assimilato.

Come aprire un E-commerce in regime forfettario

Vediamo i passi necessari per aprire un e-commerce nel regime forfettario:

  • apertura della partita Iva;
  • segnalazione d’inizio attività allo sportello SUAP del comune di riferimento (SCIA);
  • iscrizione Camera di Commercio territorialmente competente;
  • eventuale iscrizione INPS commercianti;
  • pagamento diritto camerale di 53 € tramite F24 entro 30 giorni dalla comunicazione di iscrizione alla CCIAA.

Calcolo imposta sostitutiva

Per farti comprendere la convenienza del regime forfettario, facciamo un esempio relativo ad un negozio di ecommerce.
Calcoliamoci l’imposta sostitutiva, ossia le famose tasse da pagare!

Ipotizziamo di aver ricavato 50.000 €
Coefficiente di redditività: 40%
Reddito imponibile: 50.000 € x 40%= 20.000 €
Imposta sostituiva: 20.000 € x 5% = 1.000 €
 
Ti ricordiamo che, dopo il quinto anno, l’aliquota salirà al 15% e quindi l’imposta sostitutiva sarà di 3.000 €.
 

I contributi INPS per e-commerce

Quando apri un e-commerce nel regime forfettario è indispensabile l’iscrizione alla gestione INPS commercianti.
Dovrai pagare una quota fissa annuale che corrisponde a 4.515,43€ da pagare in 4 rate trimestrali di 1.128,86 € .

Applicando il regime forfettario, c’è la possibilità di richiedere la riduzione del 35%.
Per l’anno in corso, le scadenze delle rate trimestrali sono:

18 Maggio, 20 Agosto, 18 Novembre, 16 Febbraio n+1

  • 18 maggio n, relativo al primo trimestre n
  • 20 agosto n, relativo al secondo trimestre n
  • 18 novembre n, relativo al terzo trimestre n
  • 16 febbraio n+1, relativo al quarto trimestre n+1

I dipendenti full time, possono godere dell’esenzione dal pagamento dei contributi INPS commercianti.
Per un lavoratore part time invece, la richiesta di esenzione è subordinata al controllo dell’ufficio INPS territorialmente competente.

Agevolazioni del regime forfettario

Diamo uno sguardo anche alle agevolazioni più importanti previste per il 2024 nel regime forfettario:

  • reddito fino ad 85.000 €
  • imposta sostitutiva con aliquota bassa
  • niente Iva in fattura
  • gestione contabilità più semplice
  • risparmio sul costo del commercialista

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Commenti

  1. Alessio dice

    15 Febbraio 2017 alle 14:31

    Buonasera, sono intensionato ad aprire un e-commerce vendento prodotti in conto vendita per diversi negozi fisico prendendo una parte della vendita.
    In questo caso il ricavo nel regime forfettario e calcolato sull’incasso totale delle vendite o solo sulla mia parte?
    Inoltre ci sono dei minimi annuali ache con incassi zero?

    Rispondi
    • Staff dice

      15 Febbraio 2017 alle 18:37

      Buonasera Alessio, trattandosi di attività di intermediazione tra il venditore e il consumatore finale, nel regime forfettario il limite di fatturato sarà calcolato solamente sulla tua percentuale.
      Indipendentemente dal fatturato, dovranno essere versati i contributi fissi INPS per l’attività commerciale, con la possibilità di richiedere la riduzione del 35%.
      Attenzione se la merce venduta è “usata” non potrà essere applicato il regime forfettario, in quanto per questa attività deve essere applicato un regime speciale Iva, definito “Regime del margine”.
      Cordiali saluti

      Rispondi
  2. Giampiero dice

    15 Maggio 2017 alle 10:32

    Salve, un bell’articolo. Mi permetta di fare qualche domanda a riguardo.
    Io attualmente sono dipendente part-time che non va in conflitto con il settore commerciale ed ho 32 anni , se volessi aprirmi un e-commerce con oggettistica proveniente al di fuori della comunità europea rientro nel regime forfettario? Ho delle agevolazioni essendo già iscritto all’inps da dipendente? Quanto sarebbe il tetto massimo annuale e quanti i versamenti da effettuare il primo anno all’inps?
    Inoltre se acquisto ad esempio 1000€ di merce extraEU (con fattura e tutto in regola) esiste una tabella di quanto mi richiederanno sulle tasse doganali?
    Grazie mille per qualsiasi delucidazione.

    Rispondi
    • Staff dice

      17 Maggio 2017 alle 18:14

      Buonasera Giampiero, ti ringraziamo.
      L’importazione e l’esportazione di beni non precludono l’applicazione del regime forfettario.
      Nel regime forfettario il limite di ricavi annuali per il commercio elettronico è di 50.000€.
      In relazione all’INPS potrebbe essere consentita l’esenzione dei contributi per l’attività di commercio elettronico se il lavoro da dipendente part time supera almeno le 20 ore settimanali. In sostanza il lavoro da dipendente deve essere l’attività prevalente.
      In caso contrario nel regime forfettario è comunque possibile richiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS.
      Con la riduzione i contributi passano da circa 3.600€ annuali a circa 2.400€ annuali, da versare trimestralmente tramite F24.
      Per quanto riguarda le tasse doganali ti consigliamo di visitare il sito dell’Agenzia delle Dogane https://www.agenziadoganemonopoli.gov.it/portale/
      Cordiali Saluti

      Rispondi
  3. Michele dice

    7 Giugno 2017 alle 18:41

    Buonasera,
    articolo molto interessante. È possibile per un lavoratore dipendente e tempo indeterminato RAL di circa 25.000 aprire un’attività di e-commerce parallela alla sua attività?
    In caso affermativo è possibile essere esenti dai contributi INPS?

    Rispondi
    • Staff dice

      8 Giugno 2017 alle 15:14

      Buongiorno Michele, se il reddito da lavoro dipendente è inferiore ai 30.000€ (come nel tuo caso), è possibile aprire un’attività di ecommerce nel regime forfettario.
      Inoltre non sarai obbligato al versamento dei contributi INPS, in quanto già coperto da una posizione contributiva obbligatoria.
      Contatta i nostri consulenti e richiedi un preventivo per le pratiche di apertura partita iva.
      Cordiali Saluti

      Rispondi
  4. Roberto dice

    8 Ottobre 2017 alle 4:39

    Salve mi chiamo Roberto. Innanzitutto vi faccio i complimenti poichè avete scritto un articolo veramente interessante, utile e chiaro (cosa rara da trovare).
    Ecco il mio caso: vorrei aprire un e-commerce per vendere i siti Internet che realizzo; in altre parole, attraverso il sito di e-commerce, il cliente può acquistare diversi moduli (newsletter, mappa Google, modulo contatti etc.) che poi verranno, da me, personalizzati (con logo, testi ed immagini del cliente) ed il sito completo verrà installato sul server del cliente (soprattutto clienti americani). E’ corretto dire che rientro nel campo dell’e-commerce (indiretto) e che quindi l’incasso massimo deve essere di 50.000 euro ?
    Grazie mille per l’eventuale risposta.
    Roberto.

    Rispondi
    • Staff dice

      11 Ottobre 2017 alle 10:25

      Buongiorno Roberto, l’attività proposta meriterebbe un’analisi accurata, in quanto sembrerebbe più simile ad una vera e propria attività artigianale in quanto non si manifesta la compravendita di prodotti.
      In questo caso il limite di ricavi sarebbe di 30.000€.
      Cordiali saluti.

      Rispondi
  5. Totò dice

    29 Dicembre 2017 alle 10:52

    Buongiorno,
    sono un lavoratore dipendente con una ral di circa 29000€, sto valutando di aprire un e-commerce per acquistare e rivendere prodotti alimentari. Se utilizzo il regime forfettario, ma poi l’anno successivo il mio reddito supera i 30000€, cosa succede?
    In alternativa che regime mi conviene utilizzare?
    È necessario fare il corso SAP per acquistare e vendere prodotti alimentari?
    Grazie

    Rispondi
    • Staff dice

      3 Gennaio 2018 alle 17:02

      Buongiorno, ricordiamo che il limite di ricavi per il commercio elettronico è di 50.000€.
      Per mantenere di anno in anno il regime forfettario, è necessario, al 31/12 di ogni anno, rispettare tutti i requisiti di questo regime.
      Pertanto se nel corso dell’anno venisse superato il limite di ricavi di 50.000€, oppure il totale del reddito da lavoratore dipendente superasse la soglia di 30.000€, a partire dall’anno successivo non potrà più essere applicato il forfettario ma sarà necessario applicare il regime ordinario.
      Al momento l’unica alternativa al regime forfettario per l’attività di commercio elettronico, è il regime ordinario.
      Per la vendita di prodotti alimentari è necessario essere in possesso di HACCP e corso ex rec.
      Cordiali saluti

      Rispondi
  6. Alessandro dice

    16 Gennaio 2018 alle 17:41

    Buonasera vorrei aprire un commercio elettronico cioè acquistare attrezzi in Europa esempio Spagna e venderli in Italia in aziende con partita Iva . Attualmente sono disoccupato da anni . Vorrei sapere da voi che mi siete apparsi molto preparati quanto spenderò in un anno tra tasse e tenuta contabile. Io sarei interessato ad aprirla a gennaio .

    Rispondi
    • Staff dice

      16 Gennaio 2018 alle 17:45

      Buonasera Alessandro, se è la tua prima attività imprenditoriale degli ultimi 3 anni i costi che dovrai sostenere sono i seguenti:
      – il 5% di IRPEF, che si versa in sede di dichiarazione dei redditi, quindi aprendo partita Iva nel 2018, pagherai le tasse a Giugno 2019.
      Il 5% di IRPEF si calcola sul 40% dei tuoi ricavi.
      Ricorda che nel regime forfettario non potrai dedurre dal reddito i costi sostenuti per l’attività, ma appunto al totale dei ricavi sarà applicato una percentuale del 40% per determinare il reddito imponibile.
      – l’importo INPS si divide in due parti, i contributi fissi e i contributi in percentuale.
      I contributi fissi sono di 3.600€ all’anno (o 2.400€ con riduzione del 35% per chi applica il regime forfettario).
      Se il tuo reddito imponibile (ricavi x 40%) è inferiore a 15.586€, sei coperto da questi contributi che si versano in 4 rate trimestrali durante l’anno.
      Se il tuo reddito imponibile è superiore a 15.586€, devono essere versati anche I contributi in percentuale, l’aliquota è del 23,64% e si paga in sede di dichiarazione dei redditi ma solo sulla differenza tra reddito imponibile (Ricavi x 40%) e 15.586€.
      – dovrai sostenere anche il diritto camerale annuale, l’importo si versa una volta l’anno in sede di dichiarazione dei redditi, l’importo può variare a seconda della camera di commercio tra i 40 e gli 80 euro.
      Cordiali saluti

      Rispondi
  7. Massimo Cerrutti dice

    16 Febbraio 2018 alle 14:52

    Articolo superlativo, molto interessante!

    quesito:
    Giro di affari sotto i 50000 euro annuali
    -se vendo un prodotto realizzato in Italia e venduto tramite e-commerce in Italia dovro’ venderlo con l iva.
    – se vendo un prodotto realizzato in Italia e venduto tramite e-commerce in un paese EU, dovro’ venderlo non imponibile articolo 41?
    -se vendo un prodotto realizzato in Italia e venduto tramite e-commerce in un paese Extra EU, dovro’ venderlo non imponibile articolo 8?

    Il cliente, esempio cittadino Tedesco riceverà il proprio acquisto in Germania, dopodichè dovra’ lui adempiere al pagamento IVA della nazione dove consuma il prodotto?

    Stessa cosa dovrà farlo il beneficiario di un paese extra EU come la Svizzera, li oltre l IVA dovrà pagare anche i dazi doganali?!

    Grazie per la vostra attenzione

    Rispondi
    • Staff dice

      16 Febbraio 2018 alle 18:30

      Buonasera Massimo, confermiamo che per quanto riguarda la cessione di beni Intra UE si applica quanto riportato nell’articolo 41,comma 2-bis, legge 331/93.
      Mentre per la cessione di beni ExtraUE si applicano le disposizione del DPR 633/72.
      Per quanto riguarda il cittadino tedesco che acquista prodotti dall’Italia, dovrà comportarsi secondo la normativa tedesca. Stessa cosa per il cittadino svizzero.
      Ti avvisiamo che nei prossimi giorni, amplieremo l’articolo con altri contenuti.
      Cordiali saluti

      Rispondi
  8. Giuseppe dice

    4 Febbraio 2019 alle 15:02

    Buonasera, articolo molto interessante, sono un fotografo professionista con regime forfettario, ditta individuale e a tal proposito, se possibile, vorrei chiedere qualora volessi vendere online dal mio sito web beni “astratti” non materiali creati da me come azioni e preset per photoshop, template wordpress piuttosto che foto in formato file, tutorial pdf ecc, come devo essere inquadrato fiscalmente, con la mia situazione attuale ci sarebbero degli ulteriori iter di cui tener conto?
    Vi ringrazio in anticipo.

    Rispondi
    • Staff dice

      6 Febbraio 2019 alle 17:26

      Buonasera Giuseppe, purtroppo la vendita di beni multimediali (e-commerce diretto) è equiparata al commercio elettronico tradizionale.
      Pertanto tale attività necessita di iscrizione in camera di commercio e all’INPS commercianti, come per un tradizionale e-commerce.
      Cordiali saluti

      Rispondi
  9. Giulia dice

    1 Aprile 2019 alle 15:44

    Buonasera, volevo chiedere delle informazioni.
    Se vendo prodotti in dropshipping e la mia attività ha sede in Italia, come viene regolata l’IVA in Italia, UE, ed extra UE? In particolare a privati.
    Inoltre, se faccio acquisti devo sempre dichiarare che sono un forfettario per la fatturazione?
    Da forfettario ho altri obblighi o cose da ricordare per gestire acquisti e vendite?
    Grazie.
    Blog davvero utile!

    Rispondi
    • Staff dice

      2 Aprile 2019 alle 10:41

      Buongiorno Giulia, se applichi il regime forfettario non dovrai preoccuparti dell’Iva sulle tue vendite in quanto sarai esonerata dalla sua applicazione.
      Ai fornitori generalmente non è necessario comunicare di essere nel regime forfettario, le uniche eccezioni sono per i liberi professionisti e per gli acquisti intra UE.
      Ricorda che per le vendite non sei obbligata all’emissione della fattura, a meno che non espressamente richiesta dal cliente. Negli altri casi sarà sufficiente indicare gli incassi nel registro dei corrispettivi.
      Cordiali saluti

      Rispondi
  10. Marco dice

    9 Maggio 2019 alle 19:46

    Buon Giorno, Ottimo Articolo
    non mi è chiaro al 100% il discorso dell’esonero dell’IVA nel caso di un commercio elettronico.
    Se ad esempio acquisto merce fatturata immagino che il costo della merce sia prezzo più IVA, quando vendo invece l’IVA non c’è più, questo vuol dire che non la dovrò dichiarare e versare, ma vuol dire anche che non potrò scaricarla, e quindi recuperare quella che ho pagato acquistando?
    Grazie e cordiali saluti

    Rispondi
    • Staff dice

      10 Maggio 2019 alle 16:30

      Buonasera Marco, confermiamo che è come da te riportato.
      Per i contribuenti nel regime forfettario, in fase di acquisto della merce l’Iva è un costo che non potrà essere recuperato.
      Cordiali saluti

      Rispondi
  11. Hefty dice

    13 Maggio 2019 alle 22:20

    Salve,
    Sono curioso di sapere se è possibile iscriversi al regime forfettario se vendo la merce usata? Sempre via e-commerce.
    Grazie e cordiali saluti

    Rispondi
    • Staff dice

      17 Maggio 2019 alle 10:20

      Buongiorno, a nostro avviso è possibile applicare il regime forfettario anche per la vendita di beni usati.
      Il regime forfettario in questo ambito è precluso nel caso in cui venisse applicato il regime speciale Iva, detto anche regime del margine.
      Cordiali saluti

      Rispondi
  12. Giovanni dice

    28 Maggio 2019 alle 13:19

    Salve, un’impresa nel regime forfettario che vende prodotti digitali (e-commerce diretto) è obbligata ad emettere fattura oppure può in alternativa limitarsi a registrare gli importi degli incassi nel registro dei corrispettivi?
    Grazie

    Rispondi
    • Staff dice

      29 Maggio 2019 alle 11:37

      Buongiorno Giovanni, a nostro avviso, come per l’e-commerce indiretto, anche per l’e-commerce diretto non vi è obbligo di fattura se non espressamente richiesta dal cliente. Rimane l’obbligo di compilazione del registro dei corrispettivi.

      Cordiali saluti

      Rispondi
  13. Claudia dice

    18 Gennaio 2026 alle 8:16

    Che agevolazioni sono previste per e-commerce forfettario?

    Rispondi
    • Team dice

      25 Marzo 2026 alle 12:37

      Per un e-commerce in regime forfettario nel 2026, le agevolazioni principali sono tre. La prima è l’imposta sostitutiva ridotta al 5% per i primi 5 anni (anziché al 15%), a condizione che l’attività sia nuova. La seconda è la riduzione del 35% sui contributi INPS (fissi e variabili), che va richiesta telematicamente e permette di abbattere i costi previdenziali minimi da circa 4.612 € a meno di 3.000 € annui. Infine, l’e-commerce gode di un coefficiente di redditività del 40%, il che significa che le tasse vengono calcolate solo su meno della metà di quanto incassi, semplificando enormemente la gestione contabile senza obbligo di detrazione analitica dei costi.

      Rispondi
  14. Donato dice

    8 Febbraio 2026 alle 12:51

    Come richiedere lo sconto del 35% sui contributi INPS?

    Rispondi
    • Team dice

      8 Febbraio 2026 alle 17:57

      Per richiedere lo sconto del 35% sui contributi INPS (Gestione Artigiani e Commercianti), devi inviare un’apposita comunicazione telematica attraverso il Cassetto Previdenziale sul sito dell’INPS.
      Ecco le regole fondamentali per non perdere l’agevolazione:
      a) Nuove attività: La domanda va presentata con la massima tempestività subito dopo la ricezione del provvedimento di iscrizione all’INPS.
      b) Attività già avviate: Se sei già in attività, devi inviare la richiesta entro il 28 febbraio di ogni anno per usufruirne nell’anno in corso. Se salti la scadenza, dovrai attendere l’anno successivo.
      c) Rinnovo automatico: Una volta ottenuta, la riduzione si applica automaticamente anche agli anni seguenti, a meno che non si perdano i requisiti del regime forfettario o si decida di rinunciare.

      Rispondi
  15. Letizia dice

    13 Febbraio 2026 alle 23:25

    Buongiorno, sto valutando se aprire un e-commerce in regime forfettario. Ho prenotato una consulenza con un vostro esperto per chiedervi alcuni approfondimenti.
    Intanto potete elencarmi che agevolazioni sono previste? Grazie mille!

    Rispondi
    • Team dice

      14 Febbraio 2026 alle 12:31

      Per un e-commerce, il regime forfettario 2026 offre tre agevolazioni principali estremamente vantaggiose:
      1) Tassazione “Start-up” al 5%: Per i primi 5 anni paghi un’imposta sostitutiva ridotta al 5% (invece del 15%), a patto che l’attività sia nuova e non una prosecuzione di una precedente.
      2) Sconto INPS del 35%: Come commerciante, puoi richiedere una riduzione del 35% su tutti i contributi INPS (sia fissi che variabili). È un’agevolazione fondamentale per abbattere i costi fissi iniziali.
      3) No IVA e Semplificazioni: Non devi aggiungere l’IVA ai tuoi prezzi di vendita (rendendoti più competitivo verso i privati) e sei esonerato dalla tenuta delle scritture contabili e dalle dichiarazioni IVA.

      Rispondi
  16. Letizia dice

    15 Febbraio 2026 alle 7:09

    Faccio Dropshipping dalla Cina o UE: devo pagare l’IVA in dogana o ai fornitori?

    Rispondi
    • Team dice

      15 Febbraio 2026 alle 13:07

      In regime forfettario, anche se non addebiti l’IVA in fattura ai tuoi clienti, sei comunque debitore dell’imposta sugli acquisti dall’estero.
      Se acquisti dalla Cina, l’IVA viene pagata in dogana al momento dell’importazione (spesso gestita dal corriere) o tramite il sistema IOSS se il fornitore è registrato. Se invece acquisti da fornitori UE, riceverai una fattura senza IVA che dovrai integrare tu stesso tramite il meccanismo del reverse charge (inversione contabile), versando l’imposta in Italia entro il mese successivo.

      Rispondi
  17. Vincenzo dice

    11 Marzo 2026 alle 9:06

    Ho una partita Iva in regime forfettario per e-commerce e sono dipendente full time. Sono veramente esentato dal pagamento dei contributi INPS?

    Rispondi
    • Team dice

      12 Marzo 2026 alle 12:43

      Sì, se sei un dipendente con contratto a tempo pieno (full-time), sei esentato dal versamento dei contributi fissi e variabili alla Gestione Commercianti INPS per la tua attività e-commerce. Questo perché la tua posizione previdenziale principale è già coperta dai contributi versati dal tuo datore di lavoro.

      Rispondi
  18. Cristina dice

    11 Marzo 2026 alle 9:14

    Qual’è il coefficiente di redditività forfettario per e-commerce?

    Rispondi
    • Team dice

      11 Marzo 2026 alle 12:55

      Il coefficiente di redditività per il commercio elettronico (e-commerce) nel regime forfettario è del 40%.

      Rispondi
  19. Daniele dice

    13 Marzo 2026 alle 0:36

    Ho una partita Iva in regime forfettario e-commerce, il vostro servizio ha dei sovrapprezzi per questa attività?

    Rispondi
    • Team dice

      14 Marzo 2026 alle 12:39

      Il nostro servizio per il regime forfettario e-commerce non prevede alcun sovrapprezzo legato alla tipologia di attività e include la gestione contabile completa e la dichiarazione dei redditi. Tieni però presente che, trattandosi di un’attività commerciale, dovrai aggiungere al budget iniziale il costo per l’iscrizione e il diritto camerale annuo alla Camera di Commercio, oltre ai bolli e alla tassa di concessione governativa.
      Inclusa nel pacchetto troverai comunque la consulenza per richiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS, fondamentale per abbattere i tuoi costi fissi fin dal primo anno.

      Rispondi
  20. Giuseppe dice

    13 Marzo 2026 alle 10:06

    Buongiorno, quanto pagherei di tasse con un fatturato di 60.000 euro? Grazie infinite

    Rispondi
    • Team dice

      13 Marzo 2026 alle 18:05

      Buongiorno! Con un fatturato di 60.000 € nell’e-commerce, il calcolo delle tasse è molto vantaggioso grazie al coefficiente di redditività del 40%. Questo significa che pagherai le imposte solo su un reddito imponibile di 24.000 €. Se la tua attività è una “startup” (aperta da meno di 5 anni), l’imposta sostitutiva è del 5%, quindi pagheresti solo 1.200 € di tasse annuali.
      A questa cifra devi aggiungere i contributi INPS Commercianti, che sono la voce di costo principale. Per il 2026, i contributi fissi obbligatori sono di circa 4.612 € (da pagare anche se non incassi nulla), a cui si somma una quota variabile del 24,48% calcolata solo sulla parte di reddito che eccede il minimale di 18.808 €. Nel tuo caso, avendo un imponibile di 24.000 €, pagheresti circa 1.270 € di contributi eccedenti, per un totale INPS di circa 5.882 €.
      Tuttavia, come forfettario puoi richiedere lo sconto del 35% su tutti i contributi INPS tramite il tuo cassetto previdenziale. Con questa agevolazione, il tuo totale INPS scenderebbe a circa 3.823 €, portando il carico complessivo tra tasse e contributi a poco più di 5.000 € annui. Ricorda però che versare contributi ridotti potrebbe influire sull’anzianità pensionistica se non raggiungi le soglie minime.

      Rispondi
  21. Enea dice

    14 Marzo 2026 alle 0:44

    Vorrei aprire partita Iva per un e-commerce in regime forfettario per la vendita di prodotti di elettronica. Ho letto che è necessaria la SCIA, è corretto?

    Rispondi
    • Team dice

      15 Marzo 2026 alle 12:32

      Sì, è corretto. Per aprire un e-commerce di prodotti elettronici devi presentare la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune dove ha sede l’attività. Trattandosi di commercio, oltre alla partita IVA forfettaria, dovrai iscriverti alla Camera di Commercio (Registro Imprese) e alla Gestione Commercianti INPS.

      Rispondi
  22. Cristian dice

    14 Marzo 2026 alle 11:50

    Buongiorno, per favore voglio capire se mi conviene fare un e-commerce. Se incasso 60.000 euro quanto pagherò di tasse? E di contributi? Grazie

    Rispondi
    • Team dice

      15 Marzo 2026 alle 13:21

      Per un e-commerce in regime forfettario con 60.000 € di incassi, il calcolo si basa sul coefficiente di redditività del 40%. Questo significa che le tasse e i contributi si pagano solo su un “guadagno teorico” di 24.000 €.
      Ecco una stima dei costi che dovrai affrontare:
      – Contributi INPS (Gestione Commercianti): Pagherai circa 4.600 € di contributi fissi (minimali), più una parte variabile se superi il minimale.
      – Imposta Sostitutiva (Tasse): Se è una nuova attività (aliquota al 5%), pagherai circa 1.200 €. Se l’attività è avviata da più di 5 anni (aliquota al 15%), pagherai circa 3.600 €.
      In sintesi, con l’aliquota al 5% e INPS, ti resterebbero in tasca circa 54.200 € (escluse le spese vive di gestione come merce e sito).

      Rispondi
  23. Edoardo dice

    14 Marzo 2026 alle 12:24

    Innanzitutto grazie! Con una partita Iva in regime forfettario per e-commerce, quante tasse pagherei fatturando ad esempio 70.000 euro all’anno?

    Rispondi
    • Team dice

      16 Marzo 2026 alle 12:40

      Su 70.000 € di fatturato e-commerce (coefficiente 40%), il tuo reddito imponibile è 28.000 euro.
      Ecco una stima rapida dei costi (ipotizzando lo sconto INPS del 35%):
      1. Contributi INPS (Gestione Commercianti)
      Contributi fissi (sul minimale): circa 2.997 € (già scontati del 35%).
      Contributi variabili (sull’eccedenza): poiché il tuo reddito di 28.000 € supera il minimale di 18.808 €, pagheresti il 15,91% (aliquota scontata) sulla differenza. Ovvero: (28.000 – 18.808) x 15,91% = circa 1.462 €.
      Totale INPS: circa 4.459 €
      2. Imposta Sostitutiva (Tasse)
      L’imposta si calcola sul reddito (28.000 euro) meno i contributi versati l’anno prima (ipotizziamo 4.000 euro):
      Se sei una “Startup” (5%): pagheresti 1.200 €.
      Se sei a regime standard (15%): pagheresti 3.600 €.
      Su 70.000 euro di incassi, tra tasse e contributi scontati, il tuo esborso totale verso lo Stato sarebbe di circa 5.600 € – 8.000 € all’anno.

      Rispondi
  24. Gustavo dice

    16 Marzo 2026 alle 7:53

    Quante tasse paga un e-commerce in regime forfettario?

    Rispondi
    • Team dice

      16 Marzo 2026 alle 15:54

      Un e-commerce in regime forfettario paga principalmente due tipi di oneri, calcolati non sull’intero fatturato ma su una base imponibile ridotta:
      1) Imposta Sostitutiva: È pari al 5% per i primi 5 anni (se nuova attività) o al 15% negli altri casi. Si applica sul 40% del tuo fatturato (coefficiente di redditività), dopo aver sottratto i contributi INPS versati.
      2) Contributi INPS (Gestione Commercianti): Prevedono una quota fissa di circa 4.612 € annui (per il 2026), pagabili in 4 rate. Se superi i 18.808 € di reddito imponibile, pagherai anche una parte variabile (circa il 24,48% sull’eccedenza).
      L’agevolazione chiave: Puoi richiedere la riduzione del 35% su tutti i contributi INPS (sia fissi che variabili), portando il minimale fisso a circa 3.000 € annui.

      Rispondi
  25. Irene dice

    16 Marzo 2026 alle 16:00

    Voglio aprire una partita Iva in regime forfettario e-commerce, mi serve per forza anche la PEC?

    Rispondi
    • Team dice

      16 Marzo 2026 alle 17:47

      Sì, la PEC (Posta Elettronica Certificata) è obbligatoria per chiunque apra una partita IVA come ditta individuale e-commerce. Essendo un’attività commerciale, hai l’obbligo di iscriverti al Registro delle Imprese, che richiede necessariamente un indirizzo PEC attivo per le comunicazioni ufficiali con la Camera di Commercio e la Pubblica Amministrazione. Ricorda che l’indirizzo deve essere univoco e riconducibile esclusivamente alla tua attività.

      Rispondi
  26. Teresa dice

    16 Marzo 2026 alle 16:20

    Vorrei creare un e-commerce, devo aprire una partita Iva per forza anche con dropshipping? Grazie

    Rispondi
    • Team dice

      16 Marzo 2026 alle 19:00

      Sì, anche per il dropshipping dovrai aprire la Partita IVA. La tua attività consiste nel promuovere e vendere prodotti in modo continuativo e professionale attraverso un portale web sempre attivo, il che esclude la possibilità di ricorrere alla prestazione occasionale.

      Rispondi
  27. Francesca dice

    18 Marzo 2026 alle 10:06

    E’ davvero obbligatorio aprire la partita Iva per fare ecommerce?

    Rispondi
    • Team dice

      19 Marzo 2026 alle 12:00

      L’apertura della Partita IVA è necessaria perché l’e-commerce, essendo un’attività organizzata tramite un sito o un marketplace sempre attivi, viene considerato dal Fisco un esercizio commerciale abituale e continuativo. Non è possibile applicare la prestazione occasionale poiché la vetrina online è accessibile al pubblico 24 ore su 24, configurando una professionalità che prescinde dal volume d’affari o dal limite dei 5.000 €.

      Rispondi

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