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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Agenzia Entrate segnala un errore nella dichiarazione: cosa fare

Se l’Agenzia delle Entrate segnala un errore nella dichiarazione, la prima cosa da fare non è pagare né presentare subito una dichiarazione integrativa: bisogna capire che tipo di segnalazione hai ricevuto e quale dato viene contestato. Una comunicazione di anomalia, una comunicazione di irregolarità e un avviso di accertamento hanno effetti e rimedi diversi.

Prima verifica: che documento ti ha inviato l’Agenzia?

Controlla intestazione, anno d’imposta, numero della comunicazione, importi richiesti e termine indicato. In pratica puoi trovarti davanti a tre situazioni principali: una segnalazione di possibile anomalia, una comunicazione emessa dopo controllo automatico o formale oppure un vero atto di accertamento.

  • Anomalia o invito alla compliance: l’Agenzia mette a disposizione informazioni che sembrano non coerenti con la dichiarazione e consente di verificare o regolarizzare spontaneamente la posizione.
  • Comunicazione di irregolarità: deriva normalmente da controllo automatico o formale della dichiarazione e può contenere somme da pagare oppure dati da chiarire.
  • Avviso di accertamento: è un vero atto impositivo e richiede una gestione diversa, anche per i termini di difesa.

Se hai ricevuto specificamente un avviso bonario, trovi l’approfondimento sulle differenze tra avviso bonario e comunicazione di irregolarità.

Quale errore viene contestato?

Non basta leggere il totale richiesto. Devi ricostruire da quale rigo o dato nasce la differenza: redditi, crediti, ritenute, versamenti F24, detrazioni, deduzioni, contributi o valori riportati da una dichiarazione precedente. Per un contribuente forfettario, per esempio, il controllo può riguardare il quadro LM, gli incassi dichiarati, i contributi previdenziali dedotti o la corrispondenza tra imposta calcolata e versamenti effettuati.

Il controllo automatico può correggere errori materiali e di calcolo, riporti non corretti, crediti esposti in misura superiore a quella risultante dalla dichiarazione e differenze tra quanto dichiarato e quanto effettivamente versato. Questo significa che ricevere una comunicazione non prova da solo che la dichiarazione sia sbagliata: il dato dell’Agenzia può dover essere spiegato o rettificato.

Se l’Agenzia ha ragione: correggere o pagare?

La risposta dipende dalla natura dell’errore. Se la dichiarazione contiene un dato sostanzialmente errato o omesso, può essere necessario presentare una dichiarazione correttiva o integrativa. Se invece il dato dichiarato è corretto ma manca soltanto un versamento, in genere non serve modificare la dichiarazione: va gestito il pagamento secondo lo strumento applicabile.

Per le dichiarazioni 2026, l’Agenzia prevede il modello Redditi correttivo entro il 2 novembre 2026; successivamente si utilizza il modello Redditi integrativo. Nel caso del 730, il 730 integrativo è utilizzabile solo nelle ipotesi ammesse e favorevoli al contribuente. Non va quindi scelta una “integrativa” in modo automatico ogni volta che arriva una segnalazione.

Se la comunicazione arriva dopo un controllo automatico, puoi approfondire quando serve davvero la dichiarazione integrativa dopo un avviso bonario.

Se ritieni che la segnalazione sia sbagliata

Non pagare solo per “chiudere il problema” senza prima verificare. Ricostruisci la dichiarazione e prepara i documenti che dimostrano la correttezza dei dati: ricevute F24, Certificazioni Uniche, fatture, estratti conto, attestazioni dei contributi, dichiarazioni precedenti e ogni documento collegato alla voce contestata.

Per le comunicazioni derivanti dai controlli delle dichiarazioni l’Agenzia mette a disposizione anche il servizio CIVIS, attraverso il quale è possibile fornire chiarimenti e documentazione nei casi previsti. Se l’ufficio riconosce l’errore, la comunicazione può essere rettificata o annullata, in tutto o in parte.

Comunicazione di irregolarità e accertamento non sono la stessa cosa

Una comunicazione di irregolarità è uno strumento che precede l’eventuale riscossione delle somme risultanti dai controlli automatici o formali e consente al contribuente di pagare con le riduzioni previste oppure di fornire chiarimenti. Un avviso di accertamento, invece, è un atto impositivo vero e proprio.

Se il documento ricevuto è già un accertamento, devi controllare immediatamente data di notifica, motivazione e termine per l’eventuale ricorso. In quel caso è più utile seguire la guida su cosa fare dopo aver ricevuto un accertamento fiscale.

Esempio: F24 corretto ma comunicazione con imposta non versata

Supponiamo che la dichiarazione indichi correttamente 4.000 euro di imposta dovuta e che tu abbia già versato l’importo, ma la comunicazione dell’Agenzia lo consideri mancante. In questo caso non avrebbe senso modificare il reddito dichiarato: occorre verificare il modello F24, il codice tributo, l’anno di riferimento, l’addebito bancario e l’eventuale abbinamento non corretto del pagamento.

Se invece scopri che il reddito imponibile era stato calcolato su un importo sbagliato, il problema è dichiarativo e può richiedere una correzione del modello oltre agli eventuali versamenti dovuti.

Checklist prima di rispondere all’Agenzia

  • identifica con precisione il tipo di comunicazione o atto;
  • annota data di ricezione e termine indicato;
  • individua il rigo o il dato da cui nasce la differenza;
  • confronta dichiarazione, F24, CU, fatture e documenti dell’anno;
  • stabilisci se l’errore è tuo, dell’intermediario o deriva dai dati utilizzati dall’Agenzia;
  • decidi se serve una dichiarazione correttiva/integrativa, un pagamento o una richiesta di rettifica;
  • conserva ricevute e documentazione della risposta inviata.

Fonti ufficiali

Domande frequenti

Se l’Agenzia segnala un errore devo pagare subito?

No. Prima devi verificare che tipo di comunicazione hai ricevuto e se l’addebito è corretto. Se non lo è, puoi fornire chiarimenti e documentazione attraverso i canali previsti.

Una comunicazione di irregolarità è già un accertamento?

No. La comunicazione derivante da controllo automatico o formale non coincide con un avviso di accertamento. Consente di regolarizzare le somme oppure di chiarire perché l’addebito è infondato.

Devo presentare sempre una dichiarazione integrativa?

No. L’integrativa serve quando deve essere corretto il contenuto della dichiarazione. Se, per esempio, la dichiarazione è corretta e il problema riguarda l’abbinamento di un F24 già pagato, occorre gestire il versamento e la comunicazione, non modificare inutilmente il reddito dichiarato.

Come dimostro che la comunicazione dell’Agenzia è sbagliata?

Devi produrre i documenti collegati alla differenza contestata, come F24, CU, fatture, estratti conto, attestazioni contributive o dichiarazioni precedenti. La prova dipende dal tipo di errore segnalato.

Posso usare CIVIS per rispondere?

Per molte comunicazioni derivanti dai controlli delle dichiarazioni è possibile utilizzare CIVIS per chiedere assistenza, fornire chiarimenti e trasmettere la documentazione prevista.

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