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CONSULENZE FORFETTARIO

Agenzia Entrate segnala un errore nella dichiarazione: cosa fare

Se l’Agenzia delle Entrate segnala un errore nella dichiarazione, la prima cosa da fare non è pagare né presentare subito una dichiarazione integrativa: bisogna capire che tipo di segnalazione hai ricevuto e quale dato viene contestato. Una comunicazione di anomalia, una comunicazione di irregolarità e un avviso di accertamento hanno effetti e rimedi diversi.

Prima verifica: che documento ti ha inviato l’Agenzia?

Controlla intestazione, anno d’imposta, numero della comunicazione, importi richiesti e termine indicato. In pratica puoi trovarti davanti a tre situazioni principali: una segnalazione di possibile anomalia, una comunicazione emessa dopo controllo automatico o formale oppure un vero atto di accertamento.

  • Anomalia o invito alla compliance: l’Agenzia mette a disposizione informazioni che sembrano non coerenti con la dichiarazione e consente di verificare o regolarizzare spontaneamente la posizione.
  • Comunicazione di irregolarità: deriva normalmente da controllo automatico o formale della dichiarazione e può contenere somme da pagare oppure dati da chiarire.
  • Avviso di accertamento: è un vero atto impositivo e richiede una gestione diversa, anche per i termini di difesa.

Se hai ricevuto specificamente un avviso bonario, trovi l’approfondimento sulle differenze tra avviso bonario e comunicazione di irregolarità.

Tabella: che tipo di segnalazione ha inviato l'Agenzia?

Documento ricevutoChe cosa significaPrima azione
Lettera di complianceSegnalazione di possibile anomaliaVerifica dati e valuta chiarimenti o regolarizzazione
Controllo automatico (36-bis)Differenze di calcolo, crediti o versamentiConfronta dichiarazione e F24; CIVIS se serve
Controllo formale (36-ter)Verifica documentale di detrazioni e deduzioniInvia i documenti richiesti nei termini
Avviso di accertamentoContestazione impositiva con regole proprieControlla notifica, motivazione e termini di difesa

Il servizio informativo dell'Agenzia delle Entrate sui controlli distingue il controllo automatico previsto dall'articolo 36-bis del DPR 600/1973 dal controllo formale dell'articolo 36-ter. Nel controllo automatico contano gli incroci di dichiarazioni, crediti e pagamenti; in quello formale vengono richieste prove documentali, per esempio spese detraibili o deducibili.

Quale errore viene contestato?

Non basta leggere il totale richiesto. Devi ricostruire da quale rigo o dato nasce la differenza: redditi, crediti, ritenute, versamenti F24, detrazioni, deduzioni, contributi o valori riportati da una dichiarazione precedente. Per un contribuente forfettario, per esempio, il controllo può riguardare il quadro LM, gli incassi dichiarati, i contributi previdenziali dedotti o la corrispondenza tra imposta calcolata e versamenti effettuati.

Il controllo automatico può correggere errori materiali e di calcolo, riporti non corretti, crediti esposti in misura superiore a quella risultante dalla dichiarazione e differenze tra quanto dichiarato e quanto effettivamente versato. Questo significa che ricevere una comunicazione non prova da solo che la dichiarazione sia sbagliata: il dato dell’Agenzia può dover essere spiegato o rettificato.

Se l’Agenzia ha ragione: correggere o pagare?

La risposta dipende dalla natura dell’errore. Se la dichiarazione contiene un dato sostanzialmente errato o omesso, può essere necessario presentare una dichiarazione correttiva o integrativa. Se invece il dato dichiarato è corretto ma manca soltanto un versamento, in genere non serve modificare la dichiarazione: va gestito il pagamento secondo lo strumento applicabile.

Per il modello Redditi Persone fisiche 2026 (redditi 2025), il termine per presentare una correttiva nei termini è il 2 novembre 2026, perché il 31 ottobre cade di sabato. Dopo tale data, se la dichiarazione originale è validamente presentata, si utilizza una dichiarazione integrativa nei casi e nei termini consentiti. Il portale ufficiale Redditi correttivo/integrativo conferma il passaggio. La scadenza non deve essere confusa con quella di un avviso già notificato, che segue un procedimento proprio.

Se la comunicazione arriva dopo un controllo automatico, puoi approfondire quando serve davvero la dichiarazione integrativa dopo un avviso bonario.

730, Redditi correttivo o integrativo: quale modello serve?

Per chi ha presentato il 730/2026, il termine per un 730 integrativo tramite CAF o professionista era il 26 ottobre 2026, nelle ipotesi ammesse di maggiore credito, minor debito o imposta invariata. Il calendario della precompilata 2026 riporta anche la possibilità di usare Redditi correttivo entro il 2 novembre 2026. Non ogni errore del 730 si corregge con lo stesso modello.

Per un titolare di Partita IVA in regime forfettario il riferimento dichiarativo è normalmente Redditi PF, con quadro LM per il reddito dell'attività e, nei casi previsti, altri quadri come RR per la previdenza. La scelta fra correttiva e integrativa dipende dalla data della dichiarazione da sistemare e dall'effetto del nuovo calcolo. Se emergono maggiori imposte, vanno valutati versamento e ravvedimento; se emerge un credito, occorre verificarne l'utilizzo o la richiesta di rimborso.

Se hai scoperto un errore senza aver ricevuto alcuna comunicazione, segui l'approfondimento su quando correggere una dichiarazione nel forfettario. Questa guida resta dedicata alla risposta alla segnalazione dell'Agenzia.

Se ritieni che la segnalazione sia sbagliata

Non pagare solo per “chiudere il problema” senza prima verificare. Ricostruisci la dichiarazione e prepara i documenti che dimostrano la correttezza dei dati: ricevute F24, Certificazioni Uniche, fatture, estratti conto, attestazioni dei contributi, dichiarazioni precedenti e ogni documento collegato alla voce contestata.

Per le comunicazioni derivanti dai controlli delle dichiarazioni l’Agenzia mette a disposizione anche il servizio CIVIS, attraverso il quale è possibile fornire chiarimenti e documentazione nei casi previsti. Se l’ufficio riconosce l’errore, la comunicazione può essere rettificata o annullata, in tutto o in parte.

Come rispondere con CIVIS alla segnalazione dell'Agenzia

Se ricevi una comunicazione di irregolarità e i dati non coincidono con le tue prove, accedi all'area riservata con SPID, CIE o CNS e cerca il servizio CIVIS – Assistenza comunicazioni e cartelle. Per il controllo formale è disponibile il distinto servizio di assistenza dedicato, che permette anche l'invio della documentazione richiesta. Il catalogo dei servizi dell'Agenzia distingue le due funzioni.

Nella risposta indica numero della comunicazione o codice atto, anno, rigo, importo contestato, spiegazione e documenti di prova. Se per esempio è stato ignorato un F24 da 1.500 euro, allega quietanza e riferimenti del tributo e dell'anno, non soltanto uno screenshot del modello compilato. Se il sistema richiede allegati tramite un canale distinto, segui le istruzioni del servizio e conserva il protocollo.

La presentazione di una richiesta di assistenza non deve essere considerata automaticamente una sospensione generale dei termini. Controlla lo stato della pratica, eventuale ricalcolo comunicato dall'ufficio e data entro cui agire. Se l'Agenzia rettifica in tutto o in parte la richiesta, conserva l'esito e la nuova comunicazione, evitando di utilizzare importi o codici atto superati.

Quanto tempo hai per rispondere a una comunicazione di irregolarità?

Per le comunicazioni elaborate dal 1° gennaio 2025 dopo i controlli delle dichiarazioni, il termine ordinario di pagamento con le agevolazioni previste è di 60 giorni dal ricevimento. Nel caso dell'avviso telematico reso disponibile all'intermediario che ha accettato la ricezione, il termine previsto è invece di 90 giorni dalla messa a disposizione. La guida istituzionale sulle comunicazioni di irregolarità indica anche la possibilità di rateizzazione fino a 20 rate trimestrali nei casi previsti.

Non applicare i 60 giorni a qualsiasi documento chiamato genericamente «lettera dell'Agenzia»: una comunicazione di compliance e un avviso di accertamento seguono regole differenti. Individua quindi la natura dell'atto e conserva la data di ricezione o quella dell'invio telematico all'intermediario. Prima di pagare con il modello allegato verifica se l'importo richiesto è davvero dovuto.

Esempio nel forfettario: quadro LM o contributi non riconosciuti

Un contribuente ha indicato nel quadro LM ricavi per 38.000 euro e contributi previdenziali deducibili secondo le regole applicabili. Se la comunicazione contesta un importo diverso, la verifica deve partire dai dati di incasso, dalle certificazioni e dai versamenti contributivi. Se la dichiarazione era corretta ma un pagamento non è stato abbinato, non serve cambiarne il reddito: occorre dimostrare il versamento o correggerne l'imputazione.

Se invece il reddito o i contributi sono stati indicati male, dopo aver ricostruito il calcolo potrebbe servire una correttiva o integrativa. Le modalità di modifica dopo una comunicazione sono approfondite nella guida dichiarazione integrativa dopo il controllo automatico. L'obiettivo qui è individuare il problema prima di scegliere la procedura.

Comunicazione di irregolarità e accertamento non sono la stessa cosa

Una comunicazione di irregolarità è uno strumento che precede l’eventuale riscossione delle somme risultanti dai controlli automatici o formali e consente al contribuente di pagare con le riduzioni previste oppure di fornire chiarimenti. Un avviso di accertamento, invece, è un atto impositivo vero e proprio.

Se il documento ricevuto è già un accertamento, devi controllare immediatamente data di notifica, motivazione e termine per l’eventuale ricorso. In quel caso è più utile seguire la guida su cosa fare dopo aver ricevuto un accertamento fiscale.

Esempio: F24 corretto ma comunicazione con imposta non versata

Supponiamo che la dichiarazione indichi correttamente 4.000 euro di imposta dovuta e che tu abbia già versato l’importo, ma la comunicazione dell’Agenzia lo consideri mancante. In questo caso non avrebbe senso modificare il reddito dichiarato: occorre verificare il modello F24, il codice tributo, l’anno di riferimento, l’addebito bancario e l’eventuale abbinamento non corretto del pagamento.

Se invece scopri che il reddito imponibile era stato calcolato su un importo sbagliato, il problema è dichiarativo e può richiedere una correzione del modello oltre agli eventuali versamenti dovuti.

Checklist prima di rispondere all’Agenzia

  • identifica con precisione il tipo di comunicazione o atto;
  • annota data di ricezione e termine indicato;
  • individua il rigo o il dato da cui nasce la differenza;
  • confronta dichiarazione, F24, CU, fatture e documenti dell’anno;
  • stabilisci se l’errore è tuo, dell’intermediario o deriva dai dati utilizzati dall’Agenzia;
  • decidi se serve una dichiarazione correttiva/integrativa, un pagamento o una richiesta di rettifica;
  • conserva ricevute e documentazione della risposta inviata.

Fonti ufficiali

Domande frequenti

Se l'Agenzia delle Entrate segnala un errore devo pagare subito?

No. Individua il tipo di comunicazione, il periodo e la differenza contestata. Se il dato è errato, prepara le prove e usa l'assistenza prevista, rispettando i termini dell'atto.

Una lettera di compliance è già un avviso bonario?

No. È una segnalazione di possibile anomalia, da verificare. La comunicazione di irregolarità deriva invece da un controllo automatico o formale, con conseguenze e termini differenti.

Quanto tempo ho per pagare una comunicazione di irregolarità?

Per comunicazioni dei controlli elaborate dal 1° gennaio 2025 il termine ordinario è di 60 giorni dal ricevimento; nei casi previsti di avviso telematico all'intermediario è di 90 giorni dalla messa a disposizione.

Come posso rispondere con CIVIS a un errore nella dichiarazione?

Cerca nell'area riservata dell'Agenzia il servizio CIVIS – Assistenza comunicazioni e cartelle o quello per controllo formale, secondo l'atto. Indica gli estremi e allega la documentazione richiesta.

Fino a quando si può inviare Redditi correttivo 2026?

Per Redditi PF 2026 il termine della correttiva nei termini è il 2 novembre 2026. Successivamente, se sussistono i presupposti, si utilizza una dichiarazione integrativa.

Devo presentare un'integrativa se l'Agenzia non trova un F24 già pagato?

Non automaticamente. Se la dichiarazione è corretta, recupera la quietanza e verifica l'imputazione del versamento; la correzione della dichiarazione serve solo se è errato il suo contenuto.

Un avviso di accertamento è uguale a una comunicazione di irregolarità?

No. L'avviso di accertamento è un atto impositivo con propri termini e rimedi. Non si tratta con le stesse procedure o scadenze dell'avviso bonario.

Quali documenti servono per contestare un errore nel quadro LM?

Dichiarazione e ricevuta telematica, prospetto di calcolo, fatture, documentazione degli incassi, contributi previdenziali pagati e F24 pertinenti alla differenza contestata.

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