Avviso bonario e comunicazione di irregolarità: differenze e cosa fare
“Avviso bonario” e “comunicazione di irregolarità” nella pratica indicano spesso lo stesso tipo di comunicazione con cui l’Agenzia delle Entrate segnala un’anomalia emersa dai controlli automatici o formali. Non è un avviso di accertamento: serve a permettere al contribuente di verificare i dati, fornire chiarimenti oppure pagare con le riduzioni previste prima che la posizione prosegua verso la riscossione.
La domanda di Monica
Monica da Peccioli: ho ricevuto una comunicazione dall’Agenzia delle Entrate, ma non mi è chiaro se si tratta di un avviso bonario o di una comunicazione di irregolarità. Sono la stessa cosa? Cosa cambia in termini di conseguenze e scadenze?
Questa risposta fa parte dell’archivio delle consulenze fiscali. Se invece vuoi capire come si colloca questo documento rispetto agli altri atti, puoi leggere anche la guida sulla differenza tra avviso bonario, accertamento e cartella.
Cos’è la comunicazione di irregolarità?
È la comunicazione che può seguire i controlli sulla dichiarazione. Il controllo automatico, previsto dall’articolo 36-bis del DPR 600/1973 per le imposte sui redditi e dall’articolo 54-bis del DPR 633/1972 per l’IVA, verifica soprattutto calcoli, versamenti, crediti e coerenza dei dati disponibili. Il controllo formale dell’articolo 36-ter verifica invece determinati dati dichiarati confrontandoli con la documentazione e le informazioni di altri soggetti.
La guida dell’Agenzia delle Entrate sui controlli delle dichiarazioni conferma che le comunicazioni di irregolarità permettono di pagare le somme richieste con sanzioni ridotte oppure di spiegare perché l’addebito è infondato.
Che cos’è allora l’avviso bonario?
“Avviso bonario” è soprattutto un’espressione d’uso comune. Nella pratica viene utilizzata per indicare molte comunicazioni di irregolarità o di esito del controllo, perché arrivano in una fase amministrativa nella quale il contribuente può ancora interloquire con l’Agenzia e, quando dovuto, beneficiare delle riduzioni previste.
Non è quindi corretto immaginare sempre una sequenza obbligatoria “prima comunicazione di irregolarità, poi avviso bonario”: spesso i due nomi descrivono lo stesso passaggio.
Controllo automatico e controllo formale: cosa cambia?
| Controllo | Cosa verifica soprattutto | Cosa può chiedere |
|---|---|---|
| Automatico | Calcoli, versamenti, crediti, riporto eccedenze e dati già disponibili | Pagamento o chiarimenti sull’anomalia rilevata |
| Formale | Coerenza tra dati dichiarati e documentazione | Documenti e chiarimenti su detrazioni, deduzioni, ritenute e altri elementi |
Questa distinzione è importante perché cambiano il tipo di verifica, la documentazione da produrre e le regole applicabili alla definizione delle somme.
La comunicazione è già un avviso di accertamento?
No. L’Agenzia chiarisce che le comunicazioni derivanti dai controlli automatici e formali hanno la funzione di rendere noti gli esiti e consentire la regolarizzazione o il confronto con l’ufficio prima della fase successiva della riscossione. L’avviso di accertamento è invece un atto impositivo distinto, normalmente collegato a controlli sostanziali più ampi.
Quanto tempo hai nel 2026?
Per le comunicazioni elaborate dal 1° gennaio 2025, il termine ordinario per pagare le somme dovute e beneficiare della riduzione prevista è stato portato a 60 giorni. Per l’avviso telematico reso disponibile all’intermediario che ha trasmesso la dichiarazione il termine è più ampio secondo la disciplina applicabile.
La modifica è stata riepilogata da FiscoOggi, rivista ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Poiché termini e riduzioni dipendono anche dalla data di elaborazione e dalla violazione, fa sempre fede il documento ricevuto e la normativa applicabile al caso concreto.
Se sei d’accordo con il calcolo
Puoi pagare le somme richieste entro il termine indicato nella comunicazione, usufruendo della riduzione delle sanzioni prevista per quel tipo di controllo. Le somme possono inoltre essere rateizzate secondo la disciplina vigente. Prima del pagamento conviene verificare codice atto, importi, interessi e modello F24 allegato o generato dai servizi dell’Agenzia.
Se non sei d’accordo: CIVIS e documenti
Non devi pagare automaticamente un importo che ritieni errato. Per molte comunicazioni puoi utilizzare CIVIS, rivolgerti all’ufficio o trasmettere i documenti richiesti. Se l’Agenzia riconosce l’errore, la comunicazione può essere rettificata o annullata in tutto o in parte.
Conserva sempre dichiarazione, F24, ricevute, Certificazioni Uniche e ogni documento che dimostri la correttezza del dato contestato.
Cosa succede se ignori la comunicazione?
Se non paghi e non fornisci elementi utili entro i termini, perdi il beneficio collegato alla definizione della comunicazione e la posizione può proseguire verso la riscossione. Se il problema è semplicemente che l’avviso bonario non è stato pagato, trovi il caso specifico nella guida su cosa succede dopo un avviso bonario non pagato.
Come capire quale documento hai ricevuto
- controlla l’intestazione e la norma richiamata;
- verifica se deriva da controllo automatico o formale;
- leggi separatamente imposta, interessi e sanzioni;
- controlla il termine indicato per pagamento o chiarimenti;
- verifica se è presente un codice atto;
- controlla se sono indicati CIVIS o altri canali di assistenza;
- non confonderla con una lettera di compliance o con un avviso di accertamento.
Domande frequenti
Nella pratica l’espressione avviso bonario viene comunemente usata per indicare molte comunicazioni di irregolarità emesse dopo i controlli automatici o formali. Non va quindi considerato sempre come un atto successivo e distinto.
Sì. La comunicazione serve proprio anche a consentire al contribuente di fornire chiarimenti e documenti all’Agenzia attraverso i canali previsti, come CIVIS quando disponibile, prima delle eventuali fasi successive.
Per le comunicazioni elaborate dal 1° gennaio 2025 il termine ordinario è stato esteso a 60 giorni. Va comunque verificata la data e il tipo di comunicazione ricevuta, perché possono applicarsi regole specifiche.
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