Un commercialista per sarto deve distinguere bene sartoria su misura, riparazioni e vendita di capi. Sono attività vicine ma fiscalmente non identiche. Per ATECO 2025 la sartoria su misura utilizza il codice 14.21.20, mentre riparazioni, orli e modifiche di abbigliamento rientrano nel 95.29.30.
Per entrambe queste attività il coefficiente di redditività nel regime forfettario è normalmente del 67%. La sartoria individuale in cui il titolare svolge personalmente il lavoro manuale è inoltre, di regola, un’impresa artigiana con iscrizione alla Gestione Artigiani INPS.
Cosa deve controllare un commercialista per sarto
- ATECO 14.21.20 per sartoria su misura;
- ATECO 95.29.30 per riparazioni e modifiche;
- eventuale attività commerciale di vendita;
- regime forfettario o ordinario;
- coefficiente di redditività del 67% per sartoria/riparazioni;
- Gestione Artigiani INPS;
- riduzione contributiva del 35% quando applicabile;
- INAIL e laboratorio;
- materiali, tessuti e margine reale;
- acconti e saldo dei lavori su misura;
- vendita online o e-commerce;
- eventuali dipendenti o apprendisti.
ATECO 14.21.20 per la sartoria su misura
Il codice 14.21.20 – Sartoria e confezione su misura di abbigliamento esterno è il riferimento ATECO 2025 per chi realizza capi personalizzati sulle misure del cliente, compresi abiti da sposa, da cerimonia e da sera.
La classificazione ufficiale ATECO 2025 di ISTAT include espressamente la sartoria su misura. RF ha già una guida completa sulla Partita IVA del sarto e una scheda dedicata al codice ATECO 14.21.20.
ATECO 95.29.30 per riparazioni e modifiche
Chi svolge soprattutto orli, restringimenti, allargamenti, sostituzione di cerniere, modifiche e riparazioni su capi già confezionati deve verificare il codice 95.29.30 – Riparazione e modifica di articoli di abbigliamento.
ATECO 2025 cita espressamente anche i servizi rapidi di modifica, come la realizzazione di orli. RF ha una scheda dedicata al codice 95.29.30.
Sartoria e riparazioni insieme
Molte sartorie svolgono entrambe le attività. In questo caso il commercialista deve individuare quella economicamente prevalente e valutare un codice secondario per l’altra quando è abituale e autonoma.
La scelta non dipende dall’insegna o dal nome commerciale dell’atelier, ma da ciò che viene realmente fatturato e dalla composizione dei ricavi.
Sarto e fashion designer: attività diverse
Il sarto realizza o modifica fisicamente i capi. Il fashion designer svolge invece attività creativa di progettazione e design. Se una stessa persona progetta collezioni per clienti e realizza anche capi su misura, le due attività vanno distinte.
RF ha già una guida separata sul commercialista per fashion designer, proprio per evitare sovrapposizioni tra design, sartoria e vendita.
Regime forfettario: coefficiente 67%
Sia il 14.21.20 sia il 95.29.30 hanno coefficiente di redditività del 67%. Con 40.000 euro di ricavi, il reddito forfettario lordo è quindi pari a 26.800 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori.
Il restante 33% rappresenta i costi riconosciuti in via forfettaria. Tessuti, fodere, filati, bottoni, cerniere, macchine da cucire, ferro da stiro professionale, affitto e utenze non vengono dedotti uno per uno.
INPS Artigiani nel 2026
La sartoria individuale in cui il titolare partecipa personalmente e abitualmente al lavoro rientra normalmente nella Gestione Artigiani INPS.
Nel 2026 l’aliquota IVS ordinaria per gli artigiani è del 24% e il minimale reddituale è pari a 18.808 euro, secondo la circolare INPS n. 14/2026. RF approfondisce questi aspetti nella guida su INPS Artigiani e Commercianti.
Riduzione INPS del 35%
Il sarto artigiano che applica il forfettario può verificare l’accesso al regime contributivo agevolato con riduzione del 35% della contribuzione dovuta.
La riduzione non è automatica e va richiesta secondo le modalità INPS. Il commercialista dovrebbe valutarne l’effetto anche sulla futura copertura previdenziale, non solo sul risparmio immediato.
INAIL e sicurezza del laboratorio
Macchine da cucire, taglierine, ferri da stiro professionali, attrezzature elettriche e movimentazione dei materiali rendono opportuno verificare correttamente la posizione INAIL e gli obblighi di sicurezza.
Con dipendenti o apprendisti gli adempimenti aumentano e devono essere coordinati con l’organizzazione reale dell’atelier.
Materiali e margine reale dell’atelier
Il vero punto critico della sartoria è spesso il costo dei materiali. Un abito su misura da 1.500 euro può avere margini molto diversi in base a tessuto, fodera, accessori, numero di prove e ore di lavorazione.
Il commercialista dovrebbe quindi invitare il sarto a separare nel preventivo almeno manodopera, materiali, lavorazioni esterne e modifiche successive, così da misurare il margine reale di ogni commessa.
Quando il forfettario può essere poco conveniente
Il coefficiente del 67% presume costi pari al 33% dei ricavi. Se tessuti di pregio, affitto, personale, macchinari, energia e lavorazioni esterne superano stabilmente questa percentuale, il regime forfettario può diventare meno conveniente.
In questi casi il commercialista dovrebbe simulare anche il regime ordinario, considerando la deducibilità dei costi e la possibilità di detrarre l’IVA sugli acquisti.
Vendita di capi pronti e accessori
Se l’atelier vende stabilmente capi pronti, accessori, tessuti o prodotti acquistati per la rivendita, entra in gioco anche una componente commerciale. Non è corretto considerare automaticamente tutta la vendita assorbita dal codice della sartoria.
Il commercialista deve verificare codice ATECO commerciale, corretta attribuzione dei ricavi e possibile differenza di coefficiente forfettario tra produzione sartoriale e commercio.
E-commerce e vendita online
Vendere online capi realizzati in atelier non cambia automaticamente la natura dell’attività artigiana, ma può aggiungere adempimenti commerciali quando l’e-commerce diventa una vera linea autonoma di business.
Il commercialista dovrebbe distinguere capi realizzati su ordinazione, collezioni proprie standardizzate e prodotti acquistati da terzi per la rivendita, perché il trattamento fiscale e amministrativo può cambiare.
Acconti, prove e saldo del capo su misura
Per gli abiti su misura è normale richiedere un acconto per tessuti e avvio della lavorazione, seguito dal saldo alla consegna. Nel forfettario rileva il principio di cassa, quindi conta il momento effettivo dell’incasso.
Il preventivo dovrebbe indicare chiaramente numero di prove comprese, materiali scelti, variazioni richieste dal cliente, acconto e condizioni del saldo.
Lavorare da casa
Una sartoria può essere organizzata anche in un locale dell’abitazione, ma questo non elimina gli obblighi fiscali e previdenziali. Devono essere verificate compatibilità del locale, regole comunali e condominiali, ricevimento del pubblico ed eventuale vendita diretta.
Un piccolo laboratorio senza accesso del pubblico può avere esigenze amministrative diverse da un atelier con vetrina, insegna e vendita al dettaglio.
Abiti da sposa e cerimonia
La confezione su misura di abiti da sposa, da cerimonia e da sera rientra espressamente nel 14.21.20. Sono però lavorazioni che possono richiedere molti materiali, prove, ore di manodopera e anticipazioni economiche.
Per queste commesse il controllo del margine è particolarmente importante: un prezzo elevato non significa necessariamente un utile elevato se tessuti e lavorazioni esterne assorbono una quota significativa del ricavo.
Dipendenti, apprendisti e collaboratori
Un atelier può crescere inserendo apprendisti, dipendenti o collaboratori specializzati. Oltre agli adempimenti del personale, il commercialista deve verificare l’impatto economico dei costi fissi e la compatibilità con il regime fiscale scelto.
Quando il costo del personale diventa strutturale, il confronto con il regime ordinario diventa ancora più importante.
Documenti da consegnare al commercialista
- attribuzione Partita IVA e visura camerale;
- codice ATECO principale e secondari;
- posizione INPS Artigiani;
- documentazione INAIL;
- fatture emesse e incassi;
- preventivi e acconti;
- fatture di tessuti e materiali;
- acquisti di macchinari;
- eventuali vendite online;
- eventuali dipendenti o apprendisti;
- ultima dichiarazione fiscale.
Controlli periodici utili
- ricavi effettivamente incassati;
- margine per singola commessa;
- costo dei materiali;
- stima INPS;
- stima dell’imposta sostitutiva;
- peso dei costi reali rispetto al 33% presunto;
- eventuale vendita commerciale;
- nuove attività online;
- convenienza aggiornata tra forfettario e ordinario.
Errori frequenti nella gestione fiscale del sarto
- usare lo stesso ATECO per sartoria su misura e sole riparazioni senza verifica;
- confondere il sarto con il fashion designer;
- ignorare la componente commerciale della vendita di capi;
- non considerare il contributo minimo INPS Artigiani;
- non monitorare il costo reale dei tessuti;
- trattare tutti gli acconti come irrilevanti ai fini del reddito;
- scegliere il forfettario senza confrontare il 33% di costi presunti con i costi reali dell’atelier.
Come scegliere un commercialista per sarto
Un commercialista sarto dovrebbe conoscere ATECO 14.21.20 e 95.29.30, Gestione Artigiani, vendita commerciale, e-commerce e struttura dei costi tipica di un atelier.
Prima di affidare l’incarico conviene chiedere come verranno monitorati margine per commessa, costi dei materiali, INPS, attività secondarie e confronto annuale tra forfettario e ordinario.
Domande frequenti
Per sartoria e confezione su misura il riferimento è 14.21.20. Per riparazioni, orli e modifiche di abbigliamento ATECO 2025 usa 95.29.30.
Sia 14.21.20 sia 95.29.30 hanno coefficiente di redditività normalmente pari al 67%.
Normalmente sì quando esercita come impresa artigiana e partecipa personalmente e abitualmente al lavoro. Nel 2026 l’aliquota IVS ordinaria è del 24%.
Sì, ma se la vendita online diventa una linea autonoma e abituale va verificata anche la componente commerciale e il relativo codice ATECO.
Non è obbligatorio, ma è utile che il consulente conosca attività artigiana, vendita commerciale, e-commerce, INPS Artigiani e struttura dei costi di un atelier.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
