Modello Intrastat: si paga? Invio, soglie 2026 e IVA
Il modello Intrastat non si “paga”: è una comunicazione telematica, non un’imposta. Se un’operazione intracomunitaria genera IVA da versare, il pagamento avviene separatamente secondo le regole IVA applicabili all’operazione. Nel 2026, inoltre, sono cambiate le soglie degli acquisti di beni: per INTRA-2 bis la soglia mensile è salita da 350.000 a 2.000.000 euro di acquisti trimestrali.
Quindi bisogna distinguere sempre tre cose: fattura intracomunitaria, modello Intrastat ed eventuale versamento IVA. Possono essere collegati alla stessa operazione, ma non sono lo stesso adempimento.
Cos’è il modello Intrastat
Intrastat è il sistema con cui vengono riepilogate determinate cessioni, acquisti e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti IVA stabiliti in diversi Stati dell’Unione europea.
Gli elenchi hanno finalità fiscali e statistiche e vengono trasmessi telematicamente. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli precisa che la trasmissione giuridicamente valida avviene attraverso il Servizio Telematico Doganale oppure tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.
La pagina ufficiale ADM dedicata agli elenchi Intrastat raccoglie modelli, istruzioni e specifiche tecniche.
Il modello Intrastat non genera un importo da pagare
Compilare e inviare Intrastat non significa determinare una tassa da versare. Nel modello vengono indicati dati delle operazioni intracomunitarie, non un saldo da pagare come avviene con un modello F24.
Per questo la domanda “come si paga Intrastat?” ha una risposta semplice: Intrastat non si paga. Se esiste IVA dovuta, quell’IVA nasce dalla disciplina dell’operazione sottostante e viene assolta separatamente.
Esempio: servizio acquistato da un fornitore UE
Supponiamo che un professionista italiano acquisti un software o una consulenza da un’impresa stabilita in un altro Stato UE.
A seconda della natura dell’operazione e del regime fiscale del cliente italiano, può essere necessario applicare il reverse charge e assolvere l’IVA in Italia. Questo eventuale versamento IVA è distinto dalla comunicazione Intrastat.
Per un contribuente in regime forfettario il punto è particolarmente importante: quando acquista beni o servizi soggetti a reverse charge deve assolvere l’IVA dovuta ma, non avendo diritto ordinario alla detrazione, quell’IVA resta un costo.
Intrastat 2026: la soglia acquisti di beni è salita a 2 milioni
La principale novità del 2026 riguarda il modello INTRA-2 bis per gli acquisti intracomunitari di beni.
Con la determinazione ADM n. 84415 del 3 febbraio 2026, la soglia che fa scattare la presentazione mensile è passata da 350.000 a 2.000.000 di euro di acquisti intracomunitari di beni realizzati in almeno uno dei quattro trimestri precedenti.
La modifica vale dagli elenchi relativi alle operazioni effettuate dal 1° gennaio 2026. Il riferimento ufficiale è pubblicato nella sezione Riferimenti normativi Intrastat di ADM.
Servizi ricevuti: soglia di 100.000 euro trimestrali
Per gli elenchi relativi alle prestazioni di servizi ricevute, la soglia resta invece pari a 100.000 euro trimestrali, verificata in almeno uno dei quattro trimestri precedenti.
La modifica del 2026 ha riguardato specificamente INTRA-2 bis per gli acquisti di beni e non ha trasformato tutte le altre soglie Intrastat.
Cessioni e servizi resi: periodicità mensile o trimestrale
Per le operazioni attive, la periodicità dipende dai volumi realizzati. In linea generale, per cessioni intracomunitarie di beni e servizi resi la soglia di riferimento per distinguere periodicità trimestrale e mensile resta 50.000 euro per ciascuna categoria di operazioni.
Per questo non è corretto riassumere Intrastat dicendo semplicemente “tutte le vendite sempre, acquisti solo oltre una soglia”: bisogna distinguere tipo di operazione, lato attivo o passivo e periodicità.
Quando si presenta Intrastat
Gli elenchi Intrastat vengono normalmente trasmessi entro il giorno 25 del mese successivo al periodo di riferimento.
Se la periodicità è mensile, il periodo di riferimento è il mese; quando è ammessa la periodicità trimestrale per le operazioni attive, il periodo è il trimestre.
Come si invia il modello Intrastat
L’invio è telematico. ADM mette a disposizione anche il software Intr@Web 2026 per compilazione, controllo formale e trasmissione degli elenchi.
Puoi presentare direttamente gli elenchi oppure affidare l’adempimento a un intermediario delegato, come commercialista o doganalista.
Forfettario e Intrastat: quando serve
Essere in regime forfettario non elimina automaticamente gli adempimenti con l’estero. Un forfettario può effettuare operazioni con clienti e fornitori UE e, quando ricorrono le condizioni previste, può essere tenuto agli elenchi Intrastat.
Per lavorare con operatori economici UE è inoltre necessario verificare l’iscrizione al VIES. La guida RF su regime forfettario e operazioni con l’estero tratta in modo completo VIES, fatture, IVA e Intrastat.
Non confondere la soglia Intrastat con la soglia IVA di 10.000 euro
Per chi è in regime forfettario esiste anche una disciplina specifica degli acquisti intracomunitari di beni fino alla soglia annua di 10.000 euro. Questa soglia riguarda il trattamento IVA degli acquisti e non coincide con la soglia statistica Intrastat di 2 milioni di euro introdotta nel 2026.
Sono quindi due controlli diversi: uno stabilisce come trattare l’IVA dell’acquisto, l’altro quando scatta l’obbligo mensile INTRA-2 bis.
Paese di pagamento Intrastat: cosa significa
Nei modelli relativi ai servizi può essere richiesto anche il “Paese di pagamento”. Non indica necessariamente il Paese del cliente o quello da cui parte materialmente il bonifico.
La prassi dell’Agenzia delle Entrate chiarisce che per Paese di pagamento si intende il Paese nel quale il corrispettivo entra nella disponibilità del beneficiario.
Se il pagamento non è ancora avvenuto al momento della compilazione, alcuni dati relativi alla modalità di incasso vengono indicati sulla base delle informazioni presumibili disponibili.
Esempio 1: vendita di un servizio a impresa francese
Un consulente italiano presta un servizio B2B a un’impresa francese iscritta al VIES. Emette la fattura con le regole previste per il servizio intracomunitario e verifica l’obbligo Intrastat relativo ai servizi resi.
Non paga alcuna “imposta Intrastat”: il modello serve a comunicare l’operazione.
Esempio 2: acquisto di beni dalla Germania
Un’impresa italiana acquista beni da un fornitore tedesco. Il trattamento IVA viene determinato secondo le regole dell’acquisto intracomunitario.
Nel 2026 l’obbligo mensile INTRA-2 bis per gli acquisti di beni entra in gioco, ai fini previsti, se in almeno uno dei quattro trimestri precedenti gli acquisti hanno raggiunto 2 milioni di euro. Il pagamento dell’IVA eventualmente dovuta resta separato dall’elenco Intrastat.
Errori da evitare
- Cercare un codice tributo per “pagare Intrastat”.
- Confondere la presentazione dell’elenco con il versamento IVA.
- Usare ancora la vecchia soglia di 350.000 euro per INTRA-2 bis nel 2026.
- Confondere la soglia IVA di 10.000 euro del forfettario con quella Intrastat.
- Ignorare la distinzione tra beni e servizi.
- Confondere Paese di pagamento con Paese del cliente.
- Dimenticare il controllo VIES nelle operazioni B2B UE.
Quanto costa presentare Intrastat?
L’adempimento Intrastat non prevede un’imposta o un diritto da versare per il semplice invio. Se presenti direttamente il modello tramite i servizi telematici abilitati, non esiste quindi un “prezzo Intrastat” dovuto allo Stato.
Può invece esistere un costo professionale se affidi compilazione, controllo e trasmissione a un commercialista, doganalista o altro intermediario. Questo compenso è il prezzo del servizio professionale, non una tassa legata al modello.
Quando valuti il costo complessivo di un’operazione UE devi quindi tenere separati eventuale IVA dovuta, costo dell’intermediario e adempimento Intrastat.
In sintesi
Il modello Intrastat non si paga: si compila e si trasmette telematicamente. L’eventuale IVA dovuta sull’operazione intracomunitaria segue un adempimento separato.
Nel 2026 la soglia mensile INTRA-2 bis per gli acquisti di beni è salita a 2 milioni di euro trimestrali, mentre per i servizi ricevuti resta 100.000 euro. Prima di compilare il modello devi quindi identificare correttamente tipo di operazione, periodicità, soglie applicabili e trattamento IVA.
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