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Partita IVA in Europa: come si chiama VAT number e come funziona

In inglese la Partita IVA viene chiamata VAT number o VAT identification number. VAT significa Value Added Tax, cioè imposta sul valore aggiunto. Non esiste però una “Partita IVA europea” unica: ogni Stato UE attribuisce il proprio numero nazionale e applica un formato specifico.

Per le operazioni tra imprese di Paesi diversi dell’Unione europea, il numero IVA viene normalmente indicato con il prefisso del Paese, per esempio IT per l’Italia. La validità del numero per le operazioni intracomunitarie può essere verificata tramite il sistema VIES della Commissione europea.

Perché si usa il termine VAT number

“VAT number” è il termine inglese più diffuso per indicare il numero identificativo IVA di un’impresa o di un professionista.

La Commissione europea usa anche l’espressione VAT identification number o VAT registration number. Si tratta del numero che identifica un soggetto registrato ai fini IVA in uno Stato membro.

La pagina ufficiale della Commissione europea sui VAT identification numbers conferma che ogni Paese UE assegna il proprio numero nazionale.

Non esiste un unico numero IVA valido per tutta Europa

L’Unione europea armonizza molte regole IVA, ma non attribuisce alle imprese un unico numero IVA europeo valido in tutti gli Stati.

Ogni amministrazione fiscale nazionale assegna il proprio VAT number. Per questo un’impresa italiana usa il numero attribuito dall’Agenzia delle Entrate italiana, mentre un’impresa francese, tedesca o spagnola utilizza il numero emesso dalla rispettiva amministrazione.

In determinate situazioni un’impresa che opera stabilmente o effettua specifiche operazioni in più Stati può dover ottenere più registrazioni IVA nazionali. Non significa avere più “Partite IVA europee”, ma essere identificata ai fini IVA in più Paesi.

Come è formato un VAT number europeo

In generale il numero IVA utilizzato nel contesto europeo è preceduto dal codice del Paese e seguito dal numero nazionale previsto da quello Stato.

Il formato cambia da Paese a Paese: numero di cifre, eventuali lettere e regole di controllo non sono identici in tutta l’Unione.

Per l’Italia il prefisso utilizzato nelle operazioni UE è IT, seguito dal numero di Partita IVA nazionale. La Commissione europea mantiene l’elenco dei formati nazionali e delle relative strutture.

VAT number e Partita IVA italiana: sono la stessa cosa?

Per un soggetto italiano, il VAT number corrisponde normalmente alla Partita IVA attribuita dall’Agenzia delle Entrate, utilizzata con il prefisso IT quando l’operazione richiede l’identificazione IVA europea.

Questo non significa però che ogni Partita IVA italiana sia automaticamente valida per qualsiasi operazione intracomunitaria. Per alcune operazioni è necessario che il numero risulti anche correttamente presente nel sistema VIES.

Che cos’è il VIES

VIES significa VAT Information Exchange System. È il sistema europeo utilizzato per verificare se un numero IVA risulta valido per determinate operazioni transfrontaliere all’interno dell’UE.

La Commissione precisa che VIES è un motore di ricerca collegato alle banche dati nazionali, non una banca dati autonoma europea.

Puoi effettuare il controllo sul servizio VIES ufficiale della Commissione europea.

Un risultato VIES “non valido” significa che la Partita IVA non esiste?

No. Un numero può risultare non valido nel VIES perché non è registrato per le operazioni intra-UE, perché la registrazione non è ancora stata completata o perché i dati nazionali non sono momentaneamente disponibili.

Per questo non bisogna confondere la verifica VIES con il semplice controllo dell’esistenza di una Partita IVA nazionale.

La guida RF su come verificare una Partita IVA attiva distingue il controllo nazionale da quello VIES.

VAT number e TIN non sono la stessa cosa

Un altro acronimo che può creare confusione è TIN, Taxpayer Identification Number.

Il TIN è un identificativo fiscale del contribuente e non coincide necessariamente con il VAT number. Nei diversi Paesi europei possono esistere sistemi distinti per identificare fiscalmente persone fisiche, imprese e soggetti registrati ai fini IVA.

La Commissione europea specifica inoltre che non esiste un TIN unico a livello UE e che ogni Stato applica le proprie regole nazionali.

VAT number ed EORI sono identificativi diversi

Anche il numero EORI non è la Partita IVA europea. EORI significa Economic Operators Registration and Identification e serve principalmente per identificare gli operatori economici nei rapporti con le autorità doganali.

Un’impresa può quindi avere Partita IVA/VAT number ed EORI contemporaneamente, ma i due identificativi hanno funzioni diverse.

Come indicare la Partita IVA italiana in una fattura UE

Nelle fatture relative a operazioni B2B intracomunitarie, quando richiesto dalla disciplina IVA, il numero del fornitore e quello del cliente vengono normalmente indicati con il rispettivo codice Paese.

Per un operatore italiano il numero viene quindi presentato con prefisso IT. Prima di trattare un cliente UE come soggetto passivo è buona prassi verificare il suo VAT number nel VIES e conservare l’esito del controllo.

Il forfettario ha un VAT number?

Sì. Un contribuente in regime forfettario ha una normale Partita IVA italiana e quindi un numero identificativo IVA nazionale.

Il fatto di applicare il regime forfettario non cambia il numero attribuito. Cambiano invece le regole con cui vengono trattate le operazioni IVA, soprattutto nelle fatture italiane e nelle operazioni con clienti o fornitori esteri.

Per operare con soggetti UE bisogna verificare caso per caso la necessità di iscrizione al VIES e gli eventuali obblighi Intrastat. La guida RF sull’iscrizione al VIES spiega la procedura italiana.

VAT ID, VAT registration number e VAT number: cambia qualcosa?

Nella pratica commerciale internazionale puoi trovare diverse espressioni:

  • VAT number;
  • VAT ID;
  • VAT identification number;
  • VAT registration number.

Nel normale uso commerciale indicano tutte il numero utilizzato per identificare il soggetto ai fini IVA. La denominazione esatta può cambiare tra moduli, piattaforme e Stati.

Esempio: professionista italiano che fattura a un cliente tedesco

Un consulente italiano presta un servizio B2B a un’impresa tedesca.

  • il consulente utilizza la propria Partita IVA italiana con prefisso IT;
  • il cliente comunica il proprio VAT number tedesco;
  • il numero del cliente viene verificato nel VIES;
  • la fattura viene poi emessa applicando le regole IVA previste per quella specifica prestazione.

Il fatto che entrambi abbiano un “VAT number” non significa che utilizzino lo stesso formato o che esista un numero attribuito direttamente dall’UE.

Esempio: piattaforma estera che chiede VAT ID

Quando una piattaforma europea ti chiede “VAT ID” o “VAT registration number”, se sei un operatore italiano devi normalmente indicare la tua Partita IVA nel formato richiesto dalla piattaforma, spesso con il prefisso IT.

Se la piattaforma effettua anche una verifica VIES, il numero deve risultare valido per le operazioni intra-UE interessate. In caso contrario, il problema può essere la mancata registrazione VIES e non l’inesistenza della Partita IVA.

Quando potresti avere una registrazione IVA in un altro Stato

In alcune situazioni, per esempio presenza di magazzini, stabilimenti o specifiche operazioni localizzate in un altro Paese, un’impresa può dover richiedere una registrazione IVA anche in quello Stato.

La Commissione europea chiarisce infatti che un soggetto che opera in più Stati può dover possedere più VAT identification numbers nazionali. Questo non sostituisce la Partita IVA italiana: sono registrazioni aggiuntive richieste dalla disciplina dell’operazione.

VIES non attribuisce una nuova Partita IVA

L’iscrizione al VIES non genera un secondo numero. La Partita IVA italiana resta la stessa; il VIES consente semplicemente di verificare che quel numero sia abilitato per le operazioni intracomunitarie interessate.

Errori da evitare

  • Pensare che esista una Partita IVA unica rilasciata dall’Unione europea.
  • Confondere VAT number con TIN.
  • Confondere VAT number con EORI.
  • Pensare che iscriversi al VIES attribuisca un nuovo numero.
  • Considerare “non valido VIES” sinonimo automatico di Partita IVA inesistente.
  • Omettere il prefisso Paese quando una piattaforma richiede il formato europeo.
  • Usare il termine VAT per dedurre automaticamente il trattamento IVA della fattura.

In sintesi

La Partita IVA in inglese si chiama VAT number o VAT identification number. In Europa non esiste però un unico numero IVA sovranazionale: ogni Stato assegna il proprio identificativo nazionale e utilizza un formato specifico.

Per un operatore italiano il VAT number corrisponde normalmente alla Partita IVA con prefisso IT. Il VIES serve a verificarne la validità per le operazioni intracomunitarie, mentre TIN ed EORI sono identificativi diversi e non devono essere confusi con la Partita IVA.

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