Punto ritiro pacchi: quale codice ATECO usare nel 2026
Per un punto di ritiro pacchi non esiste un unico codice ATECO valido in ogni situazione. Con ATECO 2025 il codice dipende da ciò che il negozio fa realmente: 53.20.00 se svolge direttamente attività postali o di corriere, 53.30.00 se svolge una vera attività di intermediazione tra clienti e operatori postali a fronte di un compenso o commissione. Se il punto di ritiro è soltanto un servizio accessorio all’attività principale, prima di aggiungere un secondo codice va verificato il contratto con il corriere e come l’attività viene effettivamente esercitata.
Codice ATECO punto ritiro pacchi: risposta rapida
- 53.20.00 – Altre attività postali e di corriere: è il codice più vicino quando l’impresa svolge direttamente ritiro, gestione e consegna di pacchi nell’ambito di un servizio postale/corriere.
- 53.30.00 – Intermediazione per attività postali e di corriere: può essere coerente quando il negozio mette in contatto cliente e operatore, percepisce una commissione e non fornisce direttamente il servizio postale.
- 82.99.99: è un codice generico di servizi di supporto alle imprese e non va utilizzato automaticamente solo perché manca la parola “parcel point”.
- Attività accessoria: se il ritiro pacchi è marginale rispetto al negozio principale, va verificato se costituisce una vera attività secondaria autonoma da denunciare.
Perché 53.20.00 non è sempre la risposta corretta
La classificazione ATECO 2025 descrive il codice 53.20.00 come “Altre attività postali e di corriere” e include il ritiro, lo smistamento, il trasporto e la consegna di lettere e pacchi da parte di operatori che agiscono fuori dagli obblighi del servizio universale. Per un’impresa che offre realmente un servizio di corriere o postale, quindi, è un riferimento naturale.
Un normale negozio che aderisce a una rete come punto di ritiro, però, può avere un ruolo molto più limitato: riceve il pacco dall’operatore autorizzato, lo custodisce temporaneamente e lo consegna al destinatario oppure accetta un reso già etichettato. Poste Italiane, per esempio, descrive i Punti Poste come attività commerciali inserite nella propria rete di ritiro e spedizione. Questo dimostra perché non è corretto equiparare automaticamente ogni punto di ritiro a un corriere autonomo.
Quando può essere più adatto il codice 53.30.00
ATECO 2025 ha introdotto una voce molto utile per questi casi: 53.30.00 – Attività di servizi di intermediazione per attività postali e di corriere. Le note ISTAT spiegano che riguarda chi mette in contatto clienti e fornitori di servizi postali o di corriere a fronte di un compenso o di una commissione, senza fornire direttamente il servizio postale oggetto dell’intermediazione.
Questo codice può quindi essere più coerente quando il negozio vende o intermedia la spedizione, incassa dal cliente o riceve una commissione dall’operatore e il trasporto resta integralmente affidato al corriere. Non significa però che 53.30.00 sia corretto per ogni rete di locker o parcel shop: bisogna leggere il contratto e capire chi vende il servizio, chi incassa il corrispettivo e chi assume gli obblighi verso il cliente.
Il vecchio 82.99.99 va ancora bene?
La vecchia risposta a questa domanda suggeriva genericamente 82.99.99 – altri servizi vari di supporto alle imprese n.c.a.. Con la struttura ATECO 2025 questa indicazione va riesaminata. Le note ufficiali del codice 82.99.99 elencano numerosi servizi residuali di supporto, ma non indicano specificamente il ritiro o l’intermediazione di pacchi; nello stesso tempo la divisione 53 contiene oggi codici molto più mirati per attività postali, corriere e relativa intermediazione.
Per questo 82.99.99 non dovrebbe essere la prima scelta automatica. Può essere valutato solo se l’attività concreta non rientra in una voce più specifica e dopo aver verificato la descrizione effettiva comunicata alla Camera di Commercio e all’Agenzia delle Entrate.
Se hai già un negozio devi aggiungere un secondo ATECO?
Non sempre la risposta è “sì” in automatico. Se il servizio di ritiro pacchi diventa una seconda attività economica stabile e remunerata, deve essere correttamente rappresentato nei dati dell’impresa. La Camera di Commercio richiede che attività prevalente e attività secondarie corrispondano a ciò che viene realmente svolto e, in caso di aggiunta di una nuova attività, la variazione deve essere comunicata con la pratica prevista.
Se invece il servizio è puramente accessorio e marginale al negozio principale, senza una vera autonomia economica, va verificato con la Camera di Commercio e con chi gestisce la pratica se sia necessario attribuire un secondo codice. La classificazione non va scelta in base al nome commerciale del servizio ma alla sostanza dell’attività.
Se devi aggiungere una seconda attività trovi la procedura nella guida su come aggiungere un codice ATECO alla Partita IVA. Per gli effetti fiscali di due attività puoi invece leggere doppio codice ATECO nel forfettario.
Esempio: negozio di casalinghi che diventa parcel point
Supponiamo che un negozio di casalinghi già iscritto al Registro Imprese firmi un contratto con una rete di corrieri e riceva un compenso per ogni pacco consegnato o restituito. Prima di aggiungere un codice bisogna verificare almeno quattro elementi:
- il negozio vende una spedizione al cliente oppure si limita a custodire e consegnare pacchi già affidati al corriere?
- il compenso è una commissione di intermediazione oppure il corrispettivo di un servizio postale svolto in proprio?
- chi emette il documento al cliente finale e chi risponde del trasporto?
- il corriere include il negozio nella propria rete autorizzata oppure il negoziante opera come autonomo fornitore di servizi postali?
Se il negozio opera semplicemente come punto della rete del corriere, il contratto può portare a una classificazione diversa rispetto a chi vende spedizioni in proprio. Se invece offre direttamente al pubblico un servizio postale o di corriere, oltre al codice ATECO entra in gioco anche il tema dei titoli abilitativi postali.
Serve un’autorizzazione per fare il punto di ritiro?
Il codice ATECO e l’autorizzazione amministrativa sono due cose diverse. Il MIMIT prevede licenze e autorizzazioni per gli operatori che offrono al pubblico servizi postali, compresi determinati servizi di corriere espresso e altri servizi a valore aggiunto. Un esercizio commerciale inserito nella rete di un operatore autorizzato può però svolgere un ruolo contrattuale diverso da quello dell’operatore postale vero e proprio.
Per questo non bisogna richiedere automaticamente una licenza postale solo perché si accettano pacchi, ma nemmeno ignorare il tema se il negozio vende e organizza spedizioni in proprio. Prima dell’avvio vanno verificati il contratto con la rete, l’eventuale pratica al Registro Imprese/SUAP e, se l’attività configura offerta di servizi postali al pubblico, i requisiti MIMIT.
Come cambia il forfettario con due attività
Se il negozio applica il regime forfettario e aggiunge una seconda attività con un diverso coefficiente di redditività, i ricavi devono essere distinti per attività e a ciascun gruppo si applica il proprio coefficiente. La soglia di accesso e permanenza nel regime resta invece unica e considera complessivamente i ricavi e compensi delle attività esercitate.
Il semplice secondo codice non comporta automaticamente una seconda quota fissa INPS. L’inquadramento previdenziale dipende dalle attività effettive e dalla gestione già applicabile all’impresa; per un negozio già iscritto alla Gestione Commercianti l’aggiunta del servizio va quindi valutata nel quadro previdenziale complessivo, non come una seconda Partita IVA separata.
Checklist prima di scegliere il codice
- leggi il contratto con il corriere o la piattaforma;
- capisci se svolgi direttamente il servizio postale o soltanto intermediazione/assistenza;
- verifica se il servizio è una vera attività secondaria stabile;
- confronta 53.20.00 e 53.30.00 con la descrizione concreta dell’attività;
- non usare 82.99.99 solo perché è un codice residuale;
- verifica con Camera di Commercio/SUAP l’eventuale variazione attività;
- se offri direttamente servizi postali al pubblico, controlla anche i titoli abilitativi MIMIT.
Domande frequenti
Non esiste un unico codice valido per tutti. Il 53.20.00 è coerente con attività postali e di corriere svolte direttamente; il 53.30.00 può essere adatto alla vera intermediazione tra cliente e corriere.
Non va scelto automaticamente. È un codice residuale di supporto alle imprese, mentre ATECO 2025 contiene codici specifici nella divisione 53 per servizi postali e relativa intermediazione.
Se il punto di ritiro è una seconda attività stabile e remunerata deve essere correttamente rappresentato nei dati dell’impresa. Se è solo marginale e accessorio, la necessità del secondo codice va verificata sul caso concreto.
Il codice ATECO non sostituisce i titoli abilitativi. Se offri direttamente al pubblico servizi postali o di corriere possono essere necessarie licenze o autorizzazioni MIMIT; un punto inserito nella rete di un operatore può invece avere un ruolo contrattuale diverso.
Poste Italiane ammette attività commerciali nella propria rete Punto Poste. La necessità di aggiungere o modificare un’attività secondaria dipende però dal contratto e dal peso economico del servizio nel singolo esercizio.
Non automaticamente. Due codici non equivalgono a due Partite IVA e non generano da soli due quote fisse: l’inquadramento dipende dalle attività e dalla gestione previdenziale applicabile.
Fonti ufficiali
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