
Il codice ATECO dell’igienista dentale nel 2026 è 86.99.09 – Altre attività varie per la salute umana n.c.a.. ATECO 2025 include espressamente in questa sottocategoria le attività degli igienisti dentali, insieme ad altre professioni sanitarie e attività per la salute umana non classificate altrove.
Per il regime forfettario il coefficiente di redditività applicabile al 86.99.09 è del 78%. Il codice non va confuso con il 86.23.00, che identifica l’attività odontoiatrica: igienista dentale e dentista sono professioni sanitarie distinte, con titoli, Albi e competenze differenti.
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Codice ATECO igienista dentale 86.99.09
Le note esplicative ATECO 2025 di ISTAT citano in modo esplicito nel codice 86.99.09 le attività degli igienisti dentali. La stessa sottocategoria comprende, tra le altre, attività di logopedisti, podologi, ortottisti e dietisti, ma questo non significa che le professioni siano intercambiabili: condividono solo la classificazione economica residuale dell’area sanitaria.
Per una nuova apertura nel 2026, quindi, il 86.99.09 è il riferimento da verificare per la libera professione dell’igienista dentale.

Perché 86.99.09 è una categoria ampia ma il profilo resta specifico
La dicitura “altre attività varie per la salute umana n.c.a.” può sembrare generica, ma le note ISTAT specificano le professioni incluse. Il fatto che più professioni sanitarie condividano lo stesso codice non modifica titoli, competenze, Albi o regole deontologiche di ciascuna. Il codice serve a classificare l’attività economica; il profilo professionale continua a essere determinato dalla normativa sanitaria.
Per questo non è corretto scegliere un altro ATECO solo perché sembra descrivere in modo più intuitivo il lavoro. Se l’attività fatturata è quella propria dell’igienista dentale, ATECO 2025 la colloca esplicitamente nel 86.99.09.
Perché non usare il codice ATECO del dentista
Il codice 86.23.00 riguarda le attività odontoiatriche. L’igienista dentale ha invece un proprio profilo professionale e ATECO 2025 lo colloca espressamente nel 86.99.09. Usare il codice del dentista solo perché il lavoro viene svolto all’interno di uno studio odontoiatrico sarebbe quindi un errore di classificazione.
Il luogo in cui viene resa la prestazione non determina da solo il codice ATECO: conta l’attività professionale effettivamente svolta e fatturata.
Tre casi pratici di utilizzo del 86.99.09
- Igienista che collabora con più studi odontoiatrici: il codice resta 86.99.09 se fattura la propria prestazione professionale di igiene dentale.
- Igienista che lavora prevalentemente per una sola struttura: il numero dei committenti non cambia il codice; va però verificata la reale autonomia del rapporto.
- Igienista che svolge anche formazione o consulenza distinta: se l’attività secondaria è autonoma e rilevante può richiedere un secondo codice ATECO.
Questi casi mostrano che il codice segue il contenuto della prestazione, non il nome del cliente, il luogo di lavoro o il numero di fatture emesse.
Profilo professionale e Albo
Il profilo professionale dell’igienista dentale è disciplinato dal D.M. 15 marzo 1999, n. 137. La professione rientra tra quelle sanitarie tecniche e l’esercizio richiede il titolo abilitante e l’iscrizione al relativo Albo dell’Ordine TSRM e PSTRP.
Il Ministero della Salute ricorda che per l’esercizio delle professioni sanitarie riconosciute è obbligatoria l’iscrizione ai rispettivi Ordini professionali. Il codice ATECO, quindi, classifica l’attività economica ma non sostituisce titolo e iscrizione professionale.
Coefficiente di redditività del 78%
Nel regime forfettario il codice 86.99.09 utilizza un coefficiente di redditività del 78%. Su 30.000 euro di compensi il reddito forfettario lordo è quindi 23.400 euro. La quota del 22% rappresenta i costi riconosciuti forfettariamente, indipendentemente dalle spese effettivamente sostenute.
Il coefficiente non è una percentuale di imposta. Serve soltanto a determinare il reddito fiscale di partenza sul quale, dopo la deduzione dei contributi previdenziali obbligatori deducibili, viene applicata l’imposta sostitutiva del 5% o 15%.
Più attività e coefficienti diversi
Se alla professione sanitaria si affianca una seconda attività con un codice appartenente a un gruppo fiscale diverso, nel regime forfettario i compensi vanno attribuiti alle rispettive attività per applicare il coefficiente corretto. Non è quindi opportuno far confluire automaticamente formazione, consulenza commerciale o altre prestazioni autonome nel 86.99.09.
Quando una seconda attività è soltanto accessoria alla prestazione sanitaria, invece, non è necessario creare un codice aggiuntivo per ogni voce di lavoro: serve una valutazione sulla reale autonomia economica dell’attività secondaria.
Partita IVA e Camera di Commercio
L’igienista dentale che svolge la mera attività professionale apre normalmente la Partita IVA come libero professionista e non si iscrive alla Camera di Commercio per il solo fatto di fatturare prestazioni sanitarie. L’apertura fiscale viene gestita con il modello AA9/12 indicando codice ATECO e regime scelto.
Se l’attività comprende anche una vera organizzazione d’impresa o servizi diversi dalla prestazione professionale, l’inquadramento va verificato separatamente.
Gestione Separata INPS 2026
L’igienista dentale non dispone di una cassa previdenziale professionale autonoma. Per la libera professione, in assenza di altra copertura obbligatoria, la previdenza di riferimento è normalmente la Gestione Separata INPS.
La circolare INPS n. 8/2026 fissa al 26,07% l’aliquota dei professionisti senza altra previdenza obbligatoria. Per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma previdenziale, nelle condizioni previste, l’aliquota è del 24%.
La Gestione Separata non prevede un contributo fisso annuale da pagare comunque in assenza di reddito. Il minimale 2026 di 18.808 euro riguarda l’accredito contributivo dell’intero anno.
Esempio corretto con 30.000 euro
Con 30.000 euro di compensi e coefficiente 78%, il reddito forfettario lordo è 23.400 euro. Con Gestione Separata al 26,07%, i contributi dell’esempio sono circa 6.100 euro.
I contributi previdenziali obbligatori deducibili vanno sottratti prima del calcolo dell’imposta sostitutiva. La base fiscale scende quindi a circa 17.300 euro. L’imposta è circa 865 euro al 5% oppure 2.595 euro al 15%.
I vecchi esempi che applicavano il 5% direttamente ai 23.400 euro prima di dedurre l’INPS sovrastimavano l’imposta. Per il calcolo completo puoi usare la guida sul calcolo delle tasse nel forfettario.
Prestazioni sanitarie, fatture e Sistema TS
La classificazione ATECO non decide da sola il trattamento della fattura. Quando la prestazione resa dall’igienista ha natura sanitaria, il documento va gestito secondo le regole applicabili alla prestazione e al destinatario. Le spese sanitarie comunicate dai professionisti sanitari confluiscono nel Sistema Tessera Sanitaria ai fini della dichiarazione precompilata quando ricorrono i relativi obblighi.
Prestazioni a persone fisiche, fatture emesse verso studi o società e servizi eventualmente non sanitari non devono essere trattati automaticamente allo stesso modo. Prima di emettere la fattura va quindi identificato correttamente il rapporto concreto.
Descrizione della prestazione in fattura
Una descrizione coerente con l’attività professionale aiuta a mantenere allineati codice ATECO, contratto e documento fiscale. Non è necessario riportare il codice ATECO in ogni descrizione, ma la fattura dovrebbe identificare con sufficiente chiarezza la prestazione resa senza trasformare l’attività dell’igienista in una generica “consulenza” quando si tratta di una prestazione sanitaria.
Se vengono fatturati anche corsi, docenze o servizi non sanitari, è utile distinguerli chiaramente per poter verificare trattamento fiscale, eventuale secondo codice e corretta gestione del Sistema TS.
Quando possono servire altri codici ATECO
Se l’igienista svolge esclusivamente la propria attività sanitaria, il 86.99.09 è il riferimento principale. Se invece affianca attività autonome differenti, per esempio formazione professionale, consulenza non sanitaria o altre prestazioni economicamente separate, può essere necessario valutare codici secondari.
Non va però aggiunto un codice per ogni attività accessoria occasionale: la valutazione deve partire dalle prestazioni effettivamente organizzate e fatturate come attività autonome.
Per la gestione fiscale dopo l’apertura, la guida sul commercialista per igienista dentale approfondisce INPS, Sistema TS, fatture sanitarie, rapporti con studi odontoiatrici e convenienza reale del forfettario.
Guida completa alla Partita IVA dell’igienista dentale
Questa pagina resta focalizzata sull’intento ATECO. Per apertura, Albo, regime forfettario, previdenza, collaborazioni con studi, fatture sanitarie e costi trovi la guida completa sulla Partita IVA dell’igienista dentale.
Errori da evitare
- usare 86.23.00 solo perché si lavora in uno studio dentistico;
- confondere codice ATECO e abilitazione professionale;
- esercitare senza iscrizione all’Albo;
- applicare una vecchia aliquota della Gestione Separata;
- calcolare l’imposta sostitutiva prima dei contributi obbligatori deducibili;
- trattare tutte le fatture nello stesso modo senza distinguere natura della prestazione e destinatario.
Domande frequenti
ATECO 2025 include espressamente gli igienisti dentali nel codice 86.99.09 – Altre attività varie per la salute umana n.c.a.
No. Il dentista utilizza il codice dell’attività odontoiatrica, mentre l’igienista dentale è espressamente incluso nel 86.99.09.
Per l’attività dell’igienista dentale il coefficiente del regime forfettario è del 78%.
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