Il calcolo delle tasse del videomaker in regime forfettario parte dal coefficiente di redditività del 67% quando l’attività rientra nei codici ATECO 59.11.00 o 59.12.00. Il 67% dei compensi incassati forma il reddito forfettario lordo; prima dell’imposta sostitutiva del 15% o del 5%, quando spettante, si deducono i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e fiscalmente deducibili.
Produzione audiovisiva, post-produzione, regia e fotografia non sono necessariamente la stessa attività. Anche l’inquadramento previdenziale può cambiare se lavori come professionista oppure come impresa artigiana.
Calcolo tasse videomaker: formula
Per i codici 59.11.00 e 59.12.00 il coefficiente è 67%. La sequenza è: compensi incassati × 67% = reddito forfettario lordo; meno contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e deducibili; sulla base residua si applica il 15% o il 5% quando spettante.
Esempio con 30.000 euro
- reddito 67%: 20.100 €;
- Gestione Separata 26,07%: 5.240,07 €;
- base dopo contributi: 14.859,93 €;
- imposta 15%: 2.228,99 €;
- imposta 5%: 743,00 €.
Esempio con 50.000 euro
- reddito 67%: 33.500 €;
- Gestione Separata 26,07%: 8.733,45 €;
- base dopo contributi: 24.766,55 €;
- imposta 15%: 3.714,98 €;
- imposta 5%: 1.238,33 €.
Esempio con 85.000 euro
- reddito 67%: 56.950 €;
- Gestione Separata 26,07%: 14.846,86 €;
- base dopo contributi: 42.103,14 €;
- imposta 15%: 6.315,47 €;
- imposta 5%: 2.105,16 €.
Tabella tasse videomaker
| Compensi | Calcolo |
|---|---|
| 30.000 € | Reddito 20.100 € INPS 5.240,07 € Base 14.859,93 € 15% 2.228,99 € 5% 743,00 € |
| 50.000 € | Reddito 33.500 € INPS 8.733,45 € Base 24.766,55 € 15% 3.714,98 € 5% 1.238,33 € |
| 85.000 € | Reddito 56.950 € INPS 14.846,86 € Base 42.103,14 € 15% 6.315,47 € 5% 2.105,16 € |
Simulazione per libero professionista senza altra previdenza obbligatoria e con contributi effettivamente versati e deducibili nello stesso periodo.
Gestione Separata al 24%
Se ricorrono le condizioni per il 24%, con 50.000 euro di compensi i contributi sono 8.040 €, la base è 25.460 € e l’imposta è 3.819 € al 15% oppure 1.273 € al 5%.
Scenario Gestione Artigiani
Se l’attività è inquadrata come artigiana, a 50.000 euro di ricavi e coefficiente 67% i contributi Artigiani indicativi sono circa 8.047,44 €, la base dopo contributi 25.452,56 € e l’imposta circa 3.817,88 € al 15% oppure 1.272,63 € al 5%. Il codice ATECO non determina da solo l’inquadramento previdenziale.
Contributi prima dell’imposta
Il 15% o il 5% si applica dopo la deduzione dei contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e fiscalmente deducibili.
Codice ATECO videomaker: quale indicare
Il codice va scelto prima dell’apertura perché descrive l’attività economica e incide anche sul coefficiente di redditività nel forfettario. I tre riferimenti da verificare più spesso sono:
| Codice | Attività | Coefficiente |
|---|---|---|
| 59.11.00 | Produzione cinematografica, di video e programmi televisivi | 67% |
| 59.12.00 | Post-produzione cinematografica, di video e programmi televisivi | 67% |
| 74.20.19 | Altre attività fotografiche specializzate | 78% |
Per produzione audiovisiva e video completi consulta la scheda 59.11.00; per montaggio e lavorazioni di post-produzione la scheda 59.12.00.
Come aprire la Partita IVA da videomaker
La procedura dipende dall’inquadramento concreto. Quando l’attività viene esercitata come lavoro autonomo professionale individuale, l’apertura fiscale passa dalla dichiarazione di inizio attività all’Agenzia delle Entrate con il modello AA9/12. Se invece l’attività è organizzata come impresa o presenta caratteristiche artigiane, possono essere necessari anche gli adempimenti camerali e previdenziali collegati.
Per questo non conviene compilare la pratica partendo da una formula del tipo “videomaker = libero professionista” oppure “videomaker = artigiano”. Prima va definito cosa fai concretamente e come è organizzato il lavoro; solo dopo si stabiliscono procedura, Camera di Commercio e gestione INPS.
Videomaker professionista o artigiano?
L’inquadramento previdenziale non deriva automaticamente dal codice ATECO. Produzione diretta di contenuti, organizzazione del lavoro, prevalenza del lavoro proprio, struttura utilizzata e caratteristiche dell’attività possono portare a verificare scenari differenti.
| Scenario | Verifica da fare |
|---|---|
| Prestazione autonoma personale senza organizzazione d’impresa | Valutare l’inquadramento professionale e la Gestione Separata |
| Attività organizzata con caratteristiche proprie dell’impresa artigiana | Valutare Camera di Commercio e Gestione Artigiani |
| Produzione audiovisiva strutturata | Verificare forma dell’attività, ruolo del titolare e requisiti previdenziali/camerali |
Non è corretto scegliere l’inquadramento solo perché una gestione previdenziale costa meno: la posizione deve corrispondere al lavoro realmente svolto.
Regime forfettario videomaker 2026: requisiti
Il videomaker può applicare il regime forfettario se esercita l’attività come persona fisica e rispetta i requisiti previsti. Il limite ordinario di ricavi o compensi è pari a 85.000 euro; oltre 100.000 euro opera la fuoriuscita immediata secondo la disciplina vigente.
Vanno inoltre verificate le altre condizioni: spese per personale e collaboratori, redditi di lavoro dipendente o assimilati, partecipazioni societarie e cause ostative collegate ai rapporti con datori di lavoro attuali o recenti. Per il quadro generale rimandiamo alla guida completa al regime forfettario 2026.
Coefficiente di redditività: esempio con 30.000 euro
Il coefficiente cambia in base al codice. Con 30.000 euro di ricavi o compensi:
| Codice | Coefficiente | Reddito forfettario lordo |
|---|---|---|
| 59.11.00 / 59.12.00 | 67% | 20.100 € |
| 74.20.19 | 78% | 23.400,00 € |
Questi importi rappresentano il reddito forfettario lordo, non l’imposta. I contributi previdenziali obbligatori deducibili vanno considerati prima di applicare l’imposta sostitutiva.
Imposta sostitutiva del 5% o del 15%
L’aliquota ordinaria è il 15%. Può scendere al 5% per il periodo di inizio attività e i quattro successivi quando vengono rispettate tutte le condizioni previste per una nuova attività.
Il 5% non è automatico per chi apre la Partita IVA e non dipende dal fatto di essere videomaker. Vanno controllati l’eventuale attività precedente e il rischio di mera prosecuzione. Per la verifica completa consulta la guida sull’imposta sostitutiva al 5% o al 15%.
Contributi INPS del videomaker
I contributi dipendono dall’inquadramento previdenziale e sono separati dall’imposta sostitutiva. In un’attività professionale senza cassa autonoma può essere rilevante la Gestione Separata; in un’attività con caratteristiche artigiane va verificata la Gestione Artigiani.
Le card 59.11.00 e 59.12.00 indicano correttamente la previdenza come elemento da verificare sul caso concreto, perché il codice economico non è sufficiente a classificare automaticamente la posizione personale.
Quanto costa mantenere la Partita IVA da videomaker
Non esiste un costo annuale unico. Devi considerare imposta sostitutiva, contributi, gestione fiscale e i costi operativi dell’attività. Per un videomaker possono pesare in modo particolare attrezzatura, computer, software, storage, cloud, assicurazioni, trasporti, noleggi e collaborazioni.
- contributi previdenziali;
- imposta sostitutiva;
- commercialista o servizio di gestione;
- fatturazione elettronica e conservazione;
- software di editing e licenze;
- attrezzatura e noleggi;
- archiviazione e backup;
- assicurazioni e trasferte.
Nel forfettario le normali spese di attività non vengono dedotte una per una: sono rappresentate dal coefficiente di redditività. Questo è un elemento decisivo quando confronti forfettario e ordinario.
Attrezzatura video e IVA: quando il forfettario può essere meno conveniente
Videocamere, obiettivi, luci, microfoni, computer e storage possono richiedere investimenti importanti. Nel forfettario l’IVA sugli acquisti non viene normalmente detratta e i costi ordinari non si deducono analiticamente. Se prevedi investimenti elevati e ricorrenti, il confronto con il regime ordinario diventa quindi particolarmente importante.
La convenienza non dipende soltanto dall’aliquota del 5% o del 15%, ma dal rapporto tra ricavi, costi effettivi, IVA sugli investimenti, contributi e semplicità gestionale.
Fattura del videomaker in forfettario
Nel regime forfettario, per le operazioni nazionali soggette alla disciplina del regime, la fattura viene normalmente emessa senza addebito dell’IVA e senza ritenuta d’acconto quando ne ricorrono i presupposti. Resta la fatturazione elettronica e va verificato il bollo sulle fatture senza IVA oltre la soglia prevista.
Clienti esteri, piattaforme, licenze d’uso, cessione di diritti e prestazioni composite possono richiedere verifiche aggiuntive: il fatto di essere forfettario non rende tutte le fatture identiche.
Videomaker con più attività
Se svolgi produzione, montaggio, fotografia, content creation o regia come attività realmente autonome, può essere necessario associare più codici ATECO alla stessa Partita IVA. Il limite del forfettario riguarda comunque la somma dei ricavi o compensi delle attività esercitate.
Per il caso specifico di chi opera anche come produttore o regista consulta l’approfondimento sul codice ATECO videomaker, producer e regista.
Checklist prima dell’apertura
- definisci le prestazioni che venderai;
- distingui produzione, post-produzione, fotografia e regia;
- scegli codice principale ed eventuali codici secondari;
- verifica l’inquadramento professionale o artigiano;
- controlla Camera di Commercio e previdenza;
- verifica i requisiti del regime forfettario;
- controlla se puoi applicare il 5%;
- predisponi fatturazione elettronica e strumenti di gestione;
- valuta il peso di attrezzatura e IVA sugli investimenti.
Errori da evitare
- usare 74.20.19 come codice universale;
- confondere 59.11.00 e 59.12.00;
- ignorare 90.39.01 quando la regia è autonoma;
- scegliere l’ATECO in base al coefficiente più conveniente;
- dedurre automaticamente la previdenza dal solo codice;
- considerare automatico il 5%;
- sottovalutare attrezzatura, software e trasferte.
Domande frequenti
Quando l’attività viene svolta in modo abituale e professionale. Non esiste una soglia fiscale automatica di 5.000 euro che consenta sempre di lavorare senza Partita IVA.
Dipende dall’attività: 59.11.00 per produzione audiovisiva, 59.12.00 per post-produzione e, in alcuni casi riconducibili ai servizi fotografici, 74.20.19.
L’imposta sostitutiva è normalmente del 15% sul reddito imponibile e può scendere al 5% quando ricorrono i requisiti per una nuova attività. I contributi previdenziali sono separati.
Quanto resta dopo INPS e imposta
Con 50.000 euro di compensi, nella simulazione professionale con Gestione Separata al 26,07% e imposta al 15%, contributi e imposta ammontano complessivamente a circa 12.448,43 €. Restano circa 37.551,57 € prima dei costi reali dell’attività.
Controllo del margine reale
Il reddito fiscale non coincide con l’utile economico. Videocamere, obiettivi, computer, software, cloud, troupe, noleggi, trasferte, assicurazioni e diritti possono incidere molto sul margine.
Domande frequenti sul calcolo tasse videomaker
Qual è il coefficiente del videomaker?
Per 59.11.00 e 59.12.00 è 67%.
Quale INPS paga?
Dipende dall’inquadramento: per il professionista senza altra previdenza è normalmente Gestione Separata; per un’attività artigiana va verificata la Gestione Artigiani.
Qual è il codice per il montaggio?
59.12.00 quando la post-produzione è l’attività effettivamente svolta.
Il 5% è automatico?
No, richiede il rispetto di tutte le condizioni previste per la nuova attività.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
