Il calcolo delle tasse del sarto in regime forfettario parte dal coefficiente di redditività del 67%. Per la sartoria e confezione su misura con ATECO 2025 14.21.20, il 67% dei ricavi incassati costituisce il reddito forfettario lordo. Per riparazioni e modifiche di abbigliamento il riferimento è 95.29.30, anch’esso con coefficiente del 67%.
La sartoria individuale nella quale il titolare svolge personalmente il lavoro manuale è normalmente un’attività artigiana e deve considerare la Gestione Artigiani INPS. Nel 2026 il contributo minimo annuo è 4.521,36 euro sul minimale di 18.808 euro.
Formula per calcolare tasse e contributi
- ricavi incassati;
- ricavi × 67%;
- calcolo INPS Artigiani;
- deduzione dei contributi obbligatori effettivamente versati;
- 15% oppure 5% sulla base residua.
ATECO 14.21.20 per la sartoria su misura
Il codice 14.21.20 – Sartoria e confezione su misura di abbigliamento esterno riguarda i capi personalizzati sulle misure del cliente, compresi abiti da sposa, cerimonia e sera. Consulta la scheda ATECO 14.21.20 e la Partita IVA del sarto.
ATECO 95.29.30 per riparazioni e modifiche
Orli, restringimenti, allargamenti, sostituzione di cerniere e modifiche su capi già confezionati devono essere valutati con il codice 95.29.30 – Riparazione e modifica di articoli di abbigliamento. Se entrambe le attività sono abituali, può essere necessario un codice principale e uno secondario in base all’attività prevalente.
Coefficiente di redditività del 67%
Il 67% non è l’aliquota fiscale: determina il reddito forfettario lordo. Il restante 33% rappresenta la quota di costi riconosciuta forfettariamente. Tessuti, fodere, filati, bottoni, macchine da cucire, affitto ed energia non vengono dedotti singolarmente.
INPS Artigiani 2026
Nel 2026 il minimale di reddito è 18.808 euro e il contributo minimo annuo è 4.521,36 euro. Sulla quota eccedente il minimale si applica ordinariamente il 24% fino a 56.224 euro e il 25% sulla quota successiva.
Esempio con 30.000 euro
- reddito 67%: 20.100 €;
- INPS indicativo: 4.831,44 €;
- base: 15.268,56 €;
- 15%: 2.290,28 €;
- 5%: 763,43 €.
Esempio con 50.000 euro
- reddito 67%: 33.500 €;
- INPS indicativo: 8.047,44 €;
- base: 25.452,56 €;
- 15%: 3.817,88 €;
- 5%: 1.272,63 €.
Esempio con 85.000 euro
- reddito 67%: 56.950 €;
- INPS indicativo: 13.682,70 €;
- base: 43.267,30 €;
- 15%: 6.490,10 €;
- 5%: 2.163,37 €.
Tabella tasse sarto
| Ricavi | Calcolo fiscale |
|---|---|
| 30.000 € | Reddito 67%: 20.100 € INPS: 4.831,44 € Base: 15.268,56 € 15%: 2.290,28 € 5%: 763,43 € |
| 50.000 € | Reddito 67%: 33.500 € INPS: 8.047,44 € Base: 25.452,56 € 15%: 3.817,88 € 5%: 1.272,63 € |
| 85.000 € | Reddito 67%: 56.950 € INPS: 13.682,70 € Base: 43.267,30 € 15%: 6.490,10 € 5%: 2.163,37 € |
Simulazioni illustrative per titolare Artigiani, attività per l’intero anno, contribuzione ordinaria.
Riduzione INPS del 35%
Gli artigiani in regime forfettario possono verificare l’accesso alla riduzione contributiva del 35% quando ricorrono i requisiti. Non è automatica e va verificata sulla posizione individuale. Contributi più bassi significano anche una deduzione fiscale inferiore.
Contributi prima dell’imposta
Il 15% o il 5% non si applica direttamente al 67% dei ricavi. Prima si sottraggono i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e fiscalmente deducibili.
Imposta sostitutiva 5% o 15%
Il 15% è ordinario. Il 5% può spettare per l’anno di avvio e i quattro successivi quando sono rispettate tutte le condizioni della nuova attività. La sola apertura di una nuova Partita IVA non garantisce il 5%.
Sartoria e vendita di abbigliamento
Realizzare un abito su misura e vendere capi acquistati da terzi sono attività diverse. Se l’atelier svolge una vera attività commerciale autonoma di vendita, i relativi ricavi devono essere analizzati separatamente e può essere necessario un diverso codice ATECO.
Tessuti e materiali
Tessuti, fodere, filati, bottoni, cerniere e minuteria possono rappresentare una quota elevata del costo. Nel forfettario non vengono dedotti analiticamente: il 33% di costi è già implicito nel coefficiente.
Atelier e laboratorio
Affitto, energia, manutenzione, assicurazione e servizi del laboratorio incidono sul margine. Un atelier aperto al pubblico presenta esigenze organizzative diverse da un laboratorio domestico senza ricevimento clienti.
Acconti e principio di cassa
Nel regime forfettario i ricavi seguono il principio di cassa. Un acconto incassato a dicembre e il saldo incassato l’anno successivo appartengono a periodi fiscali diversi.
Vendita online ed e-commerce
Se il sarto produce capi su ordinazione, l’attività principale resta la confezione artigianale. Se vende stabilmente collezioni standard, capi acquistati da terzi o accessori attraverso un e-commerce, va verificata anche la componente commerciale.
Quando il forfettario può essere meno adatto
Il coefficiente del 67% presume costi pari al 33% dei ricavi. Se tessuti, attrezzature, atelier, energia e collaboratori superano stabilmente questa quota, è utile confrontare il risultato con il regime ordinario.
Soglia del regime forfettario
La soglia ordinaria è 85.000 euro. Il superamento senza oltrepassare 100.000 euro comporta ordinariamente l’uscita dall’anno successivo; oltre 100.000 euro la fuoriuscita opera nell’anno stesso secondo le regole vigenti.
Commercialista e controllo periodico
Durante l’anno conviene verificare ATECO, Gestione Artigiani, contributi, acconti, ricavi da vendita, soglie e costi reali. Approfondisci la guida al commercialista per sarto.
Errori da evitare
- confondere 14.21.20 e 95.29.30;
- applicare il 67% a una distinta attività commerciale;
- ignorare il minimo INPS;
- calcolare l’imposta prima dei contributi deducibili;
- considerare automatico il 5%;
- dedurre analiticamente tessuti e attrezzature.
Abiti da sposa e cerimonia
La realizzazione su misura di abiti da sposa, cerimonia e sera rientra nell’area della sartoria su misura. Il preventivo dovrebbe distinguere tessuto, lavorazione, prove, eventuali modifiche e tempi di consegna. Quando la lavorazione attraversa più mesi, acconti e saldo devono essere monitorati separatamente perché nel forfettario conta l’incasso.
Macchine da cucire e investimenti
Macchine professionali, tagliacuci, presse, ferri da stiro, tavoli da taglio e strumenti di modellistica sono investimenti reali dell’atelier. Nel regime forfettario non vengono dedotti analiticamente come nel regime ordinario. Il loro costo deve quindi essere considerato nel margine economico prima di decidere se il regime resta adeguato.
Lavorare da casa
Una sartoria può essere organizzata anche presso l’abitazione in determinate situazioni, ma prima dell’avvio vanno verificate compatibilità del locale, eventuale ricevimento del pubblico, regole comunali e condominiali, insegne e vendita diretta. Lavorare da casa non elimina gli obblighi fiscali, previdenziali e quelli eventualmente connessi al laboratorio.
Acconti, prove e saldo
Per un capo su misura è normale prevedere un acconto alla conferma dell’ordine, pagamenti intermedi e saldo alla consegna. Ai fini del forfettario è importante registrare correttamente la data degli incassi. Un acconto incassato a dicembre e un saldo incassato a gennaio appartengono a periodi fiscali diversi.
Vendita di tessuti e accessori
La vendita autonoma e abituale di tessuti, accessori o capi acquistati da terzi deve essere distinta dalla prestazione sartoriale. Se la componente commerciale diventa autonoma, è necessario verificare l’eventuale codice ATECO aggiuntivo e il relativo coefficiente. Non bisogna applicare il 67% indistintamente a ogni incasso dell’atelier.
Margine economico della sartoria
Il reddito fiscale e l’utile economico non coincidono. Una sartoria può avere 50.000 euro di ricavi e sostenere costi reali molto diversi in base al tipo di clienti, ai tessuti scelti, al numero di prove, alle ore di lavoro e alla struttura del laboratorio. Il controllo mensile del margine aiuta a capire se il 33% di costi implicito nel coefficiente rappresenta realisticamente l’attività.
Fatturazione del sarto
Il sarto forfettario gestisce la fatturazione secondo le regole del regime e, quando dovuta, la fattura elettronica. Per le lavorazioni su misura è utile indicare chiaramente la prestazione, eventuali materiali compresi, acconti, saldo e condizioni per modifiche ulteriori richieste dal cliente. Una descrizione precisa riduce anche le ambiguità tra lavorazione artigianale e vendita.
Collaboratori e apprendisti
Quando l’atelier cresce possono entrare collaboratori, apprendisti o dipendenti. Retribuzioni, contributi, sicurezza e organizzazione del lavoro possono incidere molto sul margine reale. Nel forfettario questi costi non vengono dedotti analiticamente, quindi vanno monitorati nel conto economico dell’attività.
Quando confrontare il regime ordinario
Il confronto con il regime ordinario diventa particolarmente utile quando tessuti e materiali superano stabilmente il 33% dei ricavi, quando vengono fatti investimenti importanti o quando l’atelier sostiene costi elevati per personale, locali e vendita. Nel confronto bisogna considerare anche il diverso trattamento dell’IVA e dei costi.
Controlli prima della dichiarazione
- verifica ricavi effettivamente incassati;
- controlla ATECO principale e secondari;
- verifica contributi INPS effettivamente versati;
- controlla eventuale riduzione del 35%;
- verifica i requisiti del 5%;
- separa ricavi sartoriali e commerciali;
- controlla acconti e saldi;
- misura costi reali di laboratorio e atelier;
- monitora la soglia di 85.000 euro.
Fonti ufficiali
Per la classificazione delle attività il riferimento è ISTAT ATECO 2025. Per i contributi 2026 il riferimento è la Circolare INPS n. 14/2026. Per il regime forfettario è utile la documentazione dell’Agenzia delle Entrate.
Domande frequenti sul calcolo tasse sarto
Qual è il codice ATECO per la sartoria su misura?
14.21.20.
Qual è il codice per riparazioni e modifiche?
95.29.30.
Qual è il coefficiente?
67% per entrambe le attività.
Qual è il contributo minimo INPS 2026?
4.521,36 euro per un anno intero, sul minimale di 18.808 euro.
Il 35% di riduzione INPS è automatico?
No, va verificato sulla posizione individuale.
Accantonamenti per INPS e imposta
È prudente mantenere separati durante l’anno gli accantonamenti destinati a previdenza e imposta sostitutiva. Saldo e acconti possono concentrarsi nello stesso periodo e la liquidità disponibile non coincide quindi con il semplice saldo del conto corrente. Un prospetto mensile con incassi, contributi stimati, imposta stimata e costi reali aiuta a programmare il fabbisogno.
Quando rifare il calcolo
La simulazione va aggiornata quando cambiano ricavi, attività prevalente, vendita commerciale, aliquota contributiva, riduzione INPS, struttura dell’atelier o costi dei materiali. Va inoltre controllata prima di saldo e acconti e quando gli incassi si avvicinano alle soglie del regime.
Questo controllo è particolarmente utile per le sartorie con lavori su misura di valore elevato e tempi di consegna lunghi.
È un controllo utile anche per programmare investimenti futuri in modo prudente.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
