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Regime Forfettario

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Calcolo tasse orafo e gioielliere: 67%/40%, INPS ed esempi

Il calcolo delle tasse di un orafo o gioielliere in regime forfettario cambia in base all’attività realmente svolta. La produzione artigianale di gioielli con ATECO 2025 32.12.20 utilizza normalmente un coefficiente di redditività del 67%; la vendita al dettaglio con 47.77.00 utilizza invece il 40%. La riparazione di gioielli con 95.25.00 torna normalmente al 67%.

La previdenza cambia anch’essa: produzione e riparazione possono ricadere nella Gestione INPS Artigiani, mentre la pura attività commerciale può richiedere la Gestione Commercianti. Prima di applicare il 5% o il 15% bisogna quindi individuare correttamente ATECO, coefficiente e gestione previdenziale.

Formula per calcolare tasse e contributi

  1. separa produzione, vendita e riparazione;
  2. applica il coefficiente corretto: 67% oppure 40%;
  3. verifica Gestione Artigiani o Commercianti;
  4. calcola i contributi sul minimale e sulla quota eccedente;
  5. deduci i contributi previdenziali obbligatori dal reddito forfettario;
  6. applica l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% quando spettante;
  7. confronta il reddito fiscale con il margine reale dopo metalli, pietre, scorte, energia e attrezzature.

ATECO 32.12.20: produzione orafa

Il codice 32.12.20 riguarda la fabbricazione di gioielli e articoli di oreficeria in metalli preziosi. Comprende la produzione di gioielli, l’incastonatura di pietre e l’incisione personalizzata di oggetti in metalli preziosi.

Per chi realizza materialmente anelli, collane, bracciali, pendenti o altri manufatti, è il riferimento principale da verificare. Approfondisci nella scheda ATECO 32.12.20.

ATECO 47.77.00: gioielleria e vendita al dettaglio

Se l’attività consiste principalmente nella vendita di orologi, gioielli e articoli di oreficeria acquistati da terzi, il codice da verificare è 47.77.00. In questo caso il coefficiente forfettario è del 40%.

La differenza è importante: con 50.000 euro di ricavi, il 67% produce 33.500 euro di reddito forfettario lordo, mentre il 40% ne produce 20.000. Vedi anche la scheda ATECO 47.77.00.

ATECO 95.25.00: riparazione di gioielli

La riparazione e manutenzione di gioielli e orologi ha un codice distinto: 95.25.00. Comprende riparazioni, manutenzione e interventi su gioielli già esistenti e utilizza normalmente un coefficiente del 67%.

Un laboratorio può svolgere produzione e riparazione insieme, ma va verificato quale attività sia principale e se sia opportuno indicare un codice secondario. La pagina dedicata è la scheda ATECO 95.25.00.

Coefficiente 67% per produzione e riparazione

Con coefficiente del 67%, il 67% dei ricavi costituisce reddito fiscale lordo e il restante 33% rappresenta i costi riconosciuti forfettariamente. Oro, argento, platino, pietre, semilavorati, utensili e lavorazioni esterne non vengono dedotti analiticamente.

INPS Artigiani 2026

Per il titolare che lavora personalmente nel laboratorio con i requisiti dell’impresa artigiana, la gestione tipica è la Gestione INPS Artigiani. Nel 2026 l’aliquota ordinaria è del 24%, il minimale di reddito è pari a 18.808 euro e il contributo minimo annuale è circa 4.521,36 euro.

Sulla parte di reddito che supera il minimale si applica l’aliquota prevista; sopra la prima fascia pensionabile occorre applicare la maggiorazione prevista dalle regole INPS. La fonte ufficiale è la circolare INPS sui contributi Artigiani e Commercianti 2026.

Esempio produzione con 30.000 euro di ricavi

  • ricavi: 30.000 euro;
  • reddito forfettario al 67%: 20.100 euro;
  • INPS Artigiani stimato: circa 4.831,44 euro;
  • base fiscale: circa 15.268,56 euro;
  • imposta al 15%: circa 2.290,28 euro;
  • imposta al 5%: circa 763,43 euro.

Esempio produzione con 50.000 euro di ricavi

  • ricavi: 50.000 euro;
  • reddito forfettario al 67%: 33.500 euro;
  • INPS Artigiani stimato: circa 8.047,44 euro;
  • base fiscale: circa 25.452,56 euro;
  • imposta al 15%: circa 3.817,88 euro;
  • imposta al 5%: circa 1.272,63 euro.

Esempio produzione con 85.000 euro di ricavi

  • ricavi: 85.000 euro;
  • reddito forfettario al 67%: 56.950 euro;
  • INPS Artigiani stimato: circa 13.682,70 euro;
  • base fiscale: circa 43.267,30 euro;
  • imposta al 15%: circa 6.490,10 euro;
  • imposta al 5%: circa 2.163,37 euro.

In questo esempio il reddito supera la prima fascia pensionabile e la contribuzione sulla parte eccedente viene quindi calcolata con la maggiorazione prevista.

Tabella produzione orafa al 67%

RicaviReddito 67%INPS stimatoImposta 15%Imposta 5%
30.000 €20.100 €4.831,44 €2.290,28 €763,43 €
50.000 €33.500 €8.047,44 €3.817,88 €1.272,63 €
85.000 €56.950 €13.682,70 €6.490,10 €2.163,37 €

Gioielleria commerciale: coefficiente 40%

La pura vendita al dettaglio cambia completamente il calcolo. Con ATECO 47.77.00 il coefficiente è del 40% e il titolare può rientrare nella Gestione Commercianti.

Nel 2026 l’aliquota ordinaria dei commercianti è del 24,48%, comprensiva dell’aliquota aggiuntiva prevista per la gestione commerciale. Il minimale di reddito resta 18.808 euro.

Esempio gioielleria con 50.000 euro di ricavi

  • ricavi: 50.000 euro;
  • reddito forfettario al 40%: 20.000 euro;
  • INPS Commercianti stimato: circa 4.903,44 euro;
  • base fiscale: circa 15.096,56 euro;
  • imposta al 15%: circa 2.264,48 euro;
  • imposta al 5%: circa 754,83 euro.

Lo stesso fatturato produce quindi un reddito fiscale molto diverso a seconda che si tratti di produzione artigianale o di commercio. È essenziale non scegliere il coefficiente in base alla parola “gioielleria”, ma in base all’attività realmente svolta.

Imposta sostitutiva al 5% o al 15%

Il 15% è l’aliquota ordinaria del regime forfettario. Il 5% può spettare nei primi cinque periodi d’imposta quando sono rispettati tutti i requisiti previsti per una nuova attività.

Prima di applicarla occorre verificare, tra l’altro, che non si tratti di mera prosecuzione di un’attività precedente.

Riduzione INPS del 35%

Artigiani e commercianti in regime forfettario possono accedere, quando ricorrono le condizioni, al regime contributivo agevolato con riduzione del 35%. L’agevolazione non è automatica e modifica anche la base fiscale perché diminuisce l’importo dei contributi deducibili.

Oro, pietre e semilavorati: il vero costo del laboratorio

Per un orafo il costo dei materiali può essere molto elevato e variabile. Oro, platino, palladio, argento, diamanti e altre pietre possono assorbire una quota del fatturato superiore al 33% riconosciuto dal coefficiente della produzione.

Per questo la convenienza del forfettario va verificata con un conto economico reale e non soltanto confrontando il 5% o il 15% con l’IRPEF ordinaria.

Scorte e capitale immobilizzato

Una gioielleria o un laboratorio può immobilizzare molto capitale in metalli, pietre e prodotti finiti. Nel forfettario le rimanenze non vengono gestite come nel regime ordinario ai fini della determinazione analitica del reddito, ma restano un problema economico reale di liquidità.

Un fatturato elevato può quindi convivere con un margine contenuto se una parte importante delle risorse resta bloccata nelle scorte.

Marchio di identificazione dei metalli preziosi

Chi fabbrica oggetti in metalli preziosi deve verificare gli obblighi previsti dalla disciplina sui titoli e marchi di identificazione, compresa l’iscrizione nel Registro degli assegnatari tenuto dalla Camera di Commercio quando dovuta.

Il marchio del produttore non va confuso con il titolo del metallo: sono due elementi distinti della disciplina dei manufatti preziosi.

Vendita di gioielli propri e di terzi

L’orafo che vende i manufatti prodotti nel proprio laboratorio non diventa automaticamente un commerciante puro. Se però acquista stabilmente gioielli prodotti da terzi per rivenderli, la componente commerciale può richiedere un codice aggiuntivo e un diverso calcolo del reddito.

Riparazioni e lavorazioni conto terzi

Riparazioni, ridimensionamenti, saldature, lucidature e manutenzioni possono rientrare nel 95.25.00. Le lavorazioni conto terzi che comportano vera fabbricazione o trasformazione di gioielli possono invece restare nell’area produttiva.

Compro oro e gioielli usati: attività da separare

L’acquisto di oro e preziosi usati da privati non è una semplice estensione del laboratorio o della gioielleria. Il compro oro è sottoposto a disciplina specifica e deve essere valutato separatamente sotto il profilo autorizzativo, antiriciclaggio e fiscale.

TULPS e attività su preziosi usati

La compravendita di oggetti preziosi usati può comportare obblighi ulteriori rispetto alla normale produzione o vendita di nuovo. Prima di aggiungere l’attività è quindi necessario verificare autorizzazioni e registrazioni applicabili al modello concreto.

Reverse charge e operazioni in oro

Nel settore orafo esistono regole IVA particolari per determinate cessioni di materiale d’oro e semilavorati. Il regime forfettario non consente di ignorare automaticamente questi meccanismi: natura del bene, purezza, grado di lavorazione e soggetti coinvolti devono essere verificati caso per caso.

Attrezzature e sicurezza del laboratorio

Banco orafo, laminatoio, trafila, saldatrici, sistemi di fusione, lucidatrici, aspirazione, microscopi, utensili e strumenti di misura possono richiedere investimenti rilevanti.

Nel forfettario questi costi non vengono dedotti analiticamente. Devono però essere considerati nel margine economico reale, insieme a sicurezza, ventilazione, prodotti chimici e gestione dei residui.

Vendita online e marketplace

Vendere online non cambia automaticamente la natura dell’attività. Se il laboratorio vende la propria produzione, resta centrale la componente manifatturiera; se il negozio acquista e rivende prodotti di terzi, cresce la componente commerciale.

Reddito fiscale e margine reale

Con 50.000 euro di ricavi da produzione, il reddito fiscale lordo è 33.500 euro. Se però oro, pietre, lavorazioni esterne, energia, affitto e assicurazioni costano 22.000 euro, il margine economico segue una logica diversa da quella fiscale.

Il confronto tra costi reali e quota forfettaria del 33% è quindi uno dei controlli più importanti per un laboratorio orafo.

Commercialista e controllo periodico

Durante l’anno conviene controllare ricavi distinti per produzione, commercio e riparazione, contributi, scorte, prezzo dei metalli, margini, eventuali vendite di usato e adempimenti sui preziosi.

Per la gestione continuativa consulta anche la guida al commercialista per orafo e gioielliere e la guida sulla Partita IVA dell’orafo.

Errori da evitare nel calcolo delle tasse

  • usare il 67% anche per la pura vendita al dettaglio;
  • usare il 40% per una vera attività di produzione orafa;
  • confondere produzione, vendita e riparazione;
  • calcolare il 15% direttamente sui ricavi;
  • non dedurre i contributi obbligatori prima dell’imposta;
  • dare per automatica la Gestione Artigiani o Commercianti senza verificare il caso concreto;
  • ignorare il peso economico di oro, pietre e scorte;
  • considerare il compro oro una semplice estensione della gioielleria;
  • trascurare marchio e disciplina dei metalli preziosi.

Controlli periodici consigliati

  • ricavi distinti per produzione, vendita e riparazione;
  • coefficiente 67% o 40%;
  • Gestione Artigiani o Commercianti;
  • contributi effettivamente versati;
  • imposta sostitutiva 5%/15%;
  • costo dei metalli e delle pietre;
  • valore delle scorte;
  • investimenti e attrezzature;
  • vendite online e prodotti di terzi;
  • margine reale dopo tutti i costi.

Domande frequenti

Qual è il coefficiente forfettario dell’orafo?
Per la produzione con ATECO 32.12.20 il coefficiente è normalmente del 67%.

Qual è il coefficiente della gioielleria?
Per il commercio al dettaglio con ATECO 47.77.00 il coefficiente è del 40%.

Quanto paga un orafo con 50.000 euro di ricavi?
Nell’esempio artigiano al 67%, il reddito è 33.500 euro, l’INPS stimato circa 8.047,44 euro e l’imposta circa 3.817,88 euro al 15% oppure 1.272,63 euro al 5%.

Produzione e vendita possono avere due coefficienti diversi?
Sì. Se sono vere attività distinte, produzione e commercio possono richiedere codici e coefficienti differenti.

Il compro oro rientra automaticamente nella gioielleria?
No. È un’attività specifica con disciplina propria e va verificata separatamente.

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