Per calcolare tasse e contributi di un imbianchino in regime forfettario nel 2026 bisogna partire dal coefficiente di redditività dell’86% e dalla Gestione Artigiani INPS. Il codice ATECO 2025 di riferimento è 43.34.01 – Tinteggiatura. Il regime considera quindi fiscalmente come reddito l’86% dei ricavi, mentre solo il 14% rappresenta i costi riconosciuti in modo forfettario.
Questo punto è decisivo per l’imbianchino, perché pitture, rasanti, primer, nastri, teli, scale, ponteggi, piattaforme, furgone, carburante, subappalti e personale possono incidere molto più del 14%. Per questo il calcolo delle tasse va sempre affiancato al controllo del margine reale delle commesse.
Formula per calcolare le tasse dell’imbianchino
- somma i ricavi effettivamente incassati nell’anno;
- applica il coefficiente di redditività dell’86%;
- calcola i contributi INPS Artigiani, considerando il minimale;
- deduci i contributi previdenziali obbligatori versati;
- applica l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% quando spettante;
- confronta il 14% di costi presunti con pitture, materiali, attrezzature, ponteggi, furgone e subappalti reali.
ATECO imbianchino 2026: 43.34.01
Il codice 43.34.01 identifica la tinteggiatura interna ed esterna di edifici e altre lavorazioni di verniciatura comprese nella classificazione ATECO 2025.
Per apertura e inquadramento consulta la guida sulla Partita IVA dell’imbianchino e la guida sul commercialista per imbianchino.
Coefficiente di redditività: 86%
Per il codice 43.34.01 il coefficiente di redditività è dell’86%. In pratica, con 50.000 euro di ricavi il reddito forfettario lordo è pari a 43.000 euro.
Il restante 14% rappresenta i costi riconosciuti automaticamente dal regime. Pitture, vernici, rasanti, teli, DPI, attrezzature, noleggi e furgone non vengono dedotti analiticamente.
INPS Artigiani 2026
L’imbianchino che esercita personalmente e abitualmente l’attività in forma artigiana è normalmente iscritto alla Gestione Artigiani INPS.
Nel 2026 il reddito minimale è pari a 18.808 euro e l’aliquota ordinaria è del 24% fino alla prima fascia di reddito pensionabile di 56.224 euro. Il contributo minimo annuo complessivo del titolare è circa 4.521,36 euro. Il riferimento è la circolare INPS n. 14/2026.
Esempio con 30.000 euro di ricavi
- ricavi: 30.000 euro;
- reddito forfettario all’86%: 25.800 euro;
- INPS Artigiani: circa 6.199,44 euro;
- base imposta sostitutiva: circa 19.600,56 euro;
- imposta al 15%: circa 2.940,08 euro;
- imposta al 5%: circa 980,03 euro.
Esempio con 50.000 euro di ricavi
- reddito forfettario all’86%: 43.000 euro;
- INPS Artigiani: circa 10.327,44 euro;
- base imposta sostitutiva: circa 32.672,56 euro;
- imposta al 15%: circa 4.900,88 euro;
- imposta al 5%: circa 1.633,63 euro.
Esempio con 85.000 euro di ricavi
- reddito forfettario all’86%: 73.100 euro;
- INPS Artigiani: circa 17.720,20 euro;
- base imposta sostitutiva: circa 55.379,80 euro;
- imposta al 15%: circa 8.306,97 euro;
- imposta al 5%: circa 2.768,99 euro.
Tabella tasse imbianchino forfettario 2026
| Ricavi | Reddito 86% | INPS Artigiani | Imposta 15% | Imposta 5% |
|---|---|---|---|---|
| 30.000 € | 25.800 € | 6.199,44 € | 2.940,08 € | 980,03 € |
| 50.000 € | 43.000 € | 10.327,44 € | 4.900,88 € | 1.633,63 € |
| 85.000 € | 73.100 € | 17.720,20 € | 8.306,97 € | 2.768,99 € |
Riduzione INPS del 35%
L’imbianchino in regime forfettario può chiedere, se possiede i requisiti, il regime previdenziale agevolato con riduzione del 35% dei contributi Artigiani.
La riduzione non è automatica e può incidere sull’accredito contributivo utile alla pensione. Se applicata, modifica tutti gli esempi riportati sopra.
Imposta sostitutiva al 5% o al 15%
Il 15% è l’aliquota ordinaria del regime forfettario. Il 5% si applica soltanto quando sono rispettate tutte le condizioni previste per la nuova attività.
Per approfondire consulta la guida sull’imposta sostitutiva al 5% o al 15%.
Pitture, vernici e materiali
Pitture murali, primer, smalti, vernici, rasanti, stucchi, fissativi, nastri, teli e consumabili possono incidere molto sul costo della commessa.
Con coefficiente dell’86% il regime presume costi pari soltanto al 14%. Se il materiale viene acquistato direttamente dall’imbianchino, il margine va controllato prima di formulare il preventivo.
Materiali forniti dal cliente
Se il cliente acquista direttamente pitture e materiali, la commessa ha una componente di manodopera più elevata e un minore fabbisogno finanziario per l’imbianchino.
Quando invece i materiali vengono anticipati dall’impresa, il prezzo deve coprire non solo il costo di acquisto ma anche trasporto, gestione, scarti, resi e capitale immobilizzato.
Preparazione delle superfici
La redditività di un lavoro dipende molto dalla preparazione: raschiatura, stuccatura, carteggiatura, trattamento muffe, fissativo e protezione degli ambienti possono richiedere più tempo della sola pittura.
Nel preventivo conviene separare la preparazione dalla tinteggiatura vera e propria, evitando di quotare soltanto il numero di metri quadrati senza valutare lo stato del supporto.
Muffe, primer e cicli tecnici
Trattamenti antimuffa, consolidanti, primer, cicli traspiranti, pitture tecniche e prodotti per superfici problematiche richiedono materiali più costosi e tempi di preparazione superiori rispetto a una normale tinteggiatura.
Il preventivo dovrebbe quindi indicare il ciclo previsto e le condizioni del supporto. Promettere un semplice “prezzo al metro quadro” senza distinguere preparazione e prodotti tecnici può comprimere fortemente il margine della commessa.
Prezzo al metro quadro: quando può ingannare
Il prezzo al metro quadro è utile come riferimento commerciale, ma non fotografa sempre il costo reale del lavoro. Altezza dei locali, numero di colori, arredi da proteggere, condizioni delle pareti, accessibilità e tempi di asciugatura possono cambiare drasticamente le ore necessarie.
Per questo il margine va calcolato per commessa e non soltanto moltiplicando superficie per una tariffa standard.
Ponteggi, trabattelli e piattaforme
Facciate, vani scala e lavori in quota possono richiedere ponteggi, trabattelli o piattaforme aeree. Noleggio, trasporto, montaggio e tempi di fermo incidono sul costo reale.
Nel forfettario questi costi non vengono dedotti singolarmente. Devono quindi essere inclusi correttamente nel preventivo o addebitati come voce specifica.
Subappalti e lavorazioni affidate a terzi
Su commesse più grandi l’imbianchino può affidare a terzi parti del lavoro oppure collaborare con cartongessisti, muratori o altre imprese.
Nel forfettario il costo del subappalto non riduce analiticamente il reddito fiscale. Per questo va verificato il margine residuo dopo il compenso riconosciuto ai terzi.
DURC e rapporti con imprese e condomìni
Il DURC diventa particolarmente importante in appalti, subappalti e rapporti con imprese o committenti che verificano la regolarità contributiva.
Il regime forfettario non elimina questi obblighi. Per approfondire consulta la guida sul DURC online.
INAIL e sicurezza
Scale, trabattelli, piattaforme, prodotti chimici e lavori in quota rendono centrale la sicurezza. L’impresa deve verificare posizione INAIL, DPI, formazione e obblighi applicabili alle lavorazioni svolte.
Queste spese incidono sul margine economico anche quando non riducono analiticamente il reddito forfettario.
Patente a crediti nei cantieri
Se l’imbianchino opera fisicamente nei cantieri temporanei o mobili rientranti nel Titolo IV del D.Lgs. 81/2008, deve verificare l’obbligo della patente a crediti e le eventuali esclusioni previste.
Non basta il solo codice ATECO per determinare l’obbligo: conta il tipo di luogo di lavoro e l’attività concretamente svolta.
Facciate e lavori esterni
I lavori esterni possono richiedere più organizzazione rispetto agli interni: ponteggi, protezione da pioggia e vento, coordinamento con altre imprese, occupazione di suolo e tempi più lunghi.
Una commessa apparentemente redditizia può perdere margine se il preventivo non include noleggi, tempi morti e costi di accesso alle superfici.
Esempio: 50.000 euro di ricavi e 18.000 euro di costi reali
Con 50.000 euro di ricavi il coefficiente dell’86% presume costi per soli 7.000 euro. Se pitture, materiali, ponteggi, furgone, assicurazioni, attrezzature e subappalti costano invece 18.000 euro, l’incidenza reale arriva al 36%.
In una situazione simile il regime ordinario merita una simulazione completa, anche per valutare l’IVA detraibile sugli acquisti e sugli investimenti.
Acconti, SAL e principio di cassa
Per lavori rilevanti è utile prevedere acconto, eventuali stati avanzamento e saldo finale. Nel regime forfettario rilevano i ricavi effettivamente incassati nell’anno.
Un acconto prima dell’acquisto dei materiali riduce il fabbisogno finanziario e limita il rischio di anticipare grandi importi per conto del cliente.
Stagionalità e liquidità
Facciate e lavori esterni possono concentrarsi nei mesi più favorevoli, mentre contributi, assicurazioni, furgone e attrezzature generano uscite durante tutto l’anno.
Conviene quindi accantonare una quota degli incassi nei periodi di maggiore attività per imposte, INPS e costi fissi dei mesi con meno commesse.
Controlli periodici consigliati
- ricavi incassati;
- reddito forfettario all’86%;
- INPS Artigiani dovuto;
- imposta sostitutiva 5%/15%;
- costo di pitture e materiali;
- margine per commessa;
- ponteggi e piattaforme;
- subappalti e collaborazioni;
- DURC, INAIL e documentazione di cantiere;
- convenienza aggiornata tra forfettario e ordinario.
Errori da evitare nel calcolo delle tasse
- applicare il 15% direttamente ai ricavi;
- dimenticare il coefficiente dell’86%;
- ignorare il minimale INPS Artigiani;
- considerare automatica la riduzione INPS del 35%;
- trattare carta da parati, cartongesso e intonacatura come se fossero sempre tinteggiatura;
- ignorare materiali, ponteggi e subappalti nel margine reale;
- ritenere la patente a crediti sempre obbligatoria o sempre irrilevante senza verificare il cantiere;
- scegliere il forfettario senza confrontare il 14% di costi presunti con quelli effettivi.
Domande frequenti
Si applica il coefficiente dell’86% ai ricavi, si calcolano e deducono i contributi INPS Artigiani e sulla base residua si applica il 15% o il 5% quando spettante.
Nell’esempio il reddito forfettario è 43.000 euro, i contributi INPS circa 10.327 euro e l’imposta circa 4.901 euro al 15% o 1.634 euro al 5%.
Per ATECO 43.34.01 il coefficiente di redditività è dell’86%.
L’imbianchino artigiano applica normalmente il 24%, con minimale di reddito 18.808 euro e contributo minimo annuo di circa 4.521,36 euro, prima di eventuali agevolazioni.
No. Pitture, materiali, ponteggi, furgone, attrezzature e subappalti possono superare il 14% di costi riconosciuto dal coefficiente dell’86%. In questi casi va valutato anche il regime ordinario.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
