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Regime Forfettario

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Calcolo tasse fabbro forfettario: 67%, INPS ed esempi

Per calcolare tasse e contributi di un fabbro in regime forfettario nel 2026 bisogna prima distinguere il tipo di attività realmente svolta. Per molte attività di fabbricazione e lavorazione metallica il coefficiente è del 67%; per alcune attività di posa nella sezione costruzioni può invece essere dell’86%.

Come scenario principale di questa guida utilizziamo il fabbro artigiano che fabbrica cancelli, porte, telai e manufatti metallici con ATECO 25.12.10, Gestione Artigiani INPS e coefficiente del 67%. Separiamo poi il caso della posa con ATECO 43.32.02, perché a parità di ricavi il reddito fiscale può cambiare molto.

Formula per calcolare le tasse del fabbro

  1. individua il codice ATECO corretto in base alla lavorazione prevalente;
  2. somma i ricavi effettivamente incassati nell’anno;
  3. applica il coefficiente di redditività del 67% oppure dell’86% se previsto dal codice effettivo;
  4. calcola i contributi INPS Artigiani considerando minimale e fasce;
  5. deduci i contributi previdenziali obbligatori versati;
  6. applica l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% quando spettante;
  7. confronta la quota di costi presunti con ferro, acciaio, lavorazioni esterne, energia, furgone, macchinari e personale.

ATECO fabbro: 25.12.10, 25.53.00 e posa

Non esiste un unico codice valido per ogni fabbro. Il 25.12.10 è frequente per la fabbricazione di porte, finestre, telai, imposte e cancelli in metallo. Il 25.53.00 può riguardare altre lavorazioni e saldatura dei metalli, mentre carpenteria, riparazioni e posa possono richiedere codici diversi.

RF approfondisce l’inquadramento nella guida sulla Partita IVA del fabbro e nella guida sul commercialista per fabbro.

Coefficiente 67% per fabbricazione e lavorazioni metalliche

Per il 25.12.10 e per molte lavorazioni metalliche il coefficiente forfettario è del 67%. Il regime considera quindi reddito fiscale il 67% dei ricavi e presume costi pari al 33%.

Per un fabbro il 33% può sembrare elevato, ma ferro, acciaio, ferramenta, zincatura, verniciatura, energia, gas tecnici, manutenzione, macchinari e trasporti possono facilmente superare questa quota.

INPS Artigiani 2026

Il fabbro che lavora personalmente e abitualmente nella propria impresa rientra normalmente nella Gestione Artigiani INPS. Nel 2026 l’aliquota ordinaria è del 24%, con reddito minimale di 18.808 euro e contributo minimo annuo di circa 4.521,36 euro.

Sopra la prima fascia di reddito pensionabile di 56.224 euro, l’aliquota IVS aumenta di un punto percentuale sulla parte eccedente. Il riferimento è la circolare INPS n. 14/2026.

Esempio con 30.000 euro di ricavi

  • ricavi: 30.000 euro;
  • reddito forfettario al 67%: 20.100 euro;
  • INPS Artigiani: circa 4.831,44 euro;
  • base imposta sostitutiva: circa 15.268,56 euro;
  • imposta al 15%: circa 2.290,28 euro;
  • imposta al 5%: circa 763,43 euro.

Il totale tra contributi e imposta è quindi circa 7.121,72 euro con aliquota al 15% oppure circa 5.594,87 euro con aliquota al 5%, prima dei costi reali dell’attività.

Esempio con 50.000 euro di ricavi

  • reddito forfettario al 67%: 33.500 euro;
  • INPS Artigiani: circa 8.047,44 euro;
  • base imposta sostitutiva: circa 25.452,56 euro;
  • imposta al 15%: circa 3.817,88 euro;
  • imposta al 5%: circa 1.272,63 euro.

Il totale fiscale e previdenziale è circa 11.865,32 euro con aliquota al 15% oppure circa 9.320,07 euro con aliquota al 5%.

Esempio con 85.000 euro di ricavi

  • reddito forfettario al 67%: 56.950 euro;
  • INPS Artigiani: circa 13.682,70 euro;
  • base imposta sostitutiva: circa 43.267,30 euro;
  • imposta al 15%: circa 6.490,10 euro;
  • imposta al 5%: circa 2.163,37 euro.

In questo esempio una parte del reddito supera la prima fascia INPS. Il totale tra contributi e imposta è circa 20.172,80 euro con aliquota al 15% oppure circa 15.846,07 euro con aliquota al 5%.

Tabella tasse fabbro forfettario 2026

RicaviReddito 67%INPS ArtigianiImposta 15%Imposta 5%
30.000 €20.100 €4.831,44 €2.290,28 €763,43 €
50.000 €33.500 €8.047,44 €3.817,88 €1.272,63 €
85.000 €56.950 €13.682,70 €6.490,10 €2.163,37 €

Caso posa 43.32.02: coefficiente 86%

Quando l’attività prevalente è la posa in opera di infissi e manufatti già realizzati, può entrare in gioco il codice 43.32.02, appartenente alla sezione costruzioni e con coefficiente dell’86%.

Con 50.000 euro di ricavi il reddito forfettario diventa 43.000 euro, contro 33.500 euro con coefficiente 67%. I contributi Artigiani dell’esempio salgono a circa 10.327,44 euro; la base fiscale è circa 32.672,56 euro e l’imposta circa 4.900,88 euro al 15% oppure 1.633,63 euro al 5%.

Attività miste: fabbricazione e posa

Molti fabbri fabbricano in officina e poi montano il manufatto presso il cliente. Se vengono utilizzati più codici con coefficienti diversi, i ricavi devono essere attribuiti correttamente alle attività effettivamente svolte.

Non è corretto spostare ricavi da un’attività all’altra per ottenere un coefficiente più favorevole. La classificazione deve riflettere contratti, fatture e operatività reale.

Riduzione INPS del 35%

Il fabbro forfettario iscritto alla Gestione Artigiani può richiedere, se possiede i requisiti, il regime previdenziale agevolato con riduzione del 35%.

La riduzione non è automatica e può incidere sull’accredito contributivo utile ai fini pensionistici. Se applicata, modifica tutti gli esempi riportati sopra.

Imposta sostitutiva al 5% o al 15%

Il 15% è l’aliquota ordinaria del regime forfettario. Il 5% spetta soltanto quando sono rispettate tutte le condizioni previste per una nuova attività.

Per approfondire consulta la guida sull’imposta sostitutiva al 5% o al 15%.

Materiali metallici e margine reale

Ferro, acciaio, alluminio, profili, ferramenta, serrature, vernici e componenti possono incidere in modo molto significativo sul costo di una commessa.

Nel forfettario questi costi non vengono dedotti analiticamente. Il prezzo deve quindi coprire materiale, ore di officina, lavorazioni esterne, trasporto, posa e margine per imprevisti.

Zincatura, verniciatura e lavorazioni esterne

Zincatura, verniciatura a polvere, taglio laser, piegatura e lavorazioni affidate a terzi possono aumentare rapidamente il costo della commessa.

Se il fabbro fattura l’intero lavoro al cliente, il costo del terzista resta un costo economico reale che nel forfettario non riduce analiticamente il reddito.

Pronto intervento e riparazioni

Riparazioni urgenti, apertura o sistemazione di porte metalliche, interventi serali e chiamate fuori zona hanno una struttura di costo diversa dalla normale fabbricazione in officina.

È utile prevedere un diritto di chiamata o una tariffa minima che copra trasferimento, tempo improduttivo, disponibilità e primo intervento.

Laboratorio, energia e macchinari

Affitto del laboratorio, energia elettrica, saldatrici, compressori, troncatrici, presse, piegatrici, aspirazione e manutenzione sono costi strutturali tipici.

Quando questi costi diventano elevati, il confronto tra il 33% presunto e i costi reali diventa essenziale per valutare la convenienza del forfettario.

Furgone e trasporto dei manufatti

Cancelli, inferriate, telai e strutture metalliche richiedono spesso un furgone o un mezzo adeguato per il trasporto. Carburante, manutenzione, assicurazione e tempo di carico/scarico incidono sul costo reale della commessa.

Nel forfettario questi costi non vengono dedotti analiticamente, quindi vanno incorporati nel preventivo e nel confronto tra redditività fiscale e margine economico effettivo.

INAIL e sicurezza

Taglio, saldatura, molatura e movimentazione di manufatti espongono a rischi specifici. Il fabbro artigiano deve quindi verificare posizione INAIL e obblighi di sicurezza connessi alle lavorazioni svolte.

DPI, aspirazione fumi, formazione e manutenzione delle attrezzature sono costi economici reali che vanno considerati nel prezzo delle commesse.

Cantieri e patente a crediti

Se il fabbro opera fisicamente in cantieri temporanei o mobili per montare cancelli, parapetti, strutture o altri manufatti, va verificato l’obbligo della patente a crediti previsto dalla disciplina vigente.

Il testo aggiornato del D.Lgs. 81/2008 è disponibile presso l’Ispettorato Nazionale del Lavoro. Le mere forniture e gli altri casi esclusi vanno distinti dall’effettiva attività svolta in cantiere.

Acconti, SAL e principio di cassa

Nei lavori su misura è frequente richiedere un acconto per acquistare il materiale, un pagamento intermedio e il saldo alla consegna o posa.

Nel regime forfettario conta il principio di cassa: rilevano le somme effettivamente incassate nell’anno, non il solo valore del preventivo o della fattura non ancora pagata.

Esempio: 50.000 euro di ricavi e 22.000 euro di costi reali

Con 50.000 euro di ricavi e coefficiente del 67%, il forfettario presume costi per 16.500 euro. Se materiali, lavorazioni esterne, energia, furgone, assicurazioni e attrezzature costano invece 22.000 euro, l’incidenza reale arriva al 44%.

In una situazione simile il regime ordinario merita una simulazione completa prima di confermare il forfettario.

Controlli periodici consigliati

  • ricavi incassati;
  • ATECO utilizzati e coefficienti applicati;
  • INPS Artigiani dovuto;
  • imposta sostitutiva 5%/15%;
  • costo materiali per commessa;
  • lavorazioni esterne;
  • costi di laboratorio e macchinari;
  • INAIL e sicurezza;
  • margine reale di fabbricazione e posa;
  • convenienza aggiornata tra forfettario e ordinario.

Errori da evitare nel calcolo delle tasse

  • applicare il 15% direttamente sui ricavi;
  • usare sempre il 67% senza verificare se una parte rilevante è posa all’86%;
  • usare sempre l’86% anche quando l’attività principale è fabbricazione;
  • dimenticare il minimale INPS Artigiani;
  • considerare automatica la riduzione INPS del 35%;
  • ignorare materiali e lavorazioni esterne nel margine reale;
  • confondere fabbro, serramentista e semplice posa;
  • scegliere il forfettario senza confrontare i costi presunti con quelli effettivi.

Domande frequenti

Come si calcolano le tasse di un fabbro forfettario?

Per molte attività di fabbricazione e lavorazione metallica si applica il coefficiente del 67%, si calcolano e deducono i contributi INPS Artigiani e sulla base residua si applica il 15% o il 5% quando spettante.

Quanto paga con 50.000 euro di ricavi?

Nell’esempio con coefficiente 67%, il reddito forfettario è 33.500 euro, i contributi INPS Artigiani circa 8.047 euro e l’imposta circa 3.818 euro al 15% o 1.273 euro al 5%.

Qual è il coefficiente forfettario del fabbro?

Dipende dall’attività. Molte lavorazioni e fabbricazioni metalliche hanno coefficiente 67%, mentre alcune attività di posa nella sezione costruzioni hanno coefficiente 86%.

Quanto paga di INPS un fabbro nel 2026?

Il fabbro artigiano applica normalmente l’aliquota del 24%, con reddito minimale 18.808 euro e contributo minimo annuo di circa 4.521,36 euro; oltre la prima fascia l’aliquota aumenta sulla parte eccedente.

Il forfettario conviene sempre a un fabbro?

No. Ferro, acciaio, lavorazioni esterne, laboratorio, mezzi e personale possono incidere molto sui ricavi. Se i costi reali superano la quota presunta dal coefficiente, va confrontato anche il regime ordinario.

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