Per calcolare tasse e contributi di un event planner in regime forfettario nel 2026 bisogna prima capire se l’attività è organizzata come impresa oppure svolta come vera consulenza professionale personale. Nel primo caso il riferimento previdenziale è normalmente la Gestione Commercianti; nel secondo può essere la Gestione Separata INPS.
Per l’organizzazione di eventi il coefficiente forfettario è normalmente del 67%, ma il codice ATECO cambia in base al tipo di evento: 82.30.03 per convegni ed eventi aziendali, 82.30.09 per altri eventi della classe e 96.99.93 per feste e cerimonie private. Conferenze e congressi hanno invece il codice 82.30.01.
Formula per calcolare le tasse dell’event planner
- individua il codice ATECO corretto in base agli eventi realmente organizzati;
- somma i ricavi effettivamente incassati;
- applica il coefficiente del 67% per le attività di organizzazione considerate in questa guida;
- verifica se la previdenza corretta è Gestione Commercianti o Gestione Separata;
- calcola e deduci i contributi obbligatori versati;
- applica l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% quando spettante;
- confronta il 33% di costi presunti con fornitori, location, allestimenti, personale, trasferte e altri costi reali.
Quale ATECO usa un event planner?
| Attività | ATECO 2025 |
|---|---|
| Conferenze e congressi | 82.30.01 |
| Convegni ed eventi aziendali | 82.30.03 |
| Altri eventi della classe | 82.30.09 |
| Feste e cerimonie private | 96.99.93 |
La scelta dipende dall’attività effettiva. RF approfondisce il tema nella guida sulla Partita IVA dell’organizzatore di eventi e nella guida sul commercialista per event planner.
Coefficiente forfettario: 67%
Per i codici di organizzazione eventi dell’area 82.30 e per 96.99.93 il coefficiente di redditività è normalmente del 67%. Il regime presume quindi costi pari al 33% dei ricavi.
Una vera attività di sola consulenza classificata in un codice professionale diverso può invece avere un coefficiente differente, ad esempio il 78%. Se vengono svolte più attività, i ricavi vanno separati e a ciascun codice si applica il coefficiente previsto.
Event planner impresa: Gestione Commercianti 2026
Quando l’event planner organizza e coordina strutturalmente fornitori, location, allestimenti, personale e logistica, l’attività assume normalmente natura d’impresa. In questo scenario il riferimento previdenziale è spesso la Gestione Commercianti INPS.
Nel 2026 il reddito minimale è di 18.808 euro, l’aliquota ordinaria dei Commercianti è del 24,48% fino alla prima fascia di 56.224 euro e il contributo minimo annuo del titolare è circa 4.611,64 euro. Oltre la prima fascia, l’aliquota aumenta di un punto percentuale sulla parte eccedente. Il riferimento aggiornato è la pagina INPS sui contributi Artigiani e Commercianti 2026.
Esempio con 30.000 euro di ricavi
- ricavi: 30.000 euro;
- reddito forfettario al 67%: 20.100 euro;
- INPS Commercianti: circa 4.927,92 euro;
- base imposta sostitutiva: circa 15.172,08 euro;
- imposta al 15%: circa 2.275,81 euro;
- imposta al 5%: circa 758,60 euro.
Il totale tra contributi e imposta è circa 7.203,73 euro con aliquota al 15% oppure circa 5.686,52 euro con aliquota al 5%, prima dei costi reali dell’attività.
Esempio con 50.000 euro di ricavi
- reddito forfettario al 67%: 33.500 euro;
- INPS Commercianti: circa 8.208,24 euro;
- base imposta sostitutiva: circa 25.291,76 euro;
- imposta al 15%: circa 3.793,76 euro;
- imposta al 5%: circa 1.264,59 euro.
Il totale fiscale e previdenziale è circa 12.002 euro con aliquota al 15% oppure circa 9.472,83 euro con aliquota al 5%.
Esempio con 85.000 euro di ricavi
- reddito forfettario al 67%: 56.950 euro;
- INPS Commercianti: circa 13.956,06 euro;
- base imposta sostitutiva: circa 42.993,94 euro;
- imposta al 15%: circa 6.449,09 euro;
- imposta al 5%: circa 2.149,70 euro.
In questo esempio una parte del reddito supera la prima fascia INPS. Il totale tra contributi e imposta è circa 20.405,15 euro con aliquota al 15% oppure circa 16.105,76 euro con aliquota al 5%.
Tabella tasse event planner impresa 2026
| Ricavi | Reddito 67% | INPS Commercianti | Imposta 15% | Imposta 5% |
|---|---|---|---|---|
| 30.000 € | 20.100 € | 4.927,92 € | 2.275,81 € | 758,60 € |
| 50.000 € | 33.500 € | 8.208,24 € | 3.793,76 € | 1.264,59 € |
| 85.000 € | 56.950 € | 13.956,06 € | 6.449,09 € | 2.149,70 € |
Event planner professionista: Gestione Separata 26,07%
Se l’attività consiste realmente in coordinamento e consulenza personale senza struttura d’impresa prevalente, può essere appropriata la Gestione Separata INPS.
Nel 2026 l’aliquota per il professionista senza altra previdenza obbligatoria è del 26,07%. Con 50.000 euro di ricavi e coefficiente del 67%, il reddito forfettario è 33.500 euro; i contributi sono circa 8.733,45 euro, la base fiscale circa 24.766,55 euro e l’imposta circa 3.714,98 euro al 15% oppure 1.238,33 euro al 5%.
Il riferimento aggiornato è la pagina INPS sulle aliquote della Gestione Separata 2026.
Imposta sostitutiva al 5% o al 15%
Il 15% è l’aliquota ordinaria del regime forfettario. Il 5% spetta soltanto se sono rispettate tutte le condizioni previste per una nuova attività.
Per approfondire consulta la guida sull’imposta sostitutiva al 5% o al 15%.
Fornitori: quando diventano il vero problema del forfettario
Location, catering, service audio-video, allestimenti, hostess, fotografi, sicurezza, trasporti e intrattenimento possono assorbire una parte molto elevata del budget.
Nel forfettario questi costi non vengono dedotti analiticamente. Se l’organizzatore fattura al cliente l’intero pacchetto e acquista direttamente i servizi, il 33% di costi presunti può essere molto inferiore ai costi reali.
Esempio: evento da 20.000 euro con 14.000 euro di fornitori
Se l’event planner fattura un evento per 20.000 euro e sostiene direttamente 14.000 euro di costi per fornitori, il margine economico lordo prima delle altre spese è 6.000 euro.
Il forfettario, però, presume costi pari solo al 33%, cioè 6.600 euro. La differenza mostra perché il regime può diventare poco conveniente quando l’organizzatore acquista molti servizi in proprio.
Anticipazioni e rimborsi: non sono tutti esclusi dai ricavi
Una somma ricevuta dal cliente per pagare un fornitore non diventa automaticamente un rimborso escluso dai ricavi. Occorre distinguere il normale riaddebito da una vera anticipazione effettuata in nome e per conto del cliente, correttamente documentata.
Il contratto e l’intestazione delle fatture dei fornitori sono quindi essenziali per capire chi sostiene realmente il costo e come deve essere trattato fiscalmente.
Acconti e caparre
Gli eventi vengono spesso prenotati mesi prima. Acconti e caparre aiutano a finanziare i primi fornitori e a proteggere l’organizzatore da cancellazioni tardive.
Nel regime forfettario conta il principio di cassa: le somme rilevano fiscalmente quando vengono effettivamente incassate, secondo la loro natura.
Cancellazioni, rinvii e penali
Contratti ben scritti dovrebbero stabilire cosa accade in caso di cancellazione, rinvio, indisponibilità della location, condizioni meteo o forza maggiore.
È utile definire quali importi sono rimborsabili, quali costi già sostenuti restano a carico del cliente e come vengono gestite le penali dei fornitori.
SIAE e musica negli eventi
Quando durante l’evento viene utilizzata musica tutelata va verificata la licenza appropriata. SIAE prevede procedure specifiche anche per eventi aziendali e promozionali.
Il riferimento operativo è la pagina SIAE dedicata agli eventi aziendali e promozionali. Contratto con artisti, eventuali adempimenti dello spettacolo e licenza musicale restano aspetti distinti.
Eventi aziendali, workshop e feste private
Il tipo di cliente e soprattutto il tipo di evento determinano il codice corretto. Un evento aziendale non va classificato automaticamente come una festa privata e un matrimonio non va ricondotto ai codici dei convegni.
Per chi lavora in più segmenti può essere necessario utilizzare più codici e separare correttamente i ricavi.
Wedding planner ed event planner: quando cambiano le regole
ATECO 2025 identifica espressamente l’organizzazione di feste e cerimonie personali, compresa l’attività di wedding planner, nel codice 96.99.93.
Per matrimoni, compleanni, battesimi e altre cerimonie private il coefficiente resta normalmente del 67%, ma la gestione contrattuale di fornitori, acconti e cancellazioni può essere diversa rispetto a un evento aziendale.
Trasferte, sopralluoghi e destination event
Sopralluoghi, trasferte, pernottamenti e viaggi possono diventare rilevanti quando l’event planner lavora fuori regione o organizza eventi in altre città o all’estero.
Nel forfettario queste spese non vengono dedotte analiticamente. Il preventivo deve quindi incorporare correttamente il costo del tempo e della trasferta.
Collaboratori, hostess e personale
Gli eventi possono richiedere collaboratori, hostess, tecnici e personale operativo. Se vengono contrattualizzati direttamente dall’organizzatore, aumentano i costi reali della commessa.
Nel forfettario va inoltre monitorato il limite previsto per le spese di lavoro dipendente e assimilato, perché può incidere sulla permanenza nel regime.
Esempio: 50.000 euro di ricavi e 25.000 euro di costi reali
Con 50.000 euro di ricavi il coefficiente del 67% presume costi per 16.500 euro. Se fornitori, location, personale, trasferte e software costano invece 25.000 euro, l’incidenza reale è del 50%.
In una situazione simile il regime ordinario merita una simulazione completa prima di confermare il forfettario.
Controlli periodici consigliati
- ricavi incassati;
- codici ATECO utilizzati;
- Gestione Commercianti o Gestione Separata;
- imposta sostitutiva 5%/15%;
- acconti e saldi;
- costi dei fornitori per evento;
- margine reale delle commesse;
- anticipazioni e rimborsi documentati;
- SIAE e altri adempimenti dell’evento;
- convenienza aggiornata tra forfettario e ordinario.
Errori da evitare nel calcolo delle tasse
- usare un solo ATECO per qualsiasi evento;
- applicare il 15% direttamente sui ricavi;
- dimenticare il coefficiente del 67%;
- usare automaticamente la Gestione Separata per un’attività organizzata come impresa;
- usare automaticamente la Gestione Commercianti per una vera consulenza personale;
- considerare ogni riaddebito un rimborso escluso dai ricavi;
- ignorare fornitori, location e personale nel margine reale;
- scegliere il forfettario senza confrontare il 33% di costi presunti con i costi effettivi.
Domande frequenti
Per le attività di organizzazione considerate nella guida si applica normalmente il coefficiente del 67%, si calcolano e deducono i contributi previdenziali obbligatori e sulla base residua si applica il 15% o il 5% quando spettante.
Nell’esempio come impresa in Gestione Commercianti, il reddito forfettario è 33.500 euro, i contributi circa 8.208 euro e l’imposta circa 3.794 euro al 15% o 1.265 euro al 5%.
Per i codici di organizzazione eventi dell’area 82.30 e per 96.99.93 il coefficiente è normalmente del 67%. Una vera consulenza professionale con un codice diverso può avere un coefficiente differente.
Dipende dall’organizzazione concreta. L’attività strutturata come impresa è normalmente coerente con la Gestione Commercianti; una vera consulenza personale senza struttura d’impresa può essere Gestione Separata.
No. Un normale riaddebito può entrare nei ricavi. Le vere anticipazioni in nome e per conto del cliente richiedono presupposti contrattuali e documentali corretti.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
