Per calcolare tasse e contributi di un elettricista forfettario nel 2026 bisogna partire dai ricavi incassati, applicare il coefficiente di redditività dell’86%, calcolare i contributi INPS Artigiani e poi applicare l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% quando spettante.
Per l’installazione di impianti elettrici, illuminazione e fotovoltaico negli edifici il codice ATECO 2025 di riferimento è normalmente 43.21.01. L’elettricista che lavora in proprio è di regola un’impresa artigiana e deve coordinare fiscalità, requisiti del D.M. 37/2008, responsabile tecnico, INPS, INAIL e costi reali di materiali e cantieri.
Formula per calcolare le tasse dell’elettricista
- somma i ricavi effettivamente incassati nell’anno;
- applica il coefficiente di redditività dell’86%;
- calcola i contributi INPS Artigiani tenendo conto di minimale e fasce;
- deduci i contributi previdenziali obbligatori versati;
- applica l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% quando spettante;
- confronta il 14% di costi presunti con materiali, veicolo, attrezzature, personale, subappalti e altri costi reali.
ATECO elettricista 2026: 43.21.01
ATECO 2025 individua nel codice 43.21.01 – Installazione di impianti di illuminazione e fotovoltaici in edifici l’attività principale tipica dell’elettricista che opera negli edifici.
RF approfondisce la classificazione nella guida sulla Partita IVA dell’elettricista e la gestione continuativa nella guida sul commercialista per elettricista.
Coefficiente di redditività: 86%
Per il codice 43.21.01 il coefficiente di redditività del regime forfettario è dell’86%. Il sistema presume quindi costi pari soltanto al 14% dei ricavi.
Questo è un punto decisivo per l’elettricista: materiali, cavi, quadri, componenti, furgone, attrezzature, carburante, collaboratori e subappalti possono facilmente superare il 14% dei ricavi.
INPS Artigiani 2026
Nel 2026 la Gestione Artigiani prevede un’aliquota ordinaria del 24%, un reddito minimale di 18.808 euro e un contributo minimo annuo di circa 4.521,36 euro.
Sopra la prima fascia di reddito pensionabile di 56.224 euro, l’aliquota IVS aumenta al 25% sulla parte eccedente. Il riferimento ufficiale è la circolare INPS n. 14/2026.
Esempio con 30.000 euro di ricavi
- ricavi: 30.000 euro;
- reddito forfettario all’86%: 25.800 euro;
- INPS Artigiani: circa 6.199,44 euro;
- base imposta sostitutiva: circa 19.600,56 euro;
- imposta al 15%: circa 2.940,08 euro;
- imposta al 5%: circa 980,03 euro.
Il totale tra contributi e imposta è quindi circa 9.139,52 euro con aliquota al 15% oppure circa 7.179,47 euro con aliquota al 5%, prima di INAIL e costi reali dell’attività.
Esempio con 50.000 euro di ricavi
- reddito forfettario all’86%: 43.000 euro;
- INPS Artigiani: circa 10.327,44 euro;
- base imposta sostitutiva: circa 32.672,56 euro;
- imposta al 15%: circa 4.900,88 euro;
- imposta al 5%: circa 1.633,63 euro.
Il totale fiscale e previdenziale è circa 15.228,32 euro con aliquota al 15% oppure circa 11.961,07 euro con aliquota al 5%.
Esempio con 85.000 euro di ricavi
- reddito forfettario all’86%: 73.100 euro;
- INPS Artigiani: circa 17.720,20 euro;
- base imposta sostitutiva: circa 55.379,80 euro;
- imposta al 15%: circa 8.306,97 euro;
- imposta al 5%: circa 2.768,99 euro.
In questo esempio la parte di reddito oltre 56.224 euro sconta l’aliquota del 25%. Il totale tra contributi e imposta è circa 26.027,17 euro con aliquota al 15% oppure circa 20.489,19 euro con aliquota al 5%.
Tabella tasse elettricista forfettario 2026
| Ricavi | Reddito 86% | INPS | Imposta 15% | Imposta 5% |
|---|---|---|---|---|
| 30.000 € | 25.800 € | 6.199,44 € | 2.940,08 € | 980,03 € |
| 50.000 € | 43.000 € | 10.327,44 € | 4.900,88 € | 1.633,63 € |
| 85.000 € | 73.100 € | 17.720,20 € | 8.306,97 € | 2.768,99 € |
Riduzione INPS del 35%
L’elettricista forfettario iscritto alla Gestione Artigiani può richiedere, se possiede i requisiti, il regime previdenziale agevolato con riduzione del 35%.
La riduzione non è automatica e incide anche sull’accredito contributivo pensionistico. Se applicata, modifica in modo sensibile tutti gli esempi precedenti.
Imposta sostitutiva al 5% o al 15%
Il 15% è l’aliquota ordinaria del regime forfettario. Il 5% spetta soltanto quando sono rispettate tutte le condizioni previste per una nuova attività.
Per approfondire consulta la guida sull’imposta sostitutiva al 5% o al 15%.
D.M. 37/2008 e responsabile tecnico
L’attività di installazione degli impianti è regolamentata. L’impresa deve disporre di un responsabile tecnico con i requisiti tecnico-professionali previsti dal D.M. 37/2008.
Il codice ATECO corretto non sostituisce i requisiti professionali. Fiscalità e abilitazione tecnica devono essere coerenti ma restano due piani distinti.
Dichiarazione di conformità
Nei casi previsti dal D.M. 37/2008, al termine dei lavori l’impresa installatrice deve rilasciare la dichiarazione di conformità con la documentazione richiesta.
Questo adempimento non modifica le tasse, ma incide sul tempo operativo e sull’organizzazione della commessa e va quindi considerato nel prezzo del lavoro.
INAIL e sicurezza
L’elettricista artigiano deve verificare anche la posizione INAIL e gli obblighi di sicurezza legati alle lavorazioni svolte.
Il premio INAIL non è uguale per tutti e dipende dalla lavorazione assicurata e dalla posizione concreta dell’impresa. Va considerato come costo aggiuntivo rispetto a imposta e INPS.
Materiali: il vero punto critico del coefficiente 86%
Il forfettario riconosce costi presunti pari solo al 14% dei ricavi. Per un elettricista che acquista molto materiale questa percentuale può essere molto bassa rispetto alla realtà.
Cavi, quadri, magnetotermici, differenziali, frutti, canaline, illuminazione, inverter, moduli e sistemi di accumulo possono incidere pesantemente sul margine della commessa.
Pronto intervento e diritto di chiamata
Gli interventi urgenti hanno una struttura di costo diversa da una commessa programmata. Spostamento immediato, disponibilità serale o festiva, diagnosi rapida e materiale utilizzato possono rendere poco conveniente una tariffa troppo bassa.
È utile prevedere un diritto di chiamata o una tariffa minima che copra viaggio, tempo improduttivo e primo intervento, lasciando separati eventuali materiali e lavorazioni ulteriori.
Anticipi per materiali e forniture
Nei lavori che richiedono quadri, cavi, inverter, batterie o componenti costosi, anticipare interamente il materiale può assorbire molta liquidità. Un acconto iniziale aiuta a finanziare la commessa e riduce il rischio finanziario.
Nel forfettario il costo dei materiali non viene dedotto analiticamente: per questo il prezzo deve incorporare correttamente fornitura, ricarico, gestione dell’ordine e rischio di sostituzioni o resi.
Esempio: 50.000 euro di ricavi e 20.000 euro di costi reali
Con 50.000 euro di ricavi il forfettario presume costi per soli 7.000 euro. Se materiali, carburante, furgone, assicurazioni, utensili e subappalti costano invece 20.000 euro, l’incidenza reale è del 40%.
In una situazione simile il regime ordinario merita una simulazione completa: la differenza tra 14% presunto e 40% reale è troppo grande per essere ignorata.
Furgone, carburante e attrezzature
Furgone, carburante, manutenzione, scale, tester, utensili, strumenti di misura e dispositivi di protezione sono costi ricorrenti tipici.
Nel forfettario questi costi non vengono dedotti analiticamente. Devono quindi essere incorporati correttamente nei prezzi delle commesse.
Cantieri e trasferte
Quando l’elettricista lavora in cantiere aumentano tempi di accesso, coordinamento, trasferte, sicurezza e documentazione.
Un cantiere lontano o frammentato può assorbire molto più tempo di un intervento locale anche se il valore del lavoro appare simile.
Subappalti e collaboratori
Subappaltare una parte del lavoro o utilizzare collaboratori può aiutare a gestire commesse più grandi, ma aumenta i costi reali.
Nel forfettario il costo del subappalto non riduce analiticamente il reddito fiscale. Per questo va misurato il margine di ogni commessa prima di accettarla.
Fotovoltaico, accumulo e wallbox
L’ATECO 43.21.01 comprende anche installazioni fotovoltaiche negli edifici. Lavori su accumulo, wallbox e sistemi integrati possono aumentare il valore medio delle commesse ma anche il costo dei materiali.
Più cresce la componente materiale rispetto alla manodopera, più diventa importante confrontare il coefficiente dell’86% con la marginalità reale.
Manutenzioni ricorrenti e contratti periodici
Per condomini, negozi, uffici e piccole imprese può essere utile lavorare con manutenzioni programmate o contratti periodici. Il vantaggio è una maggiore prevedibilità degli incassi, ma il canone deve coprire chiamate incluse, verifiche, trasferte e piccoli interventi.
È utile distinguere chiaramente attività comprese nel canone e lavori extra, per evitare che richieste frequenti trasformino un cliente apparentemente redditizio in una commessa a margine basso.
Acconti, SAL e principio di cassa
Nei lavori più grandi è frequente utilizzare acconti o stati avanzamento lavori. Nel forfettario conta il principio di cassa: rilevano le somme effettivamente incassate nell’anno.
È quindi utile distinguere preventivo, acconti, SAL, saldo finale e crediti ancora aperti.
Controlli periodici consigliati
- ricavi incassati;
- reddito forfettario stimato;
- INPS Artigiani dovuto;
- imposta sostitutiva 5%/15%;
- costo materiali per commessa;
- furgone, carburante e attrezzature;
- subappalti e collaboratori;
- INAIL e sicurezza;
- margine reale dei cantieri;
- convenienza aggiornata tra forfettario e ordinario.
Errori da evitare nel calcolo delle tasse
- applicare il 15% direttamente sui ricavi;
- dimenticare il coefficiente dell’86%;
- ignorare il minimale INPS Artigiani;
- non applicare il 25% oltre la prima fascia quando dovuto;
- considerare automatica la riduzione INPS del 35%;
- confondere codice ATECO e requisiti del D.M. 37/2008;
- ignorare materiali e subappalti nel margine reale;
- scegliere il forfettario senza confrontare il 14% di costi presunti con quelli effettivi.
Domande frequenti
Si applica il coefficiente dell’86% ai ricavi, si calcolano e deducono i contributi INPS Artigiani e sulla base residua si applica il 15% o il 5% quando spettante.
Nell’esempio 2026 il reddito forfettario è 43.000 euro, i contributi INPS Artigiani circa 10.327 euro e l’imposta circa 4.901 euro al 15% o 1.634 euro al 5%.
Per ATECO 43.21.01 il coefficiente di redditività è dell’86%, quindi il regime presume costi pari soltanto al 14% dei ricavi.
L’elettricista artigiano ha aliquota ordinaria del 24%, minimale di reddito 18.808 euro e contributo minimo annuo di circa 4.521,36 euro; oltre la prima fascia l’aliquota sale al 25% sulla parte eccedente.
No. Il coefficiente dell’86% presume solo il 14% di costi; se materiali, mezzi, attrezzature e subappalti incidono di più, va confrontato con il regime ordinario.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
