Per calcolare tasse e contributi di un chimico forfettario nel 2026 bisogna distinguere reddito fiscale, contributi EPAP e contributo integrativo in fattura. Per molte attività professionali scientifiche svolte dal chimico il coefficiente di redditività è del 78%, ma il dato va sempre verificato sul codice ATECO effettivamente adottato.
Il chimico iscritto all’Albo che esercita la libera professione rientra normalmente nell’EPAP. Nel 2026 l’Ente prevede contributo soggettivo del 10% del reddito netto, solidarietà dello 0,2%, contributo integrativo del 4% sul volume d’affari e contributo di maternità annuale.
Formula per calcolare le tasse del chimico
- individua il codice ATECO realmente coerente con l’attività;
- verifica il coefficiente di redditività applicabile;
- calcola il reddito forfettario;
- determina contributo soggettivo e solidarietà EPAP;
- deduci i contributi previdenziali obbligatori deducibili;
- applica l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% se spettante;
- calcola separatamente il contributo integrativo EPAP del 4% sul volume d’affari.
Il chimico non ha un solo codice ATECO
La classificazione ATECO 2025 di ISTAT descrive l’attività economica, non il titolo professionale. Per questo un chimico che esegue analisi tecniche, uno che svolge ricerca e sviluppo e uno che presta consulenza specialistica possono avere codici diversi.
- 71.20.19: altri collaudi e analisi tecniche di prodotti;
- 72.10.29: altre attività di ricerca e sviluppo sperimentale nelle scienze naturali e nell’ingegneria;
- codici dell’area 74.99: da verificare per consulenze tecniche specifiche, ambiente, sicurezza o altre attività scientifiche.
Per approfondire puoi consultare la guida sulla Partita IVA del chimico e quella sul commercialista per chimico.
Coefficiente 78%: quando usarlo negli esempi
Molte attività professionali scientifiche utilizzate dai chimici rientrano nel coefficiente di redditività del 78%. Gli esempi seguenti assumono proprio questo coefficiente.
Non bisogna però scegliere il codice ATECO per ottenere il 78%: prima viene l’attività realmente svolta, poi il coefficiente previsto per quel codice.
EPAP 2026: contributi da considerare
L’EPAP prevede nel 2026:
- 10% contributo soggettivo sul reddito netto;
- 0,2% contributo di solidarietà sul reddito netto;
- 4% contributo integrativo sul volume d’affari;
- contributo di maternità determinato annualmente dall’Ente.
I minimi 2026 sono 739 euro per il soggettivo, 15 euro per la solidarietà e 295 euro per l’integrativo. Negli esempi seguenti i redditi superano i minimi.
Esempio con 30.000 euro di compensi
Con 30.000 euro di compensi e coefficiente del 78%:
- reddito forfettario lordo: 23.400 euro;
- soggettivo EPAP 10%: 2.340 euro;
- solidarietà EPAP 0,2%: 46,80 euro;
- base fiscale dopo i contributi dell’esempio: 21.013,20 euro;
- imposta al 15%: circa 3.151,98 euro;
- imposta al 5%: circa 1.050,66 euro;
- integrativo EPAP 4% sul volume d’affari: 1.200 euro, da gestire separatamente in fattura.
Esempio con 50.000 euro di compensi
- reddito forfettario al 78%: 39.000 euro;
- soggettivo EPAP: 3.900 euro;
- solidarietà EPAP: 78 euro;
- base fiscale dopo i contributi dell’esempio: 35.022 euro;
- imposta al 15%: circa 5.253,30 euro;
- imposta al 5%: circa 1.751,10 euro;
- integrativo EPAP 4%: 2.000 euro.
Esempio con 85.000 euro di compensi
- reddito forfettario al 78%: 66.300 euro;
- soggettivo EPAP: 6.630 euro;
- solidarietà EPAP: 132,60 euro;
- base fiscale dopo i contributi dell’esempio: 59.537,40 euro;
- imposta al 15%: circa 8.930,61 euro;
- imposta al 5%: circa 2.976,87 euro;
- integrativo EPAP 4%: 3.400 euro.
Tabella calcolo tasse chimico 2026
| Compensi | Reddito 78% | Soggettivo + solidarietà | Imposta 15% | Imposta 5% | Integrativo 4% |
|---|---|---|---|---|---|
| 30.000 € | 23.400 € | 2.386,80 € | 3.151,98 € | 1.050,66 € | 1.200 € |
| 50.000 € | 39.000 € | 3.978 € | 5.253,30 € | 1.751,10 € | 2.000 € |
| 85.000 € | 66.300 € | 6.762,60 € | 8.930,61 € | 2.976,87 € | 3.400 € |
Gli esempi sono semplificati. Il contributo di maternità non è incluso e il contributo integrativo è evidenziato separatamente perché segue il volume d’affari e viene normalmente esposto sul documento fiscale secondo le regole EPAP.
Perché il 4% integrativo va tenuto separato
Il contributo integrativo EPAP non si calcola sul reddito forfettario del 78%, ma sul volume d’affari. È quindi un calcolo diverso rispetto al soggettivo e alla solidarietà.
Il commercialista deve riconciliare correttamente compensi, volume d’affari, contributo integrativo esposto in fattura e importi poi comunicati all’EPAP.
Contributi minimi EPAP 2026
Per redditi bassi entrano in gioco i minimi previdenziali. Nel 2026 EPAP indica:
- reddito netto minimo: 7.387 euro;
- soggettivo minimo: 739 euro;
- solidarietà minima: 15 euro;
- integrativo minimo: 295 euro.
Il contributo di maternità viene fissato annualmente dall’Ente e va aggiunto quando dovuto.
Agevolazione EPAP per nuovi iscritti under 30
EPAP prevede per i nuovi iscritti con meno di 30 anni, quando sono tenuti soltanto ai contributi minimi, la possibilità di ridurre del 70% i minimi per i primi tre anni.
L’agevolazione cessa quando i contributi calcolati sul reddito e sul volume d’affari superano i minimi.
Imposta sostitutiva al 5% o al 15%
Il 15% è l’aliquota ordinaria del regime forfettario. Il 5% spetta soltanto quando ricorrono tutte le condizioni previste per una nuova attività.
Per i requisiti consulta la guida sull’imposta sostitutiva al 5% o al 15%.
Analisi di laboratorio e costi reali
Il coefficiente del 78% presume costi pari soltanto al 22% dei compensi. Per un chimico che gestisce un laboratorio questa percentuale può essere molto distante dai costi reali.
Strumentazione, reagenti, materiali di consumo, tarature, manutenzione, smaltimenti, assicurazione, software e locali possono incidere molto più del 22%. In questo caso il regime ordinario merita una simulazione.
Esempio: laboratorio con 50.000 euro di compensi e 18.000 euro di costi
Con 50.000 euro di compensi il forfettario presume costi pari a 11.000 euro. Se il laboratorio sostiene invece 18.000 euro tra reagenti, strumenti, manutenzioni, locali e smaltimenti, i costi reali sono il 36% dei compensi.
Il confronto tra 22% presunto e 36% reale è uno dei dati più importanti per decidere se mantenere il forfettario.
Ricerca e sviluppo: non confonderla con analisi tecniche
Un incarico di ricerca sperimentale non è la stessa cosa di una prova o analisi tecnica su un prodotto. Il codice ATECO deve riflettere il contenuto reale del progetto e non soltanto la qualifica professionale del chimico.
Se nello stesso anno convivono ricerca, analisi e consulenza può essere necessario gestire più codici ATECO e verificare il coefficiente applicabile a ciascun flusso.
Consulenza REACH e CLP
Consulenza su classificazione delle sostanze, schede di sicurezza, REACH o CLP non coincide automaticamente con un’attività di analisi di laboratorio.
Il commercialista deve leggere il contratto e verificare se si tratta di consulenza professionale, analisi tecnica o altra attività scientifica specifica.
Chimico dipendente con Partita IVA
Un chimico dipendente può svolgere attività autonoma quando contratto e incompatibilità lo consentono. La presenza di lavoro dipendente non elimina automaticamente gli obblighi EPAP della libera professione.
Vanno inoltre controllate le cause ostative del forfettario e gli eventuali rapporti economici con datore o ex datore.
Fattura del chimico e contributo integrativo EPAP del 4%
Il contributo integrativo EPAP del 4% deve essere gestito correttamente in fattura secondo le regole dell’Ente. Non è la stessa cosa del contributo soggettivo: segue il volume d’affari professionale e viene normalmente evidenziato sul documento fiscale.
Questo significa che il commercialista deve distinguere compenso professionale, eventuale 4% EPAP, incasso effettivo e base utilizzata per la comunicazione previdenziale. La riconciliazione è particolarmente importante quando il chimico lavora con molti clienti o opera anche tramite collaborazioni con altri professionisti.
Attività miste: analisi, ricerca e consulenza nello stesso anno
Un chimico può svolgere nello stesso anno analisi tecniche, progetti di ricerca e consulenze regolatorie. Se queste attività ricadono in codici ATECO diversi, i ricavi devono essere tracciati separatamente e il coefficiente di redditività va verificato per ciascuna attività.
La separazione serve anche per controllare il margine reale: un incarico di consulenza può avere costi molto bassi, mentre un’analisi di laboratorio può richiedere reagenti, strumenti e smaltimenti. Usare un unico dato medio può nascondere quale area produce davvero redditività.
Clienti esteri
Analisi, consulenza e ricerca possono essere commissionate da clienti UE o extra-UE. In questi casi vanno verificati territorialità IVA, natura B2B o B2C, VIES e corretta dicitura della fattura.
Il regime forfettario non elimina le regole sulla territorialità delle prestazioni internazionali.
Scadenze EPAP e Modello 2
Il chimico deve coordinare i versamenti EPAP con la comunicazione annuale del reddito professionale. RF mantiene una guida dedicata alle scadenze EPAP 2026.
È utile accantonare periodicamente liquidità per acconti, saldo e maternità, evitando di considerare disponibile tutto il netto incassato.
Controlli periodici consigliati
- compensi incassati per attività;
- analisi, ricerca e consulenza separati;
- reddito forfettario stimato;
- soggettivo e solidarietà EPAP;
- integrativo EPAP sul volume d’affari;
- costi di laboratorio;
- clienti esteri;
- scadenze e Modello 2;
- stima imposta 5%/15%;
- convenienza aggiornata tra forfettario e ordinario.
Errori da evitare nel calcolo delle tasse
- applicare il 15% direttamente sui compensi;
- usare il 78% senza verificare il codice ATECO;
- confondere soggettivo, solidarietà e integrativo EPAP;
- calcolare il 4% integrativo sul reddito forfettario anziché sul volume d’affari;
- considerare automatico il 5%;
- ignorare i minimi EPAP;
- confondere analisi, ricerca e consulenza;
- scegliere il forfettario senza confrontare il 22% di costi presunti con i costi reali del laboratorio.
Domande frequenti
Per molte attività scientifiche si applica il coefficiente del 78% ai compensi, si deducono i contributi previdenziali obbligatori e sulla base residua si applica il 15% o il 5% quando spettante. Il coefficiente va verificato sul codice ATECO effettivo.
EPAP prevede contributo soggettivo del 10% del reddito netto, solidarietà dello 0,2%, integrativo del 4% sul volume d’affari e maternità. I minimi 2026 sono 739, 15 e 295 euro.
Nell’esempio con coefficiente 78%, il reddito forfettario è 39.000 euro, soggettivo e solidarietà EPAP sono 3.978 euro e l’imposta è circa 5.253 euro al 15% o 1.751 euro al 5%. L’integrativo 4% è 2.000 euro e viene gestito separatamente.
No. EPAP lo calcola sul volume d’affari. Il soggettivo e la solidarietà seguono invece il reddito netto professionale.
Non sempre. Con coefficiente 78% il regime presume costi pari al 22% dei compensi. Se strumenti, reagenti, manutenzioni, locali e smaltimenti incidono di più, è opportuno confrontare il regime ordinario.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
