Per calcolare tasse e contributi di un carrozziere forfettario nel 2026 bisogna partire dai ricavi incassati e applicare il coefficiente di redditività del 40%. Da quel reddito forfettario si deducono i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e sulla base residua si applica l’imposta sostitutiva del 15% oppure del 5% quando spettante.
Con ATECO 2025 il codice della carrozzeria è 95.31.20. Nel 2026 il coefficiente resta 40% per effetto del raccordo transitorio con il precedente codice 45.20.20. Per una ditta individuale artigiana il riferimento previdenziale è normalmente la Gestione Artigiani INPS, con aliquota ordinaria del 24% e minimale di reddito pari a 18.808 euro.
Formula per calcolare le tasse del carrozziere
- somma i ricavi effettivamente incassati nell’anno;
- applica il coefficiente del 40%;
- calcola i contributi INPS Artigiani dovuti;
- deduci i contributi previdenziali obbligatori versati;
- applica l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% quando spettante;
- separa dal calcolo fiscale il controllo dei costi reali della carrozzeria.
ATECO 95.31.20 e coefficiente 40%
ATECO 2025 identifica la carrozzeria con il codice 95.31.20 – Riparazione e manutenzione di carrozzerie di autoveicoli. Il precedente codice era 45.20.20.
Nel 2026 il coefficiente forfettario resta del 40%, perché il nuovo codice deve essere raccordato alla classificazione precedente finché non entreranno in vigore coefficienti aggiornati costruiti direttamente su ATECO 2025, secondo il regime transitorio previsto dal D.Lgs. 81/2025. RF approfondisce il tema nella guida sulla Partita IVA del carrozziere.
Esempio con 30.000 euro di ricavi
Con 30.000 euro di ricavi:
- reddito forfettario: 30.000 × 40% = 12.000 euro;
- contributi INPS minimi stimati per l’intero anno: circa 4.521,36 euro;
- base imposta sostitutiva: circa 7.478,64 euro;
- imposta al 15%: circa 1.121,80 euro;
- imposta al 5%: circa 373,93 euro.
Con ricavi relativamente bassi il peso dei contributi minimi è particolarmente evidente, perché la Gestione Artigiani prevede una contribuzione minima anche quando il reddito forfettario resta sotto il minimale previdenziale.
Esempio con 50.000 euro di ricavi
- ricavi: 50.000 euro;
- reddito forfettario al 40%: 20.000 euro;
- contributi INPS stimati: circa 4.807,44 euro;
- base imposta sostitutiva: circa 15.192,56 euro;
- imposta al 15%: circa 2.278,88 euro;
- imposta al 5%: circa 759,63 euro.
Il totale tra contributi e imposta è quindi circa 7.086,32 euro con aliquota al 15% oppure circa 5.567,07 euro con aliquota al 5%, prima dei costi reali della carrozzeria.
Esempio con 85.000 euro di ricavi
Con 85.000 euro di ricavi:
- reddito forfettario al 40%: 34.000 euro;
- contributi INPS stimati: circa 8.167,44 euro;
- base imposta sostitutiva: circa 25.832,56 euro;
- imposta al 15%: circa 3.874,88 euro;
- imposta al 5%: circa 1.291,63 euro.
Il totale fiscale e previdenziale è quindi circa 12.042,32 euro con aliquota al 15% oppure circa 9.459,07 euro con aliquota al 5%.
Tabella tasse carrozziere forfettario 2026
| Ricavi | Reddito 40% | INPS stimata | Imposta 15% | Imposta 5% |
|---|---|---|---|---|
| 30.000 € | 12.000 € | 4.521,36 € | 1.121,80 € | 373,93 € |
| 50.000 € | 20.000 € | 4.807,44 € | 2.278,88 € | 759,63 € |
| 85.000 € | 34.000 € | 8.167,44 € | 3.874,88 € | 1.291,63 € |
Gli esempi assumono iscrizione alla Gestione Artigiani per tutto l’anno e nessuna riduzione contributiva. Il calcolo reale dipende dalla posizione previdenziale effettiva.
INPS Artigiani 2026
La circolare INPS n. 14/2026 fissa per gli artigiani il minimale reddituale a 18.808 euro e l’aliquota IVS ordinaria al 24%.
Il contributo minimo annuo complessivo è circa 4.521,36 euro. Se il reddito previdenziale supera il minimale, sulla parte eccedente si aggiunge la contribuzione percentuale.
Riduzione INPS del 35%
Il carrozziere forfettario iscritto alla Gestione Artigiani può verificare l’accesso al regime contributivo agevolato con riduzione del 35%.
L’agevolazione non è automatica e può avere effetti sull’accredito contributivo. Va quindi valutata sul caso concreto.
Imposta sostitutiva al 5% o al 15%
Il 15% è l’aliquota ordinaria del regime forfettario. Il 5% spetta soltanto quando sono soddisfatte tutte le condizioni previste per una nuova attività.
RF approfondisce il tema nella guida sull’imposta sostitutiva al 5% o al 15%.
Perché il coefficiente 40% può sembrare molto favorevole
Un coefficiente del 40% significa che il regime forfettario presume costi pari al 60% dei ricavi. Per una carrozzeria questa percentuale può essere realistica, ma non sempre.
Ricambi, vernici, solventi, personale, affitto, energia, cabine di verniciatura e smaltimenti possono assorbire una quota molto alta del fatturato. La convenienza dipende quindi dal rapporto tra costi reali e 60% di costi presunti.
Ricambi: quanto incidono sul margine
Paraurti, parafanghi, fari, cristalli, minuteria e altri ricambi possono rappresentare una quota rilevante della fattura. Nel forfettario non vengono dedotti uno per uno.
Il carrozziere dovrebbe quindi separare nel preventivo manodopera, ricambi e materiali, in modo da capire il margine reale della singola commessa.
Vernici, solventi e materiali di consumo
Vernici, fondi, trasparenti, abrasivi, nastri, solventi e materiali di preparazione incidono sul costo di ogni lavorazione.
Un aumento del prezzo dei materiali può ridurre rapidamente il margine, soprattutto su lavori quotati a prezzo fisso o concordati con assicurazioni.
Sinistri assicurativi e tempi di incasso
Le pratiche di carrozzeria collegate a sinistri possono avere tempi di liquidazione diversi rispetto ai normali clienti privati. Nel regime forfettario conta il principio di cassa: rileva l’incasso effettivo.
È quindi utile distinguere lavori conclusi, fatture emesse, crediti verso compagnie o clienti e somme realmente incassate.
Franchigie, scoperti e quota cliente
Nei sinistri possono esserci franchigie o scoperti che restano a carico del cliente. Il pagamento della compagnia non significa quindi sempre che la pratica sia completamente incassata.
Una riconciliazione tra preventivo, fattura, liquidazione assicurativa e quota cliente evita crediti dimenticati e differenze di cassa.
Personale e costo del lavoro
Battilastra, verniciatori, preparatori e apprendisti possono rappresentare una voce importante. Nel forfettario esiste inoltre un limite specifico alle spese per lavoro dipendente e assimilato.
Il costo del personale va monitorato durante l’anno perché può incidere sia sulla convenienza sia sulla permanenza nel regime.
Cabina di verniciatura e investimenti
Cabina forno, aspirazione, saldatrici, spotter, banchi di riscontro e altri macchinari richiedono investimenti importanti.
Nel forfettario questi acquisti non producono ammortamenti deducibili e l’IVA non viene recuperata. Una carrozzeria che investe molto dovrebbe quindi confrontare il regime ordinario.
Esempio di margine reale con 60.000 euro di ricavi
Con 60.000 euro di ricavi il reddito forfettario lordo è 24.000 euro. Se però ricambi, vernici, personale, affitto, energia e smaltimenti assorbono 42.000 euro, il margine economico prima di imposte e contributi è soltanto 18.000 euro.
Il dato dimostra che il reddito fiscale del forfettario e il profitto reale dell’impresa possono essere molto diversi.
Quando il forfettario può non convenire
Se i costi reali superano stabilmente il 60% dei ricavi, il coefficiente del 40% può diventare meno favorevole. Va inoltre considerata l’IVA non recuperabile su ricambi, vernici, impianti e macchinari.
La simulazione con il regime ordinario è particolarmente importante in presenza di personale, forti investimenti o rapida crescita del fatturato.
Vendita di ricambi e accessori
La vendita autonoma di ricambi o accessori può costituire attività commerciale distinta rispetto alla riparazione. Se diventa stabile e rilevante, il codice ATECO e il coefficiente applicabile ai relativi ricavi devono essere verificati separatamente.
Non è corretto trattare automaticamente ogni ricavo del punto vendita come manodopera di carrozzeria.
SCIA e responsabile tecnico non cambiano il coefficiente ma incidono sui costi
La carrozzeria è attività regolamentata e richiede SCIA e responsabile tecnico secondo la legge 122/1992. Questi obblighi non modificano il coefficiente del 40%, ma incidono sulla struttura e sui costi dell’impresa.
Per la gestione completa puoi consultare la guida sul commercialista per carrozziere.
Acconti fiscali e liquidità
Dopo il primo anno possono sommarsi saldo e acconti fiscali. Per una carrozzeria con crediti verso assicurazioni o clienti questo può creare tensioni di cassa.
È utile accantonare mensilmente una quota degli incassi destinata a INPS e imposta sostitutiva.
Controlli mensili consigliati
- ricavi da manodopera;
- ricavi e costi dei ricambi;
- vernici e materiali di consumo;
- pratiche assicurative da incassare;
- franchigie e quote cliente;
- costo del personale;
- stima INPS;
- stima imposta sostitutiva;
- investimenti e leasing;
- margine reale per commessa.
Errori da evitare nel calcolo delle tasse
- applicare il 15% direttamente sui ricavi;
- usare il 67% invece del 40% soltanto perché il nuovo ATECO inizia con 95;
- dimenticare i contributi minimi INPS Artigiani;
- calcolare l’imposta prima di dedurre i contributi obbligatori;
- considerare automatico il 5%;
- confondere fattura emessa e incasso effettivo;
- non separare ricambi e manodopera nel controllo del margine;
- confondere reddito fiscale e profitto reale della carrozzeria.
Domande frequenti
Nel 2026 si applica il coefficiente del 40% ai ricavi, si deducono i contributi previdenziali obbligatori e sulla base residua si applica il 15% o il 5% quando spettante.
Nell’esempio con Gestione Artigiani per tutto l’anno, il reddito forfettario è 20.000 euro, i contributi stimati circa 4.807 euro e l’imposta circa 2.279 euro al 15% o 760 euro al 5%.
Nel 2026 resta il 40% per il raccordo transitorio con il precedente ATECO 45.20.20. Non va applicato automaticamente il 67% al nuovo 95.31.20.
Se è correttamente iscritto alla Gestione Artigiani, l’aliquota ordinaria è del 24%, il minimale reddituale è 18.808 euro e il contributo minimo annuo è circa 4.521,36 euro.
No. Se ricambi, vernici, personale, affitto, energia e investimenti superano stabilmente il 60% dei ricavi, va confrontato anche il regime ordinario.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
