ATECO 2025 e INPS nel 2026: come verificare codice, CSC e inquadramento
Nel 2026 l’ATECO 2025 è ormai pienamente operativo anche nei sistemi INPS. La conversione delle matricole dei datori di lavoro già attive è stata completata nel 2025 e l’Istituto ha pubblicato il nuovo Manuale di classificazione previdenziale basato sui codici ATECO 2025. Oggi il problema non è più attendere l’aggiornamento automatico, ma verificare che codice ATECO, codice statistico contributivo (CSC) e attività realmente esercitata siano coerenti.
Un codice errato non significa automaticamente che i contributi siano sbagliati, perché l’INPS utilizza l’ATECO come criterio importante ma non esclusivo per l’inquadramento. Una difformità può però incidere sulla classificazione previdenziale dell’azienda, sui controlli contributivi e sulla corretta gestione delle posizioni.
ATECO 2025 e INPS: cosa è successo dal 1° aprile 2025?
Con la circolare n. 71 del 31 marzo 2025, l’INPS ha adottato ATECO 2025 nei propri sistemi a partire dal 1° aprile 2025. Da quella data le nuove matricole aziendali dei datori di lavoro vengono classificate utilizzando il nuovo codice ATECO e il relativo codice statistico contributivo.
Per le matricole già attive prima del 1° aprile 2025 l’INPS ha avviato una conversione progressiva, descritta nel messaggio n. 1471 del 13 maggio 2025. L’Istituto ha utilizzato una propria tabella di corrispondenza costruita sulla base dei raccordi Istat, con gli adattamenti necessari per le finalità previdenziali.
Il messaggio INPS n. 1471/2025 prevedeva l’attribuzione del nuovo codice alle matricole in stato “Attiva” o “Riattivata” e la comunicazione del codice ATECO 2025 e del CSC assegnato.
Nel 2026 la conversione delle matricole è ancora in corso?
Per i datori di lavoro la fase principale di conversione è stata completata nel 2025. Con il messaggio n. 3206 del 27 ottobre 2025, l’INPS ha comunicato la conclusione delle attività di attribuzione alle matricole già iscritte e attive e ha pubblicato il nuovo Manuale di classificazione previdenziale basato su ATECO 2025.
Nel 2026, quindi, una matricola attiva dovrebbe già essere classificata secondo ATECO 2025. Se i dati non corrispondono all’attività realmente esercitata, non bisogna aspettare una nuova conversione generale: va verificata la posizione e, se necessario, chiesta la correzione.
Che cos’è il codice statistico contributivo CSC?
Il codice statistico contributivo è utilizzato dall’INPS per classificare i datori di lavoro nei diversi settori e attività ai fini previdenziali e assistenziali. Non coincide con il codice ATECO, anche se i due dati sono collegati.
Il codice ATECO descrive l’attività economica; il CSC contribuisce invece a definire l’inquadramento contributivo della matricola. La circolare 71/2025 ricorda espressamente che ATECO 2025 è utilizzato dall’INPS come criterio non esclusivo per la classificazione dei datori di lavoro.
ATECO corretto significa automaticamente CSC corretto?
Non sempre. Due aziende con codici ATECO simili possono avere elementi organizzativi o attività effettive che richiedono verifiche ulteriori. Per questo l’inquadramento previdenziale non va dedotto meccanicamente dal solo numero ATECO.
Il Manuale INPS aggiornato ad ATECO 2025 serve proprio a collegare classificazione economica e regole previdenziali. Nel dubbio bisogna confrontare attività realmente svolta, visura camerale, codice ATECO registrato e CSC presente sulla matricola.
Il nuovo CSC 70713 per le attività di consulenza
Una delle novità introdotte con ATECO 2025 è il CSC 70713 per le attività di consulenza. L’INPS lo ha istituito per dare una classificazione più specifica alle attività di consulenza presenti nel terziario.
- 7: terziario;
- 07: attività varie del terziario, professionisti e artisti;
- 13: attività di consulenza.
La circolare INPS precisa che il CSC 70713 ha le stesse caratteristiche del precedente CSC 70708 per gli aspetti indicati dall’Istituto. Dal 1° aprile 2025 le matricole aziendali riferite alle attività interessate possono quindi essere classificate con il nuovo codice.
Come verificare il codice ATECO attribuito dall’INPS
Per una matricola aziendale il controllo va fatto nella posizione previdenziale e confrontato con il dato camerale. È utile verificare almeno:
- codice ATECO 2025 presente sulla matricola;
- CSC attribuito;
- descrizione dell’attività effettivamente esercitata;
- codice ATECO prevalente presente nella visura camerale;
- eventuali attività secondarie;
- decorrenza delle variazioni;
- eventuali comunicazioni PEC ricevute dall’INPS durante la conversione.
Cosa fare se il codice ATECO INPS è sbagliato?
Il messaggio n. 1471/2025 ha previsto una procedura specifica per i casi in cui il codice attribuito non rappresenti l’attività prevalente effettivamente esercitata. Il datore di lavoro, direttamente o tramite intermediario, può comunicare la situazione alla struttura INPS competente.
Nel Cassetto Previdenziale del Contribuente, sotto la voce “Posizione Aziendale”, l’INPS ha istituito il servizio “Attribuzione codice ATECO 2025”. La richiesta deve essere motivata e accompagnata dalla documentazione utile, come visura camerale aggiornata, statuto o altri elementi che descrivano l’attività.
La richiesta non dovrebbe essere usata per ottenere un inquadramento più conveniente senza che l’attività reale lo giustifichi: l’INPS verifica la coerenza della classificazione con la posizione concreta.
Se è sbagliata anche la visura camerale, cosa correggere prima?
Se il codice INPS deriva da un dato camerale errato, bisogna prima capire se il problema nasce dalla descrizione dell’attività nel Registro Imprese o soltanto dalla classificazione utilizzata dall’INPS.
Quando la visura non descrive correttamente l’attività, può essere necessario aggiornare il Registro Imprese tramite la pratica prevista. Soltanto dopo ha senso chiedere il riallineamento previdenziale, fornendo all’INPS una visura coerente con la richiesta.
Per la scelta del codice corretto consulta la guida Codice ATECO regime forfettario 2026.
ATECO 2025 e artigiani/commercianti
Per le Gestioni speciali degli artigiani e dei commercianti il flusso dei dati ATECO è collegato anche alle informazioni provenienti dal sistema camerale. La circolare INPS 71/2025 ha previsto l’adeguamento delle procedure e la trasformazione delle posizioni già presenti attraverso i dati del Registro Imprese o processi di ricodifica.
Per un titolare individuale, quindi, la coerenza tra attività camerale e posizione previdenziale è particolarmente importante. Un’attività realmente artigiana non diventa commerciale soltanto perché un codice è stato convertito male, e viceversa: l’inquadramento deve riflettere la sostanza dell’attività.
ATECO 2025 e Gestione Separata
ATECO 2025 è stato recepito anche nelle procedure della Gestione Separata. La circolare 71/2025 ha previsto l’utilizzo dei nuovi codici nei flussi UniEmens dei committenti e l’adeguamento delle procedure per i professionisti.
Per il professionista senza Cassa, però, il codice ATECO non stabilisce da solo l’obbligo di Gestione Separata. Prima va verificato se l’attività è professionale, se esiste una Cassa previdenziale competente e se ricorrono i presupposti dell’iscrizione INPS.
Il codice ATECO determina l’aliquota contributiva?
Non direttamente in ogni caso. L’aliquota dipende dalla gestione previdenziale, dalla tipologia di soggetto, dall’eventuale presenza di altra copertura previdenziale e dalle regole annuali applicabili.
Il codice ATECO può contribuire a determinare l’inquadramento dell’attività, ma non bisogna dedurre automaticamente l’importo dei contributi dal codice stesso. Per esempio, un professionista in Gestione Separata segue regole diverse da un artigiano o commerciante, e questi ultimi hanno a loro volta minimali e aliquote proprie.
Un codice ATECO errato può cambiare il regime forfettario?
Il tema fiscale e quello previdenziale vanno tenuti separati. Nel forfettario il codice ATECO serve anche a individuare il gruppo di attività e il relativo coefficiente di redditività. Un errore di classificazione può quindi avere effetti sia fiscali sia previdenziali.
Correggere il dato INPS non modifica automaticamente quello presente all’Agenzia delle Entrate o al Registro Imprese. Se esistono difformità tra più archivi, bisogna verificare e, se necessario, riallineare ciascuna posizione attraverso il relativo canale.
ATECO 2025: cosa è cambiato nel 2026?
Nel luglio 2026 l’Istat ha aggiornato le tavole di corrispondenza tra ATECO 2022 e ATECO 2025. L’aggiornamento non ha modificato struttura, livelli o descrizioni della classificazione ATECO 2025: sono state rese più accurate le relazioni di raccordo.
Per una posizione INPS già correttamente classificata non significa quindi che nel 2026 esista un nuovo codice da sostituire automaticamente. Le nuove tavole possono però essere utili quando si deve ricostruire una conversione dubbia o motivare una richiesta di rettifica.
La documentazione aggiornata è disponibile nella sezione ATECO 2025 e aggiornamenti dell’Istat.
Come controllare una posizione nel 2026: checklist
- verifica l’attività realmente svolta;
- controlla il codice ATECO 2025 in visura;
- controlla il codice presente nella posizione INPS;
- verifica il CSC attribuito alla matricola se hai dipendenti;
- confronta i dati con il Manuale INPS ATECO 2025;
- controlla eventuali PEC di riclassificazione ricevute nel 2025;
- se il codice INPS non è coerente, prepara la documentazione a supporto;
- se è errata anche la visura, correggi la posizione camerale con la procedura appropriata;
- verifica separatamente il codice registrato all’Agenzia delle Entrate;
- controlla gli effetti fiscali sul coefficiente di redditività del forfettario.
Domande frequenti
Sì. L’INPS utilizza ATECO 2025 dal 1° aprile 2025 e ha completato nel 2025 la principale attività di conversione delle matricole datoriali già attive.
Per le matricole datoriali l’INPS ha previsto una richiesta tramite il Cassetto Previdenziale del Contribuente, sezione Posizione Aziendale, allegando documentazione che dimostri l’attività realmente esercitata.
No. ATECO descrive l’attività economica; il CSC è il codice statistico contributivo utilizzato dall’INPS per l’inquadramento previdenziale dei datori di lavoro.
No in via generale. L’aggiornamento Istat del luglio 2026 ha modificato le tavole di corrispondenza, non la struttura o le descrizioni di ATECO 2025. Una posizione corretta non deve essere modificata soltanto per questo aggiornamento.
Non automaticamente. Il codice è un elemento dell’inquadramento, ma l’INPS lo utilizza come criterio non esclusivo. Va verificata la posizione concreta, la gestione previdenziale e l’attività effettivamente esercitata.
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