Un’unità locale è una localizzazione stabile dell’impresa diversa dalla sede principale, dove si svolgono attività operative, amministrative o gestionali. Il Registro Imprese cita come esempi laboratorio, officina, stabilimento, magazzino, deposito, ufficio, negozio, filiale e agenzia.
Unità locale: risposta rapida
- è un luogo stabile dell’impresa distinto dalla sede legale;
- può essere operativo, amministrativo o gestionale;
- va comunicato al Registro Imprese quando ricorrono i presupposti;
- può avere propria attività, ATECO e posizione REA collegata alla localizzazione;
- non è automaticamente una sede secondaria, che richiede rappresentanza stabile.
Che cos’è un’unità locale
La definizione ufficiale del Registro Imprese descrive l’unità locale come un impianto operativo o amministrativo/gestionale ubicato in luogo diverso dalla sede legale, nel quale l’impresa esercita stabilmente una o più attività. Il punto centrale è quindi la stabilità della localizzazione.
Esempi di unità locale
Possono essere unità locali un negozio, un laboratorio, un’officina, uno stabilimento, un ufficio, un magazzino, un deposito, una filiale o un’agenzia. Non serve che il luogo sia aperto al pubblico: anche un magazzino puramente logistico può essere una localizzazione rilevante.
Unità locale e sede operativa
La sede operativa è il luogo dove viene svolta l’attività. Quando questo luogo è diverso dalla sede legale e viene utilizzato stabilmente dall’impresa, può essere registrato come unità locale. Per approfondire vedi sede operativa e Partita IVA.
Unità locale e sede legale
La sede legale è la localizzazione principale e ufficiale dell’impresa. L’unità locale è una localizzazione aggiuntiva. Un’impresa può avere una sola sede legale ma più unità locali, anche in province diverse.
Unità locale e sede secondaria
Non sono sinonimi. Il Registro Imprese ricorda che una sede secondaria è una localizzazione diversa dalla sede legale dotata di rappresentanza stabile e disciplinata dall’articolo 2197 del Codice civile. Una normale unità locale, invece, non richiede necessariamente una rappresentanza stabile.
Quando serve aprire un’unità locale
Serve quando l’impresa organizza stabilmente attività in un luogo diverso dalla sede principale. Se apri un secondo negozio, un laboratorio separato, un magazzino permanente o un ufficio stabile, devi verificare l’apertura della relativa localizzazione camerale.
Quando non serve
Un luogo usato solo occasionalmente, una sala riunioni presa a ore, un cantiere temporaneo o un domicilio occasionale non diventano automaticamente unità locali. Conta l’organizzazione stabile dell’attività e la funzione del luogo.
Unità locale per una ditta individuale
Una ditta individuale può avere sede principale nell’abitazione del titolare e una o più unità locali dove svolge l’attività. Per esempio, il titolare può avere sede a casa e un negozio o laboratorio in un altro Comune.
Unità locale per una società
Una società può avere sede legale in una città e più filiali, uffici o magazzini in altre province. Ogni localizzazione stabile va gestita secondo le regole camerali e, se l’attività è soggetta a titoli amministrativi, anche con le relative pratiche SUAP.
Unità locale e professionista
Il concetto camerale di unità locale riguarda principalmente le imprese iscritte al Registro Imprese. Un libero professionista non imprenditore che opera in più studi usa invece i dati del luogo di esercizio ai fini IVA tramite AA9/12, senza necessariamente aprire unità locali camerali.
Come si apre un’unità locale
L’apertura viene comunicata al Registro Imprese attraverso la pratica telematica prevista per le variazioni d’impresa. Nel 2026 gli strumenti camerali ruotano intorno a DIRE e alle procedure di Comunicazione Unica integrate, come indicato nella pagina ufficiale Registro Imprese – strumenti.
Unità locale in un’altra provincia
Se la nuova localizzazione si trova in un’altra provincia, entra in gioco la Camera di Commercio competente per quella localizzazione. Fiscozen, nelle proprie guide REA, evidenzia correttamente che una unità locale in altra provincia comporta una specifica denuncia camerale; il riferimento decisivo resta però la disciplina del Registro Imprese e la Camera competente.
Numero REA e unità locale
Le unità locali sono annotate nel REA e possono avere riferimenti territoriali collegati alla provincia in cui si trovano. Per capire come funziona il repertorio puoi leggere numero REA e differenza tra REA e Registro Imprese.
ATECO dell’unità locale
L’attività esercitata nell’unità locale deve essere descritta coerentemente e può avere un codice ATECO collegato alla specifica localizzazione. Se la sede principale svolge consulenza e l’unità locale svolge vendita, le informazioni camerali devono rappresentare correttamente entrambe le attività.
Unità locale e SCIA
L’apertura di un’unità locale non sostituisce eventuali autorizzazioni o segnalazioni amministrative. Un nuovo negozio, laboratorio, attività alimentare o altro esercizio soggetto a SCIA richiede anche la pratica SUAP competente. Vedi SCIA: cos’è e quando serve.
Unità locale e INPS
La presenza di unità locali può incidere sulla gestione amministrativa dell’impresa, soprattutto quando sono presenti dipendenti o più attività. Le comunicazioni camerali possono dialogare con INPS tramite la Comunicazione Unica nei casi previsti.
Unità locale e INAIL
Se nella localizzazione vengono svolte lavorazioni soggette all’assicurazione INAIL, va verificato anche il corretto inquadramento assicurativo. La localizzazione reale delle lavorazioni è importante ai fini del rischio e degli adempimenti dell’impresa.
Unità locale e diritto annuale
Le unità locali possono generare un diritto camerale aggiuntivo. Per il 2026, per esempio, la Camera di Commercio di Bergamo pubblica importi specifici per la sede e per ogni unità locale di determinate categorie di imprese individuali. Gli importi non vanno generalizzati: bisogna verificare la Camera competente e la tipologia d’impresa.
Unità locale e visura camerale
La visura camerale riporta la sede legale e le unità locali dell’impresa. Il Registro Imprese conferma che nel documento sono indicate anche le localizzazioni ulteriori e le relative attività.
Unità locale attiva, chiusa e inattiva
La pagina ufficiale del Registro Imprese precisa che una unità locale nasce normalmente già attiva e va chiusa quando tutte le attività cessano. L’unità locale “inattiva” non è normalmente prevista, salvo casi particolari come magazzino o ufficio privi di propria attività economica dichiarata ma funzionali al processo produttivo svolto altrove.
Magazzino senza vendita
Un magazzino può essere unità locale anche se non vende nulla. La funzione logistica è sufficiente quando la localizzazione è stabile e parte dell’organizzazione aziendale.
Deposito
Un deposito stabile in un altro indirizzo può anch’esso essere unità locale. Va valutata inoltre l’eventuale disciplina edilizia, ambientale, antincendio o sanitaria in base ai beni conservati.
Secondo negozio
Un secondo negozio è un esempio tipico di unità locale. Oltre alla pratica camerale, bisogna verificare SCIA, requisiti del locale e gli altri adempimenti commerciali.
Ufficio amministrativo
Anche un ufficio dove non si produce o vende può essere unità locale amministrativa o gestionale se è organizzato stabilmente in luogo diverso dalla sede legale.
Esempio 1: e-commerce con magazzino esterno
Una ditta ha sede principale a casa del titolare e magazzino stabile in un capannone. Il capannone può essere registrato come unità locale, anche se gli ordini arrivano soltanto online.
Esempio 2: parrucchiere con due saloni
La sede principale è nel primo salone; il secondo salone in altro indirizzo è una ulteriore localizzazione da registrare, oltre alle pratiche SUAP previste per l’attività.
Esempio 3: società con ufficio e deposito
Una società con sede legale a Roma apre un ufficio commerciale a Firenze e un deposito a Bologna. Può avere due unità locali distinte, ciascuna con funzione e attività coerentemente descritte.
Come chiudere un’unità locale
Quando cessano tutte le attività nella localizzazione, la chiusura va comunicata al Registro Imprese. Devono inoltre essere chiuse o aggiornate eventuali autorizzazioni, SCIA e posizioni collegate al luogo.
Checklist prima di aprirla
- il luogo è diverso dalla sede legale?
- l’uso è stabile?
- quale attività viene svolta?
- serve un ATECO specifico?
- serve SCIA o autorizzazione?
- ci sono dipendenti o lavorazioni assicurate?
- qual è la Camera di Commercio competente?
- quanto incide sul diritto annuale?
Errori da evitare
- non registrare un secondo luogo stabile;
- confondere unità locale e sede secondaria;
- pensare che un magazzino non conti perché non vende;
- dimenticare SCIA o autorizzazioni;
- usare una unità locale “inattiva” fuori dai casi ammessi;
- non chiudere cameramente una localizzazione cessata.
Domande frequenti
Che differenza c’è tra unità locale e sede operativa?
La sede operativa è il luogo dove si lavora; se è una localizzazione stabile diversa dalla sede legale, può essere registrata come unità locale.
Un magazzino è un’unità locale?
Sì, può esserlo anche senza vendita al pubblico.
Una unità locale ha un proprio REA?
È annotata nel REA secondo le regole territoriali della Camera competente.
Un professionista deve aprire unità locale?
Non necessariamente: se non è impresa iscritta al Registro Imprese comunica i luoghi di esercizio ai fini IVA.
Per una unità locale si paga diritto camerale?
Può essere dovuto un importo aggiuntivo; va verificato il diritto annuale applicabile alla specifica impresa e Camera.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
