Figli a carico e regime forfettario 2026: detrazioni e Assegno Unico
Nel regime forfettario le detrazioni per figli a carico non riducono l’imposta sostitutiva. Questo però non significa che un genitore forfettario “perda sempre” ogni beneficio per i figli: nel 2026 bisogna distinguere tra Assegno Unico, detrazione IRPEF per figli dai 21 ai 29 anni, figli con disabilità e presenza di eventuali altri redditi soggetti a IRPEF.
La vecchia risposta secondo cui il genitore dipendente può prendere automaticamente il 100% della detrazione perché l’altro è forfettario è troppo semplice. Per i figli che danno ancora diritto alla detrazione, la regola ordinaria resta il 50% per ciascun genitore oppure, previo accordo, il 100% al genitore con il reddito più elevato. Nel confronto va considerato anche il reddito prodotto in regime forfettario.
Figli a carico nel forfettario: risposta rapida
| Situazione del figlio | Regola 2026 |
|---|---|
| Meno di 21 anni | Niente detrazione IRPEF per figlio; opera l’Assegno Unico, se spettante. |
| Da 21 a meno di 30 anni | Può spettare la detrazione IRPEF per figlio fiscalmente a carico. |
| 30 anni o più, senza disabilità | Non spetta più la detrazione per figlio a carico; restano possibili, se ricorrono i requisiti, altre detrazioni/deduzioni per spese sostenute nel suo interesse. |
| 30 anni o più con disabilità | La detrazione per figlio continua a spettare senza limite di età; l’Assegno Unico può spettare senza limiti di età per i figli con disabilità. |
| Genitore con solo reddito forfettario | La detrazione non può abbattere l’imposta sostitutiva perché non è IRPEF. |
| Genitore forfettario con altri redditi IRPEF | La detrazione può essere utilizzabile sull’IRPEF dovuta per gli altri redditi, nei limiti delle regole ordinarie. |
Perché il forfettario non scarica la detrazione sulla sua imposta
Il reddito forfettario è assoggettato a una imposta sostitutiva, normalmente del 15% oppure del 5% quando ricorrono i requisiti della nuova attività. Le detrazioni per carichi di famiglia previste dall’articolo 12 del TUIR riducono invece l’IRPEF lorda.
Se quindi il contribuente ha esclusivamente reddito in regime forfettario, non c’è un’IRPEF lorda generata da quel reddito sulla quale applicare la detrazione. La detrazione per figli non riduce il 5% o il 15% dovuto sul reddito forfettario.
È lo stesso principio che vale per molte altre detrazioni personali: se vuoi approfondire, consulta la guida sulle spese mediche nel regime forfettario.
Figli sotto i 21 anni: nel 2026 c’è l’Assegno Unico
Per i figli con meno di 21 anni la detrazione IRPEF per figli a carico non è più prevista. Il sostegno principale è l’Assegno Unico e Universale, che l’INPS riconosce anche ai lavoratori autonomi e quindi anche ai titolari di Partita IVA in regime forfettario.
L’Assegno Unico spetta fino al compimento dei 21 anni alle condizioni previste dalla disciplina e senza limiti di età per i figli con disabilità. L’importo dipende, tra gli altri elementi, dall’ISEE, dall’età e dal numero dei figli e dall’eventuale disabilità.
Il fatto di essere in regime forfettario non esclude dall’Assegno Unico. Si tratta infatti di una prestazione INPS, non di una detrazione che riduce l’imposta sostitutiva.
Figli da 21 a meno di 30 anni: quando spetta la detrazione
Dal 2025 la detrazione per figli a carico è riconosciuta, in via ordinaria, per i figli di età pari o superiore a 21 anni ma inferiore a 30 anni, oltre che per i figli con disabilità nei casi previsti dalla legge.
Per essere fiscalmente a carico occorre rispettare anche il limite di reddito del figlio. In generale il limite è di 2.840,51 euro; per i figli di età non superiore a 24 anni il limite sale a 4.000 euro. Per esempio, un figlio di 22 anni può essere fiscalmente a carico fino a 4.000 euro di reddito, mentre per un figlio di 27 anni torna il limite ordinario di 2.840,51 euro.
Figli con disabilità: detrazione e Assegno Unico possono convivere
Per i figli con disabilità accertata ai sensi della legge 104/1992 la disciplina è più favorevole. La detrazione per figli a carico può continuare a spettare anche dai 30 anni in poi e l’Assegno Unico è previsto senza limiti di età per i figli con disabilità.
L’Agenzia delle Entrate chiarisce inoltre che, per i figli con disabilità di età pari o superiore a 21 anni, le detrazioni fiscali dell’articolo 12 sono cumulabili con l’Assegno Unico eventualmente percepito.
Se il forfettario ha anche altri redditi IRPEF
Il caso cambia se il titolare della Partita IVA forfettaria possiede anche redditi assoggettati a IRPEF, per esempio alcuni redditi di lavoro dipendente, pensione o altri redditi imponibili ordinariamente. In questa situazione può esserci un’IRPEF lorda sulla quale utilizzare la detrazione per figli, se tutti i requisiti sono rispettati.
Il reddito forfettario resta tassato separatamente con imposta sostitutiva, ma non diventa irrilevante in assoluto. La legge stabilisce che il reddito determinato nel regime forfettario rileva anche per alcune verifiche legate ai carichi di famiglia.
Moglie dipendente e marito forfettario: 50% o 100%?
Per un figlio che nel 2026 dà diritto alla detrazione IRPEF, la regola ordinaria è la ripartizione al 50% tra i due genitori non legalmente ed effettivamente separati. In alternativa, previo accordo, il 100% può spettare al genitore che possiede il reddito complessivo di ammontare più elevato.
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 69/E del 2019, ha chiarito che nel confronto tra i redditi dei due genitori deve essere considerato anche il reddito prodotto in regime forfettario. Quindi non è corretto dire che il coniuge dipendente può prendere sempre il 100% solo perché l’altro genitore è forfettario.
Se, per esempio, la moglie dipendente ha il reddito più elevato, i genitori possono accordarsi per attribuirle il 100% della detrazione. Se invece il genitore forfettario ha il reddito più elevato, non si può trasferire automaticamente il 100% all’altro genitore soltanto perché il forfettario non ha IRPEF sufficiente: in assenza di altre condizioni, resta la regola prevista dall’articolo 12.
Il reddito forfettario conta per stabilire se un familiare è a carico?
Sì. La Legge 190/2014 prevede espressamente che, ai fini del riconoscimento delle detrazioni per carichi di famiglia, rilevi anche il reddito determinato con le regole del regime forfettario. Lo stesso principio emerge dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate sui familiari a carico.
Questo aspetto è importante perché il regime sostitutivo non rende “invisibile” il reddito forfettario quando la legge chiede di verificare specifici limiti collegati alla famiglia.
Esempio pratico: figlio di 23 anni
Supponiamo che una coppia abbia un figlio di 23 anni fiscalmente a carico e che il figlio non superi il limite di reddito previsto. Il padre è in regime forfettario e non possiede altri redditi IRPEF; la madre è lavoratrice dipendente.
- il figlio ha più di 21 anni e meno di 30, quindi può rientrare nella detrazione dell’articolo 12;
- il padre non può ridurre la sua imposta sostitutiva con la detrazione;
- la detrazione è normalmente ripartita al 50%;
- può essere attribuita al 100% alla madre solo se, previo accordo, è lei il genitore con il reddito più elevato secondo le regole applicabili;
- il reddito forfettario del padre rileva nel confronto indicato dall’Agenzia delle Entrate.
Esempio pratico: figlio di 15 anni
Se invece il figlio ha 15 anni, non si applica la detrazione IRPEF per figli a carico. Il nucleo può accedere all’Assegno Unico alle condizioni previste dall’INPS. In questo caso non ha senso discutere se la detrazione debba essere al 50% o al 100%, perché per il figlio minorenne quella specifica detrazione è stata sostituita dall’Assegno Unico.
Passare al forfettario conviene se hai figli?
Il numero di figli non basta da solo per stabilire se conviene il passaggio al forfettario. Bisogna confrontare l’imposta sostitutiva e il reddito determinato col coefficiente di redditività con l’IRPEF ordinaria, le detrazioni realmente utilizzabili, gli altri redditi della famiglia e gli oneri personali.
Per valutare il quadro generale puoi consultare anche i requisiti del regime forfettario 2026 e la guida all’imposta sostitutiva al 5% o 15%.
Errori da evitare
- pensare che il forfettario possa sottrarre la detrazione per figli direttamente dall’imposta sostitutiva;
- applicare ancora la detrazione per figli sotto i 21 anni come prima dell’Assegno Unico;
- dimenticare il nuovo limite anagrafico ordinario inferiore a 30 anni introdotto dal 2025;
- attribuire automaticamente il 100% della detrazione al coniuge dipendente senza confrontare i redditi;
- ignorare il reddito forfettario nel confronto tra i genitori;
- confondere la detrazione per figli con le detrazioni per spese sostenute nell’interesse di un familiare fiscalmente a carico.
Domande frequenti
Non dall’imposta sostitutiva. Se ha solo reddito forfettario, la detrazione per figli non può ridurre il 5% o il 15%. Se possiede anche altri redditi soggetti a IRPEF, la detrazione può essere utilizzabile sull’IRPEF nei limiti delle regole ordinarie.
No. Per i figli sotto i 21 anni la detrazione per figli a carico non è più prevista; opera l’Assegno Unico e Universale alle condizioni stabilite dall’INPS.
No. La regola è 50% per ciascun genitore oppure, previo accordo, 100% al genitore con il reddito più elevato. Per confrontare i redditi rileva anche il reddito prodotto in regime forfettario.
Sì, nei casi previsti. Per i figli con disabilità di età pari o superiore a 21 anni l’Agenzia delle Entrate chiarisce che le detrazioni dell’articolo 12 sono cumulabili con l’Assegno Unico eventualmente percepito.
Fonti ufficiali
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